Operatore D.B.N Giorgia Lonicci

Operatore D.B.N Giorgia Lonicci Trattamenti personalizzati di Reflessologia Plantare, massaggio Ayurvedico, Shiatsu, Massaggio sonoro

23/12/2025

La celiachia non ha i vari livelli o gradi 🤔 : la celiachia è una patologia autoimmune e stop.

Questa significa che una minuscola particella di glutine, in particolare la gliadina, attiva il sistema immunitario il quale risponde attaccando erroneamente la mucosa delll' intestino tenue, con tutti i danni che ne comporta.

Ossia, se tu sei celiaco, sia che mangi un grammo di glutine sia che ne mangi 100 gr, l' esercito ( il sistema immunitario) risponde comunque!
Distrugge la mucosa avviando tutta la risposta infiammatoria tipica delle patologie autoimmuni.

L' unica cosa che cambia da persona a persona è LA MANIFESTAZIONE DEI SINTOMI.

Ossia ci sono persone che al solo consumo di un alimento contaminato possono anche svenire e persone che invece, non capendo questo concetto o non riuscendo a sostenere una dieta priva di glutine, continuano a consumarne abitualmente non avendo poi chissà quale reazione.....

( questi sono coloro che affermano di avere una celiachia "leggera", di basso livello/ grado - che però non esiste - ) 🤔🤔🤦‍♀️🤦‍♀️

Ma il concetto non cambia.

La patologia autoimmune che ti distrugge la mucosa intestinale ce l' hai comunque, anche se, nel breve termine non manifesti poi chissà quale sintomo.

La celiachia infatti si presenta in diverse forme

Ma O SEI CELIACO O NON LO SEI, fine.

Le forme cliniche (tipica, atipica, silente, latente) come detto in precedenza, variano per sintomi e gravità e con vari gradi di danno intestinale (classificazione di Marsh) ma la cura è sempre e solo una sola:

una dieta rigorosa senza glutine.

E la celiachia non è un videogioco. Non ci sono " livelli" . Ti rimane la patologia autoimmune per tutta la vita e stop.

Informate i vostri parenti, amici e chiunque predichi i concetti dei " livelli o gradi di celiachia".

Informate sopratutto i ristoratori, che avrebbero l' obbligo di studiare ed essere preparati su questi delicatissimi argomenti, in modo da non mettere a rischio la salute dei propri clienti.

N.b

Noto dai commenti sotto che c' è molta confusione tra il concetto di celiachia e intolleranze al glutine o anche sensibilità non celiaca al glutine.

Farò un altro post per spiegare le differenze ma di certo è che c è un divario immunitario tra i 2 concetti:

nel senso che la celiachia è una malattia autoimmune con risposta appunto del sistema immunitario che attacca il suo stesso organismo.

Nella sensibilità non celiaca al glutine non ci sono invece anticorpi ( infatti non esiste una diagnosi chiara) , il glutine da fastidio comunque, ma non è come la celiachia in cui ci deve essere una RIGOROSISSIMA astensione dal consumo di alimenti contenti glutine.

14/12/2025
10/12/2025

03/12/2025

RAFFREDDORE o INFLUENZA?
MAI MENO DI 8 GRAMMI ...

L'assunzione regolare di vitamina C É INUTILE nel prevenire il raffreddore o l'influenza nella maggior parte delle persone.

Assumerla quotidianamente può ridurre leggermente la durata dei sintomi del raffreddore.
Iniziare ad assumere vitamina C dopo la comparsa dei sintomi difficilmente sarà d'aiuto, a meno che non si assuma una dose elevata fin dall'inizio.

Studi dimostrano che l'assunzione regolare di vitamina C può dimezzare il numero di raffreddori nelle persone esposte a brevi periodi di forte stress fisico (come maratoneti e sciatori).

Assumere vitamina C dopo la comparsa dei sintomi, invece, non è efficace.
Non incide in modo significativo sulla durata della malattia o sull'intensità della stessa.

L'integrazione giornaliera regolare riduce costantemente la durata dei sintomi del raffreddore di circa mezza giornata.

Ma dosi elevate all'inizio dei sintomi potrebbero essere d'aiuto. Ci sono alcune prove che dosi elevate (ad esempio 8 grammi) di vitamina C assunta all'inizio dei sintomi può essere utile

2 studi hanno rilevato che 6-8 grammi/giorno di vitamina C erano due volte più efficaci nel ridurre la durata del raffreddore rispetto a 3-4 grammi/giorno.

Mentre attendiamo le "necessarie ulteriori ricerche", ricorda che la tua salute vale ALMENO un grammo l'ora 💪

🟧T.me/dottgabrieleprinzi 💊

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29/11/2025

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01/09/2025

OSTEOPOROSI: QUANDO LE OSSA DIVENTANO FRAGILI

Post non per tutti perche spiega biologicamente le cause dell'osteoporosi. In fondo, troverai suggerimenti. Quindi, di solito, quando si parla di osteoporosi, il pensiero va subito a un’unica soluzione... “manca calcio, serve integrare calcio”. Ma la realtà biologica è molto più complessa. L’osteoporosi non nasce perché ci dimentichiamo di bere latte, ma perché il nostro corpo entra in uno stato cronico di infiammazione e squilibrio metabolico che letteralmente “consuma” le ossa dall’interno.

L’osso è un tessuto vivo che si rinnova di continuo. Due squadre lavorano in alternanza:

- Osteoclasti: “demolitori”, erodono l’osso vecchio.

- Osteoblasti: “costruttori”, depongono nuova matrice (collagene) e la mineralizzano con calcio e fosfato.

Nel mezzo ci sono gli osteociti, ex osteoblasti intrappolati nella matrice, che fanno da “sensori”, percepiscono carico meccanico, stress, infiammazione, e inviano segnali che regolano il cantiere. Se la biologia è in equilibrio, demolizione = ricostruzione. Se qualcosa sballa, la demolizione vince... osteopenia = osteoporosi.

Ora vediamo insieme le varie cause:

1) L’infiammazione cronica è il “capomastro” che chiama più demolitori. Quando l’infiammazione è di basso grado ma continua (intestino irritato, insulino-resistenza, infezioni latenti, tossine, stress psichico), aumentano citochine come TNF-α, IL-1β, IL-6. Queste attivano nelle cellule ossee la via NF-κB e spostano l’equilibrio del sistema RANK/RANKL/OPG:

- RANKL (espresso da osteoblasti/osteociti) lega RANK sugli osteoclasti = li attiva e ne prolunga la vita.

- OPG è l’antagonista “finto recettore” che cattura RANKL e frena i demolitori.

In infiammazione cronica, sale RANKL, scende OPG = osteoclasti iperattivi, osteoblasti intimiditi. Risultato? L’osso si consuma più di quanto si ricrei.

Nota chiave in menopausa, gli estrogeni normalmente frenano RANKL e spingono OPG. Quando crollano, RANKL prende il sopravvento. Non è “solo ormoni”... è immuno-endocrinologia ossea.

2) Stress ossidativo, ovvero, ROS che feriscono la struttura e rubano minerali: I radicali liberi (ROS) non sono il male assoluto; in piccole dosi segnalano. Ma se superano le difese (glutatione, catalasi, SOD, coenzima Q10, ecc.), scivoliamo nello stress ossidativo. Sulle ossa significa:

- Danno agli osteoblasti: più apoptosi, meno capacità di costruire matrice. Le vie pro-ossee come Wnt/β-catenina vengono inibite; aumenta sclerostina (proteina prodotta dagli osteociti che frena Wnt), soprattutto con sedentarietà.

- Osteoclasti più attivi: i ROS potenziano i segnali pro-RANKL, amplificando la demolizione.

- Collagene “caramellato”: lo stress ossidativo accelera la formazione di AGEs (prodotti di glicazione avanzata) che irrigidiscono la trama di collagene. Osso magari “denso” sulla carta, ma fragile perché la rete è scadente.

In più, quando i ROS aumentano e il metabolismo vira verso acidosi metabolica lieve (dieta pro-acida, stress, ipossia tissutale), il corpo usa bicarbonati e minerali dalle ossa per tamponare. Tradotto... i minerali escono dall’osso per spegnere l’incendio ossidativo.

3) Ormoni: cortisolo, insulina, tiroide, sesso...il direttore d’orchestra

- Cortisolo (stress): alto e cronico = inibisce la formazione ossea, riduce l’assorbimento intestinale di calcio e magnesio, favorisce catabolismo proteico (meno collagene). È uno dei binari principali dell’osteoporosi da stress.

- Insulina e IGF-1: picchi glicemici continui e insulino-resistenza aumentano infiammazione e ROS, ma anche calano IGF-1 che serve agli osteoblasti. Nelle dismetabolie l’osso “invecchia” più in fretta.

- Estrogeni e testosterone: calando, si alza RANKL, si alza sclerostina, si abbassa OPG... il pendolo oscilla verso la perdita ossea.

- Tiroide: eccesso di ormoni tiroidei accelera il turnover osseo (più perdita netta); anche l’alterazione della TSH-/recettorialità influisce sugli osteoclasti.

- Melatonina: bassa per sonno scarso = più cortisolo, più ROS, meno supporto alla osteogenesi.

4) Intestino: se il cancello è infiammato, i cofattori non entrano: Non basta “il calcio”. Senza magnesio, vitamina D, vitamina K2, boro, silicio, zinco, rame, vitamina C la matrice non si forma e non si mineralizza bene. Quindi, non basta solo calcio o vitamina D ma occorre la vitamina D insieme ai suoi cofattori.

- Permeabilità intestinale e disbiosi liberano LPS (endotossine) che alimentano l’asse intestino-osso via infiammazione sistemica = più RANKL.

- Vitamina D mal assorbita (per gastriti, PPI, SIBO, celiachia) = meno trasporto di calcio/fosfato.

- Vitamina K2 carboxila osteocalcina e MGP: senza K2 il calcio non va dove serve (osso) e rischia di andare dove non serve (tessuti molli).

- Vitamina C + rame = cofattori per lisil-ossidasi, enzima che crea i ponti tra fibre di collagene: senza questi, la rete è debole anche se c’è calcio.

- Magnesio: cofattore ovunque (paratiroide, vitamina D attiva, matrice). Se scarseggia, la calcemia apparente si difende… spesso a spese dell’osso.

- Microbiota in equilibrio = più SCFA (butirrato) = meno infiammazione, migliore assorbimento minerale e segnalazioni pro-anaboliche sull’osso.

5) Ferro e metalli, quando l’ossidazione fa salti mortali: Il ferro libero partecipa alla reazione di Fenton generando radicali idrossilici potentissimi. Un ferro “disregolato” (eccesso o ferritina infiammatoria) promuove ROS= più RANKL, più danno al collagene. Cadmio e piombo competono con i minerali dell’osso e ne favoriscono la perdita. Fumo, combo di cadmio + ROS, un disastro annunciato.

6) Farmaci e sostanze che “spingono” verso l’osteoporosi:
Glucocorticoidi classici. Frena osteoblasti, aumenta osteoclasti, riduce assorbimento di Ca/Mg.

- Inibitori di p***a protonica (PPIs): meno acido gastrico, peggior assorbimento di minerali.

- Aromatasi inibitori (oncologia), GnRH analoghi, eparina (uso prolungato), alcuni antiepilettici (induzione catabolismo vitamina D), SSRI (associazioni osservazionali) = tutti possono peggiorare la salute ossea.

- Alcol in eccesso, tossico per osteoblasti e intestino.

7) Carico meccanico, senza stimolo, l’osso “spegne il cantiere”. Gli osteociti sono meccanosensori, sentono trazione, compressione, vibrazione. Quando il carico è adeguato (camminata veloce, forza, salti controllati), calano sclerostina e freni sul pathway Wnt/β-catenina = gli osteoblasti vengono “liberati” a costruire.

- Sedentarietà = più sclerostina, meno Wnt, meno osteoblasti, più fragilità. È biologia, non opinione.

8) Acid-base e dieta, tampone osseo e perdite urinarie:

Una dieta con alto PRAL (carni/processati + sale + bibite fosfate) e pochi vegetali alcalinizzanti spinge micro-acidosi. Il corpo tampona con carbonati dall’osso. In parallelo:

- Sodio alto = più calciuria.

- Zuccheri e farine raffinate = ROS + AGEs.

- Proteine troppo basse = meno IGF-1, matrice scarsa; proteine adeguate invece aiutano l’osso (se bilanciate da vegetali/minerali).

- Fosfati (cola) eccessivi squilibrano il rapporto calcio/fosforo.

- Ossalati/fitati (se eccessivi e con intestino fragile) chelano minerali e riducono l’assorbimento.

9) Mastociti e istamina, il legame spesso ignorato: In soggetti con attivazione mastocitaria e istamina alta, i mediatori rilasciati (istamina, triptasi, citochine) possono stimolare osteoclasti e infiammazione locale. Non è la causa più frequente, ma nei profili sensibili può pesare sulla bilancia pro-RANKL.

10) Cosa “vede” il laboratorio quando l’osso si consuma: Markers di turnover. CTX/NTX (riassorbimento), P1NP/BSAP (formazione). In infiammazione spesso sale il riassorbimento.

- Vitamina D bassa, magnesio borderline, PTH mosso (in su o giù a seconda del contesto), omocisteina alta (collagene peggiore), ferritina elevata come marker infiammatorio.

- Densitometria (DEXA): misura quantità, non qualità del collagene. Si può essere “densi” e fragili se la matrice è scadente (AGEs, carenze cofattori).

Dopo anni di questo rumore di fondo, una caduta banale diventa frattura. Non per “sfortuna”: per biologia che ha sommato errori.

E ora veniamo ai nutrienti chiave (e perché contano davvero, non per moda)

- Vitamina D: aumenta l’assorbimento di calcio/fosfato e modula l’immunità. Senza D, il sistema tenta di tenere su la calcemia “rubando” dall’osso.

- Vitamina K2 (MK-7): carboxila osteocalcina (ancora il calcio all’osso) e MGP (tiene lontano il calcio dalle arterie). D senza K2 è come mandare una squadra senza indirizzo.

- Magnesio: cofattore della D attiva, regola PTH, parte della matrice. È il “direttore tecnico” che manca quasi sempre.

- Vitamina C + rame: per la lisil-ossidasi e la qualità del collagene (ponti crociati).

- Zinco: necessario per fosfatasi alcalina ossea; gli osteoblasti senza zinco rendono poco.

- Boro: aiuta metabolismo della vitamina D/estrogeni e l’economia del calcio.

- Silicio: supporta tessuto connettivo e iniziali fasi di mineralizzazione.

- Omega-3: abbassa il “rumore” infiammatorio di fondo che spinge RANKL.

- Stile di vita: il codice operativo che dice all’osso “costruisci”

- Carico meccanico intelligente: camminata veloce, esercizi di forza progressive, salti controllati se idonei = giù sclerostina, su Wnt, su osteoblasti.

- Sonno profondo: melatonina su, cortisolo giù, ROS giù. L’osso “ama” il buio e la regolarità.

- Respiro e stress: meno cortisolo cronico = più formazione ossea. Tecniche vagali, meditazione, EFT, non “magia”, ma endocrino-immunologia pratica.

- Sole e vitamina D, con criterio.

- Sale: ridurlo se eccessivo.

- Zuccheri/raffinati: meno picchi = meno AGEs.

- Proteine: adeguate (non ridicole, non estreme) per dare materiale a collagene e favorire IGF-1. Tanta verdura/erbe amare per carico alcalinizzante e micronutrienti.

Perché dire “integra calcio” è fuorviante (e a volte dannoso)?

Se il problema è RANKL alto + sclerostina alta + ROS + intestino infiammato, buttare dentro solo calcio può:

- Aumentare calciuria,

- Calcificare dove non serve se K2/Mg sono bassi,

- Non migliorare la qualità del collagene (quindi fragilità uguale).

Prima si spegne il fuoco (infiammazione/ROS), si riapre il cantiere (Wnt attivo, movimento), si nutre la squadra (cofattori), poi si parla di calcio.

L’osteoporosi è la risultante di un’infiammazione silente e di uno stress ossidativo persistente che, dialogando con ormoni e intestino, spostano il sistema RANKL/OPG e zittiscono Wnt/β-catenina, più demolizione, meno costruzione. La soluzione non è un singolo integratore, ma riordinare la biologia.

“Ok, ma cosa cambia domattina?”

- Piatto ricco di verdure + proteine adeguate + grassi buoni, riduci sale e zuccheri.

- Carico meccanico quotidiano (anche 20–30 min di cammino veloce + 2–3 sessioni di forza a settimana).

- Cura sonno/stress con la stessa serietà di un farmaco.

- Tieni d’occhio D, K2, Mg, C, zinco, boro, silicio, omega-3 e salute intestinale.

- Se ci sono farmaci “osso-ostili”, valuta con il medico strategie di compenso.

- Stop fumo, alcol moderato, occhio a PPI senza reale indicazione.

Le ossa non crollano in una notte. Si indeboliscono quando, giorno dopo giorno, la biologia riceve segnali di pericolo (infiammazione, ROS, sedentarietà) e toglie investimenti dal “fondo ossa”. Cambiare i segnali significa riaprire il cantiere, meno RANKL, più OPG; meno sclerostina, più Wnt; meno ROS, più collagene buono. E a quel punto il calcio non “serve”... funziona.

XO - Patrizia Coffaro

È un trattamento olistico dolce ma profondo, pensato per sciogliere le tensioni accumulate nel corpo.Benefici:🍀 Rilassam...
28/07/2025

È un trattamento olistico dolce ma profondo, pensato per sciogliere le tensioni accumulate nel corpo.

Benefici:

🍀 Rilassamento muscolare profondo
🍀 Miglioramento della circolazione e ossigenazione dei tessuti
🍀 Riduzione di tensioni localizzate come ad es spalle o zona lombare
🍀 Sensazione di leggerezza e rilassamento corpo-mente

Questo trattamento può essere eseguito sulla parte alta del corpo, quindi su schiena, collo, arti superiori, oppure sulla parte bassa, quindi sugli arti inferiori.

🍀 Massaggio Sonoro Armonico 🍀🔹È una tecnica di rilassamento profondo, che utilizza le vibrazioni e i suoni prodotti da s...
21/07/2025

🍀 Massaggio Sonoro Armonico 🍀

🔹È una tecnica di rilassamento profondo, che utilizza le vibrazioni e i suoni prodotti da strumenti come campane tibetane e diapason.
Le frequenze prodotte dagli strumenti agiscono per risonanza sulle frequenze del nostro corpo-mente, e le influenzano positivamente.

🔹Si utilizzano campane armoniche di diverse dimensioni, che appoggiate sul corpo vengono fatte suonare, oppure vengono applicati i diapason su punti specifici, come le articolazioni, per scioglierne le tensioni.

🔹È una pratica dolce che favorisce un profondo stato di rilassamento

06/07/2025

Alluce valgo: il linguaggio del piede che si piega a una catena più grande

L’alluce valgo non è solo una deformità locale del piede. È spesso l’espressione periferica di squilibri posturali globali, tensioni miofasciali e disorganizzazione nelle catene muscolari. Capirlo significa andare oltre il sintomo e leggere ciò che il corpo sta tentando di dire.

📍 Anatomia e definizione

L’alluce valgo è la deviazione laterale del primo dito del piede, associata spesso a pronazione dell’avampiede, rotazione mediale della tibia, e sublussazione del primo metatarso. Il risultato è una sporgenza ossea mediale (la “cipolla”) e, nel tempo, dolore, infiammazione e adattamenti compensativi su tutto l’arto inferiore.

🔁 Biomeccanica: un problema che nasce da lontano

Il piede non lavora mai da solo. È terminale di una catena posturale che inizia dalla base del cranio, passa per la colonna e termina a terra.

In biomeccanica disfunzionale, osserviamo:

Retroversione del bacino o asimmetrie pelviche → alterano l’appoggio plantare
Rotazione interna di femore e tibia → spingono l’alluce verso l’esterno
Caduta dell’arco plantare → iperpronazione → sovraccarico sul primo metatarso
Debolezza dei peronei e intrinseci del piede → perdita di controllo dell’alluce

Le catene muscolari coinvolte: da Busquet a Myers

📌 Catena anteriore mediana (Busquet)

Nel metodo di Busquet, il valgismo dell’alluce è spesso associato a tensioni nella catena anteriore, che include:
Diaframma toracico e pelvico
Psoas e ileaco
Adduttori, sartorio e quadricipite
Muscoli anteriori della gamba (tibiale anteriore, estensori delle dita)
Tensioni in alto (diaframma o addominali iperattivi) creano trazione discendente, modificando l’assetto pelvico e di conseguenza l’asse tibiale e il carico podalico.

📌 Linea superficiale frontale (Anatomy Trains, Myers)

Secondo Thomas Myers, l’alluce valgo è spesso segno di una tensione cronica nella linea superficiale anteriore, che coinvolge:
Tibiale anteriore, quadricipite, retto addominale, sternocleidomastoideo
Un irrigidimento di questa linea tira il corpo in avanti e in basso, spingendo l’alluce verso la linea di spinta laterale.

📌 Catena di estensione (Piret & Béziers)

Per Piret e Béziers, la catena di estensione è responsabile del sostegno e dell’equilibrio. Una rottura nell’organizzazione tonica può portare a compensazioni distali, dove l’alluce devìa per cercare equilibrio perduto a monte.

🧠 Aspetti neuro-posturali ed emotivi
L’alluce è anche simbolicamente il dito della direzione, della volontà, dell’autonomia. Il suo spostamento può riflettere anche tensioni emotive trattenute, mancanza di direzione, paure consolidate.

Si osserva spesso un conflitto tra "spingere" e "restare fermi".
Un corpo che cede all’interno (valgismo) è spesso un corpo che trattiene la sua vera direzione.

In ottica osteopatica e posturale, il trattamento dell’alluce valgo non si limita a:
Tutori o solette
Chirurgia
Mobilizzazione locale
Ma si estende a:Normalizzazione delle catene muscolari profonde
Rieducazione propriocettiva e tonica (Piret)Rilascio fasciale (Busquet, Myers) Integrazione tra respirazione, bacino e appoggio plantare

Esercizio fisico: alleato intelligente

Il movimento giusto non forza l’alluce, ma lo reintegra nella sua linea di spinta.

Esempi utili:
Attivazione dei muscoli intrinseci del piede (toe spread, short foot)
Rinforzo dei glutei (ponte, clam shell)
Controllo tibiale in monopodalico
Camminata consapevole a piedi scalzi

In sintesi

L’alluce valgo è una voce terminale di un disordine globale. Guardare solo il piede è come guardare l’ultima parola di un discorso senza ascoltarne il senso.

Se il tuo corpo ti parla… ascoltalo con competenza.

📍 Ricevo a Ferrara, Imola, Bologna, Cesena, Padova�📞 335 5884012

06/06/2025

PERCHÉ LE PERSONE NON VOGLIONO GUARIRE?

Dopo tanti anni di lavoro come terapeuta, posso dirlo senza paura di essere smentito: molte, troppe persone non vogliono guarire.

Dicono di volerlo, lo raccontano agli altri, a se stessi, ma in fondo non lo vogliono davvero.

Ippocrate, da grande saggio qual era, diceva: “Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare a ciò che lo ha fatto ammalare.”

Sembra assurdo, eppure succede continuamente: una persona mi contatta, dice di voler iniziare un percorso. Poi improvvisamente scompare. Non risponde più al telefono, non si fa più trovare.

Accade anche nei seminari: partecipano con entusiasmo, si commuovono, condividono feedback profondi e meravigliosi… ma poi spariscono.
Non procedono nel cammino. Restano dove sono.

Succede molto più spesso di quanto si immagini, purtroppo.
All’inizio mi arrabbiavo. Mi sentivo frustrato, mi chiedevo dove stessi sbagliando, mi prendevo la colpa.
Col tempo ho smesso. Anche se, lo ammetto, questo resta un tema vivo dentro di me.
So che voler guarire, o non volerlo, tocca temi profondi, complessi.

Ci sono persone che si aggrappano alla sofferenza come a un’amaca, dondolandocisi dentro.
Il cambiamento fa paura.
Fa paura alla carne, al corpo, alla storia che ci raccontiamo da anni.
Fa paura lasciare una casa dove non siamo più accolti.
Mollare un lavoro che ci spegne l’anima e il desiderio.
Separarci da chi abusa di noi.
Dire un no. Dire una verità.
Fa paura smettere di pensare che tutta la nostra vita sia rimasta congelata in un evento del passato.

La guarigione richiede sempre un atto di verità e la verità, spesso, fa più male del dolore stesso.

Nietzsche scriveva: “Si ha abbastanza coraggio per soffrire, ma non per cambiare.”
Sì, è così. Per molti, guarire è un atto di infedeltà. Come se guarendo si tradisse qualcuno: una parte di sé, un legame perduto, una storia antica.
E come tutti i traditori, piuttosto che guarire, raccontano un mucchio di bugie, di scuse e pretesti.

Rimanere nell’infelicità, nel piccolo inferno che conosciamo, può sembrare più sicuro, ma ci logora dentro. Ci spegne lentamente, giorno dopo giorno.
A volte, tragicamente, non vogliamo guarire perché il dolore è l’ultimo legame che abbiamo con ciò che abbiamo perso.

Rumi scriveva: “La ferita è il luogo da cui entra la Luce.” La ferita può essere feritoia.
Sia ringraziato il cielo per tutte le volte in cui abbiamo avuto il coraggio di aprire gli occhi e cambiare strada!
E allora forse guarire significa proprio questo: lasciare che la luce entri.
Accogliere la trasformazione.
Permettersi di essere liberi, anche se questo fa maledettamente paura.
Non per dimenticare, ma per vivere pienamente.
Perché la guarigione è un atto d’amore verso se stessi.
É un sì alla vita, un sì al cambiamento, un sì alla verità.

03/06/2025

Per anni ci hanno raccontato una storia sbagliata.

Milioni di spermatozoi, che si lanciano come atleti olimpici in una corsa disperata verso l’ovulo.
Solo il più veloce, il più forte, il più tenace vince.
Il premio? La fecondazione.
Musica epica, applausi, fine della storia.

Ma quella storia è, in gran parte, un mito.
Un mito radicato in una visione maschilista della riproduzione.

Grazie a una ricerca del 2020, ora sappiamo che l’ovulo non è affatto un trofeo passivo in attesa alla fine del traguardo.
È una protagonista attiva, potente, selettiva.
L’ovulo comunica. E sceglie.

Rilascia segnali chimici — i cosiddetti chemioattrattanti — per attirare lo spermatozoo che preferisce.
E per gli altri? Invia segnali repulsivi.
Li rallenta, li blocca. Li scarta.

Anche il muco cervicale, in particolare il muco di tipo L, svolge una funzione di filtro: impedisce allo sperma più debole o di scarsa qualità di proseguire.
Una selezione a monte. Nessuna corsa. Nessuna lotteria.

Come ha spiegato il ricercatore Fitzpatrick:

“Il fluido follicolare di una donna attirava meglio lo sperma di un uomo, mentre quello di un’altra donna attirava meglio lo sperma di un altro.”
Tradotto?
Si tratta di compatibilità. Di scelta.
È il suo corpo. È la sua decisione. Fino al livello molecolare.

E una volta scelto lo spermatozoo fortunato, quando inizia a penetrare l’ovulo…
lei chiude tutto.

Rilascia una sostanza che provoca la distruzione immediata della testa di tutti gli altri spermatozoi.
Sì: una decapitazione chimica di massa.
Niente ripescaggi. Niente seconde possibilità.
Solo quello che ha scelto lei.

Ah, e il finale perfetto?
Lo spermatozoo: la cellula più piccola del corpo umano.
L’ovulo: la più grande.
Chi ha sempre avuto il controllo?

Lei.
Sempre lei.

È ora di raccontarla bene, questa storia.
La riproduzione non è una gara.
È una conversazione.
E lei ha sempre l’ultima parola.

Indirizzo

Via Saccagnana, 9
Treporti
30013

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:30
Martedì 10:00 - 18:30
Mercoledì 10:00 - 18:30
Giovedì 10:00 - 18:30
Venerdì 10:00 - 18:30
Sabato 10:00 - 18:30

Telefono

+393392966756

Sito Web

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