Alcolisti Anonimi ci dà la Speranza

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Ogni post è opinione personale di chi la scrive, NON quella di A.A. Gli estratti e le citazioni tratte dalla letteratura ufficiale sono copyright di A.A. o di Alcolisti Anonimi Italia che ne detengono i diritti di autore. Alcolisti Anonimi è un’Associazione composta da Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto nei quali Uomini e Donne, che han smesso di bere, per restare sobri e trovare un nuovo stile di vita, aiutano altri alcolisti a smettere di bere.

06/01/2026

PROBLEMI CON L’ALCOL? POSSIAMO AIUTARTI.

L’Associazione è sempre a tua disposizione per qualsiasi informazione e chiarimento al numero telefonico del Centralino 06.6636629 o all’indirizzo della nostra sede nazionale di via di Torre Rossa 35 – 00165 Roma, o alla mail info@aaitaly.it

Se vuoi trovare una riunione o sapere di più su ALCOLISTI ANONIMI accedi al nostro sito web www.alcolistianonimiitalia.it oppure chiama il numero verde 800411406.

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...Ripensando a quel giorno disse che quello sguardo grato lo aveva cambiato per sempre.Non perché aveva salvato qualcun...
06/01/2026

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Ripensando a quel giorno disse che quello sguardo grato lo aveva cambiato per sempre.
Non perché aveva salvato qualcuno; ma perché, in quell'istante, si era sentito visto.
Auguro possa capitare anche a te.
Di avere accanto persone disposte ad aiutarti a sciogliere i nodi che ti opprimono,
di trovare il coraggio di accettare l'aiuto quando la vita sembra stringerti troppo forte...
e di conoscere la gioia silenziosa e profonda di dare e ricevere gratitudine.
Ci sono legami e momenti che non hanno bisogno di parole.
Sono semplicemente lì.

06/01/2026

🚧BUONGIORNO🚧
“Gli sbagli sono come gli incroci, ci fanno rallentare un attimo per capire meglio la strada"
SERENE 24 ORE!

06/01/2026

COS'E' L'ACCETTAZIONE?
Un modo per cogliere il significato del principio dell'accettazione è quello di meditarvi alla luce della preghiera tanto usata dagli AA: "Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza per conoscerne la differenza".

Ciò vuol dire essenzialmente chiedere le risorse della grazia con la quale possiamo ottenere un progresso spirituale in ogni condizione. In questa meravigliosa preghiera viene messa in grande evidenza la necessità di quel genere di saggezza che distingue tra il possibile e l'impossibile. Quando tenteremo di applicare questo prezioso principio, ci renderemo anche conto che il formidabile assortimento di dolori e di problemi della vita richiederà molti diversi livelli di accettazione.

Talvolta dobbiamo trovare il giusto tipo di accettazione per ogni giorno. A volte è necessario acquisire accettazione per ciò che potrà accadere domani e, ancora, dovremo accettare una situazione che potrebbe non cambiare mai. Poi, spesso dobbiamo anche realizzare una giusta e realistica accettazione di gravi difetti all'interno di noi, e di serie colpe di coloro che sono attorno a noi - inconvenienti a cui può non essere posto rimedio per anni, se mai potranno averlo.

Ci troveremo tutti di fronte a fallimenti, alcuni recuperabili e altri no. Ci imbatteremo spesso nella sconfitta: a volte casualmente, a volte inflittaci da noi stessi e, altre volte ancora, subita a causa dell'ingiustizia e della violenza di altre persone. La maggior parte di noi incontrerà, in qualche misura, il successo materiale, e qui il problema del giusto tipo di accettazione sarà davvero difficile. Ci saranno poi la malattia e la morte. Come potremo essere in grado di accettare tutto questo? Vale sempre la pena di considerare quanto grossolanamente si possa abusare del giusto significato della parola accettazione. Può essere distorto per giustificare quasi ogni segno di debolezza, di assurdità e di follia. Ad esempio, possiamo "accettare" il fallimento come una condizione cronica, eternamente senza sbocco positivo o rimedio. Possiamo "accettare" il successo materiale con orgoglio, come qualcosa dovuta esclusivamente a noi stessi. Possiamo anche "accettare" la malattia e la morte come la prova certa di un universo ostile e senza Dio. Di tali deformazioni dell'accetta zione, noi AA abbiamo avuto vasta esperienza. Perciò cerchiamo di ricordarci costantemente che queste perversioni dell'accetta zione non sono altro che trucchi per procurarci delle scuse: un gioco perdente nel quale noi siamo, o per lo meno siamo stati, campioni del mondo.

Ecco perché teniamo in così gran conto la nostra Preghiera della Serenità. Ci porta una nuova luce in grado di dissolvere la nostra antica e quasi fatale abitudine di prenderci gioco di noi stessi Nella radiosità di questa preghiera vediamo che la sconfitta, giustamente accettata, non è necessariamente un disastro. Adesso sappiamo che non dobbiamo fuggire, né che dovremmo cercare di superare le avversità cercando di rimuoverle con la forza violenta di un bulldozer, capace soltanto di innalzare davanti a noi gli ostacoli più velocemente di quanto possano essere abbattuti. Entrando in AA veniamo arricchiti di un'esperienza profonda mente diversa. Il nostro nuovo modo di rimanere sobri si fonda letteralmente sull'assunto che "Da soli non siamo nulla, è il Padre che compie le opere". Nel Primo e nel Secondo Passo del nostro programma di recupero, queste idee vengono spiegate chiaramente nei particolari: "Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all'alcol, e che le nostre vite erano diventate incontrollabili", "Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto riportarci alla ragione". Non potevamo sconfiggere l'alcol con i nostri soli mezzi, così accettammo l'ulteriore fatto che la di pendenza da un potere superiore (anche soltanto il nostro gruppo AA) avrebbe potuto farlo, cosa fino ad allora impossibile. Nel momento in cui fummo in grado di accettare totalmente queste verità, era cominciata la nostra liberazione dalla compulsione al colica. Per molti di noi accettare queste cose ha richiesto uno sforzo notevole. La nostra filosofia dell'autosufficienza, cui attribuivamo un così alto valore, doveva essere messa da parte. Ciò non era stato ottenuto con il nostro vecchio modo di adoperare la forza di volontà: era invece un sistema per sviluppare la disposi zione ad accettare queste nuove realtà della vita. Non siamo fuggi a ne abbiamo lottato. Ma abbiamo accettato. E poi siamo divenuti liberi. Non c'era stato alcun irrimediabile disastro.

Questo tipo di accettazione e di fede è in grado di generare il 100 per cento di sobrietà. In effetti, di solito è così, e deve esserlo, altrimenti non potremmo affatto restare vivi. Ma, nel momento in

cui applichiamo questo modo di pensare ai nostri problemi emotivi, ci rendiamo conto che sono possibili soltanto risultati relativi. Nessuno può, per esempio, liberarsi completamente dalla paura, dalla rabbia e dall'orgoglio. Quindi, in questa vita, non raggiungeremo mai nulla di simile alla perfetta umiltà e al perfetto amore. Perciò dovremo accontentarci, nei confronti della maggior parte dei nostri problemi, di un progresso molto graduale, a volte segnato da pesanti sconfitte. Il nostro antico atteggiamento del "tutto o niente" dovrà essere abbandonato.

Pertanto il nostro problema di gran lunga più importante è accettare le nostre attuali condizioni per quello che sono, noi stessi per come siamo, e le persone attorno a noi per come sono. Ciò vuol dire adottare un'umiltà realistica senza la quale non può nemmeno avere inizio alcun vero progresso. Più e più volte dovremo tornare a quel realistico punto di partenza. Si tratta di un esercizio di accettazione che possiamo mettere in pratica con profitto ogni giorno della nostra vita. A patto che evitiamo con ogni mezzo di trasformare queste realistiche analisi dei fatti della vita in alibi immaginari per l'apatia e il disfattismo, esse possono costituire un solido fondamento sul quale si possono edificare una accresciuta sobrietà emotiva e, di conseguenza, un progresso spirituale. Questa pare essere, per lo meno, la mia esperienza personale. Un altro esercizio che pratico, è cercare di fare un inventario completo delle mie fortune e poi una giusta accettazione dei miei numerosi doni: sia materiali che spirituali. A questo punto tento di raggiungere uno stato di gioiosa gratitudine. Quando una tale manifestazione di gratitudine viene ripetutamente confermata e meditata, può finalmente soppiantare la naturale tendenza a congratularmi con me stesso per qualsiasi progresso possa essere stato messo in grado di fare in alcuni ambiti della vita. Cerco in ogni modo di mantenermi ben ancorato alla verità che un cuore pieno e grato non può nutrire grande presunzione. Quando trabocca di gratitudine, il pulsare del cuore di ognuno deve sicuramente risolversi in amore verso gli altri, la più bella emozione che possiamo conoscere.
Nei periodi difficili, ripetere spesso la grata accettazione dei miei doni, può arrecarmi anche un po' della serenità di cui parla la nostra preghiera. Ogni qualvolta cado preda forti tensioni, allungo le mie passeggiate quotidiane e recito lentamente la nostra Preghiera della Serenità, al ritmo dei miei passi e del mio respiro. Se ritengo che il mio dolore sia stato in parte causato da altri, cerco di ripetermi: "Dio mi conceda la serenità di amare i loro lati migliori, e di non temere mai quelli peggiori". Questo salutare e benefico sistema del ripetere, in cui a volte è necessario persistere per giorni, di rado ha mancato di restituirmi perlomeno un accettabile equilibrio emotivo e una prospettiva.
Un altro passo utile è essere fermamente convinti della capacità di comprensione cui il dolore può portare. Davvero il dolore è uno dei nostri più grandi maestri. Anche se trovo ancora difficile accettare la sofferenza e l'ansia dell'oggi con un elevato grado di serenità -come sembrano in grado di fare coloro che sono più avanti nella vita spirituale- posso nondimeno, se ci provo con tutte le forze, ringraziare per le pene del presente. Trovo la disponibilità a farlo considerando le lezioni apprese dalle sofferenze passate -lezioni che hanno portato alle benedizioni di cui ora posso godere. Posso ricordare, se insisto, come le agonie dell'alcolismo, la sofferenza della ribellione e dell'orgoglio contrastato, mi abbiano spesso condotto verso la grazia di Dio, e quindi a una nuova libertà. Perciò, mentre cammino, continuo a ripetere altre frasi come queste: "La sofferenza è la pietra di paragone del progresso"... "Non temere alcun male"... "Anche questa passerà"... "Questa esperienza può essere trasformata in un beneficio".
Questi frammenti di preghiera arrecano molto più che un semplice conforto. Mi mantengono sulla strada di una giusta accettazione; smantellano le mie argomentazioni compulsive di colpa, depressione, ribellione e orgoglio; e a volte mi forniscono il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza di conoscerne la differenza.

A coloro che non si sono mai allenati veramente in questi potenti esercizi di accettazione, li raccomando caldamente per prima volta in cui si trovino in una situazione difficile. O, se è per questo, in ogni momento!
(Bill W. - Il linguaggio del cuore, pag 345-347)

06/01/2026

🎱BUONGIORNO🎱
Gli errori sono per la vita ciò che le ombre sono per la luce.
(Ernst Junger)
SERENE 24 ORE.

06/01/2026

🤛🏽BUONGIORNO🤜🏽
Prima di lottare per risolvere i problemi è meglio ridurne la quantità.
Accettando saggiamente quelli irrisolvibili.
Separando quelli reali dagli immaginari nati dietro ai “devo” o “dovrei”.
Scoprendo infine che non servirà tanto coraggio per affrontare quelli risolvibili.
(A. X.)
SERENE 24 ORE.

05/01/2026

"IL DONO PIU' BELLO"
Penso che uno degli straordinari ma semplici punti di A.A., è che non dovevo smettere di bere, nel sen­so in cui lo intendevo io, prima di entrare nel programma. Penso che se il programma stesso avesse preteso che smettessi come lo intendevo io, oggi non sarei sobrio.
A.A. ci insegna come vivere senza alcool, come l’alcool non sia necessario e come esso non faccia che aumentare i nostri problemi.
È cosa perfettamente naturale, per la maggior par­te di noi dire grazie alle altre persone per ciò che rice­viamo. Ed ecco perché è importante che io qui ringrazio per il più grande Dono che è possibile ricevere: 24 ore di sobrietà...
“Buona volontà, onestà, apertura mentale sono gli elementi essen­ziali del recupero”.
L’onestà è l’anima del recupero: “I non recuperabili sono persone incapaci di essere oneste con sé stesse”.
In una società in cui prevale la disonestà noi siamo “condannati” all’onestà se vogliamo raggiungere prima e conservare poi ventiquattr’ore alla volta la sobrietà.
E in un mondo impaziente, intollerante, avido siamo “condannati” alla pazienza, alla tolleranza, alla generosità, se non vogliamo perdere il Dono della sobrietà.
Il “Dono”, certo, perché io non posso dimenticare che la sobrietà mi è stata “data”, “donata”, io che nella vita ho cercato di volere tutto e subito, di afferrare ciò che potevo, di impadronirmi di ogni cosa.
E come sono finito? Con niente, niente nel portafoglio, niente nello stomaco niente nella testa e nell’animo.
È l’accettazione che ci dà i due supremi doni di A.A.: prima la sobrietà e poi, se mettiamo in pratica in tutti i campi della vita i suoi princi­pi, la serenità.
(www.alcolistianonimitalia.it)

05/01/2026
05/01/2026

È tutta questione di volontà, sì... anche di valutazione e di contenuti... Vabbè, solo tu puoi sapere se sei un alcolista o meno, ma devi proprio farlo sapere a tutti?

05/01/2026

🗻BUONGIORNO🗻
Chi aspetta non si guarda dietro, non si guarda davanti.
Si guarda dentro, e cresce.
Chi aspetta invoca il vento, le stelle, i mari, e culla nei suoi occhi i sogni che fanno girare la terra.
Chi aspetta sa che non è la barca, quel che si aspetta; ma è la barca che sta aspettando.
(J. Haddad)
Serene 24 ore

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Turin

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La storia di A.A.

Fondata nel 1935 da due alcolisti, Bill W. e il Dr. Bob S., che capirono che aiutandosi a vicenda riuscivano a mantenersi sobri, è un’Associazione composta da Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto nei quali Uomini e Donne, che han smesso di bere, per restare sobri e trovare un nuovo stile di vita, aiutano altri alcolisti a smettere di bere. Serene 24 ore a tutti.