Dott.ssa Giuseppina Ceccarelli

Dott.ssa Giuseppina Ceccarelli Sostegno psicologico, psicoterapia individuale per adulti e adolescenti, terapia di coppia, con possibilità all’occorrenza di terapia online.

Ricevo privatamente a Valentano, su appuntamento.

30/09/2022

Gillian è una bambina di sette anni ed a scuola non riesce a stare seduta. Si alza continuamente, si distrae, vola con i pensieri e non segue le lezioni. I suoi insegnanti si preoccupano, la puniscono, la sgridano, premiano le poche volte in cui è attenta ma nulla, Gillian non sa stare seduta e non riesce a stare attenta. Quando torna a casa anche la mamma la punisce. La mamma pensa che non può mica far finta di nulla davanti al comportamento della bimba. E così Gillian non solo prende ogni giorno brutti voti e punizioni a scuola ma li prende anche a casa, come se non fosse già una punizione ed una umiliazione il brutto voto e la sgridata davanti a tutti i compagni “Bravi”. Un giorno la madre di Gillian viene chiamata a scuola. La signora, triste come chi aspetta brutte notizie, prende la bambina per mano e si reca a scuola, nella stanza dei colloqui. Le insegnanti parlano di malattia, di un disturbo evidente della bambina. Non esiste ancora l’iperattività altrimenti forse qualcuno avrebbe dato un farmaco alla piccola Gillian. Durante il colloquio arriva un vecchio insegnante che conosce la bambina e la sua storia. Chiede a tutti gli adulti, madre e colleghe, di seguirlo in una stanza attigua da dove si possa ancora vedere la bambina. Andando via dice alla bimba di avere un po’ di pazienza che torneranno subito e le accende una vecchia radio con musica di sottofondo. Come la bimba si trova sola nella stanza immediatamente si alza e comincia a muoversi su e giù inseguendo con i piedi ed il cuore la musica nell’aria. Il vecchio insegnante sorride e mentre le colleghe e la madre lo guardano tra il perplesso e il compassionevole, come spesso si fa con i vecchi, lui esclama:
“Vedete Gillian non è malata, Gillian è una ballerina!”.
Consiglia alla madre di iscriverla ad un corso di ballo ed alle colleghe di farla ballare ogni tanto.
La bimba segue la sua prima lezione e quando torna a casa alla mamma dice solo: “sono tutti come me, li nessuno riesce a stare seduto!”
Nel 1981, dopo una bellissima carriera da ballerina, dopo aver aperto una sua accademia di ballo, dopo aver ricevuto riconoscimenti internazionali per la sua arte Gillian Lynne sarà la coreografa del musical Cats.
Un bacio a tutti i bambini diversi.
Augurando loro di trovare nel loro cammino degli adulti capaci di accoglierli per ciò che sono e non per ciò che a loro manca.

❤️

13/08/2022

“Cosa ce ne facciamo dei ragazzi che prendono 10, 9, 8 a scuola se non sono in grado di intervenire quando viene fatto del male ad un compagno, quando hanno delle prestazioni eccezionali ma non hanno strumenti per aiutare un loro amico e riconoscere un bisogno.

Si punta troppo sulle prestazioni e troppo poco sui sentimenti, troppo egoismo e impoverimento emotivo. Un figlio prima deve diventare un uomo inteso ‘persona con valori’. Non puntiamo solo sulle prestazioni.”

Buon viaggio Piero Angela
❤️

Come si richiede il BONUS PSICOLOGICO?🔦Dal 25 luglio al 24 ottobre, puoi farne richiesta sul sito www.inps.it seguendo q...
29/07/2022

Come si richiede il BONUS PSICOLOGICO?

🔦Dal 25 luglio al 24 ottobre, puoi farne richiesta sul sito www.inps.it seguendo questo percorso: "Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” > "Contributo sessioni psicoterapia".

🔑In alternativa, puoi anche presentare la domanda telefonando al numero 803 164 (solo da rete fissa, gratis), o al numero 06 16 41 64 (da cellulare, a pagamento).

📑Scaduto quel periodo, l'INPS preparerà le graduatorie, una per regione: avranno la precedenza i redditi più bassi.

✅ Se la tua domanda verrà accettata, l'INPS ti invierà un codice, valido solo per te, che varierà in base al reddito (valore massimo: 600 €)

🆘 Da quel momento in avanti, avrai 180 giorni per utilizzare il codice. Se non lo farai, la parte del bonus non usata verrà redistribuita, seguendo la graduatoria.


Psicologa-psicoterapeuta
Giuseppina Ceccarelli
Ricevo per appuntamento
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Finalmente ci siamo! Da oggi sarà possibile inserire le domande online! Io aderisco all’iniziativa, chi fosse interessat...
25/07/2022

Finalmente ci siamo!
Da oggi sarà possibile inserire le domande online!
Io aderisco all’iniziativa, chi fosse interessato può trovare il mio nominativo nella piattaforma INPS.

20/07/2022

'DOVE LO METTI STA'

'È un bambino finto'
'È un bambino che si adatta a tutto'
'Dove lo metti sta'.
'Non ho mai avuto problemi, lo porto in tanti posti, lo lascio a tante persone, e lui non crea problemi, è bravo.'

Quante volte ci è capitato di sentire queste frasi?
Magari dette dai genitori, o dai maestri.

'Se venissero tutti così ne farei anche 10 di figli'.
'È lo studente che tutti vorrebbero, non disturba, sempre al suo posto.'

Magari queste affermazioni hanno anche innescato l'invidia di altre coppie di mamme e papà o colleghi.

I miei figli non stanno dove li metti.
E di questo son felice.

Anche io non sto bene ovunque.
Qualcuno di voi forse sì?
State bene con tutti?
In ogni contesto?
Non ci può mica andar bene tutto!
Il mondo è vario, così come le persone.
Ci sentiamo a nostro agio con qualcuno, un po' in difficoltà con altri, fastidio e rilassatezza ci coinvolgono in base alle situazioni.

Dobbiamo far mica finta di niente?
Assolutamente no.

È giusto che facciamo capire a noi stessi che non ci può andar bene tutto, perché siamo delle persone con un'anima e dei sentimenti, e per tale ragione uno stato di benessere e malessere ci invade in base alla realtà che si sta vivendo.

Quando ne abbiamo la possibilità ne parliamo, in altre occasioni ce la filiamo, evitiamo insomma dove possibile vivere certe situazioni o persone che sono nocive per noi, alcune volte invece siamo obbligati a viverle.

Alcune volte.

Così mi auguro che sia sempre per i miei figli e per ogni bambino del mondo.

Che trovino sempre il coraggio di essere onesti con loro stessi, scegliendo ciò che li fa stare meglio.
Mi auguro che, nonostante la loro dipendenza nei confronti degli adulti e l'impossibilità di scegliere liberamente, abbiano sempre la forza di dire la loro, e quando non parlano ancora, di farlo con il corpo.
Mi auguro che abbiano intorno sempre adulti disposti ad ascoltarli.

È fondamentale per la loro crescita.

Un bambino è una persona, non può stare bene ovunque e con tutti.
Ha le sue inclinazioni, preferenze e gusti.
È obbligatorio per gli adulti comprendere questo.

Se i primi anni saranno difficili per mamma e papà, magari per qualche educatore e maestro, perché difronte a loro hanno un bambino che lotta per essere chi vuole, che vuol esprimere la sua opinione riguardo la sua vita, accogliamolo adeguatamente.
Il problema, se così possiamo dire, non è in questo atteggiamento, ma nella nostra difficoltà ad accettarlo.
Per noi spesso è più semplice avere bambini 'soprammobile', che dove li metti stanno.

Questo è un errore.
I soprammobili lasciamoli in casa a prendere la polvere, i bambini lasciamoli al mondo a prendere aria in faccia e terra sotto i piedi.

Un albero dove lo pianti sta, e sappiamo bene che se doveva essere immobile nasceva albero e non bambino.

Lasciamoli 'disobbedire responsabilmente' i bambini.

Saremo grati a noi stessi, oltre che a loro, quando vedremo che cresceranno con un carattere forte e deciso, seppur educato.

Saranno molto più probabilmente adulti in grado di sostenere il peso e il valore della loro vita e di quella degli altri.

Per una vera e propria Cultura dell'Infanzia
Lo Stupore delle Meraviglie

21/05/2022

"A 40 anni Franz Kafka, che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. La bambina e Kafka cercarono la bambola senza successo. Kafka le propose di incontrarsi di nuovo lì il giorno dopo, per tornare a cercarla insieme.

Il giorno seguente, non avendo ancora trovato la bambola, Kafka consegnò alla bambina una lettera "scritta" dalla bambola che diceva: "per favore, non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure."

Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka. Durante i loro incontri, Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.

Alla fine Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.

“Non assomiglia affatto alla mia bambola", disse la bambina. Kafka le consegnò allora un'altra lettera in cui la bambola scriveva: "i miei viaggi mi hanno cambiato”. La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò a casa tutta felice.

L’anno seguente Kafka morì.

Molti anni dopo la bambina, oramai adulta, trovò un messaggio dentro la bambola. Nella breve lettera firmata da Kafka c‘era scritto: "tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo."

("Kafka e la bambola viaggiatrice”, di Jordi Sierra I Fabra)

«Io non sono proprietà di nessuno, l’onore lo perde chi le fa, certe cose, non chi le subisce.»Questo disse Franca al pr...
01/12/2021

«Io non sono proprietà di nessuno, l’onore lo perde chi le fa, certe cose, non chi le subisce.»
Questo disse Franca al processo.

Franca Viola era nata ad Alcamo, in Sicilia, in una famiglia di agricoltori. Eravamo coetanei, compaesani e amici d’infanzia. Direi, più che amici, fidanzatini. Franca era la ragazza più bella di Alcamo. Aveva diciassette anni e undici mesi, quel giorno.

Filippo Melodia, nipote di un boss, la voleva per sé. Dopo il suo rifiuto, aveva bruciato la vigna del padre. Ma non si era fermato lì. Infatti, il 26 dicembre 1965, alle ore 9, con l’aiuto di dodici amici, era entrato in casa della famiglia Viola.

Avevano picchiato la madre e portato via Franca e il suo fratellino di otto anni. Li avevano portati in un casolare. Due giorni dopo avevano liberato il bambino. E Franca? Violentata, malmenata e lasciata digiuna. Tenuta segregata per otto giorni.

Quando arrivò il capodanno, il papà di Franca venne contattato dai parenti di Melodia, per mettersi d’accordo sul matrimonio di Franca Viola con il suo stupratore. Un matrimonio “riparatore”. Il matrimonio avrebbe estinto il reato di sequestro di persona e violenza carnale.

Franca avrebbe dovuto sposare Melodia, punto. Ma non andò così. I genitori di Franca si misero d’accordo con la polizia e fecero finta di accettare il matrimonio riparatore solo per scoprire dove fosse la loro figlia.

Il giorno dopo, all’alba del 2 gennaio 1966, la polizia intervenne facendo irruzione nell’abitazione, liberando Franca e arrestando Melodia, insieme ai suoi complici.
E poi ci fu il processo.

Franca non voleva sposarlo, ma secondo la morale del tempo una ragazza uscita da quella vicenda avrebbe dovuto necessariamente sposare il rapitore, salvando il proprio onore e quello dei familiari. In caso contrario sarebbe stata additata come una “donna svergognata”.

Papà Bernardo le aveva chiesto: «Cosa vuoi fare, Franca?».
Lei aveva risposto che non voleva sposarlo.
«Va bene, tu metti una mano, io ne metto cento.»
E così andò. Franca fu la prima donna in Italia a dire di no al matrimonio riparatore.

Per sbarazzarci di “nozze riparatrici” e “delitto d’onore” bisognerà attendere il 1981. Perché la legge considerasse lo stupro come un reato contro la persona, si dovrà aspettare il 1996.

Serve sempre un primo passo, per cambiare le cose.

Nella giornata contro la , la storia di , raccontata da Johannes Bückler in "Non esistono piccole donne".

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05/11/2021

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02/11/2021

L’importanza dei piccoli passi.

“Non ti legare a chi non si rallegra dei tuoi successi”
14/10/2021

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Credo che molte volte non siamo consapevoli del dolore che possiamo arrecare agli altri con le nostre azioni e le...

Pensare a se stessi è la base per una duratura “storia d’amore” 🌹❤️
07/10/2021

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Gianni Rodari
02/10/2021

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