07/02/2026
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Nel febbraio del 1925 un giovane artista olandese, neodiplomato allโAccademia di Arte Decorativa di Haarlem e da poco stabilitosi a Roma con la moglie, giunge durante uno dei suoi viaggi nel Bel Paese in un borgo medievale del Lazio. Quel luogo, Vitorchiano, colpisce immediatamente il suo sguardo di uomo del Nord per la sua struttura compatta e rigorosa, sospesa e fusa tra natura e architettura.
Le case, affastellate geometricamente sulle pareti rocciose, sembrano emergere direttamente dal peperino. Il borgo appare come un unico organismo: il campanile e le torri svettano sul monolite, mentre la forra sottostante, solcata dai corsi dโacqua, incide il paesaggio con linee profonde. Non cโรจ frattura tra costruito e naturale: tutto sembra obbedire a una stessa legge di equilibrio.
Affacciato tra gli uliveti, Escher incide su legno la xilografia โVitorchiano nel Ciminoโ. Lโopera restituisce il paese come una massa solida, compatta, radicata nella roccia. I pendii sono scanditi da trame regolari, i campi diventano superfici ritmate, la vegetazione si trasforma in pattern grafici. In primo piano, una piccola figura umana osserva il borgo: non lo domina, non lo misura, ma lo contempla. ร un dettaglio silenzioso che rivela il senso profondo dellโopera.
In questa xilografia Escher non si limita a rappresentare un paesaggio: mette in scena unโidea di ordine. Vitorchiano diventa il simbolo di un mondo in cui lโapparente complessitร della realtร si ricompone in una struttura armonica. La roccia non รจ sfondo, ma fondamento; le case non sono sovrapposte al territorio, ma ne sono una naturale prosecuzione. Attraverso il rigoroso contrasto tra bianco e nero, lโartista restituisce un senso di stabilitร e permanenza, quasi fuori dal tempo.
Escher era inquieto, riservato, profondamente curioso. Nato nei Paesi Bassi nel 1898 e morto nel 1972, visitรฒ lโItalia per la prima volta nel 1922, rimanendone affascinato al punto da viverci per molti anni. Viaggiรฒ instancabilmente da nord a sud, attratto in particolare dai borghi medievali, dove ritrovava quellโordine visivo che cercava nelle sue opere. LโItalia fu per lui un laboratorio fondamentale, un luogo di osservazione e di studio prima ancora che di invenzione.
Nelle sue incisioni e litografie, Escher costruisce un mondo unico, in cui arte e scienza, matematica e immaginazione, convivono senza contraddizioni. Pur non essendo un matematico, anticipa con lโintuizione visiva concetti che solo piรน tardi verranno formalizzati: simmetrie, tassellazioni, paradossi prospettici, spazi impossibili. Non amava le teorie astratte: diceva di โpensare con le immaginiโ.
Solo negli ultimi decenni Escher รจ stato pienamente riscoperto dal grande pubblico, diventando uno degli artisti piรน amati al mondo. Le sue opere continuano a parlare a chi osserva con attenzione, ricordandoci che la realtร non รจ un caos senza regole, ma un sistema complesso e meraviglioso, pronto a rivelarsi a chi sa guardare.
Vitorchiano, in questa xilografia, non รจ soltanto un borgo: รจ uno sguardo sul mondo di Escher. Un invito alla meraviglia, alla contemplazione, alla scoperta dellโordine nascosto nelle forme della realtร nella natura.
Guarda l'originale: ๐ https://mcescher.com/gallery/italian-period/?fbclid=IwdGRjcAPyrsRjbGNrA_KusWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHiUKNdnWPyXDfpbvlqdpH3j_GdgdPnJI64HWPr7FFMqeFa17swfEWbC7Tott_aem_Uk8WzhMxeHt6m1xT9HhIIg