17/02/2026
Cromopuntura e sintomi della depressione
Depressione non vuol dire soltanto tristezza. È una condizione che coinvolge l’intera persona: corpo, sistema nervoso, assetto energetico, percezione di sé. Spesso si manifesta con stanchezza profonda, perdita di interesse, difficoltà nel sonno, senso di vuoto, dolori muscolari diffusi, disturbi digestivi. Il corpo rallenta, la postura si chiude, il respiro diventa corto ed è come se la vitalità si fosse ritirata.
Nel mio lavoro considero sempre la persona nella sua globalità.
La cromopuntura, ideata da Peter Mandel e diffusa in Italia anche attraverso gli insegnamenti di Manhoar Croke, parte da un presupposto preciso: il sintomo è un messaggio. Non è il nemico da sopprimere, ma un’informazione che segnala un’alterazione nell’equilibrio del sistema.
La luce, applicata su punti specifici del corpo senza aghi, diventa uno strumento di regolazione offrendo al sistema un’informazione ordinata. Nei quadri depressivi è possibile osservare spesso un indebolimento dell’asse rene-surrene, una difficoltà del fegato nel garantire il libero fluire dell’energia, una perdita di centratura sull’asse anteriore del corpo secondo la MTC.
La persona fatica a percepire una direzione interiore, come se fosse scollegata dal proprio orientamento.
Anche la Metamedicina offre una lettura interessante suggerendo che la depressione può emergere quando emozioni profonde restano trattenute a lungo: frustrazione, senso di impotenza, perdita di un ruolo o di un’identità. Quando ciò che si è vissuto non trova espressione, il corpo abbassa il tono in una sorta di adattamento globale.
La Medicina Tradizionale Cinese descrive quadri simili parlando di stagnazione del Qi del Fegato, deficit del Rene, alterazioni dello Shen, lo spirito che risiede nel Cuore. Quando il Qi non scorre, si sperimenta blocco. Quando il Rene è debole, manca la forza vitale. Quando il Cuore è disturbato, si perde la gioia.
La cromopuntura dialoga con questi sistemi in modo sottile. Attraverso frequenze luminose specifiche, si sostiene il sistema nervoso autonomo, si armonizza il ritmo sonno veglia, si favorisce una migliore integrazione tra corpo ed emozioni. Non si forza il cambiamento bensì si crea uno spazio perché l’organismo possa riorganizzarsi.
È fondamentale ricordare che la depressione clinica richiede sempre una valutazione medica e psicologica.
Un approccio energetico non sostituisce un percorso terapeutico quando necessario, ma può affiancarlo come sostegno regolativo e complementare.