09/11/2025
LA VERA CAUSA DEI DOLORI E RIGIDITA' ARTICOLARI
(Di Patrizia Coffaro)
Ti spiego perchè oggi così tante persone si svegliano ogni mattina con dolori articolari, muscoli rigidi, bruciore interno o quella sensazione di ossa infiammate. E non c’entra solo l’età, né il reumatismo di cui tutti parlano. Il vero problema, molto più sottile, comincia nel sangue.
Sì, proprio nel tuo sangue, quella linfa vitale che dovrebbe scorrere come un fiume pulito, ossigenando ogni cellula e portando nutrienti dove servono. Quando tutto funziona bene, il sangue irrora ogni distretto, il microcircolo lavora in silenzio e il corpo si rigenera continuamente.
Ma quando il flusso rallenta, anche solo un po', inizia un effetto domino silenzioso. I tessuti non ricevono più ossigeno a sufficienza, gli scarti metabolici si accumulano, i capillari diventano più rigidi e le cellule cominciano letteralmente a soffocare. È a quel punto che il corpo inizia a mandare segnali d’allarme... dolori diffusi, muscoli contratti, stanchezza profonda, formicolii, infiammazione che si sposta da un punto all’altro.
L’infiammazione cronica di basso grado è uno dei più grandi sabotatori della salute moderna. Non la senti subito, ma ti logora giorno dopo giorno. È come una brace sotto la cenere: non brucia abbastanza da farti correre al pronto soccorso, ma continua a consumare i tessuti.
Quando le pareti dei vasi si infiammano, diventano meno elastiche. Il sangue non scorre più come dovrebbe, e quella lentezza, quel rallentamento invisibile, è sufficiente a ridurre drasticamente l’arrivo di ossigeno e nutrienti.
Risultato? Le cellule, non nutrendosi più bene, iniziano a funzionare male. Il collagene si ossida, il calcio si deposita dove non dovrebbe, e ciò che percepisci come dolore alle ossa è in realtà un dolore da ischemia tissutale, da infiammazione silente, da microcircolazione bloccata.
Pensa al sangue non come a un semplice fluido, ma come a un sistema di comunicazione cellulare. Ogni globulo rosso è una piccola navetta che trasporta ossigeno, ma anche informazioni chimiche e segnali. Quando il sangue è viscoso, denso, pieno di scorie o carico di zuccheri e grassi ossidati, i capillari si intasano. È come se la rete autostradale del tuo corpo andasse in tilt.
E qui succede qualcosa di molto interessante.... il corpo, nel tentativo di compensare, contrae i muscoli per migliorare la circolazione locale. Ma se questo stato di tensione dura troppo, si cronicizza. Nasce la rigidità, le fibre si accorciano, il tessuto connettivo si indurisce, e il dolore diventa il linguaggio del corpo che chiede aiuto.
Molti pensano che sia colpa dell’età o del non fare abbastanza movimento. In realtà, ci sono molte cause, spesso invisibili, che compromettono il flusso sanguigno:
- Infiammazione sistemica cronica (alimentazione infiammatoria, zuccheri, farine raffinate, oli vegetali ossidati).
- Stress ossidativo (radicali liberi in eccesso, carenza di antiossidanti).
- Accumulo di tossine ambientali (metalli pesanti, pesticidi, solventi, micotossine).
- Stasi linfatica e stagnazione del mesenchima (quando la matrice extracellulare è intasata, il sangue non può drenare bene).
- Squilibri ormonali e cortisolo cronico alto, che irrigidisce i vasi e altera la viscosità del sangue.
- Deficit di micronutrienti chiave come magnesio, rame, silicio, vitamina C e K2, indispensabili per la flessibilità dei vasi e la produzione di collagene vascolare.
Il corpo si adatta, certo. Ma fino a un certo punto. Quando la compensazione finisce, arriva la fatica cronica, i dolori migranti e il senso di pesantezza interna.
C’è anche un altro aspetto che pochi considerano... il cervello. Anche lui vive di sangue. Quando la microcircolazione è lenta, anche le sinapsi si spengono. Ti senti confuso, scarico, privo di motivazione e caso mai con la nebbia cerebrale. Non è solo stanchezza mentale... è un problema di perfusione. Il cervello, che consuma il venti per cento dell’ossigeno totale, diventa la prima vittima.