10/19/2025
“Spesso mi interrogo sul senso di questo strano
lavoro uno-a-uno e mi domando che
senso ha all’interno di questo presente sconvolto.
Penso alla terapia come luogo di umanizzazione, come processo di coscienza, meditativo, lento, controcorrente rispetto alla tendenza dominante di mettere a tacere il male in fretta. Penso alla psicoterapia come esperienza che non semplifica ma che apre al pensiero complesso, un luogo dove possiamo imparare a distinguere le illusioni dal possibile,
dove possiamo vedere e fare i conti con la nostra stessa follia, dove il conoscere se stessi
possa aiutare nelle turbolenze interne ed esterne che si presentano, senza ogni volta essere sconvolti, andare alla deriva o negare. Dove sia possibile sostenere la speranza nelle persone che curiamo. Dove si possa essere sanamente disadattati osservando la
follia del mondo (Fabbrini,
2021).”