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Un ricercatore che ogni anno salva circa 8 milioni di bambini, forse anche il tuo.Eppure pochi lo conoscono.C'è un uomo ...
12/21/2025

Un ricercatore che ogni anno salva circa 8 milioni di bambini, forse anche il tuo.

Eppure pochi lo conoscono.

C'è un uomo il cui lavoro scorre nelle tue vene proprio in questo momento.
I suoi vaccini proteggono i tuoi figli. Le sue scoperte hanno cambiato per sempre la medicina. Eppure probabilmente non conosci il suo nome.
Non cercò mai la fama. Raramente rilasciava interviste. Morì tranquillamente, e il mondo quasi non se ne accorse.

Il suo nome era Maurice Hilleman. E salvò più vite di qualsiasi altro scienziato medico del XX secolo!
Si stima che i suoi vaccini salvino otto milioni di vite ogni anno.

Ma la parte più straordinaria della sua storia non è ciò che è successo in laboratorio.
È ciò che è successo all'una di notte del 23 marzo 1963, quando sua figlia di cinque anni è entrata nella sua stanza da letto.

«Papà», sussurrò Jeryl Lynn. «Mi fa male il collo.» Maurice Hilleman si svegliò. Toccò delicatamente il lato del volto della figlia. Lì, all'angolo della mandibola, sentì un gonfiore. Jeryl fece una smorfia di dolore. Era la parotite.
Per la maggior parte dei genitori nel 1963, questo era un momento di pura impotenza.
Potevi offrire zuppa, panni freschi, magari preghiere, ma nient'altro.
Le parotiti erano pericolose: potevano causare sordità permanente, edema (gonfiore) cerebrale, persino la morte.
Migliaia di bambini ne soffrivano ogni anno.

Maurice Hilleman non era solo un padre preoccupato. Era uno scienziato che comprendeva i virus meglio di quasi chiunque altro al mondo. E guardando la figlia sofferente, prese una decisione che avrebbe cambiato il mondo.
Non si limitò a zuppe e preghiere. Invece, guidò fino al suo laboratorio alla Merck nel bel mezzo della notte, prese un tampone sterile e un brodo speciale che poteva mantenere vivo un virus. Poi tornò a casa, sveglió Jeryl Lynn e tamponò il retro della sua gola, raccogliendo il virus che la stava facendo ammalare.
Poi ritornò al suo laboratorio, attraverso l'oscurità, con il suo prezioso campione.

Quella notte fu l'inizio di qualcosa di straordinario.
Creare un vaccino non è come mescolare sostanze chimiche. È un lavoro lento e meticoloso. Devi prendere un virus che uccide e ammansirlo: lo indebolisci abbastanza in modo che non faccia male a un bambino, ma deve rimanere abbastanza forte da insegnare al corpo come combattere.

Maurice chiamò il ceppo "Jeryl Lynn", in onore di sua figlia. Per quattro anni ci lavorò. Lo testò. Lo perfezionò. Lo migliorò.
Chi lavorava con lui lo descriveva come duro, esigente, impossibile.
Cresciuto in una fattoria del Montana durante la Grande Depressione, era laborioso e pragmatico.
Si aspettava perfezione perché conosceva l'importanza della posta in gioco.
Se avesse fallito, i bambini avrebbero continuato a soffrire e morire. Trattava la scienza come una guerra contro la morte. Finalmente, nel 1967, il vaccino contro le parotiti era pronto.
In un bellissimo scherzo del destino, una delle prime bambine a testare il vaccino perfezionato fu sua figlia minore, Kirsten, nata nel 1965.
Il virus che aveva fatto ammalare la sua figlia maggiore veniva ora usato per proteggere la sua figlia minore. Funzionava perfettamente!

Quel ceppo—il ceppo "Jeryl Lynn"—è ancora oggi lo standard utilizzato nei vaccini contro la parotite, più di 60 anni dopo.

Se tu o i tuoi figli avete ricevuto il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia), avete nel vostro organismo un piccolo frammento della malattia di Jeryl Lynn Hilleman del 1963, trasformato in protezione.

Ma Maurice Hilleman non si fermò qui.
Nel corso della sua carriera, ha sviluppato otto dei quattordici vaccini che oggi fanno parte dei programmi di vaccinazione infantile di routine:
Morbillo
Parotite
Rosolia
Varicella,
Epatite A
Epatite B
Meningite
Polmonite.

Prima di Hilleman, il morbillo era una tappa quasi inevitabile dell'infanzia. Uccideva migliaia di bambini americani ogni anno, otto milioni in tutto il mondo.
Hilleman sviluppò il vaccino contro il morbillo, e il tasso di mortalità scese quasi a zero. Nel 2016, il morbillo fu dichiarato debellato in Nord e Sud America.

E continuò a lavorare. Continuò a salvare vite.
Quando l'epatite B stava causando il cancro al fegato in milioni di persone, Hilleman inventò anche un vaccino per quella malattia: fu il primo vaccino a prevenire una forma di cancro negli esseri umani.
Al momento del suo pensionamento nel 1984—costretto a farlo dall'età pensionabile obbligatoria della Merck di 65 anni—aveva creato più di 40 vaccini!

La maggior parte degli inventori si sarebbe fermata ad uno solo. Se avesse creato solo il vaccino contro la parotite, sarebbe "solo" un eroe. Se avesse creato solo il vaccino contro il morbillo, sarebbe una leggenda. Ma lui ha fatto tutto!

Maurice Hilleman è morto l'11 aprile 2005, all'età di 85 anni.

Lasciò il mondo in silenzio, lasciando dietro di sé un'eredità misurata non in denaro o fama, ma in battiti del cuore. Nei bambini che giocano senza paura del morbillo. Negli adolescenti che non conosceranno mai il terrore della meningite.
In madri e padri che non devono vedere i loro bambini morire a causa di malattie che un tempo erano inevitabili.
Sua figlia Jeryl Lynn si riprese completamente dalla parotite quella notte del 1963.
È cresciuta fino a vedere il suo nome diventare un simbolo globale di protezione, un ceppo di virus che ha salvato innumerevoli vite.

La vita di Maurice Hilleman ci insegna qualcosa di profondo sul dovere e sullo scopo: lavorare in silenzio.
Forse il modo migliore per onorare un uomo come Maurice Hilleman è semplicemente apprezzare la salute che abbiamo. Guardare i nostri bambini giocare in sicurezza e ricordare che non è sempre stato così.

Quindi, la prossima volta che sentirai parlare di una scoperta medica o accompagnerai un bambino a fare le sue vaccinazioni, prenditi un momento per sussurrare un grazie all'uomo burbero del Montana: grazie Maurice!

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11/26/2025

Ieri chiedevo di aderire alla petizione per chiedere le dimissioni del Presidente dell'Ordine dei Biologi.

Oggi gli amici di Biologi per la Scienza mi aiutano a spiegare perchè un elemento del genere, a prescindere dall'iscrizione all'Ordine, non può rappresentare i Biologi in Italia

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11/25/2025

Sarebbe ora di smetterla di essere rappresentati da un soggetto ignorante, misogino, antiscientifico come il D'Anna, che abusa della sua posizione e ci fa fare figuredimmerda ogni volta che parla...

Mancano ancora 5917 firme!

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09/24/2025

Ho inventato un dispositivo acustico che spaventa e allontana gli unicorni.

Non ci credete?

Vedete unicorni in giro? No, vero?

Appunto!

09/06/2025
09/04/2025

BREAKING: California's superstar Governor Gavin Newson charges to the rescue by joining forces with two other states to form a "West Coast Health Alliance" to fight RFK Jr's "destructive" war against the CDC.

Americans can finally breath a sigh of relief...

“President Trump’s mass firing of CDC doctors and scientists — and his blatant politicization of the agency — is a direct assault on the health and safety of the American people,” the governors said in a statement.

“The CDC has become a political tool that increasingly peddles ideology instead of science, ideology that will lead to severe health consequences. California, Oregon, and Washington will not allow the people of our states to be put at risk," they added.

Governor Tina Kotek of Oregon and Governor Bob Ferguson are the other members of the historic coalition.

RFK Jr. recently fired the 17 members of the Advisory Committee for Immunization Practices, a crucial vaccine advisor panel, and stocked it full of loyalist MAGA quacks. The West Coast Health Alliance will now strive to fill that institutional gap by coordinating vaccine recommendations across the member states.

They will provide evidence-based recommendations on immunizations, provide credible information about safety and efficacy, while pursuing state-specific strategies that factor in unique laws, geographies, histories, and peoples.”

"This will allow residents to receive consistent, science-based recommendations they can rely on—regardless of shifting federal actions,” the group stated.

With the recent ousting of CDC Director Susan Monarez and the subsequent resignations of four key agency leaders, confidence in the CDC is at an all time low. Newsom, Kotek, and Ferguson are providing a much-needed service for the American people in troubling times.

“The dismantling of public health and dismissal of experienced and respected health leaders and advisors, along with the lack of using science, data, and evidence to improve our nation’s health are placing lives at risk,” stated Dr. Erica director of the California Department of Public Health.

RFK Jr. is anti-vax, anti-science, and represents an urgent threat to the American people. If he won't resign, it falls to leaders like Newsom to pick up the slack and safeguard the health and safety of the American people.

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Non si può.Nominare Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle come consulenti del NITAG.Non perchè il Bellavite ha sempre os...
08/08/2025

Non si può.

Nominare Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle come consulenti del NITAG.

Non perchè il Bellavite ha sempre osteggiato l'accettazione dei vaccini anti-covid da parte di qualunque Agenzia Sanitaria nel mondo, confutando protocolli di ricerca clinica consolidati (nel 2021) e indagini di farmacovigilanza (ancora mondiali!) in seguito.

Non perchè il Serravalle sia un pediatra omeopatico, che nonostante migliaia di studi, su milioni di pazienti, eseguiti negli ultimi 40 anni, continua ad ipotizzare inesistenti correlazioni fra vaccini e alcune malattie.

No.

L'errore, in questo caso, è mettere sullo stesso piano il consenso scientifico sui vaccini (supportato da migliaia di studi, coinvolgenti centinaia di milioni di pazienti) con lo scetticismo da bar, senza la benchè minima prova a supporto.

Perchè anche essere nella stessa stanza con persone qualificate e corrette, di riflesso, darà un'aura di scientificità ai loro sproloqui.

Facciamo sapere al Ministro Schillaci che non si può giocare sulla salute dei cittadini per raccimolare qualche voto in più

Revoca delle Nomine Controverse nel NITAG: Difendiamo la Scienza e la Salute Pubblica

07/06/2025

Negli ultimi 2 anni sono stato vittima di azioni legali da pa… Giorgio Cuffaro needs your support for Spese legali dott. Cuffaro in difesa di Scienza e Salute.

Jimmy Kimmel è italiano perchè sua bisnonna (se non trisnonna!) era italiana.Nel frattempo ragazzini/e nati e cresciuti ...
06/03/2025

Jimmy Kimmel è italiano perchè sua bisnonna (se non trisnonna!) era italiana.

Nel frattempo ragazzini/e nati e cresciuti in Italia, che studiano in Italia fin dalla Prima Elementare, e che parlano non solo italiano ma addirittura con accento locale, no.

Per chiarire quanto lo "Ius Solis" non abbia senso...

05/07/2025

OMEOPATIA: LE 15 COSE A CUI NON RISPONDERO' PIU'.

1. “Su di me ha funzionato”
Succede spesso, ed è normale: la percezione di miglioramento può derivare da molti fattori che nulla hanno a che fare con l’efficacia del rimedio. Un sintomo che regredisce spontaneamente, l’attenzione ricevuta, il desiderio che qualcosa funzioni.
L’omeopatia agisce dove agisce il placebo: là dove la mente e il corpo sanno fare da soli. È proprio per evitare queste illusioni che la medicina si fonda su sperimentazioni controllate.

2. “Funziona sugli animali, quindi non può essere solo effetto placebo”
In realtà l’effetto placebo non è limitato a chi assume la sostanza, ma si estende a chi somministra, osserva e interpreta i risultati. Quando un proprietario crede di curare il proprio animale, cambia il suo comportamento: è più attento, più rassicurante, più presente.
In etologia clinica, questo si chiama effetto placebo per interposto umano. Gli studi seri sugli animali, infatti, non mostrano benefici significativi dall’omeopatia.

3. “È naturale, quindi fa bene”
Ammesso che la parola “naturale” abbia senso in questo contesto, i rimedi omeopatici sono così diluiti che della sostanza di partenza non resta più nulla. Non poco: nulla. Non c’è nulla che possa agire, né in bene né in male.
Il richiamo alla naturalità è retorico: rassicurante, ma privo di contenuto farmacologico.

4. “Non fa male”
Un prodotto inutile non fa male solo fino a quando non sostituisce qualcosa che funziona. L’omeopatia fa male ogni volta che ritarda diagnosi, dissuade dall’uso di farmaci veri, o alimenta l’idea che la medicina possa basarsi sull’autosuggestione. La sua pericolosità non è chimica, è culturale.

5. “Lo usano anche medici e farmacisti”
Vero. Ma la verità di un trattamento non si decide per maggioranza. Che anche alcuni professionisti vi ricorrano non cambia il fatto che l’efficacia clinica non sia mai stata dimostrata.
L’autorevolezza non sostituisce la verifica sperimentale. E la medicina non è fatta di opinioni, ma di prove.

6. “Ci sono studi che dimostrano che funziona”
Ci sono studi di ogni tipo. Ma quando si selezionano quelli ben progettati, con campioni ampi, controlli adeguati e revisione tra pari, l’effetto scompare.
L’omeopatia mostra risultati solo quando il metodo è debole: un comportamento tipico dei fenomeni che non esistono.

7. “È una medicina dolce che guarda la persona nel suo insieme”
L’attenzione alla persona è importante, ma non giustifica l’uso di rimedi inefficaci. L’omeopatia è spesso un contenitore relazionale, ma il contenuto rimane nullo.
Confondere la qualità dell’incontro con l’efficacia del trattamento significa dimenticare che prendersi cura non basta, se non si cura davvero.

8. “La scienza non ha il monopolio della verità”
La scienza non è un sistema di potere, né consiste di un insieme di verità e di conoscenze, ma in un metodo per separare ciò che funziona da ciò che solo sembra funzionare. Le affermazioni alternative non sono escluse: sono testate.
L’omeopatia non è messa da parte perché scomoda, ma perché non regge alla verifica. E pluralità non significa equivalenza.

9. “Le case farmaceutiche hanno interessi. L’omeopatia è libera”
L’omeopatia è un’industria multimiliardaria, spesso nelle mani delle stesse aziende farmaceutiche. Non è un’alternativa al mercato, ma una sua variante meno regolata.
Che Big Pharma abbia problemi (e li ha di certo) non rende efficaci le sue versioni zuccherate.

10. “È un mio diritto: libertà di cura”
La libertà individuale non conferisce validità scientifica. Ognuno può scegliere, ma lo Stato ha il dovere di non promuovere, finanziare o legittimare terapie inefficaci.
La libertà non implica che ogni scelta debba essere considerata equivalente. La medicina pubblica ha una responsabilità che va oltre la tolleranza.

11. “Esiste da 200 anni”
Anche l’astrologia. La durata di una pratica non è una prova della sua efficacia, ma della sua adattabilità culturale. L’omeopatia è nata in un’epoca in cui non si conoscevano né i virus né i batteri. È rimasta com’era: questo non è un segno di coerenza, ma di impermeabilità all’evidenza.

12. “La usano in tanti con soddisfazione”
La soddisfazione personale non è una misura di efficacia terapeutica. Molte pratiche inefficaci generano soddisfazione: per aspettativa, per il contesto, per il senso di controllo.
Il compito della medicina non è ottenere apprezzamenti, ma curare ciò che può essere curato. E questo richiede più delle buone intenzioni.

13. “È venduta in farmacia ed è prescritta da medici”
In molti Paesi, Italia inclusa, i prodotti omeopatici possono essere venduti senza dover dimostrare efficacia. La loro presenza in farmacia è una concessione normativa, non una validazione scientifica. Essere autorizzati a vendere un placebo non lo trasforma in farmaco.

14. “Esiste la legge… il regolamento… la definizione giuridica… ai sensi della quale l’omeopatia è riconosciuta”
Sì, ma riconosciuta non significa scientificamente valida. La legge disciplina la vendita, l’etichettatura, la prescrizione: non attesta l’efficacia. L’omeopatia è regolata in quanto esiste, non in quanto funziona. Anzi, in molte giurisdizioni viene esplicitamente esentata dall’obbligo di dimostrare efficacia, cosa che non accade per i farmaci veri. La sua presenza nella normativa è un fatto amministrativo, non una prova scientifica.

15. “Perché questa campagna contro l’omeopatia? È una crociata. È una caccia alle streghe. Volete i roghi. È dogmatismo.”
Nessuno invoca roghi: la scienza non brucia nessuno, ma ascolta e chiede prove. Quando queste mancano o ve ne sono di contrarie, prende atto del risultato.
Parlare di dogmatismo mentre si difende un’idea immutata da due secoli è, quanto meno, curioso. La scienza cambia idea quando cambiano i dati. L’omeopatia no: preferisce parlare di persecuzione.

With Le Scienze – I'm on a streak! I've been a top fan for 5 months in a row. 🎉
03/26/2025

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03/14/2025

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