31/03/2026
L’analisi del microbiota è di moda. Viene inoltre proposta l’analisi degli anticorpi IgG (immunoglobuline di tipo G) per determinare gli alimenti ai quali si sarebbe intolleranti. Questi test sono costosi, non rimborsati e la loro utilità è contestata. Il microbiota può cambiare da un giorno all’altro a seconda di ciò che si mangia o dell’assunzione di farmaci. Lo stesso vale per i test di intolleranza alimentare. Qualunque sia l’alimento, produciamo anticorpi quando lo consumiamo, perché il nostro sistema immunitario lo percepisce come una sostanza estranea, ma questo non significa che vi siamo intolleranti. I risultati dei test possono quindi indurci a escludere alimenti considerati a rischio senza una reale motivazione medica.
Ecco alcuni consigli in caso di gonfiore, dolori, flatulenza, transito troppo rapido o troppo lento:
- privilegiare frutta e verdura di stagione, nonché cereali integrali ricchi di fibre che favoriscono il transito intestinale;
- provare alimenti e bevande fermentati, come pane a lievitazione naturale, yogurt, crauti o kombucha;
- ridurre la carne rossa e i salumi, così come gli alimenti ultra-processati;
- scegliere integratori alimentari i cui probiotici siano scientificamente validati;
- praticare attività fisica per stimolare il transito e ridurre lo stress, che può ostacolare una digestione ottimale;
- adottare ritmi regolari, perché di notte il sistema digestivo entra in fase di riposo. Una buona igiene di vita e un sonno di qualità limitano l’ipersensibilità intestinale.
Fonte: Santé Magazine, novembre 2025