La Cachette - Love Lessons

La Cachette - Love Lessons Promozione dell’importanza del benessere psicofisico tramite l’apertura del Cuore e l’uso dell’energia primordiale

Ieri si è svolto il primo Corso dei Sacri Codici Agesta.È stato un pomeriggio incredibilmente gratificante 💓Grazie mille...
01/02/2026

Ieri si è svolto il primo Corso dei Sacri Codici Agesta.

È stato un pomeriggio incredibilmente gratificante 💓

Grazie mille alle mie Anime di viaggio per questa ulteriore magnifica esperienza vissuta insieme nel percorso La Cachette - Love Lessons 🙏🏻😍

Un grande ringraziamento anche a BellEssere360 di Morena Berri per averci permesso di svolgere il corso nel suo magnifico spazio 🥰

Alla prossima 💓🙏🏻🪷

Con infinito Amore
Jasmine

La vita possiede una specie di fiuto per chi non è onesto negli “affari “.Cioè, riconosce sempre chi non crede in ciò c...
30/01/2026

La vita possiede una specie di fiuto per chi non è onesto negli “affari “.

Cioè, riconosce sempre chi non crede in ciò che vende, chi non ha sperimentato ciò che insegna, o non passerebbe lui stesso  attraverso i sacrifici che chiede ai suoi “dipendenti”.

Questa mancanza di onestà porterà prima o poi al fallimento esteriore o interiore che sia. 

Perciò vendete solo prodotti in cui credete davvero, insegnate solo ciò che sperimentate e chiedete sacrifici che sareste disposti a compiere anche voi.

Salvatore Brizzi

PERCHÉ ALCUNE PERSONE NON VOGLIONO GUARIREO cosa protegge la psiche quando rifiuta il cambiamento La resistenza non è se...
22/01/2026

PERCHÉ ALCUNE PERSONE NON VOGLIONO GUARIRE

O cosa protegge la psiche quando rifiuta il cambiamento

La resistenza non è sempre un rifiuto

Spesso si parla della resistenza al cambiamento come di un difetto.
Una rigidità.
Una mancanza di consapevolezza.
Un ego mal riposto.

Ma nella psicologia clinica, la resistenza non è mai assurda.

È funzionale

La psiche umana non cerca la verità.
Cerca la coerenza interna e la sopravvivenza psichica.

Quindi, quando una persona non guarisce, la domanda pertinente non è:

“Perché si blocca?”

ma piuttosto:

“Cosa mantiene in atto questo non cambiamento?”

Perché molto spesso, non guarire non è un fallimento.
È una strategia inconscia di conservazione.

QUANDO LA FERITA DIVENTA UN'IDENTITÀ

All'inizio c'è una ferita reale

Un evento oggettivamente doloroso.
Un trauma, nel senso clinico del termine: qualcosa che il sistema nervoso non è riuscito a integrare.
Poi, con il tempo, questa ferita smette di essere un episodio della vita.
Diventa un principio organizzatore dell'identità.

La psicologia del trauma parla di identità traumatica:

l'io si struttura attorno a ciò che è stato vissuto, non digerito, non simbolizzato.
Io sono colui che è sopravvissuto.
Io sono colei che è stata distrutta.
Io sono colui a cui è stato fatto questo.

Questa identità apporta una cosa essenziale:

continuità.

Anche se fa soffrire, dà una risposta chiara alla domanda:

«Chi sono io?».

Guarire, in questo caso, non significa stare meglio emotivamente.
Guarire significa accettare una fase di disidentificazione, un vuoto transitorio, una perdita dei propri punti di riferimento interni.

E questo vuoto è spesso più angosciante del dolore conosciuto.

I BENEFICI SECONDARI DEL SINTOMO

Questo è uno dei concetti che ritengo più fraintesi e censurati della psicologia.

Un beneficio secondario non è un vantaggio consapevole

Non è una manipolazione.

È un guadagno psichico implicito, spesso invisibile alla persona stessa.

Il sintomo può offrire:
riconoscimento
legittimità emotiva
un posto nelle relazioni
coerenza narrativa
a volte anche protezione dal fallimento o dal rischio
Freud, e poi gli approcci sistemici, hanno dimostrato che finché un sintomo serve a qualcosa, non scompare

Guarire, in questo contesto, implica una perdita reale:
perdere l'attenzione
perdere un'identità relazionale
perdere uno status implicito
perdere una storia da raccontare

E questa perdita è raramente riconosciuta socialmente.

Si valorizza la guarigione,
ma non si sostiene il lutto che essa comporta.

IL CAOS COME ZONA DI COMFORT NEUROPSICOLOGICO

È qui, secondo me, che il concetto di zona di comfort è più frainteso.

Il comfort non è ciò che fa stare bene

Il comfort, per il sistema nervoso, è ciò che è prevedibile

Le ricerche sull'attaccamento (Bowlby, Ainsworth) e sulla regolazione autonoma (Porges) dimostrano che il corpo cerca la familiarità, non la pace.

Quindi:
un attaccamento insicuro trova sospetta la calma
un sistema nervoso abituato all'ipervigilanza si sente in pericolo nella stabilità
una persona cresciuta nel caos percepisce il vuoto come una minaccia

Il dramma, il conflitto, la crisi diventano quindi punti di riferimento interni.

Guarire significa imparare una lingua sconosciuta:
quella della stabilità, del silenzio, dell'assenza di drammi.
E per alcuni sistemi nervosi, questa lingua è vissuta come straniera, persino ostile.

L'ATTEGGIAMENTO DI VITTIMA COME ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA

Lo dirò con precisione, senza brutalità ma senza mezzi termini:
l'atteggiamento di vittima non è una debolezza morale.
È un'organizzazione difensiva.

Da cosa protegge?
Dal senso di colpa.
Dalla responsabilità presente.
Dal rischio di scegliere.
Dall'angoscia della libertà.

Finché tutto è spiegato dal passato,
il presente rimane sospeso .

Questo non nega né la violenza subita, né l'ingiustizia subita.

Sottolinea semplicemente un punto di svolta:

A un certo punto, continuare a spiegarsi impedisce di impegnarsi.

Guarire, in questo caso, non significa perdonare.
Non significa minimizzare.
Significa accettare di diventare protagonisti di ciò che verrà, anche con ciò che è stato distrutto.

E questa svolta è esistenziale, non terapeutica.

CIÒ CHE LA GUARIGIONE RICHIEDE VERAMENTE

La guarigione non è uno stato.
È una rottura.

Rottura con:

alcune lealtà invisibili
alcune storie fondanti
alcuni ruoli affettivi
alcune giustificazioni interne

Richiede una cosa raramente detta:

il coraggio di vivere senza l'alibi della sofferenza.

Questo non rende la vita più facile.
La rende più nuda.

Niente più responsabili esterni permanenti.
Niente più identità preconfezionate.
Niente più racconti protettivi.

Solo se stessi, di fronte alle proprie scelte.

La mia verità:

Non credo che le persone non vogliano guarire.

Credo che non vogliano pagare il vero prezzo della guarigione.

Questo prezzo non è il dolore.

Questo prezzo è la perdita di ciò che ha strutturato l'identità fino a quel momento.

Guarire non significa stare meglio.

È accettare di non essere più quello che si era diventati per sopravvivere.

È perdere un posto conosciuto
prima di averne uno nuovo.

Significa attraversare una zona senza status, senza storia, senza certezze.

E, molto onestamente,
poche persone vogliono davvero attraversarla.
Perché non lusinga nulla.
Non offre né medaglie, né posture, né appartenenza.

Offre una sola cosa:

la piena e totale responsabilità della propria vita.

E questo, per me, è forse la libertà più esigente che ci sia.

CÉDRIC JARDEL

Ma devi voler bene come prima cosa a te stessa, ragazza.Ti devi curare. Con carezze, gelati, quintali di libri e cose st...
19/01/2026

Ma devi voler bene come prima cosa a te stessa, ragazza.

Ti devi curare.

Con carezze, gelati, quintali di libri e cose strampalate che ti facciano ridere.

Con amici più giovani di te che rinnovino il tuo entusiasmo,
e con amici più grandi di te che aumentino la tua saggezza.

Con persone uguali a te che ti facciano sentire capita e con persone diversissime che ti aiutino a capire.

Guarda tramonti, scrivi una cosa al giorno che ti abbia colpita, legati i capelli e vai a correre.

Scappa pure da quel che devi, non aver paura.

Piangi, che non sei debole se lo fai, sei solo vera.

Impara a stare da sola ma continua ad apprezzare la compagnia.

Cammina, ed allenati ad osservare, non solo a guardare.

Hai un medico per il corpo, cercatene uno anche per l'anima: dovresti essere tu, perché l'anima è più difficile da interpretare del corpo - e solo tu la conosci.

Ma ricorda sempre una cosa: se non stai bene non potrai mai fare del bene.

Quel che hai dentro scivola inevitabilmente fuori - è l'osmosi.

Se sei distrutta devi ricostruirti, o altrimenti finirai per distruggere.

Catherine Black

KUNDALINI SÌ O KUNDALINI NO?Ocio alle forzature😳
12/01/2026

KUNDALINI SÌ O KUNDALINI NO?

Ocio alle forzature😳

La kundalini non va risvegliata.
Va ascoltato ciò che hai smesso di sentire.

Negli ultimi anni sento parlare sempre più spesso di
energia bloccata, kundalini dormiente, attivazioni necessarie.
Come se dentro di noi ci fosse qualcosa di spento da forzare.

Ma molto spesso non è l’energia a essere ferma.
È il corpo che, un tempo, ha dovuto chiudersi per sopravvivere.
Quello che chiami “blocco energetico”
è spesso un congelamento profondo.
Un sistema nervoso che ha imparato a non sentire
perché sentire, in quel momento, faceva troppo male.
Quando spingi energia in un corpo che non si sente al sicuro, non stai risvegliando nulla.
Stai oltrepassando un confine.

Ansia improvvisa, panico, confusione, euforia senza radici,
crolli emotivi dopo presunte “attivazioni”
non sono segni di risveglio spirituale.
Sono il corpo che dice: “È troppo”.

La vera via non è attivare.
È integrare.
Integrare il corpo.
Scendere con delicatezza nelle memorie.
Dare spazio a ciò che è rimasto sospeso.
Sentire, questa volta, senza scappare.
Quando ciò che era congelato viene accolto,
l’energia riprende a muoversi da sola.
In modo naturale.
Senza sforzo.
Senza spettacolo.

La kundalini non si libera spingendo verso l’alto.
Si libera quando smetti di fuggire da ciò che ti ha chiusa.
La spiritualità non è evasione.
È presenza.
È il coraggio di stare nel corpo, nella verità, nel sentire.
Forse oggi non serve fare di più.
Forse serve sentire meglio.
E farlo in uno spazio sicuro, rispettoso, radicato.

È da qui che nasce il lavoro che accompagno:
non per forzare un risveglio,
ma per permettere al corpo di fidarsi di nuovo
e all’energia di tornare a casa.

Cristina Finelli

⚠️ I ciarlatani nella spiritualità energetica: imparare a riconoscerliQuando parlo di spiritualità energetica, mi riferi...
11/01/2026

⚠️ I ciarlatani nella spiritualità energetica: imparare a riconoscerli

Quando parlo di spiritualità energetica, mi riferisco a un insieme di pratiche e credenze legate al benessere, allo sviluppo personale e alla ricerca di un senso.

Non si tratta né di medicina, né di scienza, né di verità assoluta.

È un quadro personale e soggettivo, che deve rimanere complementare, libero e responsabile.

La spiritualità energetica può essere una via verso il benessere, la serenità e la conoscenza di sé.

Ma come ogni campo che tocca l'emotività, la sofferenza e l'invisibile, attira anche imbroglioni e ciarlatani.

Parlarne non significa attaccare la spiritualità.
Al contrario, significa proteggerla.

1️⃣ Nomi pomposi: primo segnale di allarme 🚩

Oggi vediamo fiorire titoli impressionanti, autoattribuiti, spesso senza un quadro di riferimento, senza una formazione riconosciuta né un'etica chiara:

🔮 Maestro asceso incarnato
🔮 Canale pleiadiano / arturiano / galattico
🔮 Sciamano quantistico multidimensionale
🔮 Guaritore karmico definitivo
🔮 Sacerdote / sacerdotessa atlantedeo
🔮 Terapeuta quantistico del DNA divino
🔮 Coach di risveglio accelerato
🔮 Messaggero della fonte

👉 Più il titolo è grandioso, più bisogna fare attenzione.

La vera saggezza non ha bisogno di proclamarsi superiore agli altri.

2️⃣ Che cos'è un ciarlatano spirituale?

Un ciarlatano non sempre è consapevole di esserlo.

Ma lo si riconosce da alcuni comportamenti ricorrenti:

❌ Si presenta come detentore di un sapere unico.
❌ Si pone al di sopra degli altri (“solo io posso aiutarti”).
❌ Promette risultati assoluti.
❌ Alimenta la paura (attacchi, maledizioni, karma punitivo).
❌ Crea dipendenza emotiva o finanziaria

👉 La spiritualità autentica non toglie mai il libero arbitrio.

3️⃣ Discorsi tipici da individuare 🚨

“Se non funziona, è perché non sei abbastanza allineato/a”
“Sei bloccato/a karmicamente, ma io posso risolvere la situazione”
«I medici non capiscono, io sì»
«Devi tagliare i ponti con le persone che dubitano»
«Bisogna rifare una seduta, altrimenti l'energia cala»

👉 La paura, il senso di colpa e la dipendenza sono gli strumenti principali dei ciarlatani.

4️⃣ Cosa NON è la vera spiritualità energetica

❌ NON SOSTITUISCE LA MEDICINA
❌ Non promette miracoli
❌ Non ti spaventa
❌ Non ti isola
❌ Non ti priva del tuo discernimento

La spiritualità non è una gerarchia.
È un percorso personale.

5️⃣ Che cos'è una pratica sana ed etica 🌿

Un approccio serio si basa su:
✔️ Umiltà
✔️ Quadro chiaro
✔️ Discorsi comprensibili
✔️ Rispetto del libero arbitrio
✔️ Assenza di promesse irrealistiche
✔️ Complementarità con la medicina

Un professionista onesto a volte dirà:
“Non lo so”
“Non è di mia competenza”

Ed è proprio questo che lo rende credibile.

6️⃣ La responsabilità personale: un punto essenziale 🧭

Nessun professionista, nessuna pratica, nessuna spiritualità può sostituirsi alla vostra responsabilità personale.

Anche in un contesto spirituale, siete voi gli attori e i fautori della vostra vita.

Delegare il proprio potere a terzi, chiunque essi siano, è sempre un rischio.
Una spiritualità sana rafforza l'autonomia, non la annulla mai.

7️⃣ Perché oggi ci sono così tanti imbrogli?

Perché:
La sofferenza rende vulnerabili.
Il bisogno di risposte è immenso.
L'invisibile impressiona.
I social network amplificano i discorsi.

👉 Cadere in una trappola non è una debolezza.
👉 Informarsi significa proteggersi.

8️⃣ Come proteggersi concretamente 🛡️
✔️ Ascoltate le sensazioni del vostro corpo
✔️ Rifiutate qualsiasi pressione o urgenza
✔️ Ponete domande semplici e precise
✔️ Fuggite dalle promesse assolute
✔️ Rimanete liberi nelle vostre scelte

La vera spiritualità vi rende più autonomi, non dipendenti.

🌟 Conclusione

La spiritualità energetica può essere profonda e utile,
ma richiede discernimento, buon senso e responsabilità.

Risvegliarsi non significa credere a tutto ciò che vi viene detto.
Significa imparare a pensare, sentire e scegliere da soli.

Lafée Clochette
🧚‍♀️ © 2026 La Fée Clochette – Tutti i diritti riservati

Tollerare tuttoe dire sempre di sìnon è spirituale.È sopravvivenza travestita da bontà.Non è amore incondizionato.È paur...
10/01/2026

Tollerare tutto
e dire sempre di sì
non è spirituale.

È sopravvivenza travestita da bontà.

Non è amore incondizionato.
È paura del conflitto.
Paura di perdere l’altro.
Paura di essere vista come “difficile”.

La spiritualità non ti chiede di sparire.
Non ti chiede di adattarti fino a non sentirti più.
Non ti chiede di essere sempre comprensiva
mentre ti stai tradendo.

Dire sempre di sì
quando il corpo dice no
non è evoluzione.
È dissociazione educata.

Molte persone chiamano “luce”
quello che è anestesia emotiva.
Chiamano “accettazione”
la rinuncia ai confini.

Il confine non chiude il cuore.
Lo protegge.

Se per essere “spirituale”
devi zittirti, giustificare, reggere,
allora non stai espandendo coscienza.
Stai ripetendo un vecchio adattamento.

Fermati un attimo e chiediti:
dove stai ancora dicendo sì per non perdere amore?

OLLìN

Posto incantevole, terapie che vengono dal cuore e terapista consigliatissima 💓Non vedo l’ora di organizzare il prossimo...
10/01/2026

Posto incantevole, terapie che vengono dal cuore e terapista consigliatissima 💓

Non vedo l’ora di organizzare il prossimo incontro 🥳🤩

Un abbraccio enorme

🙏🏻💓🪷

Ve**re a Rossa significa concedersi uno spazio autentico di ascolto e rigenerazione.
Qui la natura non è solo cornice, ma parte attiva del benessere: il silenzio dei boschi, l’aria pura e il ritmo lento delle giornate favoriscono il rilascio delle tensioni e il ritorno a un equilibrio profondo.
Nel cuore di questo contesto nasce lo studio olistico, un luogo dedicato alla cura della persona nella sua totalità: corpo, mente ed emozioni. Attraverso pratiche consapevoli, rituali olistici e momenti di presenza, lo studio diventa uno spazio sicuro in cui rallentare, respirare e riconnettersi con sé stessi.
Prendersi cura di sé a Rossa significa scegliere un percorso che unisce la forza della natura a un accompagnamento attento e rispettoso dei propri ritmi. È un invito a lasciare andare ciò che appesantisce, ad ascoltare il corpo e a ritrovare centratura, energia e chiarezza interiore.
Rossa, insieme allo studio olistico, non è solo una meta: è un’esperienza di benessere profondo, un ritorno all’essenziale, un incontro sincero con sé stessi.

Vi aspettiamo a braccia aperte 💓
08/01/2026

Vi aspettiamo a braccia aperte 💓

DIVENTA L’ANTIDOTOCi sono veleni che assumi ogni giorno fin dalla prima infanzia, a volte si chiamano mamma, a volte pap...
06/01/2026

DIVENTA L’ANTIDOTO

Ci sono veleni che assumi ogni giorno fin dalla prima infanzia, a volte si chiamano mamma, a volte papà, a volte nonno e nonna.

Ci sono veleni che, spesso, non sanno di essere veleni ma hanno un effetto tossico su di noi.
Ci sono veleni che non vorrebbero esserlo ma non sanno essere altro.

Non si può dire, non va mai detto, non sta bene, non è bello, non hai capito, sicuramente non è così, il male viene fatto per fare bene, non essere irriconoscente, però, alcune volte, va detto.

Ci sono veleni che ci vengono iniettati giorno dopo giorno con l'educazione, con il ricatto, con la rabbia, con la paura, con i gesti, con i non detti, con le bugie.
L'inadeguatezza, il non sentirsi mai abbastanza, il senso di colpa, la paura dell'abbandono, l'incertezza dell'amore, l'amore meritato e da meritarsi, il dover essere diversi perché quel che si è non va mai bene.

Ci sono veleni che fanno così tanto parte di te che, per toglierli, dovresti strapparti parte della pelle, a volte persino parte del cuore.

Ci sono veleni che fanno meno male se li si lascia lì. Ci sono veleni che ami, come si ama il sole ma alla lunga ti scottano.

Ci sono veleni che non sappiamo di iniettare, perché non siamo consapevoli del loro alto potenziale tossico. Ci sono veleni che non vorremmo mai iniettare ma non sappiamo come cambiare.

Ci sono veleni che pensiamo di dover passare per forza, perché li hanno passati a noi, perché si fa così, perché è giusto così.

E poi ci sono persone che sono antidoto e, per fortuna, anche queste a volte si chiamano mamma, papà, nonno o nonna.

A volte si chiamano marito, moglie, fidanzato, amico, maestra, maestro.
A volte non sappiamo come chiamarli ma sappiamo che sta funzionando, che ci sta facendo bene.

E poi c'è chi diventa consapevole e ogni giorno scegliere d'essere un po' meno veleno, scegliere di lavorare per diventare, quando può, antidoto.

Burabacio

CORSO CODICI SACRI NUMERICI AGESTA31.1.2026 (già al completo)Work in progress 🤩
03/01/2026

CORSO CODICI SACRI NUMERICI AGESTA

31.1.2026 (già al completo)

Work in progress 🤩

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Locarno

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