12/02/2026
Alla fine, si è scoperto che ieri era destino che aiutassi qualcuno.
Andando a fare la spesa con mio figlio, dopo cena, noto un gattone bianco e rosso, mai visto prima nella zona. Troppo amichevole e troppo curato per essere un randagio, mi lascia la sensazione che fosse smarrito.
Sulla via di casa, si fa ancora accarezzare e noto che, nonostante l’aspetto pasciuto, sembra non mangi da un po’. Infatti divora la pappa dei miei gatti, che era poi il motivo per cui eravamo usciti a fare la spesa.
Chiedo in giro, c’è chi mi dice che non l’ha mai visto, chi dice che è un giro da un po’. Decido di chiamare la Centrale Svizzera per gli animali smarriti, mando le foto, sembra che nessuno ne abbia denunciato la scomparsa. Idem quando chiamo il servizio di emergenza per animali. Mi dicono di aspettare il mattino dopo e richiamare.
L’istinto mi dice di no, quindi anche se ormai sono le nove e mezza passate, chiamo la signora del rifugio dove ho preso Mavis e Lucifer (che stava andando a letto), che poco più di mezz’ora dopo ci raggiunge (a me e al gatto, mio figlio lo avevo pietosamente risparmiato dall’attesa) e lo preleva per andare a verificare con lo speciale lettore di chip se il gattone appartenesse a qualcuno e a chi.
L’ultimo atto è stata la mia euforia, dopo che mi hanno richiamato per annunciarmi che il gattone era sano e salvo a casa, dopo dieci giorni di smarrimento.
Io felice