10/04/2026
Impotenza maschile, frigidità femminile, calo del desiderio, difficoltà a lasciarsi andare.
Non è impotenza. È assenza
✒️ d. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie
Oggi assistiamo sempre più spesso a difficoltà legate al desiderio: impotenza maschile, frigidità femminile, calo del desiderio, difficoltà a lasciarsi andare. Ma ridurre tutto a un problema sessuale è una semplificazione. Il corpo non si spegne da solo. Il corpo segue ciò che accade dentro.
Troppo stimolo, poca presenza Viviamo in un tempo iperstimolato: immagini, pornografia, aspettative, performance. Il desiderio, invece, ha bisogno di lentezza, di attesa, di spazio. Quando tutto è immediato, quando tutto è disponibile, quando tutto è già visto… il desiderio si consuma prima ancora di nascere. Non è mancanza di libido. È saturazione. Il peso della prestazione
Sempre più uomini e donne entrano nell’intimità non per incontrarsi, ma per “funzionare”. Devo essere all’altezza. Devo piacere. Devo riuscire. E il desiderio, sotto pressione, si ritira. Perché il desiderio non risponde al comando. Risponde alla libertà. La paura dell’incontro vero C’è poi un livello ancora più profondo. Desiderare qualcuno significa esporsi. Significa farsi vedere, rischiare, lasciarsi toccare davvero. E questo oggi spaventa.
Molto più facile gestire il corpo che lasciarsi attraversare dall’altro. Molto più facile controllare che sentire. Il corpo come oggetto, non come casa. Quando il corpo diventa qualcosa da preparare, migliorare, esibire, perde la sua funzione più profonda: essere un luogo abitato. E un corpo non abitato non desidera davvero. Può funzionare, ma non vibra. Il vero problema (che non si dice) Il problema non è che le persone non desiderano più. È che non riescono più a stare nel desiderio. Non tollerano l’attesa, non tollerano l’incertezza, non tollerano la vulnerabilità. E allora il desiderio si spegne per difesa. Una verità scomoda. Il desiderio non torna con le tecniche. Non torna con la performance. Torna quando una persona torna a sé stessa. Quando smette di prepararsi e ricomincia a sentirsi. Quando l’incontro non è più una prova, ma un’esperienza. Non è impotenza. È assenza. Parliamo di impotenza maschile, frigidità femminile, calo del desiderio. Ma forse stiamo guardando dalla parte sbagliata. Il problema non è il corpo che non funziona. È il desiderio che non nasce. Viviamo in un tempo dove tutto è disponibile, visibile, accessibile. E proprio per questo… nulla accende davvero. Troppo stimolo. Troppa immagine. Troppa prestazione. E dentro, sempre meno presenza. Si entra nell’intimità già preparati, già costruiti, già “giusti”. Ma senza esserci. Corpi pronti. Persone assenti. Il desiderio non risponde al comando. Non nasce sotto pressione. Non vive nella performance. Ha bisogno di spazio, di attesa, di rischio. E soprattutto di verità. Ma la verità espone. La verità mette a n**o. La verità può essere rifiutata. E allora ci difendiamo. Meglio funzionare che sentire. Meglio controllare che lasciarsi andare. Meglio essere perfetti che vulnerabili. Così il corpo si adegua. Funziona… oppure si blocca. Ma in entrambi i casi dice la stessa cosa: qui non c’è incontro. Il desiderio non è scomparso. È stato messo a tacere.
E torna solo quando smettiamo di prepararci
e ricominciamo a esserci.
✒️ d. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie