Dott.ssa Luca Emma

Dott.ssa Luca Emma Psicodiagnosta dell'età infantile, evolutiva ed adulta
Psicodiagnosta della selezione del personale

29/01/2026

La nonna arrivò senza avvisare, come faceva spesso.
Portava con sé quel profumo familiare di lavanda, pane appena sfornato e ricordi che sapevano d’infanzia.

Appena entrata, si ritrovò in mezzo a un vortice: scope che volavano, stracci agitati, piatti accatastati nel lavello, e sua figlia che correva da una stanza all’altra come se stesse per arrivare qualcuno di importantissimo.

«Mamma, che bello vederti… ma non sederti ancora, non ho spolverato quella sedia.»

La nonna la guardò con quella tenerezza mista a malinconia che hanno solo le donne che hanno vissuto abbastanza da sapere cosa conta davvero.
Osservò sua figlia affannarsi per ogni briciola, ogni impronta, ogni angolo impolverato… come se il suo valore dipendesse dall’ordine della casa.

«Che ne dici se facciamo due passi? Il tramonto è bellissimo.»

«Oh mamma, non posso. Devo finire di sistemare tutto. Non voglio che tu veda la casa in questo stato.»

La nonna rimase in silenzio per un istante. Poi, con voce dolce ma ferma, disse:

«Tesoro mio… non lasciare che le pentole brillino più di te.»

La figlia aggrottò la fronte.

«Che cosa intendi?»

«Pulire va bene, certo. Ma non a costo della tua gioia. Non a costo del tuo riposo, della tua salute, dei tuoi momenti.»

La figlia abbassò lentamente lo straccio, confusa.

E allora la nonna raccontò la sua verità:

«Quando avevo la tua età, pensavo che essere una brava madre volesse dire avere una casa impeccabile: letti perfetti, muri senza impronte, piatti sempre lavati. Mi alzavo prima di tutti e andavo a dormire dopo tutti, strofinando, riordinando, sistemando. Credevo che fosse così che mi avrebbero stimata, che avrebbero detto che ero una grande donna.»

«E non lo eri?» chiese la figlia.

«Ero tante cose… tranne che felice.»

«Perché?»

«Perché mi sono persa dei momenti. Mi sono persa le risate. Mi sono persa le coccole sul divano per paura di sporcare. Mi sono persa pomeriggi con voi perché preferivo lucidare i pavimenti. Ho rinunciato a ballare, giocare, parlare. Nessuno ricorda una casa pulita. Ma ricordano una madre presente.»

Gli occhi della figlia si riempirono di lacrime.

«E se arriva qualcuno all’improvviso?»

La nonna sorrise con dolcezza.

«Vedrà una casa… non un museo. E se giudica, non merita di tornare. Chi ti vuole bene viene per te, non per i pavimenti lucidi. Viene per il tuo sorriso, non per i tappeti.»

Si avvicinò, le prese le mani e disse:

«Spolvera pure, se vuoi… ma non spolverare via la tua voglia di vivere. La vita è fuori. I tuoi figli crescono. Il tuo compagno ha bisogno della tua attenzione. Gli amici sentono la mancanza della tua risata. I genitori vogliono camminare con te. Non lasciare che la scopa sia la tua unica compagnia.»

«La polvere torna sempre. La vita… no.»

La figlia si sedette accanto a lei, piangendo piano — come se avesse appena posato uno zaino invisibile che portava sulle spalle da anni.

Quel giorno, i fornelli non furono puliti.

Ma lo fu la sua anima.

Nonna e figlia uscirono di casa senza preoccuparsi delle briciole sul pavimento. Fecero una passeggiata, scattarono foto buffe, comprarono un gelato, parlarono della vita.
E quando tornarono, la casa era ancora lì. Non splendente. Non perfetta.

Ma piena.

Piena di vita, di momenti, di risate.
Di tutto ciò che non si può spazzare, lavare o stirare…
ma che resta inciso per sempre nella memoria.

29/01/2026

Lo sento dire spesso.
E ogni volta mi fermo un attimo.

Perché detta così suona bene.
Suona moderna.
Suona come amore.

Ma un figlio non ha bisogno di essere un amico.
Un amico è un pari.
Un figlio no.

Un figlio ha bisogno di un adulto che tenga la posizione quando lui la perde.
Che non cerchi complicità, ma presenza.
Che non si faccia scegliere, ma resti.

Quando un genitore diventa “migliore amico”, spesso senza volerlo chiede al figlio qualcosa che non può dare: equilibrio, comprensione, sostegno emotivo.
E un figlio, per amore, prova anche a farlo.
Ma il prezzo lo paga più avanti.

I figli non devono rassicurarci.
Non devono capirci.
Non devono proteggerci.

Devono potersi permettere di essere fragili, oppositivi, scomodi.
Sapendo che dall’altra parte c’è qualcuno che regge.

Essere genitori non è essere simpatici.
È essere affidabili.

E non sempre coincide con essere amici.

La pace dell'anima è la vera conquista!!
29/01/2026

La pace dell'anima è la vera conquista!!

Viviamo di immagino ed immaginazione!
28/01/2026

Viviamo di immagino ed immaginazione!

27/01/2026

Un pensiero ogni giorno, per chi ama prendersi un momento per sé 🍃 Se è quello che stai cercando ❣️con un click lo trovi sul nostro sito www.ilcalendariofilosofico.it

27/01/2026

Alle vittime innocenti di tutte le guerre.

Affinché il passato ci insegni a non sbagliare più.

25/01/2026
❤️
25/01/2026

❤️

E speriamo che questa importantissima misura possa essere da monito a chi pensa che nel fare male ad una donna, deriderl...
25/01/2026

E speriamo che questa importantissima misura possa essere da monito a chi pensa che nel fare male ad una donna, deriderla, insultarla, violentarla, picchiarla come una cosa è normalità!!

🚨Con il caso di Federica Torzullo, per la prima volta scatta il reato di femminicidi*.

Cosa è cambiato con la nuova legge? A Claudio Carlomagno, marito della donna, è stato contestato il nuovo reato di femminicidi+ entrato in vigore il 17 dicembre 2025.

Diventa un reato autonomo. La pena prevista è l’ergastolo. Anche in presenza di una sola circostanza attenuante, la condanna non può scendere sotto i 24 anni di reclusione. La riforma rafforza inoltre il sistema delle aggravanti e prevede aumenti di pena per numerosi altri reati, dalla violenza sessu*le agli atti persecutori, se commessi con le stesse modalità previste per il femminic*dio.

Quelli che prima erano considerati "omicid* aggravati" oggi sono nominati correttamente: sono femminicidi*.

Quando una donna muore in queste circostanze, non è un semplice omicidio. È uccidere la donna in quanto il movente è odio di genere, possesso, o rifiuto di una relazione.

Quindi, la pena è l'ergastolo, ed è soprattutto guardare "perché" una donna è morta. La risposta è che si tratta di un problema culturale cronicizzato nella società.

Infinitamente dispiaciuti per la morte dell'ennesima donna, esigiamo GIUSTIZIA.

24/01/2026

"Non ho avuto figli, ma ciò che mi è pesato di più sono le insistenti domande sulla maternità. I figli li ho desiderati e ho fatto delle cose per averli, ma non sono arrivati. Ma non ho rimpianti. Sono gli altri che te lo fanno pesare"

Rossella Brescia

24/01/2026

Buon sabato 🌻
Ti risuona questa frase ?

Approfondisco nel Libro Cuori spettinati (Rizzoli)

Indirizzo

Via Canonico Bascetta 11
Adrano
95031

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
Giovedì 16:00 - 21:00
Venerdì 16:00 - 21:00

Telefono

+393272427570

Sito Web

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