22/04/2026
PAOLO CREPET
Le parole dello psichiatra Paolo Crepet colpiscono per la loro durezza, ma anche per la verità che contengono: “Siamo esseri umani, non macchine. Il dolore ha bisogno di tempo, ma soprattutto di presenza”. Una presenza che, in questo caso, sembra essere mancata.
Non è stato un semplice gesto d’impeto, non qualcosa di improvviso e incomprensibile. Dietro c’è una solitudine profonda, silenziosa, che spesso non si vede ma che può diventare devastante. Una solitudine che, se intercettata, forse avrebbe potuto cambiare il destino di questa storia.
E allora resta una riflessione che pesa: quanto è importante esserci davvero per chi abbiamo accanto? A volte basta poco, una parola, un’attenzione, un segnale colto in tempo. Perché nessuno dovrebbe sentirsi così solo da non vedere più un’alternativa al dolore.
Il nostro pensiero va anche alla piccola sopravvissuta, che in questo momento sta lottando tra la vita e la morte. Una speranza fragile, ma potentissima, a cui tutti si aggrappano.