13/02/2026
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GIANNI ERRICO, L’UOMO CHE SI È BUTTATO NEL CANALE PER SALVARE DUE RAGAZZE
“Guarda Gianni, guarda quei due come stanno litigando.”
“Li raggiungo…”
In pochi istanti una scena confusa si trasforma in incubo. Un uomo afferra una ragazza, la solleva con forza e la scaraventa in acqua. Un’amica tenta di aiutarla, ma finisce anche lei nel canale. L’uomo fugge. Le due giovani annaspano.
Gianni Errico, 40 anni, dipendente dell’Hilton Molino Stucky Venice, non resta a guardare. Non calcola il rischio, non aspetta soccorsi, non si chiede se “tocchi a lui”. Si toglie le scarpe e si getta nelle acque del Canale della Giudecca, a pochi passi dal Canal Grande.
Le raggiunge una alla volta. Le sostiene. Le trascina verso un pontile di legno. Una sul lato sinistro, l’altra sul lato destro. Sono vive. Tremano. Respirano.
In un attimo quella che poteva diventare l’ennesima tragedia si trasforma in salvezza. Non per caso. Per scelta.
Gianni Errico non è un soccorritore professionista, non è un eroe “di mestiere”. È un uomo che ha deciso di non voltarsi dall’altra parte. In un Paese in cui troppo spesso si raccontano storie di violenza contro le donne, questa è una storia diversa: la storia di qualcuno che ha visto e ha agito.
Ci sono uomini che feriscono. E uomini che proteggono.
Gianni appartiene a questi ultimi.
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QUANDO IL CORAGGIO È UNA SCELTA
Ogni femminicidio è preceduto da segnali, urla, litigi, silenzi imbarazzati. Spesso c’è qualcuno che guarda e non interviene. Per paura, per incertezza, per quella frazione di secondo in cui si spera che “non sia nulla”.
Il coraggio non è l’assenza di paura. È la decisione di muoversi nonostante la paura. Gianni non sapeva come sarebbe andata. Non sapeva quanto fosse profonda l’acqua, quanto fosse forte la corrente, se l’aggressore sarebbe tornato. Sapeva solo una cosa: due ragazze stavano annegando.
E questo è bastato.
La differenza tra una cronaca nera e una storia di speranza a volte sta tutta lì: in un gesto. In un salto. In un uomo che non rimane fermo.
In un tempo in cui si parla spesso di violenza maschile, è giusto raccontare anche gli uomini che scelgono di stare dall’altra parte. Non per creare contrapposizioni, ma per ricordare che ogni persona può decidere chi essere.
Gianni Errico non cercava riconoscimenti. Ha fatto quello che riteneva giusto.
Ma proprio per questo merita di essere raccontato.
Perché il coraggio è contagioso.
E perché, ogni tanto, Venezia non è solo cartolina e bellezza: è anche il luogo in cui qualcuno si è tuffato per salvare due vite.
E questo, in mezzo a tante ombre, è una luce che vale la pena tenere accesa.