Dott.ssa Stefania Lancini Psicologa Psicoterapeuta in Franciacorta

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Dott.ssa Stefania Lancini Psicologa Psicoterapeuta in Franciacorta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Stefania Lancini Psicologa Psicoterapeuta in Franciacorta, Psicoterapeuta, Via Cavour, 18, Adro.

Dott.ssa Stefania Lancini -
Psicologa Psicoterapeuta
Analista Transazionale
Specializzata in sogni
Emdr
Riceve presso lo studio privato Adro (BS)
Consulenze Skype a distanza
Collaborazioni con farmacie di Gussago-Rovato- Cologne Mi occupo principalmente di:
disturbi d'ansia, depressione
elaborazione del lutto
attacchi di panico
gestione dello stress
crescita personale
difficoltà di relazione e comunicazione
momenti di crisi e fasi critiche della vita
adolescenti e infanzia

Ci sono esperienze che non si “superano” in senso lineare.Restano lì, come punti fissi nella trama del nostro Copione, s...
19/11/2025

Ci sono esperienze che non si “superano” in senso lineare.
Restano lì, come punti fissi nella trama del nostro Copione, segnature che il Bambino porta sulla pelle e che il Genitore impara lentamente a guardare senza voltarsi altrove.
Possiamo ascoltare i discorsi sul tempo che cura, sulle promesse del futuro, sul fatto che la vita sorprenderà… ma certe ferite non chiedono di guarire: chiedono di essere riconosciute.

Sono tracce che non spariscono, crepe che fanno rumore anche quando fuori c’è silenzio.

Non tutto si ripara.
E non sempre serve farlo.
A volte il passo necessario è accettare che qualcosa è cambiato per sempre, e che l’Io che eravamo prima non tornerà più.

L’Adulto può far spazio a questa consapevolezza: la vita che verrà non sarà quella immaginata dal nostro Bambino, ma potrà comunque essere una vita
piena,
diversa,
imprevedibile.

Perché altre forme di felicità possono arrivare, altre strade aprirsi, anche mentre portiamo con noi ciò che si è incrinato.

Nessuna esperienza riuscirà a restituirci la versione di noi che viveva “prima”.
E forse è proprio qui la verità più difficile e più onesta:
si continua a vivere non malgrado le ferite, ma insieme a loro.

Conviverci significa nascere di nuovo, a volte in modo innaturale, come se un nuovo Io si formasse nel punto esatto in cui il dolore aveva spezzato il respiro.

E dentro quella frattura scopriamo una forza che non sapevamo di avere, una spinta che ci rimette in cammino con i nostri pezzi, le nostre crepe, la nostra storia intera.

Spezzati, sì.
Ma profondamente vivi

🫶🏻

Perché non riesco a lasciare andare le persone che mi hanno ferito, lasciato o rifiutato?A volte ci chiediamo perché res...
13/11/2025

Perché non riesco a lasciare andare le persone che mi hanno ferito, lasciato o rifiutato?

A volte ci chiediamo perché restiamo legati proprio a chi ci ha fatto soffrire.
Perché, nonostante la mente dica “basta”, qualcosa dentro di noi continua a trattenere.

In realtà, spesso non è la persona in sé che non riusciamo a lasciare andare,
ma ciò che quella relazione rappresentava per noi:
un bisogno profondo di essere
visti,
riconosciuti,
scelti,
amati.

Quando quel bisogno resta insoddisfatto, una parte di noi rimane sospesa nel passato,
come se aspettasse ancora che l’altro torni a colmare quel vuoto.

È un movimento interiore che ci tiene legati non tanto a una persona reale,
quanto a un desiderio irrisolto, a una speranza che non abbiamo il coraggio di lasciare morire.

Lasciare andare, però, non significa dimenticare o chiudere gli occhi sul dolore.
Significa accorgersi di quel bisogno, ascoltarlo, e imparare a prendercene cura da soli.

Riconoscere che la ferita che ci lega all’altro parla di noi,
di una parte che chiede attenzione, cura, e forse perdono.

Solo così possiamo sciogliere davvero il legame con chi ci ha ferito:
non negando il passato, ma integrandolo.

Smettendo di rincorrere chi non può darci ciò che meritiamo
e tornando a noi, dove possiamo finalmente dare spazio a un amore più maturo,
più libero,
più nostro.

Forse la domanda non è più “perché non riesco a lasciarlo andare?”
ma “quale parte di me sto cercando di ritrovare attraverso di lui/lei?” ✨

A volte non ci innamoriamo di chi ci sceglie, ma di chi ci fa sentire vivi nella mancanza.È come se una parte antica di ...
26/10/2025

A volte non ci innamoriamo di chi ci sceglie,
ma di chi ci fa sentire vivi nella mancanza.
È come se una parte antica di noi riconoscesse, in quell’altalena di presenza e assenza, un linguaggio familiare.

Dietro questa attrazione spesso si nasconde un copione: il bisogno di essere visti,
scelti,
amati fino a sentirsi finalmente “abbastanza”.

L’imprevedibilità accende il circuito dopaminergico del piacere, lo stesso implicato nelle dipendenze.

Così il desiderio si lega non alla reciprocità, ma all’incertezza: al “forse”, al “quasi”, al “non ancora”.

Sul piano affettivo, tendiamo a cercare conferma con la nostra storia emotiva: anche se fa male, il cervello preferisce ciò che conosce.

E il corpo, con la sua memoria silenziosa, riconosce come “amore” l’attesa, la mancanza, la speranza che qualcosa cambi.

Nell’ottica analitico-transazionale, questa dinamica appartiene al Copione di vita:
una storia inconscia scritta nei primi anni, che ci porta a ripetere ruoli e copioni relazionali per confermare le nostre antiche convinzioni di base come
“non sono degno d’amore”,
“devo meritarmi l’affetto”,
“l’amore è lotta”.
Così l’Adulto interiore viene catturato dal Bambino ferito, che continua a cercare negli altri ciò che non ha ricevuto.

Solo quando diventiamo consapevoli di questo schema possiamo scegliere diversamente.

Possiamo ascoltare la voce del Genitore, che da nuovi permessi e dell’Adulto integrato: quella parte che osserva, sente, accoglie senza perdersi.

Possiamo imparare a dire:
“Non devo più rincorrere l’amore, posso imparare a riceverlo.”

Liberarsi da questa danza non significa smettere di desiderare, ma trasformare il desiderio da bisogno a scelta.

L’amore maturo non riattiva il Copione: lo riscrive.

Non brucia per mancanza, ma scalda nella presenza.

Non chiede di essere salvati, ma di essere visti.

E in quello sguardo reciproco, finalmente, il Bambino interiore può riposare.

❤️✨

Guarire non è tornare com’eravamo,ma imparare a stare dentro ciò che siamo diventati.È un’altra forma di vita, più consa...
13/10/2025

Guarire non è tornare com’eravamo,
ma imparare a stare dentro ciò che siamo diventati.
È un’altra forma di vita,
più consapevole,
più nuda,
più vera.

Spesso cerchiamo di tornare a “come stavamo prima”:
prima del dolore,
prima della fine,
prima del cambiamento.
Ma quella versione di noi non esiste più.
E forse non deve tornare.

C’è un momento, nel percorso di crescita,
in cui smettiamo di aggiustare e iniziamo a stare.

Ma cosa significa davvero stare?

Significa non scappare più da ciò che proviamo.
Rimanere presenti anche quando fa male,
senza riempire subito il vuoto,
senza distrarsi,
soprattutto senza negare.

Significa lasciare che le emozioni ci attraversino,
senza farci travolgere e senza doverle cambiare subito.

Stare è accettare che non sempre ci sia una soluzione,
che non tutto debba guarire,
che anche così è ok.

Quando impariamo a stare,
qualcosa dentro di noi smette di lottare.
Il dolore trova un suo posto,
e la vita riprende a muoversi,
lentamente,
da sola.

Guarire non è dimenticare,
è riuscire a respirare dentro la propria storia.
Così com’è.
Così come siamo.

È riuscire ad essere imperfetti ma interi.

🫶🏻

Io e la mia responsabilitàMi assumo la responsabilità di me stesso.Della mia vita, delle scelte che faccio, di come reag...
06/10/2025

Io e la mia responsabilità

Mi assumo la responsabilità di me stesso.
Della mia vita,
delle scelte che faccio,
di come reagisco,
di ciò che provo e comunico.
Riconosco che i miei pensieri, le mie emozioni e i miei bisogni sono parte di me, e mi appartengono.

Non sono responsabile della tua vita,
delle tue decisioni o dei tuoi stati d’animo.
Posso starti accanto, ascoltarti, comprenderti
ma non posso vivere al posto tuo.

Possiamo incontrarci come due persone intere, ciascuna con la propria storia e i propri confini.
Possiamo imparare a guardarci senza perderci, a comunicare senza controllarci,
a volerci bene senza dipendere.

Smettere di sentirci vittime delle relazioni significa ricordare che abbiamo un potere:
quello di scegliere come stare, come reagire, come prenderci cura di noi.

Io mi occupo di me.
Tu ti occupi di te.

Non è egoismo.
È autenticità,
Ma soprattutto è amore responsabile.

🫶🏻✨

C’è voluto tempo, per non giudicarmi attraverso gli occhi degli altri.Oh sì, tanto tempo.Ho creduto alla storia che il g...
23/09/2025

C’è voluto tempo, per non giudicarmi attraverso gli occhi degli altri.

Oh sì, tanto tempo.
Ho creduto alla storia che il giudizio degli altri definisse la mia persona, e il mio percorso.
Da questa credenza ho vissuto con la paura di essere giudicata.
Ho vissuto con ansia sociale, che mi ha portato ad evitare moltissime situazioni.
A volte non parlavo.
Osservavo la gente, immaginandomi cosa stesse pensando di me.
Ho creduto che erano lì, tutti pronti a vedere un mio errore.
Sono stati anni difficili, perché mi sentivo in prigione.

Dopo un faticoso lavoro ho smosso tutte le mie credenze,
ho capito che il giudizio era mio,
mi apparteneva.
Non era di nessun altro.

Ho capito che la gente giudica per un suo bisogno, non per definire qualcuno.
Questa cosa non la possiamo cambiare, ma possiamo imparare a conviverci.
Non siamo giudici della vita di nessuno,
nemmeno io lo sono.

Ho lavorato sul mio giudizio verso gli altri, e su quello verso me stessa.
Non l’ho tolto, ma l’ho ridimensionato.
L’ho capito, e gli ho dato un significato.
In questo modo si è ridimensionato anche il fuori.

Ora tutto ha un peso diverso.
Sono libera 🍂🍁🍂

“E se il vuoto dentro di te fosse, in realtà, pieno di tutto ciò che senti ma non vedi?”“Hai mai pensato che il tuo ‘vuo...
20/09/2025

“E se il vuoto dentro di te fosse, in realtà, pieno di tutto ciò che senti ma non vedi?”

“Hai mai pensato che il tuo ‘vuoto’ custodisca emozioni, desideri e ricordi che non riconosci?”

Vi lascio uno stralcio su cui riflettere
“Viene chiamato “vuoto”
ma poi è come se dentro ci fosse
racchiuso di tutto…
Il nome di qualcuno che non c’è
o che non esiste,
la rabbia per una sconfitta,
la nostalgia di una mancanza,
tutto l’affetto che vorremmo dare,
tutto quello di cui avremmo bisogno,
tutta la felicità dispersa nella tristezza,
quei mal di testa forti
e anche quelle canzoni un po’ tristi
che in un modo o nell’altro
ci tengono compagnia...

Sono pieni di così tante cose che,
alla fine dei conti,
vengono chiamati vuoti,
ma sono fottutamente pieni”.

Francesca Russo

🫂

Kenya 2011.Poco controllo e mi sono sentita viva e presente.Cosa non posso controllare? • Le emozioni e le reazioni spon...
09/09/2025

Kenya 2011.
Poco controllo e mi sono sentita viva e presente.

Cosa non posso controllare?

• Le emozioni e le reazioni spontanee (paura, rabbia, gioia, dolore…)
• Il passato (non si cambia)
• Il tempo che scorre
• I cambiamenti inevitabili
• Gli imprevisti
• Gli altri: cosa pensano, cosa provano, cosa scelgono, se gli piaci o no.

Cosa possiamo controllare ?

• Come ti prendi cura delle tue emozioni e le parole che usi con te stessa
• Le tue scelte: con chi stare, a chi dedicare tempo
• I tuoi pensieri, la tua narrazione interiore
• I tuoi comportamenti: come reagisci, come inizi
• Il tempo presente, imparando dal passato
• Il tuo corpo, il tuo respiro adesso (non domani)

Realizzare che non possiamo avere il controllo
ci toglie un peso enorme.

Ci aiuta a canalizzare tempo ed energia
lì dove fanno davvero la differenza.

E ci rende liberi da catene invisibili,
quelle che spesso alimentano ansie senza nome.

Inizia a scrivere o ripetere ad alta voce quanto scritto sopra e fammi sapere che ne pensi ✨🫂

Le cose che non sono mai esistite sono spietate.Proprio come le favole che ci raccontiamo sugli altri.Immaginiamo amori ...
03/09/2025

Le cose che non sono mai esistite sono spietate.
Proprio come le favole che ci raccontiamo sugli altri.

Immaginiamo amori che non ci sono, amicizie ideali, gesti che non arrivano.
Costruiamo castelli di aspettative, e quando crollano non restano macerie reali,
ma il dolore di qualcosa che in verità… non è mai esistito.

Ciò che immaginiamo, che temiamo, che costruiamo con la mente…
ha un potere enorme: può ferire più di ciò che realmente accade.

Un pensiero, un sospetto, un “forse” diventano macigni.
L’ansia e la paura non si nutrono di fatti, ma di possibilità.
E così ci troviamo a soffrire per scenari che non hanno mai avuto luogo.

La mente crea personaggi e scenari come in una fiaba,
e noi ci leghiamo a quelle immagini più che alla realtà.

Ma gli altri non sono i protagonisti delle nostre storie interiori.
Sono persone, con i loro limiti e i loro tempi.
E accorgerci di questo è un passo di libertà:
smontare le favole, per iniziare a vedere davvero.

In terapia impariamo a distinguere tra ciò che abbiamo immaginato e ciò che esiste davvero.
Perché a volte il vero lavoro non è affrontare ciò che c’è,
ma lasciare andare ciò che non c’è mai stato.

Quanto peso porti sulle tue spalle?Ti sei mai fermata ad ascoltarlo davvero?Forse, senza accorgertene, stai portando far...
01/09/2025

Quanto peso porti sulle tue spalle?
Ti sei mai fermata ad ascoltarlo davvero?
Forse, senza accorgertene, stai portando fardelli che non ti appartengono.
E mentre lo fai, la tua bambina interiore si piega, si nasconde, si fa piccola per non disturbare.

Lei avrebbe bisogno di gioco, di leggerezza, di essere guardata con amore.
E invece l’hai messa da parte, pensando che i bisogni degli altri venissero prima dei suoi.
Forse credi che questo ti renda più forte, più utile, più degna di amore.
Ma dentro di te, quella bambina continua ad aspettarti.
Aspetta che tu la veda, che tu la riconosca, che tu le dica: “Adesso basta, non devo più portare pesi che non sono miei”.

Io ti vedo.
E voglio ricordarti che non sei obbligata a farti carico di tutto.
Puoi lasciare ciò che non ti appartiene e scegliere di sostenere ciò che conta davvero: la tua parte più vera, fragile e preziosa.

Quando inizi a portare la tua bambina interiore sulle spalle, qualcosa cambia.
Non è un peso che schiaccia.
È un peso che libera.

Ti restituisce te stessa 🫂

Oggi sembra che nelle relazioni vada di moda il silenzio. Non si risponde o si rimanda di ore, non per mancanza di tempo...
27/08/2025

Oggi sembra che nelle relazioni vada di moda il silenzio.
Non si risponde o si rimanda di ore, non per mancanza di tempo, ma per paura di mostrare interesse.
Si dice “non voglio nulla di serio” perché è più facile chiudersi che rischiare di sentire.
Si tace invece di dire “mi piaci”, e così le carezze autentiche restano soffocate.

Ci si allontana da chi fa vibrare, perché l’intimità spaventa più della solitudine.
Ci si accontenta di relazioni passeggere, carezze veloci che poi lasciano vuoto.
Si guarda uno schermo invece di guardarsi negli occhi.

Dietro a tutto questo c’è un Bambino che ha imparato a obbedire a vecchi divieti: non sentire, non fidarti, non avvicinarti.
E così l’Adulto resta escluso.
Il Genitore interno non sa che fare.

Eppure il bisogno è sempre lo stesso: carezze vere, vicinanza, autenticità.
L’amore non è fuori moda.
Forse siamo noi che abbiamo paura di viverlo davvero.

La buona notizia è che quei divieti possono essere sciolti.
Possiamo imparare a sentire di nuovo e a lasciarci toccare senza paura.

La terapia è il luogo in cui questo diventa possibile: uno spazio sicuro dove iniziare a riscrivere la propria storia e aprirsi a un amore più libero e autentico.

Se ti sei ritrovato in queste parole, forse è il momento di iniziare a prenderti cura di te prima di pensare che il problema sia sempre fuori.

Con affetto Stef♥️

Non puoi cambiare se non sai nemmeno cosa stai facendo.Rientro dalle vacanze.Basta rimandare, basta scuse.Si riparte. Da...
21/08/2025

Non puoi cambiare se non sai nemmeno cosa stai facendo.

Rientro dalle vacanze.
Basta rimandare, basta scuse.
Si riparte. Davvero.

Quante domande ti porti dentro?
Sul tuo ieri, sul presente, sul futuro.
Immaginale raccolte in una scatola.
La chiave per aprirla si chiama consapevolezza.

Quanto sei consapevole di te stesso?
• Di come funzioni oggi?
• Di cosa pensi?
• Di cosa senti?
• Di come scegli di agire?

Se già sai risponderti, sei a buon punto.
Se non lo sai, non è un problema: significa che puoi iniziare proprio da qui.

Il primo passo è portare l’attenzione a tre dimensioni:
• il corpo (ciò che senti),
• la mente (ciò che pensi),
• il comportamento (ciò che scegli di fare, corpo e mente).

Quando diventi consapevole, puoi ridecidere.
Puoi riallinearti a ciò che sei davvero, in modo autentico.

Un esempio:
Qualcuno ti deride.
• Cosa senti? Rabbia.
• Cosa pensi? “Ho fatto qualcosa di sbagliato?”
• Cosa fai? Lo insulti.

La consapevolezza non è giudicare, ma capire da dove arrivano emozioni, pensieri e reazioni.
Tutto ha una storia.
Questa è la tua.
E solo conoscendola puoi scegliere di viverla diversamente: pensare altro, agire in altro modo, e di conseguenza sentire altro.

La consapevolezza non cambia il passato, ma trasforma il presente.
E da lì, il futuro.

La tua storia merita di essere capita, non giudicata.

Ancora qualche giorno di relax ma da Settembre …
Vi aspetto in terapia 🤗😉

Indirizzo

Via Cavour, 18
Adro
25030

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393343408062

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Mi occupo principalmente di: disturbi d'ansia, depressione elaborazione del lutto attacchi di panico gestione dello stress crescita personale dipendenze supporto alla genitorialità difficoltà di relazione e comunicazione momenti di crisi e fasi critiche della vita adolescenti e infanzia