Dott.ssa Laura Mazzarella Psicologa

Dott.ssa Laura Mazzarella Psicologa Psicologa Clinica, iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Siciliana num. 6414 Sez. A

Assolutamente deleterio...se solo si potesse, personalmente proporrei di tornare al registro cartaceo!!!
11/02/2026

Assolutamente deleterio...se solo si potesse, personalmente proporrei di tornare al registro cartaceo!!!

Cosa ne pensate del registro elettronico?

Io mi domando il senso di uno strumento che permette ai genitori di conoscere i voti dei figli prima di loro. In pratica è come se a scuola non ci fossero solo i bambini o i ragazzi ma anche i loro papà e le loro mamme. Non mi stancherò mai di ripetere agli insegnanti di considerare che oggi i genitori sono lì, c’è l’ombra del genitore dietro ad ogni alunno.

È un’ombra che peraltro durante il Covid è stata anche enfatizzata: la DAD l’hanno fatta i genitori, non l’hanno fatta i ragazzi. In questo senso occorre stabilire dei confini chiari, che non sono semplicemente confini logistici, come ad esempio mettere il campanello fuori dalla scuola o altro, ma un confine relativamente ai ruoli.

Agli insegnanti suggerisco sempre di fare una riunione con i genitori all’inizio dell’anno scolastico, in modo da spiegare qual è il loro ruolo, ad esempio che devono far dormire i propri figli in modo che non arrivino a scuola ancora addormentati, che devono fare la colazione, che devono ridurre il carico neuro-mentale dei videoschermi durante la giornata non scolastica, che gli eventuali compiti, che dovrebbero essere il meno possibile, devono riguardare gli alunni e non i genitori.

Il genitore ha un ruolo di supervisione, un ruolo esterno, non può sedersi lì con il figlio a fare i compiti, per cui se poi l’insegnante ha qualcosa da ridire sui compiti salta fuori che ha qualcosa da ridire sulla famiglia stessa.

07/02/2026
Molti credono che criticare gli altri e rimarcarne i difetti sia un segno di superiorità; così facendo pensano di essere...
23/01/2026

Molti credono che criticare gli altri e rimarcarne i difetti sia un segno di superiorità; così facendo pensano di essere lucidi e perspicaci.
Sì, è possibile che lo siano, ma ciò che non sanno è che l’abitudine di criticare gli altri e di sottolinearne le debolezze e le lacune li impoverisce.
Quando si mantiene l'attenzione costantemente fissa su comportamenti disonesti o stupidi, è come se ci si nutrisse di sporcizie, e dentro di sé qualcosa va in rovina.
Se volete sapere come mai gli Iniziati sono tanto ricchi, vi dirò che è perché si occupano di tutto ciò che vi è di più bello negli esseri umani: la loro anima e il loro spirito, ai quali vogliono dare la possibilità di manifestarsi.
Ecco il segreto della ricchezza degli Iniziati. Anche se vedono gli errori e i crimini degli umani, continuano a focalizzare il proprio interesse su quanto di meglio esiste in loro.
È così che li aiutano, e contemporaneamente si arricchiscono.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Immagine: Opera di Rafael López

23/01/2026

Secondo voi, quando un ragazzo o una ragazza è davvero pronto ad affrontare i social senza esserne travolto?

Qui parliamo di fasi evolutive precise. Prima dei 14–16 anni la corteccia prefrontale non ha ancora sviluppato pienamente le funzioni che permettono la gestione dell'impulsività, del confronto sociale, dell'autoregolazione. I social sono costruiti per generare dipendenza: richiedono una maturità che i ragazzi più piccoli non possiedono.

A 14 anni il cervello emotivo dei minori è molto vulnerabile all'ingaggio dopaminergico dei social media e dei videogiochi.

A 16 inizia invece a esserci un'identità più definita. Prima, i ragazzi sono troppo vulnerabili: rischiano di essere travolti da dinamiche di gruppo e algoritmi che non sanno interpretare.

Mettere un limite non è proibizionismo: è protezione educativa. Esattamente come per l'alcol o per il tabacco, serve un contesto normativo che aiuti gli adulti e non li lasci soli in un confronto impari con colossi digitali potentissimi. Avere un'età minima significa dare ai ragazzi il tempo di crescere prima di confrontarsi con uno strumento che richiede competenze adulte

21/01/2026

Le nostre braccia hanno il potere di creare un cerchio potentissimo. E in questo cerchio si forma un vero e proprio mondo a sé: è il mondo dell'abbraccio!

La fine di un anno è sempre un nuovo inizio che porta con sé bilanci e speranze. Lascialo andare e accogli con fiducia c...
31/12/2025

La fine di un anno è sempre un nuovo inizio che porta con sé bilanci e speranze. Lascialo andare e accogli con fiducia ciò che verrà! Ma prima spendi del tempo per guardarti indietro ed esaminare eventi, relazioni, emozioni e stati d'animo che hanno costellato l'anno appena trascorso! Questa operazione di introspezione è utile per portare ad un maggior livello di consapevolezza. Non fare gli stessi errori degli anni passati, impara dall'esperienza, che non è mero accumulo di eventi, ma un lento e formativo percorso di crescita personale ed emotiva!
Buon giorno della consapevolezza a tutti...e buon anno ❤️🥳

"SENTIRSI PREZIOSA PER SE STESSA" Tratto da Alice nel paese delle Meraviglie.                                           ...
31/12/2025

"SENTIRSI PREZIOSA PER SE STESSA" Tratto da Alice nel paese delle Meraviglie. «Ma tu mi ami?» chiese Alice.
«No, non ti amo.» rispose il Bianconiglio.
Alice corrugò la fronte e iniziò a sfregarsi nervosamente le mani, come faceva sempre quando si sentiva ferita.
Ecco, vedi? – disse il Bianconiglio –
Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa, perché non riesci a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda così imperfetta, frammentata.
Proprio per questo non posso amarti. Perché ci saranno dei giorni nei quali sarò stanco, adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò.
Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadataggine, incomprensione.
Ma se non ti ami almeno un po’, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si faranno letali e ti distruggeranno.
La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso: mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa.
Perciò, Alice no, non ti amo. Non posso farlo!

10/11/2025

Quando sento nel mio studio qualche genitore che dice: “Voglio avere un bel rapporto con mio figlio adolescente”, faccio subito presente che a 17 anni è impossibile. L’adolescente “normale” è agitato, c’è niente da fare.

L’adolescente “anomalo” è quello che si isola nella cameretta. Bisogna proccuparsi per gli adolescenti che sono troppo tranquilli, perché sotto l’apparenza può esserci qualche nodo da affrontare perché è normale, alla loro età, essere ribelli e provocatori.

Molti adulti continuano però volere dei ragazzi che stiano “zitti e buoni”.

Ma l’atteggiamento remissivo è abbastanza anomalo per un adolescente. mentre l’imprevedibilità è la norma, ed è pure un bene che sia così, perché questo valorizza la plasticità neurocerebrale.

La società contemporanea sta sprecando questo aspetto: da sempre i ragazzi sono stati i motori del cambiamento. Il fatto che i giovani non vadano più a votare è una tragedia, non è astensionismo. Significa che la società non si rinnova. Le rivoluzioni storicamente le facevano gli adolescenti, compresa la Resistenza. Oggi invece si ritirano. Le loro emozioni si concentrano sulla refrattarietà, sulla riluttanza.

A mio giudizio questo è un problema più serio del calo demografico, perché si crea un buco generazionale.

27/09/2025

Indirizzo

Agrigento
92100

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