Erboristeria Ginevra Cappellacci

Erboristeria Ginevra Cappellacci Erboristeria con vasto assortimento di erbe curative. Prodotti per la cura del corpo e della mente.

17/11/2025

A volte, integrare la vitamina E può essere molto più semplice di quanto pensiamo.

La nostra Vitamina E in gocce 💧 nasce proprio con questa idea: offrire una modalità di assunzione pratica, naturale e alla portata di tutti.
Grazie al contagocce puoi dosarla facilmente, scegliendo ogni giorno la quantità più adatta a te: 0,25 ml per un apporto più leggero, oppure 0,50 ml quando senti di aver bisogno di un sostegno in più. La fluidità della formula rende l’assunzione immediata, senza la necessità di deglutire capsule — una comodità che molte persone apprezzano nella routine quotidiana.
La vitamina E che utilizziamo è naturale (D-alfa-tocoferolo) ed è disciolta in olio extravergine di oliva biologico: una combinazione semplice, pulita e perfettamente adatta alle vitamine liposolubili. È una formula essenziale, priva di ingredienti superflui, che mette al centro solo ciò che davvero serve.

E cosa fa la vitamina E per noi?
È uno dei più potenti antiossidanti naturali e contribuisce alla protezione delle nostre cellule dallo stress ossidativo. Questo si traduce in un aiuto concreto per contrastare i radicali liberi, sostenere il benessere cardiovascolare, mantenere la pelle più protetta e luminosa, e favorire anche l’assorbimento di altre vitamine liposolubili.

Un piccolo gesto quotidiano, semplice e intuitivo, che può diventare una vera alleata per il tuo equilibrio. 🌿

25/10/2025

NON E' IL CIBO, E' IL TUO INTESTINO CHE NON SI SENTE PIU' AL SICURO

(Di Patrizia Coffaro)

per anni ci hanno fatto credere che il gonfiore, la stanchezza dopo i pasti, la digestione lenta o la pancia tesa fossero semplicemente colpa del cibo. E così comincia il calvario delle eliminazioni... togli questo, togli quello, finché non rimane quasi nulla nel piatto. Ma la verità è che nella maggior parte dei casi non è il cibo il vero problema. È l’intestino stesso che ha perso il suo equilibrio, la sua capacità di accogliere e di filtrare, e comincia a reagire a tutto. È la mucosa, quel sottile confine tra il mondo esterno e il nostro interno, che non sa più distinguere ciò che è buono da ciò che è pericoloso. È come se fosse sempre in allarme, pronta a difendersi anche quando non serve.

E allora succede che anche un pasto semplice, un piatto di verdure o un frutto, diventa un peso. Ti senti gonfio, affaticato, e a volte anche nervoso, come se qualcosa si muovesse dentro di te ma non riuscissi a capirlo. È lì che comincia la catena... il sistema immunitario entra in gioco, interpreta ogni molecola come una minaccia e rilascia sostanze infiammatorie. Si chiama infiammazione silente, perché non la senti con dolore acuto, ma è costante, invisibile, e lentamente altera tutto il tuo metabolismo. Ti accorgi che il corpo non reagisce più come prima, che dormi male, che sei più irritabile, che ti manca la concentrazione, e intanto continui a pensare che il problema sia solo il pane o la pasta.

Ma non è così, Il cibo è solo il messaggero... Il vero problema è il terreno su cui quel cibo arriva. Se l’intestino è infiammato, anche il miglior alimento del mondo può diventare irritante. E non è questione di forza di volontà o di dieta perfetta, è questione di ricostruire la tolleranza. Quando l’intestino è in equilibrio, tollera. Tollerare significa accogliere senza reagire, elaborare e lasciar andare. Ma quando è infiammato, tutto diventa un potenziale pericolo. E quel senso di pancia in gue*ra è il segnale più chiaro che il corpo non si sente al sicuro.

La mucosa intestinale è un organismo vivo. È fatta di cellule che comunicano, di batteri buoni che la proteggono, di enzimi e di sostanze che regolano il passaggio di tutto ciò che mangiamo. È come un confine intelligente, selettivo, capace di decidere cosa far entrare e cosa trattenere. Ma basta poco per romperne l’equilibrio... antibiotici, pesticidi, farmaci, stress, diete iperproteiche o troppo restrittive, carenze di fibre, infezioni virali o batteriche, oppure emozioni trattenute per troppo tempo. Tutto questo, giorno dopo giorno, indebolisce la barriera e la rende permeabile.

Quando quella barriera si apre troppo, le molecole di cibo non completamente digerite passano nel sangue, e il sistema immunitario, che non le riconosce, le attacca. È lì che nascono molte sensibilità alimentari e reazioni infiammatorie. E il risultato è quella sensazione cronica di gonfiore, di stanchezza, di tensione addominale che non se ne va mai del tutto. Il corpo si difende, ma difendendosi si logora.

Il problema è che in questo stato l’intestino non riesce più nemmeno ad assorbire bene le sostanze buone... vitamine, minerali, amminoacidi, tutto passa male o non passa affatto. Così la stanchezza aumenta, il metabolismo rallenta, e anche il cervello ne risente. Perché sì, il cervello intestinale esiste davvero. È il sistema nervoso enterico, una rete complessa di milioni di neuroni che dialogano continuamente con la testa attraverso il nervo vago. È lì che si produce il novanta per cento della serotonina, la molecola che regola l’umore e il senso di benessere. Se l’intestino è infiammato, anche la mente diventa reattiva, ti senti agitato, ansioso, ipersensibile, come se qualcosa dentro di te fosse sempre sul filo.

E allora cominci a capire che non è solo una questione di alimentazione, ma di ambiente interno. Serve riportare calma, equilibrio, fiducia. Serve creare di nuovo un clima di sicurezza biologica, dove le cellule possano fare il loro lavoro senza vivere in stato di emergenza. E questo non si fa con la forza, ma con la gentilezza.

Un intestino infiammato non va forzato, va rieducato. Ha bisogno di regolarità nei pasti, di tempi di digestione rispettati, di fibre delicate e di sostanze lenitive. Ha bisogno di calore, non di stress. E anche di un microbiota sano, perché sono proprio i batteri buoni a mantenere la mucosa compatta e vitale. Quando la flora batterica si impoverisce, si apre la strada alle fermentazioni anomale, ai gas, al gonfiore. Per questo non basta aggiungere un probiotico qualsiasi... bisogna dare ai batteri giusti un terreno su cui attecchire.

E il terreno è la mucosa. Se lei è infiammata, nessun batterio riesce a colonizzarla. Prima bisogna calmarla, nutrirla, aiutarla a rigenerarsi. Ci sono sostanze naturali che possono farlo, ma sempre in modo graduale, fibre solubili, piante ad azione lenitiva come la camomilla, la melissa, la liquirizia deglicirrizinata, oppure estratti specifici che aiutano la mucosa a riprendersi, esistono degli sciroppi validi. E poi, certo, l’ascolto del corpo. Perché non esiste rigenerazione intestinale senza la partecipazione del sistema nervoso.

Quando mangi in fretta, mentre scrolli il telefono o discuti, il cervello entra in modalità difensiva e l’intestino riceve quel segnale... non digerisce. Quando invece mangi in calma, respiri, mastichi lentamente, il sistema parasimpatico si attiva e il corpo entra in modalità riparazione. È un equilibrio neuro-intestinale. Ed è qui che inizia davvero la guarigione.

Molti di voi magari convivono da anni con quella sensazione di pancia sempre gonfia, anche se mangiano poco. Con quel bisogno continuo di eliminare cibi, di cercare di capire quale sia il colpevole. Ma la verità è che, finché non si ricostruisce la tolleranza, continuerete a reagire a tutto. L’obiettivo non è mangiare sempre meno, ma far sì che il corpo torni a riconoscere il cibo come qualcosa di sicuro.

E quando succede, lo senti subito. Ti svegli più lucido, la pancia si sgonfia, respiri meglio, la mente si alleggerisce. Ti accorgi che non era solo un problema digestivo... era uno stato di difesa cronica. Era il corpo che viveva in trincea, pronto a reagire a tutto. Ma quando smette di difendersi, comincia a guarire. E allora il cibo torna a essere un piacere, non una minaccia.

Io dico sempre che l’intestino non va pulito, ma va tranquillizzato. È come un bambino spaventato. Non gli servono punizioni, gli serve fiducia. E quando gliela ridai, risponde subito. Si rilassa, riprende a lavorare, e il corpo ritrova il suo ritmo. Perché tutto parte da lì. Dall’intestino dipende la produzione di energia, la qualità del sonno, l’umore, la pelle, le difese immunitarie. Se lui sta bene, tutto il resto segue.

E allora, più che cercare sempre il nemico nel piatto, bisognerebbe chiedersi... cosa posso dare al mio intestino per farlo sentire di nuovo al sicuro? Non serve controllare ogni boccone, serve ascoltare. Serve restituirgli fiducia e a volte, quella fiducia arriva anche da un piccolo aiuto naturale, qualcosa che sostenga la mucosa, riequilibri la flora e riporti armonia nel terreno. Non serve molto, serve costanza, dolcezza e rispetto.

Quando l’intestino torna in pace, cambia tutto... ti senti più stabile, più calmo, più presente. L’energia risale, la mente è limpida, la pelle si distende. E capisci che non era solo questione di digestione... era un dialogo interrotto con il tuo corpo. Un dialogo che finalmente si è riaperto.

Ecco perché dico sempre che guarire non significa togliere, ma riconciliarsi. Con il corpo, con il ritmo, con la vita. Perché l’intestino è il primo luogo in cui impariamo a fidarci del mondo... lì accogliamo, lì trasformiamo, lì lasciamo andare. Se c’è armonia lì, c’è armonia ovunque.

XO - Patrizia Coffaro

23/10/2025

RIGENERARE FEGATO E CISTIFELLEA

Il corpo umano è una sinfonia di processi complessi che lavorano instancabilmente per mantenerci in equilibrio. Tra i grandi protagonisti di questo concerto silenzioso, il fegato e la cistifellea svolgono un ruolo cruciale, producono e regolano la bile, una sostanza chiave nella digestione dei grassi e nell’eliminazione delle tossine. Ma cosa succede quando questo flusso di bile si blocca, rallenta o diventa insufficiente? E soprattutto, come possiamo riattivarlo in modo naturale?

Oggi ti porto in un viaggio tra le erbe e alimenti più efficaci per sostenere il flusso biliare, migliorare la funzione epatica e prevenire disagi digestivi e infiammatori. Preparati a riscoprire la potenza curativa della natura.

Perché il flusso biliare è così importante?

La bile è un fluido digestivo prodotto dal fegato e immagazzinato nella cistifellea. Ogni volta che mangiamo, la bile viene rilasciata nell’intestino tenue per:

- Emulsionare i grassi, rendendoli assorbibili;

- Eliminare le tossine liposolubili;

- Regolare la flora intestinale, inibendo la proliferazione di batteri patogeni;

- Contribuire al metabolismo glicemico, regolando recettori chiave per zuccheri e grassi.

Un flusso biliare scarso può causare disturbi digestivi, gonfiore, malassorbimento, disbiosi intestinale, infiammazione, stanchezza cronica e patologie autoimmuni.

Se il tuo fegato e la tua cistifellea non funzionano al meglio, potresti notare:

- Difficoltà digestive, soprattutto dopo pasti grassi

- Gonfiore e flatulenza

- Costipazione o feci chiare e galleggianti

- Nausea, alitosi, alito amaro

- Mal di testa ricorrenti

- Pelle impura, acne o eczema

- Intolleranza a cibi grassi

- Stanchezza mentale e fisica

Ecco le erbe top per sostenere fegato, bile e cistifellea:

1. Aceto di mele

Tonico antico, stimola la secrezione gastrica e la produzione biliare. È antibatterico, alcalinizzante e utile per regolare la glicemia e il colesterolo. Usa 1 cucchiaio in acqua tiepida prima dei pasti.

2. Ca****fo

Non solo alimento gustoso, le foglie di ca****fo stimolano potentemente la produzione di bile e migliorano il metabolismo epatico. Ricco di antiossidanti, supporta anche la rigenerazione del tessuto epatico.

3. Limone e lime

Gli agrumi più potenti per il fegato: il loro acido citrico stimola la secrezione della bile e attiva la motilità intestinale. Bere acqua tiepida con limone al mattino favorisce il drenaggio epatico e la detossificazione.

4. Prezzemolo

Non solo decorazione del piatto: è ricco di clorofilla, flavonoidi e vitamine. Depura il sangue, stimola la bile e favorisce l’eliminazione dei metalli pesanti.

5. Cetriolo

Idratante, rinfrescante, ricco di silicio e potassio, è un grande alleato della disintossicazione. Favorisce la diuresi e il drenaggio epatico, migliorando anche la pelle.

6. Sedano

Fonte di polifenoli, aiuta a ridurre l’infiammazione e promuove la funzione digestiva. È anche utile per alcalinizzare il corpo e stimolare il transito intestinale.

7. Menta

Rilassa i muscoli dello stomaco e dell’intestino, favorendo la digestione. Stimola la cistifellea a rilasciare la bile e può ridurre nausea e crampi.

8. Coriandolo (Cilantro)

Detossificante profondo, capace di legare metalli pesanti come mercurio e piombo. È un tonico digestivo che stimola bile, enzimi e succhi gastrici.

9. Ravanelli

Stimolano la sintesi della bile e ne facilitano l’espulsione. Aiutano a disintossicare il fegato e sono ottimi crudi o fermentati.

10. Cardo mariano

Il re della protezione epatica, il principio attivo silimarina ripara le cellule del fegato, ne rallenta la degenerazione e favorisce la rigenerazione. Da usare con cautela in chi soffre di pressione alta.

11. Tarassaco

Diuretico naturale, stimola la secrezione biliare e aiuta l’organismo a espellere tossine. Può essere consumato sotto forma di tisana, estratto o come verdura a foglia.

12. Zenzero

Antinausea e digestivo, favorisce il vuoto gastrico e stimola la bile. Migliora la motilità intestinale e riduce la fermentazione eccessiva.

13. Crauti

Cibo fermentato che riequilibra il microbiota e sostiene il fegato. Contiene probiotici naturali che favoriscono la digestione e la salute intestinale.

14. Tè verde

Ricco di catechine, potenti antiossidanti che proteggono il fegato e ne migliorano la funzionalità. Stimola anche il metabolismo e riduce l’infiammazione. Cautela in chi ha il polimorfismo MTHFR. da aggiungere nella giornata il gruppo B o la B12 singolarmente in forme attive.

Oltre alle erbe, esistono prodotti naturali formulati per supportare i processi depurativi epatici:

Optare per integratori di barbabietola, collinsonia, gynostemma, malv, cardo mariano, NAC. Aiutano a disintossicare il fegato, favorisce la diuresi e sostiene il metabolismo dei grassi.

TUDCA, melatonina, NAC e acidi fulvici, aiutano a fluidificare la bile, aprire i dotti biliari e proteggere mitocondri, fegato e reni.

Colina, taurina, metionina, dente di leone e celidonia. Aiutano a prevenire la stagnazione della bile e promuove una buona digestione dei grassi.

Carbone attivo

Assorbe le tossine contenute nella bile e ne facilita l’eliminazione. Particolarmente utile nei casi di disbiosi intestinale, stanchezza improvvisa o consumo di cibo di dubbia qualità.

E se non hai la cistifellea?

La rimozione della cistifellea è ormai pratica comune in caso di calcoli, ma non risolve la causa del problema. Senza cistifellea è ancora più importante sostenere la produzione e il rilascio di bile con erbe amare, integratori di sali biliari e TUDCA. In questi casi, una dieta povera di grassi malsani e ricca di fibre e alimenti amari è fondamentale.

Il fegato e la cistifellea sono custodi silenziosi della nostra salute digestiva, metabolica e immunitaria. Quando impariamo a prendercene cura con l’alimentazione, l’uso di erbe depurative e strategie mirate, possiamo assistere a trasformazioni straordinarie, digestione più efficiente, pelle più pulita, mente più lucida, energia stabile.

La buona notizia? Non hai bisogno di farmaci o trattamenti invasivi per iniziare. Basta tornare alla saggezza della natura, alle erbe amare che i nostri nonni conoscevano bene, alla semplicità di un limone spremuto al mattino o di un piatto di verdure a foglia verde.

Ogni giorno è un’opportunità per sostenere il tuo fegato. E il fegato, se lo tratti bene, ti ringrazia con una vitalità che puoi sentire in ogni cellula del tuo corpo. E oggi, giorno di festa, vado a raccogliere le erbe amare... Buon primo maggio a tutti...

XO - Patrizia Coffaro

14/10/2025
14/10/2025

Intensamente fiorito e vanigliato, il profumo Bella di Notte dischiude le sue note fragranti proprio come i petali di Bella di Notte, che al calar della sera si aprono magicamente per lasciar trapelare la loro meravigliosa bellezza! 💜

14/10/2025

MAGNESIO: QUANDO MANCA, IL CORPO PARLA

Ci sono sostanze che sembrano invisibili, ma senza le quali la vita, letteralmente, si spegne. Il magnesio è una di queste.

È il quarto minerale più abbondante nel nostro organismo, ed è coinvolto in oltre 600 reazioni biochimiche. Eppure, gran parte della popolazione ne è carente senza nemmeno saperlo. Il corpo ce lo dice, eccome se ce lo dice… ma bisogna saper ascoltare.

Oggi ti voglio accompagnare attraverso i segnali principali che il corpo ci invia quando il magnesio comincia a scarseggiare.

1. La mente si annebbia e fatichi a concentrarti

Ti capita mai di leggere due righe e dimenticartele subito dopo? O di sentirti perennemente rallentata, confusa, “scollegata”? Il cervello ha bisogno di carburante per funzionare, e il magnesio è uno dei suoi principali fornitori.

Le cellule cerebrali (soprattutto i mitocondri) sono affamate di magnesio per produrre energia. Se questo viene a mancare, ecco che si spengono attenzione, memoria e lucidità. Non è un caso che studi abbiano dimostrato come l’integrazione di magnesio possa migliorare le funzioni cognitive, soprattutto in età avanzata.

2. Mal di testa e emicranie ricorrenti

Se soffri spesso di mal di testa, e magari il tuo medico ti ha detto che “capita a molte donne”, sappi che uno dei motivi può essere una semplice carenza di magnesio.

Questo minerale regola i neurotrasmettitori e l’equilibrio del calcio nelle cellule nervose. Quando i livelli di calcio salgono troppo (e il magnesio non li frena), i neuroni diventano iperattivi, provocando dolore, tensione e a volte nausea. Integrare il magnesio può aiutare a ridurre frequenza e intensità delle crisi.

3. Stitichezza ostinata e colon pigro

Uno dei segreti meno conosciuti del magnesio è la sua capacità di idratare l’intestino, attirando acqua nel colon e favorendo l’evacuazione. Quando scarseggia, le feci diventano secche, dure, e restano “bloccate” più a lungo.

In più, il magnesio rilassa la muscolatura liscia intestinale, per questo è utile anche nei casi di colon irritabile, crampi addominali, e alternanza tra stipsi e diarrea.

Non sottovalutare mai la stitichezza cronica...è un messaggio chiaro che il corpo ti sta mandando.

4. Stanchezza cronica anche dopo aver dormito

Hai dormito 8 ore e ti svegli esausta? Oppure senti una stanchezza diffusa e persistente, che non migliora con il riposo? Potrebbe trattarsi di mitocondri in difficoltà.

I mitocondri, ricordiamolo, sono le “centrali energetiche” delle nostre cellule, e senza magnesio non producono ATP, cioè energia. Senza ATP, il corpo rallenta. E non basta il caffè, serve nutrimento vero.

Anche le ghiandole surrenali, che regolano il nostro ritmo energetico, hanno bisogno di magnesio per sostenere la produzione di cortisolo fisiologico. Una carenza le rende meno efficienti… e la fatica si fa sentire.

5. Insonnia, risvegli notturni e difficoltà ad addormentarsi

Il magnesio favorisce la produzione di GABA, il neurotrasmettitore “calmante” che spegne il cervello prima del sonno.

Se GABA è basso (e spesso lo è nei soggetti ansiosi, stressati o carenti di magnesio), il cervello resta “acceso” anche di notte, e il corpo non riesce a rilassarsi completamente. Ecco perché molte persone trovano beneficio nell’assumere magnesio alla sera, rilassa, riduce i pensieri intrusivi, migliora la qualità del sonno profondo.

6. Crampi, spasmi e formicolii

Quante volte ti è capitato un crampo improvviso al polpaccio, o un muscolo che “scatta” da solo senza motivo? Oppure un occhio che trema? Anche questi possono essere campanelli d’allarme.

Il magnesio regola la trasmissione nervosa e la contrazione muscolare. Quando è carente, i muscoli si contraggono in modo involontario e disordinato, provocando dolori, spasmi e rigidità. Questo vale anche per i crampi mestruali.

Nel lungo termine, queste tensioni possono generare infiammazione cronica o dolori diffusi simili alla fibromialgia.

7. Dolori cronici e tensioni persistenti

La carenza di magnesio rende il sistema nervoso più sensibile agli stimoli dolorosi. Questo può portare a un aumento della percezione del dolore, soprattutto nei soggetti già predisposti (come chi soffre di fibromialgia, colon irritabile o sindrome da affaticamento cronico).

In più, bassi livelli di magnesio sono associati a maggiore infiammazione sistemica e a un sistema nervoso in costante iperattivazione. Il magnesio aiuta il corpo a uscire dalla modalità “lotta o fuggi” e a ritrovare uno stato di riposo.

8. Aritmie e battito cardiaco irregolare

Il cuore è un muscolo, e come ogni muscolo dipende dal magnesio per contrarsi correttamente.

Un battito irregolare, troppo lento o troppo veloce, senza cause apparenti, può essere legato a un’alterazione dei livelli di magnesio (che regola anche calcio e potassio nelle cellule cardiache). Nei casi più gravi, una carenza può contribuire ad aritmie, extrasistole, palpitazioni e senso di vuoto al petto.

9. Formicolii e sensazioni strane alle estremità

Il magnesio è essenziale per il funzionamento dei nervi periferici. Se i tuoi piedi si “addormentano” spesso, o se senti formicolii inspiegabili alle mani, alle gambe o alle braccia, potresti non assorbire a sufficienza questo minerale.

Questo può essere particolarmente rilevante in chi ha problemi metabolici, ha subito chemioterapia, ha una neuropatia periferica, o è in fase di recupero post-traumatica. Il magnesio può aiutare a proteggere e riparare il tessuto nervoso.

10. Umore instabile, ansia e irritabilità

Il magnesio non è solo un rilassante fisico. È anche uno stabilizzatore dell’umore naturale.

Aiuta a produrre serotonina, a modulare la risposta allo stress, e a ridurre l’attivazione dell’amigdala (la nostra “sentinella del pericolo”). Quando manca, aumentano irritabilità, tendenza al pianto, tristezza ingiustificata, e anche il rischio di attacchi d’ansia o sbalzi di umore.

In chi è altamente sensibile o vive situazioni di stress cronico, integrare magnesio può fare una grande differenza nel tono dell’umore e nella capacità di adattamento.

E ora patliamo come ripristinare il magnesio in modo efficace:

1. Alimentazione mirata

Non esiste rimedio migliore della natura stessa. Alcuni alimenti particolarmente ricchi di magnesio sono:

- Semi di zucca, canapa e sesamo

- Mandorle e noci del Brasile (queste ultime non più di 2 al giorno perché sono ricche di selenio)

- Cacao crudo e cioccolato fondente

- Verdure a foglia verde (spinaci, bietole, cavolo nero)

- Avocado

- Fichi secchi, banane, datteri

- Legumi (se ben tollerati)

- Quinoa, amaranto e grano saraceno

L’unico problema? Oggi i terreni agricoli sono impoveriti, e spesso nemmeno con una dieta sana riusciamo a raggiungere il fabbisogno reale. Ecco perché vale la pena valutare l’integrazione.

2. Bagni con sali di Epsom o fiocchi di magnesio

Assorbire magnesio attraverso la pelle è un’ottima strategia complementare. I bagni con sali di Epsom (magnesio solfato) o con fiocchi di magnesio (magnesio cloruro) rilassano muscoli, nervi e mente, senza passare per l’intestino.

Sono ideali per chi ha difficoltà a digerire integratori orali o per chi ha intestino irritabile. Bastano 2-3 bagni a settimana da 20-30 minuti. Puoi fare anche dei semplici pediluvi.

3. Supplementazione intelligente

Non tutti i magnesi sono uguali. Ecco una mini-guida per orientarsi:

- Magnesio glicinato: ottimo per ansia, insonnia e intestino sensibile

- Magnesio malato: energizzante, utile in caso di stanchezza cronica

- Magnesio L-treonato: attraversa la barriera emato-encefalica, ideale per cervello, memoria, concentrazione

- Magnesio citrato: utile per la stitichezza, rilassa...ma può dare feci molli

- Magnesio cloruro: molto biodisponibile, utile anche per uso transdermico

- Magnesio taurato: benefico per il cuore e il sistema nervoso

Non serve assumere dosi altissime. Spesso è più utile dividere le dosi nella giornata, o usare una forma combinata (es. glicinato + malato + treonato) per coprire più funzioni.

Ascolta il corpo, lui sa cosa ti manca. Il corpo non fa mai errori. Ti parla in continuazione. Ma se non conosci la sua lingua, potresti pensare che è “vecchiaia”, “stress”, “carattere” o “psicosomatica”.

Quando mancano minerali come il magnesio, il corpo non si spegne all’improvviso. Ti avvisa. Con piccoli segni, apparentemente scollegati tra loro. Ma se impari a riconoscerli, puoi intervenire per tempo.

Non aspettare che i sintomi diventino cronici. Se ti sei riconosciuta in almeno 2-3 segnali tra quelli descritti, inizia già oggi a rivedere la tua alimentazione e considera un’integrazione adeguata, personalizzata, su misura.

Con il magnesio non stai solo trattando un sintomo. Stai sostenendo l’intero sistema... il cuore, la mente, l’intestino, il sonno, l’umore. E ricordalo sempre, quando nutri il tuo corpo, stai anche scegliendo di volerti bene.

XO - Patrizia Coffaro

09/10/2025

Indirizzo

Via Gorizia 32
Alba Adriatica
64011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 13:00
16:00 - 19:30

Telefono

+393290704060

Sito Web

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