09/02/2021
S.O.S. ADOLESCENTI….gli effetti della Pandemia.
I nostri adolescenti, in questi lunghi mesi di pandemia, sono stati una parte della società che ha vissuto un profondo stravolgimento della normalità. Sono passati attraverso varie fasi e sono stati gli ultimi, non ancora in tutte le Regioni, a tornare a sedersi sui banchi di scuola. A partire da marzo hanno dovuto fare i conti con la didattica a distanza e ciascuno ha trovato una propria strategia per adattarsi ad essa, ma soprattutto ad una diversa realtà che impediva loro di nutrirsi dei rapporti interpersonali, della socializzazione fra pari, del rapporto con gli insegnanti, figure importanti esterne alle dinamiche familiari. La fase dello sviluppo adolescenziale, connotata dalla socialità e dall’esplorazione insieme al gruppo dei pari, ha visto questa dimensione venir quasi completamente azzerata.
Per sua natura l’essere umano ha una forte capacità di adattamento di fronte al mutare delle condizioni di vita, per assicurarsi la sopravvivenza anche nei contesti più ostili. Lavorando a contatto con gli adolescenti, sia nell’attività clinica che nel contesto scolastico, abbiamo notato che per alcuni la chiusura della scuola e l’inizio della DAD ha rappresentato una novità dai risvolti positivi da portare avanti nel tempo, chissà magari anche oltre la pandemia, perché si sono sentiti più protetti dalla didattica a distanza.
Rientrano in questo gruppo quei ragazzi definiti timidi, introversi, vergognosi e con personalità più chiuse per i quali la relazione con i coetanei e con gli insegnanti rappresenta una fonte di disagio e ansia. Quel monitor permette loro di nascondersi, di non essere costretti a dover interagire con quel compagno/a col quale non c’era un buon rapporto o che addirittura lo/la bullizzava, di non mostrare il proprio corpo, che molto spesso in questa fase della crescita, non viene accettato. In questi casi rimanere chiusi nella propria camera perché c’è la lezione, diventa un alibi che protegge e allo stesso un rischio per l’isolamento e una chiusura maggiore in se stessi con la conseguenza di un maggiore allontanamento dalla realtà, favorita dall’utilizzo dei mezzi informatici.
Gli adolescenti invece con personalità più estroversa, socievoli, ironici e predisposti all’interazione e allo scambio hanno espresso apertamente la loro frustrazione poiché si sono visti bloccati in un bisogno per loro vitale. Sono coloro che magari cercano di essere sempre protagonisti anche nelle lezioni a distanza, che fanno continuamente “check per sapere se la connessione funziona”, che fanno spesso commenti o domande … modi per accorciare le distanze e diventare visibili. Sono anche coloro che a lungo andare hanno risentito della didattica online poiché spegnendo troppo e troppo a lungo la loro apertura e gioiosità si sono visti avvolgere da un senso di tristezza per la situazione fino ad arrivare a demotivarsi con la conseguenza di un calo anche a livello didattico.
L’impatto avuto da questo cambiamento difatti ha connotati diversi anche a seconda del tipo di ragazzo/a.
Cosa succede sul piano della relazione coi genitori? L’adulto è spesso confuso di fronte ai figli adolescenti. Li conosce ma non li conosce, non sa bene se siano individui grandi o piccoli, e soprattutto come vadano trattati. La sensazione è quella di non riuscire a comprenderli, di non riuscire ad entrare con loro in contatto e di appartenere a due realtà diverse incomprensibili l’una all’altra, ed oggi è ancora più vero visto il tempo che i ragazzi trascorrono con il cellulare in mano. Chiunque abbia un figlio in età adolescenziale si prepara a passare un periodo difficile, perché sente di non essere sufficientemente attrezzato e sicuro per affrontare i cambiamenti che il figlio gli impone in una società molto diversa da quella in cui loro stessi sono stati adolescenti. Le emozioni di un genitore che ha un figlio adolescente sono per la maggior parte del tempo di impotenza, di preoccupazione, di paura, di confusione, di rabbia e si susseguono rapidamente facendo perdere all’adulto la capacità di riflettere e trovare strategie alternative; è come trovarsi spesso in un vicolo cieco da cui uscire o facendo leva sulla relazione di potere o in modo arrendevole, gettando la spugna.
Come ogni fase di sviluppo anche l’adolescenza è una fase caratterizzata da compiti specifici il cui superamento condizionerà limiti e risorse a disposizione della persona per accedere allo stadio successivo. “Nell’adolescenza l’individuo è coinvolto in un piano complesso di adattamento al contesto sociale per l’acquisizione di un deciso senso di identità, in contatto con il mondo e capace di costruire relazioni” (Erikson 1968), un lavoro delicato per l’adolescente e per la famiglia che indubbiamente nell’esperienza della pandemia ha mostrato maggiori e nuove criticità.