Studio Psicologia Psicoterapia Albano

Studio Psicologia Psicoterapia Albano STUDIO PSICOLOGIA PSICOTERAPIA ALBANO
Spazio per i vostri dubbi, soluzioni per le vostre incertezze. dalle 9.30 alle 20.30
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Lun.-Ven.

Tanti auguri di buone festività Pasquali a tutti voi dallo Studio di Psicologia e Psicoterapia di Albano.Dott.ssa Simona...
14/04/2022

Tanti auguri di buone festività Pasquali a tutti voi dallo Studio di Psicologia e Psicoterapia di Albano.
Dott.ssa Simona Eramo
Dott.ssa Sara Gruttadauria

Studio Psicologia Psicoterapia Albano augura a tutti un buon Ferragosto. A presto ☀️
15/08/2021

Studio Psicologia Psicoterapia Albano augura a tutti un buon Ferragosto. A presto ☀️

Felice giornata di Pasqua dallo Studio Psicologia Psicoterapia Albano😊
04/04/2021

Felice giornata di Pasqua dallo Studio Psicologia Psicoterapia Albano😊

LE MANIFESTAZIONI DEL DISAGIO IN ADOLESCENZACome accennavamo possiamo suddividere le manifestazioni del disagio in due g...
26/02/2021

LE MANIFESTAZIONI DEL DISAGIO IN ADOLESCENZA

Come accennavamo possiamo suddividere le manifestazioni del disagio in due grandi categorie: quelle interiorizzate e quelle esteriorizzate. Quando parliamo di introversione/estroversione non ci stiamo riferendo alla valutazione della persona ma stiamo descrivendo due modi diversi di relazionarsi con il mondo esterno. Esprimere un giudizio spesso non serve a molto, piuttosto conoscere questa diversa natura del disagio ci aiuta ad entrare meglio in contatto coi nostri ragazzi!
Secondo lo psicoanalista Carl Gustav Jung la sofferenza psicologica si manifesta in entrambi i tipi in assenza di una contaminazione reciproca.
Infatti l’introverso puro può avere dentro di sé pensieri molto complessi e profondi, ma non è in grado di esprimerli, di portarli all’esterno e avrà la tendenza a portare le sofferenze all’interno. Sono queste le persone più soggette a manifestare sintomi depressivi e/o ansiosi, fobie, oppure disturbi somatici, fino ad arrivare a un totale ritiro sociale come le persone che concretamente si rifugiano dal mondo esterno e si riparano nelle proprie fantasie. Pensiamo al fenomeno dello hikikomori visto come una volontaria esclusione sociale, una ribellione della gioventù giapponese alla cultura tradizionale e all’intero apparato sociale da parte di adolescenti che vivono reclusi nella loro casa, o stanza addirittura, senza alcun contatto con l’esterno. Le difese che si possono attuare per fronteggiare il disagio, il senso di inadeguatezza, la fobia sociale, il disadattamento alla realtà esterna finiscono per diventare sempre più massicce e protettive. Per questo motivo diventa sempre più difficile, quando questa modalità si cronicizza, riuscire a stabilire un contatto con l’adolescente ed aiutarlo ad aprirsi. Cogliere i primi segnali di questa interiorizzazione del disagio è fondamentale per arrivare alla natura del vissuto ed evitare che le strategie difensive di isolamento e chiusura si estremizzino arrivando a far credere al ragazzo/a che l’unico modo per proteggersi dal dolore sia evitare qualunque contatto.
A differenza dell’introverso, l’estroverso trova soddisfazione e pienezza essenzialmente nei fattori esterni : è più attratto dai fatti, dalle persone e le sue energie vanno in direzione esterna, più che interna e quando parliamo del tipo puro l’attività comunicativa non è utilizzata per esprimere contenuti ma è fine a se stessa perché non c’è nulla da esprimere. Può capitare che questi individui nascondano la propria sofferenza dietro un’immagine di sé teatrale, seduttiva, dietro comportamenti di esibizionismo, oppure abbiano la tendenza a passare all’agire perché mostrano scarse capacità riflessive. Nelle manifestazioni di maggiore gravità sono persone che hanno una storia di reati e continui problemi con la Legge. Nelle situazioni in cui osserviamo comportamenti improntati all’aggressività è importante chiederci qual è il vissuto che si cela dietro questo impulso ad agire e reagire. Carl Whitaker parlava di “idea energetica” nel riferirsi all’aggressività degli adolescenti. L’adulto diventa come il maestro Aikido (una tecnica di arti marziali) colui che deve poter aiutare l’adolescente a guidare e mediare gli attacchi che scaturiscono da dentro, l’obiettivo è neutralizzare e ridirigere senza danno le aggressioni. Molto spesso invece ci si fa travolgere da questa energia aggressiva e si entra nel circolo vizioso della sfida, della competitività e del conflitto facendo aumentare il livello di frustrazione, rabbia e violenza. Le manifestazioni sintomatiche mostrate dagli adolescenti (psicosi, comportamenti violenti, disturbi alimentari) vanno lette come messaggi , come opportunità per capire meglio cosa fa star male il ragazzo a livello emotivo, relazionale, sociale…leggendoli come esempi di un forte senso di impotenza che sta vivendo.
L’aggressività e la violenza (che può essere diretta a se stessi e/o all’esterno) vanno lette quindi come energia negativa da trasformare in positiva e come occasione di conoscenza promuovendo una capacità di ascoltarsi, di conoscere i propri disagi, di poterli comunicare grazie ad una più efficace auto riflessività che si fonda nella possibilità di essere visti dagli adulti, di essere “notati” nella propria espressione del dolore.
Conoscere l’esistenza di questi due aspetti della personalità consente di osservarli lungo un continuum, notando che man mano che ci si avvicina alle due polarità è presente uno sbilanciamento in un verso o nell’altro ci dice che potremmo trovarci di fronte ad una profonda sofferenza psicologica e quindi patologia. Stare bene significa sempre non toccare gli estremi, trovare quell’equilibrio che permette di rimanere in sintonia con se stessi e col mondo esterno.

23/02/2021
Continua la formazione EMDR
23/02/2021

Continua la formazione EMDR

S.O.S. ADOLESCENTI….gli effetti della Pandemia.I nostri adolescenti, in questi lunghi mesi di pandemia, sono stati una p...
09/02/2021

S.O.S. ADOLESCENTI….gli effetti della Pandemia.

I nostri adolescenti, in questi lunghi mesi di pandemia, sono stati una parte della società che ha vissuto un profondo stravolgimento della normalità. Sono passati attraverso varie fasi e sono stati gli ultimi, non ancora in tutte le Regioni, a tornare a sedersi sui banchi di scuola. A partire da marzo hanno dovuto fare i conti con la didattica a distanza e ciascuno ha trovato una propria strategia per adattarsi ad essa, ma soprattutto ad una diversa realtà che impediva loro di nutrirsi dei rapporti interpersonali, della socializzazione fra pari, del rapporto con gli insegnanti, figure importanti esterne alle dinamiche familiari. La fase dello sviluppo adolescenziale, connotata dalla socialità e dall’esplorazione insieme al gruppo dei pari, ha visto questa dimensione venir quasi completamente azzerata.
Per sua natura l’essere umano ha una forte capacità di adattamento di fronte al mutare delle condizioni di vita, per assicurarsi la sopravvivenza anche nei contesti più ostili. Lavorando a contatto con gli adolescenti, sia nell’attività clinica che nel contesto scolastico, abbiamo notato che per alcuni la chiusura della scuola e l’inizio della DAD ha rappresentato una novità dai risvolti positivi da portare avanti nel tempo, chissà magari anche oltre la pandemia, perché si sono sentiti più protetti dalla didattica a distanza.
Rientrano in questo gruppo quei ragazzi definiti timidi, introversi, vergognosi e con personalità più chiuse per i quali la relazione con i coetanei e con gli insegnanti rappresenta una fonte di disagio e ansia. Quel monitor permette loro di nascondersi, di non essere costretti a dover interagire con quel compagno/a col quale non c’era un buon rapporto o che addirittura lo/la bullizzava, di non mostrare il proprio corpo, che molto spesso in questa fase della crescita, non viene accettato. In questi casi rimanere chiusi nella propria camera perché c’è la lezione, diventa un alibi che protegge e allo stesso un rischio per l’isolamento e una chiusura maggiore in se stessi con la conseguenza di un maggiore allontanamento dalla realtà, favorita dall’utilizzo dei mezzi informatici.
Gli adolescenti invece con personalità più estroversa, socievoli, ironici e predisposti all’interazione e allo scambio hanno espresso apertamente la loro frustrazione poiché si sono visti bloccati in un bisogno per loro vitale. Sono coloro che magari cercano di essere sempre protagonisti anche nelle lezioni a distanza, che fanno continuamente “check per sapere se la connessione funziona”, che fanno spesso commenti o domande … modi per accorciare le distanze e diventare visibili. Sono anche coloro che a lungo andare hanno risentito della didattica online poiché spegnendo troppo e troppo a lungo la loro apertura e gioiosità si sono visti avvolgere da un senso di tristezza per la situazione fino ad arrivare a demotivarsi con la conseguenza di un calo anche a livello didattico.
L’impatto avuto da questo cambiamento difatti ha connotati diversi anche a seconda del tipo di ragazzo/a.
Cosa succede sul piano della relazione coi genitori? L’adulto è spesso confuso di fronte ai figli adolescenti. Li conosce ma non li conosce, non sa bene se siano individui grandi o piccoli, e soprattutto come vadano trattati. La sensazione è quella di non riuscire a comprenderli, di non riuscire ad entrare con loro in contatto e di appartenere a due realtà diverse incomprensibili l’una all’altra, ed oggi è ancora più vero visto il tempo che i ragazzi trascorrono con il cellulare in mano. Chiunque abbia un figlio in età adolescenziale si prepara a passare un periodo difficile, perché sente di non essere sufficientemente attrezzato e sicuro per affrontare i cambiamenti che il figlio gli impone in una società molto diversa da quella in cui loro stessi sono stati adolescenti. Le emozioni di un genitore che ha un figlio adolescente sono per la maggior parte del tempo di impotenza, di preoccupazione, di paura, di confusione, di rabbia e si susseguono rapidamente facendo perdere all’adulto la capacità di riflettere e trovare strategie alternative; è come trovarsi spesso in un vicolo cieco da cui uscire o facendo leva sulla relazione di potere o in modo arrendevole, gettando la spugna.
Come ogni fase di sviluppo anche l’adolescenza è una fase caratterizzata da compiti specifici il cui superamento condizionerà limiti e risorse a disposizione della persona per accedere allo stadio successivo. “Nell’adolescenza l’individuo è coinvolto in un piano complesso di adattamento al contesto sociale per l’acquisizione di un deciso senso di identità, in contatto con il mondo e capace di costruire relazioni” (Erikson 1968), un lavoro delicato per l’adolescente e per la famiglia che indubbiamente nell’esperienza della pandemia ha mostrato maggiori e nuove criticità.

L'ADOLESCENZA....una fase della vita in grado di lasciarci spesso disarmati.Iniziando a conoscere come funziona la mente...
28/01/2021

L'ADOLESCENZA....una fase della vita in grado di lasciarci spesso disarmati.
Iniziando a conoscere come funziona la mente dell'adolescente possiamo già sentirci un po' meno spaesati.
Una lettura rivolta ai ragazzi e ai loro genitori,ancora migliore se fatta insieme

Auguri a tutti per un nuovo anno che conti sempre sulla forza dei legami come base sicura per costruire sogni e realtà d...
31/12/2020

Auguri a tutti per un nuovo anno che conti sempre sulla forza dei legami come base sicura per costruire sogni e realtà da vivere fino in fondo 😊
Dott.ssa Simona Eramo e Dott.ssa Sara Gruttadauria

22/12/2020
L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia...
21/10/2020

L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che ad esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.
E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 44 studi randomizzati, controllati, condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie incluse la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.
Nel 2013 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.
La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni. Quando le persone in generale subiscono un trauma, spesso le informazioni corporee, cognitive ed emotive associate al disturbo possono rimanere bloccate nel cervello in modo disfunzionale e frammentato. La mancata rielaborazione di questi ricordi ed eventi traumatici è alla base del mantenimento del disagio attuale. Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR.
Secondo la letteratura scientifica e le linee guida internazionali, il protocollo EMDR è efficace nella riduzione della vividezza e dell’intensità emotiva dell’immagine. La riduzione della vividezza del ricordo porta ad una riduzione del disturbo emotivo e dei pensieri negativi intrusivi legati all’evento. L’effetto dell’EMDR è quello di RIDURRE LA CARICA EMOTIVA DEL RICORDO, che viene visto più lontano.
Usando l’EMDR per rielaborare i ricordi impressi nella rete informativa, le informazioni che creano disagio possono essere sbloccate attraverso le stimolazioni bilaterali alternate destra/sinistra del cervello grazie alle quali si può accedere, desensibilizzare ed integrare le esperienze traumatiche permettendo al cervello di elaborare le informazioni disturbanti legate a quei ricordi, con ciò promuovendo una condizione adattiva e un maggiore benessere.

Rivolto ai genitori che vogliono essere un porto sicuro e diventare co-terapeuti nella relazione con i propri figli. Que...
14/10/2020

Rivolto ai genitori che vogliono essere un porto sicuro e diventare co-terapeuti nella relazione con i propri figli. Questo programma fornisce indicazioni sul modo di essere un GENITORE SUFFICIENTEMENTE BUONO, forte, saggio e affettuoso, in grado di assecondare i bisogni del figlio...e...quando necessario farsene carico e imporsi.

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Corso Giacomo Matteotti, 66
Albano Laziale
00041

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