21/10/2025
No Comment. Respect.
Cara Ilaria Salis, ad appena 17 anni e 2 mesi, ero gia in Sardegna arruolato, ho dedicato la mia gioventù, ho perso ferie, nottate, matrimoni di amici, funerali, domeniche, ferragosti, ho perso colleghi, rischiato tutto per quattro soldi di uno stipendio che mai bastava, ho fatto carte che neanche il miglior avvocato, avendo io solo la 5^ elementare! Ho rischiato la vita molte volte, (neanche i miei famigliari lo sanno, non lo sapranno mai) ho gioito insieme ai miei fratelli, si quelli che indossano la divisa, mentre quelli come Lei SIGNORA Salis, col pugno chiuso a sinistra ed il portafoglio a destra, agli scioperi mi tiravate pietre, mi insultavate, mi minacciavate di morte. SIGNORA Salis, sa quante volte ho messo a rischio la mia vita per salvare quella di uno sconosciuto? Ho portato conforto a persone bisognose, mentre il mio cuore e la mia anima dentro piangevano, sarei voluto scappare per evitare di soffrire il dolore di un altro. SIGNORA Salis, molte volte, mentre tutti scappavano spaventati, col cuore in gola, io correvo nella direzione opposta, ho sempre perdonato chi sbagliava nei miei confronti. Mi sono preso sulle spalle responsabilità troppo grandi che non mi spettavano, ho pensato che, era giusto così, solo per aiutare un altro mettendomi nei suoi panni. Ho passato notti insonni, giorni lontani dai miei affetti, senza fiatare, senza lamentarmi, solo per salvaguardare la sicurezza altrui.
Cara SIGNORA Salis, un minimo di rispetto verso i colleghi morti e per i fratelli feriti nell'esplosione. SIGNORA Salis, le ricordo un vecchio detto che dice: "sul ca****re dei Leoni festeggiano i cani, ma i Leoni restano Leoni e i cani restano cani".
SIGNORA Salis, Tutti i suoi soldi, NON POTRANNO MAI COMPRARE UN CENTESIMO DELLA NOSTRA DIGNITA'. Il tempo sarà galantuomo. Io, Gregorio Cortese, matricolo SENZA-19-1959, meccanografica 170475 CT.
© Gregorio Cortese