12/03/2026
DARSI RAGIONE E VOLERSI BENE NON SONO LA STESSA COSA.
Darsi ragione riguarda soprattutto un piano cognitivo: il livello dei pensieri, delle spiegazioni, delle interpretazioni che diamo a ciò che accade dentro di noi.
Volersi bene riguarda invece un piano relazionale: il modo in cui stiamo con noi stessi.
La relazione con sé può essere severa o amorevole, meschina o benevola. Non dipende dal fatto di avere ragione, ma dal modo in cui ci trattiamo interiormente.
Volersi bene può significare anche accorgersi che un pensiero è duro, ingiusto o distruttivo.
Un pensiero che magari fino a quel momento sembrava sensato, logico, perfino convincente.
Se un pensiero mi dice: “non valgo niente” e io gli do ragione, non sto necessariamente volendomi bene.
Sto semplicemente credendo a un pensiero.
Chi tende a vivere il mondo soprattutto attraverso il mentale finisce spesso per identificare l’io con i propri pensieri. Ma l’io non coincide con ciò che pensa.
Per il filosofo Maurice Merleau-Ponty l’essere umano non è prima di tutto una mente che pensa, ma un corpo che vive e percepisce il mondo: l’esperienza incarnata viene prima del pensiero.
E per Simone Weil la via per comprendere se stessi passa attraverso l’attenzione: una forma di ascolto profondo che non giustifica automaticamente i nostri pensieri, ma li osserva con verità.
A volte prendersi cura di sé significa proprio questo:
accorgersi che un pensiero pretende di avere ragione…
ma non per questo ha ragione su di noi.