D.ssa Lidia Soverini - Counselor Filosofico

D.ssa Lidia Soverini - Counselor Filosofico Offro consulenze filosofiche a persone che stanno attraversando un momento particolarmente complicato.

DARSI RAGIONE E VOLERSI BENE NON SONO LA STESSA COSA.Darsi ragione riguarda soprattutto un piano cognitivo: il livello d...
12/03/2026

DARSI RAGIONE E VOLERSI BENE NON SONO LA STESSA COSA.

Darsi ragione riguarda soprattutto un piano cognitivo: il livello dei pensieri, delle spiegazioni, delle interpretazioni che diamo a ciò che accade dentro di noi.

Volersi bene riguarda invece un piano relazionale: il modo in cui stiamo con noi stessi.

La relazione con sé può essere severa o amorevole, meschina o benevola. Non dipende dal fatto di avere ragione, ma dal modo in cui ci trattiamo interiormente.

Volersi bene può significare anche accorgersi che un pensiero è duro, ingiusto o distruttivo.
Un pensiero che magari fino a quel momento sembrava sensato, logico, perfino convincente.

Se un pensiero mi dice: “non valgo niente” e io gli do ragione, non sto necessariamente volendomi bene.
Sto semplicemente credendo a un pensiero.

Chi tende a vivere il mondo soprattutto attraverso il mentale finisce spesso per identificare l’io con i propri pensieri. Ma l’io non coincide con ciò che pensa.

Per il filosofo Maurice Merleau-Ponty l’essere umano non è prima di tutto una mente che pensa, ma un corpo che vive e percepisce il mondo: l’esperienza incarnata viene prima del pensiero.

E per Simone Weil la via per comprendere se stessi passa attraverso l’attenzione: una forma di ascolto profondo che non giustifica automaticamente i nostri pensieri, ma li osserva con verità.

A volte prendersi cura di sé significa proprio questo:
accorgersi che un pensiero pretende di avere ragione…
ma non per questo ha ragione su di noi.

06/03/2026

🍃PENSIERI IN LIBERTÀ

Quante relazioni finiscono per motivi personali trasposti sull'altro?

Quante volte attribuiamo all'altro la responsabilità delle nostre emozioni?

Quante volte chiamiamo "normalità" una realtà che è solo nostra?

Se esistesse una realtà oggettuale avremmo le stesse reazioni ai medesimi input. Sappiamo che non è così e chiamiamo questa differenza "personalità".
Questo uso leggero e frequente della parola ha allontanato la derivazione originaria che deriva da -persona- o -della persona.
Persona come singolo individuo, caratterizzati dal tale tratto che lo diversifica da un altro.
Qui di oggettuale non c'è comunque nulla.

Bisogna quindi ammettere che l'interpretazione del mondo e le emozioni che ci suscita l'ambiente circostante è soggettiva, è personale.

Quella tua specifica reazione deriva da un tuo modo personale e soggettivo di interpretare ciò che ti trovi davanti. Le emozioni sono le tue, conseguenza della concatenazione di collegamenti interni a te, i quali non sono oggettivi e, cosa più importante, sono completamente estranei all'altro che si pone (nelle relazioni per esempio, di qualsiasi tipo).

Riconosciuto pare aprirsi una scelta: opporsi e chiudersi nel proprio mondo protetto e sicuro (seppur più cupo) o assecondare con la curiosità di chi percepisce che oltre la paura può esserci un altro mondo.

Se si riesce a fare questo, se si riesce ad abbassare lo scudo con fiducia, uscendo dai propri schemi, assecondando il bisogno primo, che sta alla base di tutto, finalmente n**o e vulnerabile, se si riesce a fare questo...beh.

È una di quelle scelte di cui è impossibile pentirsi.

"Sei felice?""Non sto cercando la felicità, sto cercando la pace. Se c'è felicità c'è tristezza, se qualcosa arriva in a...
04/01/2026

"Sei felice?"
"Non sto cercando la felicità, sto cercando la pace. Se c'è felicità c'è tristezza, se qualcosa arriva in alto, cadrà. Se miri a ottenere qualcosa, avrai qualcosa da perdere."

Essere felici viene posta nella vita quasi come una responsabilità, un obiettivo, un qualcosa che ci spetta e che abbiamo tutto il diritto di cercare di ottenere, forse addirittura con ogni mezzo.
La felicità è stata vista come la soluzione a tutte le cose: se sei felice non stai male, non soffri.
Perché dovrei voler soffrire?
Sembra logico e giusto ma qualcosa non quadra.
Credo che il vocabolario italiano di uso comune si sia impoverito di parole e ora non sappia più dare il giusto nome alla sensazione provata.

La felicità è un attimo, un'esplosione di belle sensazioni che ti sequestra e ti porta lontano dalla realtà.
Un viaggio meraviglioso da godere tutto, finché c'è, perché quando finirà resterà una scia e un bel ricordo.
Anche il dolore è un attimo, da vivere tutto, non si scappa.
Passa? Cambia, lascia una scia e un buio ricordo.
Il dolore però può anche inghiottire, trasformarsi in un buco dal quale non si ha la forza o la volontà di uscire.
La felicità può diventare malattia? Può essere talmente tanta da fare ve**re meno il giudizio, il buonsenso, la lucidità mentale?
L'ho visto nei bipolari: oscillazioni ampie ma nette tra depressione ed euforia.

Allora forse è vero che in noi abitano altre sensazioni positive, che forse chiamiamo, sbagliando, tutte con lo stesso nome di felicità.
La pace è una di queste sensazioni.
La sento come uno stato di quiete eternamente presente, vissuto nel presente, l'unico tempo di cui si può fare esperienza tangibile.
La sento come quel lasciarsi esistere così come si è: con il passato nel cuore, gli insegnamenti acquisiti, la giusta accettazione e la consapevolezza che nulla è per sempre.

La pace forse non ha nulla a che fare né con la felicità né con la tristezza, forse è quel qualcosa che si erge nonostante tutte queste cose.
Forse ha a che fare con lo smettere di combattere contro l'imbattibile, contro ciò che avverrà indipendentemente da noi.
Forse è il poter convivere col senso di impotenza che ci perseguita quando il dolore e la fatica sono troppo grandi.
Il poter accettare che su questo mondo siamo creature e non re, non divinità.
La pace forse è quel sospiro rilassato che apre un sorriso discreto:
stare bene dove si è, con la vita che si fa, che si ha scelto, nonostante tutto.
Guardarsi da lontano e vedersi come un essere umano tra gli umani, tra i tanti e non voler essere alcun altro.
Forse davvero è il caso di esplorare i vari sentimenti che ci abitano per imparare a distinguerli, a dare loro ognuno il proprio sapore, dare loro il giusto nome e capire qual è per noi la sensazione delle sensazioni.

Pace, serenità, leggerezza, armonia, quiete...

Cosa sento in questi momenti?
Riesco a dare un nome?
Ha un nome?
È qualcosa che resiste nonostante tutto?



Ogni donna prima o poi si accorgerà che la lotta non sarà solo verso gli altri, sarà soprattutto verso sé stessa.Nel suo...
19/12/2025

Ogni donna prima o poi si accorgerà che la lotta non sarà solo verso gli altri, sarà soprattutto verso sé stessa.
Nel suo naturale disequilibrio tra dare e ricevere, facilmente amplificato se l'indole è già generosa.
Così nel bene di chi si ama ci si perde e nell'atto d'amore si dona tutto sé stessi, pezzo dopo pezzo...
E ci si sveglia un giorno, con uno strano malessere dentro, chiedendosi com'è successo?
Perché è successo?
Come faccio a "ricompormi"?

Ecco che Danzasofia diviene il luogo in cui l'essere donna riacquista il suo essere naturale, come energia, vitalità, come carezza amorevole che generosamente elargisce i suoi doni, tali in quanto non richiesti.
Serve un tempo e un luogo per ritrovarsi, in cui tornare quando si cerca una quiete mentale, una risposta, un sollievo. Una qualche intuizione o ispirazione in quel tal movimento corporeo dolce e ipnotico che parla con noi, di noi.

Danzasofia è un luogo dove ciò che ci serve può trovare manifestazione.
La Danza è di tutti ma racconta storie diverse ad ognuna.
Che storia racconta la tua Danza?
Cosa vuole comunicarti?

Da Febbraio 2026 inizia un nuovo percorso: una domenica al mese, 3 ore, per 5 mesi.
Temi: L'Io, l'Altro e il Tutto.
15 ore di laboratorio di Counseling Filosofico attraverso il movimento danzato, 1 colloquio individuale di counseling filosofico, semplice materiale didattico.
Per info e costi scrivetemi senza alcun tipo di impegno 🥰🍀

Danzasofia è una chiamata che o arriva o non arriva...ma se arriva...ARRIVA✨😁




"Note, nel cuore della notte.Le sento riflesse nei candidi sospiriDi un tempo ormai vicinoPronto a illuminare col suo fi...
14/11/2025

"Note, nel cuore della notte.
Le sento riflesse nei candidi sospiri
Di un tempo ormai vicino
Pronto a illuminare col suo fiato
La tenebra che per millenni ha circondato l'Ade.
I demoni hanno parlato ed io ho Visto!
Quale terrore si nasconde dietro alle orbite cave della Morte?
Un vuoto apparente
Che ciela in realtà
Lo spazio infinito dell'universo."


01/10/2025

Sono davvero convinta che le nostre braccia un tempo fossero ali, capaci di maneggiare l'elemento Aria per fare esperienza delle sue qualità.
Leggerezza, comunicazione, elettricità, libertà, lo spazio infinito e l'assenza di confini.
È collegato al chakra del cuore, al respiro, al soffio vitale, all'espansione, alla sensazione particolare di salire su un altura per lasciarsi accarezzare dall'immensità, dalla vertigine...

"La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare"...

Per chiunque avesse bisogno di prendere una boccata d'aria, l'anno accademico è appena cominciato!

Potete trovarmi:
Lunedì dalle 20 alle 21 alla di Baricella
Mercoledì dalle 20.45 alle 22 gruppo intermedio
Giovedì dalle 19 alle 20.15 gruppo principianti al

Oggi inaugurerà uno spazio tanto atteso, voluto e sognato dalla mia cara amica Nicoletta Mastroianni 💕 uno spazio in cui...
27/09/2025

Oggi inaugurerà uno spazio tanto atteso, voluto e sognato dalla mia cara amica Nicoletta Mastroianni 💕 uno spazio in cui la sua visione dell'arte prende forma tra danze e discipline artistiche profonde e significative.

Sarò presente dalle 16.30 per festeggiare questo traguardo e dare il via ad una nuova avventura anche per me:

Ogni martedì riceverò allo studio di Spazio Poetiva, dalle 9 alle 18.
Sarò disponibile come Counselor Filosofica per percorsi individuali, di coppia e per gruppi di Danzasofia🌸

🌿✨
Oggi apre una nuova casa per la danza, il movimento e il benessere.
Vi aspetto con emozione all’inaugurazione di Spazio Poetiva.

🕟 16.30 – 19.00
📍 Via Gramsci 192/E – Castel Maggiore

Un pomeriggio di incontri, sorrisi e possibilità da scoprire.

Da lunedì 29 settembre i corsi prenderanno vita.

Con gratitudine,
Nicoletta

Da fine settembre sarò lieta di prestare servizio in questo nuovo studio a Castel Maggiore!
05/09/2025

Da fine settembre sarò lieta di prestare servizio in questo nuovo studio a Castel Maggiore!

Sono Lidia Soverini
filosofa, consulente filosofica e danzatrice. Ciò che da sempre guida il mio cammino è una domanda: come comprendere e attraversare l’esistenza umana nella sua interezza, con le sue luci e le sue ombre?

La danza, per me, è stata fin dall’inizio il corpo che dà sostanza alla filosofia, un modo per rendere tangibile ciò che spesso resta invisibile, per fare esperienza della vita attraverso i sensi. Così ho imparato a intrecciare pensiero e movimento, parola e gesto, fino a dare forma a pratiche in cui mente, corpo e spirito dialogano insieme.

✨A Spazio Poetiva attraverso colloqui individuali, accompagno chi sente il bisogno di fermarsi e guardarsi dentro con occhi nuovi, chi attraversa un malessere sottile o si interroga sul senso del proprio percorso. Non porto risposte precostituite: offro domande, strumenti e spazi di ascolto che possano illuminare nuove possibilità di vita.

Credo che ogni incontro sia un viaggio filosofico e poetico al tempo stesso, un’occasione per riscoprire sé stessi e ritrovare quella vitalità che ci permette di abitare il mondo con maggiore chiarezza e leggerezza.

23/07/2025

Eccomi ospite di Storytime Interviste - Radio Canale Italia per parlare della mia attività di counselor filosofico e danzatrice!

🔹 Consulenze individuali
🔹 Gruppi di discussione filosofica
🔹 Laboratori Danzasofia - counseling filosofico attraverso il movimento danzato

Per chi ha domande è possibile richiedere un colloquio conoscitivo gratuito di 30 minuti e senza impegno.




PROVO RISPETTO PER LA MORTE.C'è qualcosa di estremamente dignitoso nell'andarle in contro. Percepisco un sapore di immen...
23/07/2025

PROVO RISPETTO PER LA MORTE.

C'è qualcosa di estremamente dignitoso nell'andarle in contro.
Percepisco un sapore di immensa libertà nell'incontrarla perché di fronte a lei tutto ciò sotto il quale ci sentivamo obbligati a stare, salta.

Questo riguarda sia il viandante (chi va verso la morte) sia il suo accompagnatore, il suo Virgilio.
Un Virgilio che però non sa. Un Virgilio che diventa lo specchio di chi sta morendo.
Ciò che si ignora è che ogni specchio riflette e conserva: dentro di sé custodisce ciò che è stato. Ruba quell'istante di realtà e la fa sua.

Così Virgilio rimanda al viandante la sua immagine, la sua esistenza, la sua presenza e la conserva anche dentro di sé. Lo scambio è trasformativo, nulla sarà più come prima. Una nuova forma si farà avanti per chi resta e per chi va. Inevitabilmente.

Le trasformazioni sono momenti cruciali dell'esistenza e spesso possono essere accompagnate da sentimenti contrastanti:
- gioia/dolore
- abbandono/liberazione
- amore/desiderio di morte
- ricchezza/perdita

Sono il momento in cui tutto è con tutto, l'identità è sospesa e con essa anche la nostra realtà. Cosa si può fare per maneggiare questo vortice di sensazioni? Come farsi smettere di girare la testa?

Serve ritrovare il centro, tornare a sé, ri-conoscersi in versione aggiornata. Serve vivere in compagnia di sé stessi come se stessimo conoscendo a poco a poco una persona nuova.

Se è questo ciò che ti serve, contattami. Insieme ricostruiremo la tua nuova forma, con i nuovi elementi che ti sono stati dati.
Da soli si può fare, insieme è più bello.




LA MORTE E' D'OBBLIGO.Il fatto di nascere implica automaticamente la conseguenza di dover morire, prima o poi, in un mod...
23/07/2025

LA MORTE E' D'OBBLIGO.

Il fatto di nascere implica automaticamente la conseguenza di dover morire, prima o poi, in un modo o in un altro.
Chi resta affronta il vuoto incolmabile, quel buco lasciato da chi c'è sempre stato e ora non c'è più. Che sia una cosa improvvisa o meno, il risultato è lo stesso.

E allora ecco che la mente cerca di comprendere l'incomprensibile mistero della morte dandosi ragioni scientifiche, spirituali, psicologiche, filosofiche...
La mente si orienta grazie ai nessi causa-effetto: è successo perché IO non sono stato o stata in un certo modo, è morto perché non ho fatto abbastanza, potevo fare/essere/dire o dare di più.
E via che si stende il tappeto rosso ai sensi di colpa, agli irrisolti che emergono e alle paranoie.

La verità è che la morte della persona amata non ha niente a che fare con noi. Nulla di personale, nulla di contingente.
La persona muore perché nasce, punto. Tutto il resto è il risultato di chi continua a vivere trovandosi al cospetto del puro mistero.
L'effetto di ve**re a contatto con l'eterna domanda senza risposta, a quel VUOTO difficile da accettare.

Subire un lutto può essere disorientante, disarmante, spesso lancinante. Come avere un mare di ricordi scoppiati in una bolla di sapone e, sparito il contorno, volano nell'aria dissolvendosi a poco a poco. Resta tutto l'amore non ancora dato che, improvvisamente privo di direzione, cade nel vuoto, quello stesso vuoto creato dall'assenza.

E' un vuoto da riempire? Come?
Fa sentire in colpa anche solo il pensiero di riempirlo quel vuoto, con qualcosa di diverso dal pezzo che si è staccato!
Eppure si deve. Non perché lo si voglia, lo si desideri o per chissà quale impeto volontario, nessuna intenzione. Si deve e basta.
Un giorno dopo l'altro, un nuovo avvenimento dopo l'altro che si trasformano in nuovi ricordi, si va semplicemente avanti, perché si è vivi. Tutto qui.

Chi è morto, è morto perché è nato.
Chi resta, vive.

La strada è già scritta per ognuno di noi, con la propria storia, il proprio percorso e i propri "perché" e, quando un essere muore vede solo sé stesso e la sua vita. Il resto è contorno, noi siamo contorno e tutto ciò che viene dopo fa parte della nostra storia personale, non della sua. Parla del nostro personale vissuto con quell'essere e dopo.

La morte è un grande mistero, come lo è la vita.
Umilmente accogliamola con tutto il dolore che ne consegue.
Quel dolore parla di noi, quel dolore ha tanto da dire e tanto da insegnare.
Quel dolore dà un significato alla morte, utile alla vita di chi resta.



ESISTERE NON È UNA SCELTA, È UN FATTO.A meno che non si scelga di porre fine alla propria esistenza attraverso il suicid...
07/05/2025

ESISTERE NON È UNA SCELTA, È UN FATTO.

A meno che non si scelga di porre fine alla propria esistenza attraverso il suicidio quindi smettendo di esistere, Essere implica il nostro pensare, il nostro agire, il nostro vivere, il nostro ESSERE NEL MONDO.

A volte si vive il proprio esistere come una colpa da espiare in ogni istante, in ogni momento del nostro fare o non fare, sviluppando un grandissimo senso di autocontrollo e iper vigilanza, che si traduce in una grande tensione fisica ed emotiva.

Immaginate quanto sforzo, impegno e attenzione costante servano a contrastare l'incontrastabile: a far sparire ogni parte mentre sono proprio quelle parti ad agire, costringersi a regolare ogni singolo istante di vita sulla base del non esistere o, peggio, dell'esistere come la voce nella nostra testa ci dice di essere.

Di chi è quella voce che parla? La riconosci? Ha un volto?

L'esistenza è annullabile solo attraverso la morte (e anche qui mi sentirei di aggiungere "almeno apparentemente").

Da quando si viene al mondo si esiste e basta, a prescindere da come esisti, dalla direzione che prendi...e forse anche a prescindere dallo scopo che hai.

Spesso ci si domanda il perché esistiamo, come se si avesse bisogno di una ragione per l'essere qui, come se si avesse bisogno di un'utilità, di un senso.

"Perché esito?"

E' la seconda domanda filosofica del percorso di indagine.
Quando si arriva alla seconda domanda significa l'aver integrato l'essenza della prima affermazione, dell'elemento Terra, del chakra della radice: "Io sono. Io esisto".

E, come dicevamo, non è sempre facile esistere liberamente.




Indirizzo

Altedo
40051

Telefono

+13472127165

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando D.ssa Lidia Soverini - Counselor Filosofico pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram