02/03/2022
La totale assenza di passioni, di occupazioni, di passatempi, il riposo assoluto, è quanto di più intollerabile possa esserci per l’uomo. È infatti in simili circostanze, quando è solo con se stesso, che egli percepisce con spaventosa chiarezza tutta la sua nullità, tutta la sua inutilità ed insignificanza. L’uomo, senza altro da fare, riflette sulla propria natura e sulla propria condizione e allora prende atto del carattere drammatico, vacuo e dipendente della sua esistenza. Da ciò scaturiscono sentimenti terribili come la noia, l’angoscia, l’inquietudine, la melanconia e la disperazione.