Tessere - Centro di Psicologia e Logopedia

Tessere - Centro di Psicologia e Logopedia TESSERE è un centro che offre servizi nell'area psicologica e logopedica, formato da professioniste

24/12/2025

Caro Babbo Natale,
Se avanza tempo insegnami a non riempirlo.
A lasciarlo respirare.
A sedermi accanto come si fa con un gatto
addormentato.
Se avanza tempo ricordami che anche il vuoto è pieno di vita.
Che il silenzio ha radici più lunghe delle parole.
Se avanza tempo lasciami guardare il cielo senza scopo.
Contare le nuvole e perderne il conto.
Lasciami dimenticare il mio nome per un attimo.
Se avanza tempo metti una tazza sul tavolo e siediti con me.
Non dire niente.
Lasciamo che la luce faccia il resto.
Se avanza tempo fammi amare la lentezza come una fede.
Fammi credere nei piccoli respiri.
Nel disordine che sa di casa.
Se avanza tempo portami un fiore.
Non per adornare, ma per ricordare che tutto
appassisce.
E che in questo c'è la bellezza.
Se avanza tempo insegnami a non avere paura del silenzio.
A non scappare dalla mia voce quando tace.
Se avanza tempo lasciami non sapere cosa fare.
Lasciami essere.
Così, semplicemente”

Cit Gloria Volpato

Buone feste
Che sia un tempo rallentato e del dolce far niente

Dssa Zini

24/12/2025

D. W. Winnicott, Gioco e realtà, 1974

01/12/2025

Il fenomeno delle bambine che si truccano a età sempre più precoce è un tema complesso e multifacetto. Ecco alcune possibili spiegazioni psicologiche:

1. *Influenza dei media e della pubblicità*: le bambine sono esposte a messaggi pubblicitari e mediatici che promuovono l'uso del trucco e la bellezza come valori importanti.
2. *Identificazione con le figure femminili*: le bambine possono imitare le donne adulte che vedono intorno a loro, come le mamme o le star dello spettacolo, e cercare di emulare il loro aspetto.
3. *Desire di autonomia e indipendenza*: il trucco può essere visto come un modo per le bambine di esprimere la loro individualità e di prendere controllo del proprio aspetto.
4. *Pressione sociale e conformismo*: le bambine possono sentirsi pressionate a conformarsi alle norme sociali e a essere "come le altre" per evitare di essere escluse o derise.
5. *Sviluppo dell'identità*: il trucco può essere un modo per le bambine di esplorare la loro identità e di sperimentare con diversi ruoli e personalità.

Tuttavia, è importante notare che l'uso precoce del trucco può anche avere effetti negativi sulla salute e sul benessere delle bambine, come:

- *Danni alla pelle*: il trucco può occludere i pori e causare problemi di pelle, come l'acne.
- *Bassa autostima*: l'uso eccessivo del trucco può portare a una percezione distorta del proprio aspetto e a una bassa autostima.
- *Sexualizzazione precoce*: l'uso del trucco può contribuire a una sexualizzazione precoce delle bambine e a una perdita dell'innocenza.

È importante che i genitori e gli adulti responsabili promuovano un'immagine positiva del corpo e dell'autostima, e che incoraggino le bambine a sviluppare interessi e attività che non siano solo e unicamente legati all'aspetto fisico.

Far comprendere che la cura del corpo, tra cui rientra anche per esempio, il truccarsi e’ una attività da poter fare con il tempo, quando l’età è più matura per giocare e gestire la propria femminilità.

20/11/2025
07/11/2025

* Perché si fanno grandi rivelazioni al terapeuta all’ultimo minuto?

Le rivelazioni al terapeuta all'ultimo minuto sono un fenomeno comune nella psicoterapia. Ci sono diverse ragioni per cui i pazienti possono aspettare fino all'ultimo minuto per condividere informazioni importanti:

1. *Paura del giudizio*: i pazienti possono temere di essere giudicati o criticati dal terapeuta per le loro azioni o pensieri.
2. *Vergogna o imbarazzo*: alcuni pazienti possono sentirsi imbarazzati o vergognosi di condividere certe informazioni, come abusi, dipendenze o comportamenti sessuali.
3. *Paura della reazione del terapeuta*: i pazienti possono temere che il terapeuta reagisca in modo negativo o si senta scioccato dalle loro rivelazioni.
4. *Bisogno di controllo*: alcuni pazienti possono sentirsi più sicuri se mantengono certe informazioni per sé stessi, esercitando un controllo sulla relazione terapeutica.
5. *Non essere pronti a confrontarsi con le emozioni*: i pazienti possono non essere pronti a confrontarsi con le emozioni intense che possono sorgere quando condividono certe informazioni.
6. *Aspettare il momento giusto*: i pazienti possono aspettare di sentirsi sicuri che il terapeuta sia la persona giusta per condividere queste informazioni.

È importante notare che il terapeuta è lì per aiutare il paziente e non per giudicarlo. La relazione terapeutica è basata sulla fiducia e sulla riservatezza. Se un paziente si sente a disagio nel condividere certe informazioni, il terapeuta può lavorare con lui per costruire la fiducia e creare un ambiente sicuro per la condivisione.

AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀÈ legittimo che i genitori siano informati rispetto ai programmi di educazione all'affettività e...
20/10/2025

AFFETTIVITÀ E SESSUALITÀ
È legittimo che i genitori siano informati rispetto ai programmi di educazione all'affettività e alla sessualità, ma limitarli al solo nozionismo anatomico ad opera dell'insegnante di scienze è anacronistico.
I ragazzi hanno innumerevoli dubbi e quesiti al riguardo, che raramente pongono a genitori e insegnanti, ma che necessitano di risposte competenti e non giudicanti.
E si tratta di domande su di sé, sull'altro e sulle relazioni, che riguardano certamente il corpo e il suo funzionamento, ma non solo. Più spesso hanno a che fare con insicurezze, vergogne, curiosità nell'incontro con l'altro e con la propria intimità, prima di tutto emotiva, più che fisica.

Vogliamo davvero lasciare queste domande senza una risposta competente?
Il rischio è che questo vuoto educativo lo riempiano altre fonti più accessibili ai ragazzi: coetanei, siti internet, social e pornografia. Luoghi a cui hanno accesso in età sempre più precoce, senza avere gli strumenti per comprenderli e maneggiarli.
Ciò contribuisce all'incremento dei comportamenti a rischio tra i ragazzi, con conseguenze pericolose: accesso precoce a contenuti pornografici, disinformazione, comportamenti sessuali a rischio (gravidanze, malattie sessualmente trasmissibili, abusi), violenza di genere (sia fisica che verbale), per citarne solo alcuni.

Non è non parlandone che si risolvono i problemi, non è facendo diventare la sessualità un tabù che esorcizzeremo ciò che spaventa noi adulti.
I bambini e i ragazzi hanno bisogni legittimi, che devono avere risposte competenti e non giudicanti.
Tornare ai divieti e ai tabù non aiuta nessuno, se non, forse, a tacitare le paure di adulti fragili e impreparati.

06/10/2025

L’AI ossia l’intelligenza artificiale e’ arrivata anche nella salute mentale. ChatGPT, per esempio, è diventato un confidente silenzioso: è sempre disponibile, non da’ giudizi, aiuta a riflettere.
In realtà, è una simulazione di empatia, non una relazione reale.
L’AI può essere uno strumento di supporto, ma non sostituire una relazione terapeutica; può essere utilizzata attraverso app di mindfulness o risorse informative.

Ma la terapia non è un buon consiglio, è presenza, relazione e ascolto.
Infatti l’AI non può replicare pienamente l’empatia e la comprensione umana che un terapeuta può offrire.
Non è, inoltre, in grado di replicare dinamiche emotive e intuizioni che si verificano nella relazione interpersonale tra paziente e terapeuta.
Un terapeuta umano può adattare l’approccio in base alle reazioni e ai bisogni del paziente, aspetto che l’AI non potrebbe fare.
L’intelligenza artificiale non è in grado di rispondere in maniera appropriata e immediata a situazioni di crisi come pensieri suicidi o gravi stati.

L’AI non è comunque uno strumento da demonizzare, ma non può sostituire la relazione terapeutica che richiede una relazione tra terapeuta e paziente nello stesso spazio e luogo.

☀️ESTATE: UNA SFIDA PER ADOLESCENTI E GENITORI☀️Per molti ragazzi l'estate rappresenta un’opportunità entusiasmante di s...
30/06/2025

☀️ESTATE: UNA SFIDA PER ADOLESCENTI E GENITORI
☀️Per molti ragazzi l'estate rappresenta un’opportunità entusiasmante di sperimentarsi, in libertà e insieme agli amici, in imprese più o meno rischiose ed eccitanti, inebriandosi dei primi amori o delle prime bevute.
⛈️Per altri, invece, questo periodo sembra un incubo: l’idea di mostrarsi al mondo, di affrontare il giudizio altrui e di risultare inadeguati è un ostacolo insormontabile, al punto da preferire il riparo delle mura domestiche e lo sguardo rassicurante dei familiari.

↔️Quando entrambe queste modalità diventano estreme, rappresentano manifestazioni di disagio e malessere, che si esprimono su due versanti opposti:
-un’accelerazione dei tempi della crescita per quei ragazzi pronti a tutto pur di liberarsi dalla prigione dell’infanzia e del controllo adulto, mettendo in atto comportamenti a rischio pericolosi per sé o per gli altri;
-un arresto della spinta evolutiva per coloro che preferiscono rifugiarsi nell’infanzia, rinunciando ad esplorare il mondo, a costruire nuove relazioni e a mettersi alla prova.

🎭Queste due modalità sono due facce della stessa medaglia: sono entrambe tentativi di far fronte al dolore psichico attraverso forme differenti di attacco al corpo.
Di fronte al senso di inadeguatezza, i ragazzi identificano il loro corpo, fonte di vergogna, come il principale responsabile delle loro sofferenze e lo attaccano: mettendone a rischio l’incolumità fisica, oppure ritirandolo dalle scene sociali.

👫Per i genitori si prospetta quindi una sfida difficile: devono riuscire ad intercettare i segnali di rischio e comprenderli, per potervi rispondere adeguatamente e per aiutare i figli a tradurli in parola, a dar loro un senso.
Questa operazione non è mai semplice, soprattutto per i genitori, che comprensibilmente sono spaventati e preoccupati da tali comportamenti.
🤝Spesso è utile anche per loro rivolgersi ad un esperto, che possa accompagnarli ad una lettura differente dei messaggi dei figli, che favorisca un cambiamento nello sguardo con cui li si osserva e una comunicazione affettiva più profonda.

🔔Le ultime settimane di scuola possono essere un periodo molto stressante per gli studenti, ma anche per i loro genitori...
23/05/2025

🔔Le ultime settimane di scuola possono essere un periodo molto stressante per gli studenti, ma anche per i loro genitori.
📝Verifiche e interrogazioni cruciali per definire la famigerata media dei voti si concentrano in questo mese, generando ansie e preoccupazioni, soprattutto per chi dovrà affrontare anche gli esami.
😱La stanchezza si fa sentire, le energie e la concentrazione calano proprio nel momento in cui se ne ha più bisogno e il nervosismo aumenta, alimentando conflitti anche all'interno della famiglia.

📈Tutti vorrebbero superare l'anno scolastico con risultati soddisfacenti, i ragazzi delle superiori sperano di evitare i debiti da recuperare a settembre per poter trascorrere l'estate più serenamente, ma non sempre le cose vanno come programmato.

📌In questo periodo è importante sostenere i ragazzi nel loro percorso, senza però sostituirsi a loro: è loro responsabilità studiare e fare i compiti, organizzarsi con i vari impegni e rispondere delle loro eventuali mancanze. Anche questo fa parte della crescita verso l'autonomia.

📌Qualora non si fossero impegnati con costanza durante l'anno e il tour de force finale non garantisse il risultato sperato, sarà importante aiutarli a riflettere sul loro metodo di lavoro, suggerendo possibili alternative più efficaci.

📌Se ci fossero invece delle fatiche oggettive in qualche materia, potrebbe essere utile approfondire il problema con un esperto, ma soprattutto aiutare i ragazzi ad accettare di non essere bravi in tutto.

🤗L'importante è che passi sempre il messaggio che l'amore dei genitori non è influenzato dai risultati scolastici e che un brutto voto non è fonte di delusione, ma soltanto un'indicazione rispetto ad una singola prestazione di uno specifico momento, che non definisce assolutamente la persona nel suo complesso.

🪢DIFFICOLTÀ DI SEPARAZIONE🏃🏽‍♀️Uno dei compiti evolutivi dell'adolescente è quello di separarsi dalle figure genitoriali...
11/04/2025

🪢DIFFICOLTÀ DI SEPARAZIONE
🏃🏽‍♀️Uno dei compiti evolutivi dell'adolescente è quello di separarsi dalle figure genitoriali, costruendo una propria identità differenziata e sviluppando una certa autonomia, sia pratica che emotiva.
Si tratta di un processo che richiede tempo e che spaventa, tanto i ragazzi quanto i loro genitori.

🚷Negli ultimi anni, le fatiche relative alla realizzazione di tale compito evolutivo si sono accentuate.
👶🏻Vediamo sempre più adolescenti che rifiutano di crescere, preferiscono rimanere ancorati ad una dimensione infantile che non solo li mantiene dipendenti dai genitori, ma che non consente loro di sviluppare una propria identità.

🤱🏻Molto frequentemente, tuttavia, tale condizione si verifica perché i primi a faticare nel tollerare la crescita dei figli sono proprio i genitori.
Inconsciamente, anche loro contribuiscono a generare insicurezze e timori nei ragazzi, che si convincono di non potercela fare da soli, che il mondo extra familiare sia pericoloso e che nessuno li sosterrà tanto quanto hanno fatto mamma e papà.

💗È necessario esplorare le ragioni emotive che portano i genitori a frenare la crescita dei figli, i bisogni affettivi che sono alla base di tale fatica, per aiutarli a costruire una nuova identità genitoriale, un nuovo modo di esprimere la genitorialità, che tenga conto delle esigenze evolutive dei ragazzi.

MENTE PREADOLESCENTE“Ma cos’hai nella testa?”Quante volte ci sarà capitato di dirlo o pensarlo, assistendo a qualche com...
28/03/2025

MENTE PREADOLESCENTE
“Ma cos’hai nella testa?”
Quante volte ci sarà capitato di dirlo o pensarlo, assistendo a qualche comportamento sconsiderato, immaturo, o ai nostri occhi insensato, da parte dei ragazzi.
😉Le neuroscienze ci aiutano a capire cosa passa per la mente dei preadolescenti.

🏃‍♂️La pubertà proietta in avanti il loro corpo, mentre la mente arranca in ritardo, ancora incapace di rielaborare le rapide trasformazioni fisiche e integrarle in una nuova immagine di sé.
🤷‍♂️Il pensiero simbolico non è ancora completamente attivo, e nemmeno la capacità di valutare le situazioni e di agire con responsabilità, poiché dipendono dalla maturazione delle aree cerebrali prefrontali e frontali, che procede lentamente e arriverà a compimento non prima dei 25 anni!
🤪I circuiti cerebrali emotivi, al contrario, sono già pienamente sviluppati, e ciò spiega la presenza fisiologica di un alto livello di impulsività nei ragazzi, dovuto alle loro scarse capacità di autoregolazione e al basso livello di consapevolezza.
✂️Un altro fenomeno neurologico tipico della preadolescenza è il “pruning” sinaptico, che consiste nella “potatura” delle connessioni neurali in eccesso. Dopo una fase di eccezionale proliferazione di nuovi neuroni e sinapsi, l’esperienza e la frequenza di utilizzo contribuiscono a sfoltire i circuiti, mantenendo solo quelli più funzionali.
🙃Nel frattempo, però, sia la sovrappopolazione sinaptica, che la fase di ristrutturazione, creano un’interferenza che rallenta le prestazioni dei ragazzi e rende il loro pensiero meno efficace.

🤗Quindi, se a scuola li vediamo persi nel loro mondo, se a casa ci sembrano su montagne russe emotive, se fuori si lanciano in imprese rischiose, facciamo appello alla nostra pazienza, sosteniamoli e pensiamo che nemmeno loro sanno cosa hanno in mente!

Indirizzo

Via Papa Giovanni XXIII, 14
Ambivere
24040

Telefono

+393498349132

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