02/07/2025
C’è chi urla alla trasparenza , chi ha votato ieri, firmato l’altro ieri, e oggi si risveglia contro.
In Commissione abbiamo discusso la mozione acchiappalike del consigliere Rubini e assistito all'ennesimo tentativo di piantare una bandierina sull’assenza di un Piano Regionale di coordinamento relativo agli impianti di cremazione, peccato che la Legge 130/2001 consenta eccome agli enti locali di agire nel frattempo, e il Comune di Ancona non solo abbia facoltà, ma anche responsabilità di farlo.
Parlano di “attività insalubre”, come se fossimo nel secolo scorso, ignorando i progressi tecnologici nel trattamento delle emissioni. E per entrare nel merito l’AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE ottenuta per la costruzione dell’impianto da una risposta puntuale come previsto dalla legge.
Gridano allo scandalo sulla localizzazione, ma dimenticano che la scelta del sito dipende dalle amministrazione di cui quegli stessi consiglieri facevano parte. Sono distratti.
È nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche dal 2007, sostenuto da tutte le giunte di centrosinistra che si sono succedute fino al 2023.
E la sua fattibilità è stata approvata nel 2024 da tutto il Consiglio comunale, maggioranza e minoranza — con una sola eccezione: il consigliere Rubini.
Oggi, improvvisamente, nella migliore tradizione della folgorazione sulla via di Damasco, la minoranza si ricompatta e chiede lo stop ai lavori. Banderuole al vento che lottano per restare a galla…poltrona non olet.
Qual è la novità? Forse che adesso c'è un sindaco di centrodestra e conviene riscrivere la storia?
E poi c'è la solita invocazione alla “mancata partecipazione”, come se un dibattito lungo e pubblico – iniziato anni fa – fosse passato nel silenzio, come se non ci fosse stato tempo dal 2001 ad oggi a richiedere con forza da parte dei consiglieri comunali seduti oggi sui banchi della minoranza o nei comitati cittadini che contestano l’opera,che le varie giunte regionali da Spacca a Ceriscioli emanassero un piano di coordinamento.
E poi la chicca: parlano di mancata sostenibilità economica dell’opera, quando la loro candidata a sindaco del PD, nel 2023, e’ la firmataria dello studio di fattibilità economica del 2007.
Dove sono stati tutti questi difensori della trasparenza e della partecipazione nei 15 anni precedenti?
La verità è semplice: non si contesta il merito, ma si fa propaganda sulla pelle di un servizio pubblico. Se serve a dire “no” per distinguersi, poco importa che sia un “no” al buon senso.Chi davvero vuole tutelare i cittadini non si nasconde dietro alle mozioni d’ostruzione. Agisce, valuta, propone, costruisce.
PS
Ricordo inoltre a chi mi ha interrotto in aula che la democrazia non va solo citata, ma anche messa in pratica.