Enza Biacchi

Enza Biacchi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Enza Biacchi, Psicoterapeuta, Andria.

Psicoterapeuta trauma-focused- Cura dei bambini e adolescenti vittime di traumi relazionali.”“Aiuto genitori e professionisti a riconoscere e sostenere i minori feriti.”

26/11/2025

Cultura e società · Ogni settimana · Per noi sono solo nomi, facce che scorrono dentro le pagine di cronaca e poi scompaiono. Numeri che tornano tristemente invariati a fine anno quando si fa la conta dei femminicidi. Ma dietro a quelle ...

“Tra il bosco e la toga: dove si custodisce l’infanzia”Ci sono storie che emozionano, altre che dividono.E poi ci sono q...
26/11/2025

“Tra il bosco e la toga: dove si custodisce l’infanzia”

Ci sono storie che emozionano, altre che dividono.
E poi ci sono quelle che ci chiedono solo una cosa: respirare, osservare, e non giudicare troppo in fretta.
Quando si tratta di bambini, il compito delle istituzioni è uno soltanto:
proteggerli, con responsabilità e senza clamore.
La tutela non è mai un atto contro qualcuno,
ma sempre un gesto per qualcuno.
Un gesto silenzioso, ponderato, che cerca di fare spazio dove c’è paura, di portare cura dove c’è fragilità.
In mezzo al rumore, la toga, quando è fedele al suo ruolo, non alza la voce, ascolta.
Raccoglie i fatti, li valuta, si assume il peso delle decisioni che altri non possono prendere.
È un lavoro invisibile, ma è lì che nasce il senso più autentico della protezione:
vedere l’infanzia prima delle opinioni.

A volte la verità si trova solo nel silenzio che segue il clamore.


La tutela nasce dall’autenticità:stare accanto al dolore senza voltarsi,accompagnarlo senza dominarlo,riconoscerlo senza...
26/11/2025

La tutela nasce dall’autenticità:
stare accanto al dolore senza voltarsi,
accompagnarlo senza dominarlo,
riconoscerlo senza giudicarlo.
E’così che le reti diventano cura.
Grata a tutte le istituzioni che hanno scelto dialogo e la responsabilità per proteggere gli orfani speciali.
Oggi un passo importante per il nostro territorio

“Riconoscere il dolore, restare presenti, costruire reti di protezione: è così che si trasforma un trauma collettivo in ...
25/11/2025

“Riconoscere il dolore, restare presenti, costruire reti di protezione: è così che si trasforma un trauma collettivo in una risposta di cura.”

Istituzioni diverse accomunate da un unico obiettivo: costruire una rete stabile, competente e coesa, capace di accogliere, proteggere e accompagnare i minori che hanno perso un genitore per mano dell’altro

Le distorsioni dei mediaI media parlano di “conflittualità familiare” anche quando è documentata una storia di maltratta...
22/11/2025

Le distorsioni dei media

I media parlano di “conflittualità familiare” anche quando è documentata una storia di maltrattamenti.
Ma conflitto e Intimate Partner Violence (IPV) non sono la stessa cosa.

La conflittualità è simmetrica: due adulti che litigano.
La IPV è asimmetrica: una dinamica di controllo, violenza e trauma che modifica profondamente il funzionamento di chi la subisce.

Usare parole sbagliate significa:
-rendere equivalenti ruoli che non lo sono,
-ignorare la violenza pregressa,
-oscurare il fallimento dei sistemi di protezione,
-e soprattutto non mettere mai al centro la tutela del minore, la vittima più invisibile.

Non è polemica: è precisione clinica.
Raccontare correttamente questi fenomeni è il primo passo per comprenderli e prevenirli davvero.

La tutela dei minori è questo: un adulto che vede prima, che sostiene, che impedisce la caduta.Non per formalità, ma per...
21/11/2025

La tutela dei minori è questo: un adulto che vede prima, che sostiene, che impedisce la caduta.
Non per formalità, ma per responsabilità.
Non per tenere un legame, ma per proteggere una vita.
Ascoltare un minore significa accogliere la sua voce e ciò che non può dire; leggere i segnali sottili del disagio; agire con lucidità, senza automatismi.
In un approccio trauma-informed, il compito delle istituzioni è garantire un contesto sicuro, stabile e non dannoso.
È questo il senso più autentico del superiore interesse del minore.

E.B.


Japanese painter Avogado6

“Di fronte a tragedie così estreme, la mente cerca spiegazioni rapide.Ma la realtà ci chiede di restare presenti, senza ...
14/11/2025

“Di fronte a tragedie così estreme, la mente cerca spiegazioni rapide.
Ma la realtà ci chiede di restare presenti, senza giudizio: queste storie spesso nascono nella solitudine, nella mancanza di rete, nella fragilità non vista.
La prevenzione non può cominciare quando tutto è già accaduto.
Si costruisce nei primi mille giorni di vita, sostenendo madri, padri e bambini con interventi precoci e integrati, capaci di accogliere la complessità senza semplificazioni.
Per chi desidera approfondire come lavorare in un’ottica di prevenzione precoce e supporto alla genitorialità, una risorsa utile è www.dimadreinmeglio.it.”

A volte i bambini non “esagerano”.Il loro sistema nervoso sta solo cercando di restare a galla.Comprendere la finestra d...
09/11/2025

A volte i bambini non “esagerano”.

Il loro sistema nervoso sta solo cercando di restare a galla.
Comprendere la finestra di tolleranza significa imparare a leggere il comportamento come il linguaggio di un corpo che ha vissuto troppo.

Quando ti senti “troppo” o “niente”: la finestra di tolleranza.

C’è un concetto nella psicologia del trauma che spiega perché, a volte, bambini e adolescenti reagiscono in modi che non capiamo.
Si chiama finestra di tolleranza.

È quello spazio interno in cui il sistema nervoso riesce a stare con ciò che accade senza collassare né esplodere.
Dentro quella finestra possiamo pensare, scegliere, restare presenti.

Fuori da quella finestra, invece, reagiamo:
🔺 in iperattivazione — ansia, rabbia, allerta costante.
🔻 in ipoattivazione — vuoto, distacco, assenza.

Chi è cresciuto in un ambiente sicuro ha imparato che le emozioni si possono attraversare.
Chi è cresciuto nel trauma, invece, ha spesso una finestra più stretta: basta poco per sentirsi sopraffatti o disconnessi.

Ma quella finestra può espandersi.
Ogni volta che respiri, che ti fermi, che scegli la gentilezza invece della colpa, il tuo corpo impara che può restare presente anche quando è difficile.

La regolazione non è controllo.
È fiducia: nel corpo, nella relazione, nella possibilità di tornare a casa dentro di sé.

La guarigione è l’espansione della finestra di tolleranza.
🦋

L’ingranaggio dell’integrazioneA volte, dopo tanto lavoro interiore, qualcosa si allinea da sé.Non per volontà, ma perch...
06/11/2025

L’ingranaggio dell’integrazione

A volte, dopo tanto lavoro interiore, qualcosa si allinea da sé.
Non per volontà, ma perché dentro si crea spazio.
È come un ingranaggio che trova finalmente il suo complementare: tutto ricomincia a fluire.
Quando la mente non forza e il corpo non trattiene, le parti del Sé smettono di opporsi e iniziano a collaborare.
È il segno di una nuova coerenza interna:
il sistema psichico non agisce più dalla difesa, ma dall’integrazione.
L’integrazione è silenziosa, somatica, precisa.
È il momento in cui la vita, dentro e fuori, ritrova il suo ritmo naturale.
Forse la guarigione comincia proprio qui: quando l’ingranaggio smette di fare attrito e torna a muoversi in armonia.


Mindfulness e trauma: la distorsione della calmaNegli ultimi anni la mindfulness è stata adottata in molti setting clini...
03/11/2025

Mindfulness e trauma: la distorsione della calma

Negli ultimi anni la mindfulness è stata adottata in molti setting clinici come tecnica di autoregolazione.
Tuttavia, si osserva una tendenza crescente a confondere la presenza consapevole con la ricerca della calma.
È un errore sottile ma profondo: un bias cognitivo edonico-adattivo che rischia di ridurre la mindfulness a uno strumento di controllo del sintomo, anziché a un processo di contatto con la verità corporea ed emotiva.
Nella pratica clinica trauma-focused, questo fraintendimento può risultare persino iatrogeno.
Il paziente che non riesce a “calmarsi” durante o dopo la pratica si sente nuovamente inadeguato: al dolore si aggiunge la colpa di non essere riuscito a “lasciare andare”.
In altre parole, la calma diventa un nuovo imperativo normativo che perpetua la vergogna somatica.
Il trauma, invece, ha bisogno di accoglienza, non di silenziamento.
La mindfulness autentica non cerca di eliminare l’attivazione, ma di riconoscere l’esperienza così com’è, nel corpo e nella psiche, senza giudizio.
È un atto di verità, non di perfezionismo regolativo.
Come clinici, possiamo restituire alla mindfulness la sua natura fenomenologica, spostandola dal registro del “benessere” a quello dell’integrazione dell’esperienza.
Solo allora la calma, se arriva, potrà essere considerata un effetto della resa, non il suo obiettivo.

“La mindfulness non è stare bene.
È esserci, anche quando non stiamo bene.”

Kabat-Zinn, J. (1990). Full Catastrophe Living.
Siegel, D. (2012). The Mindful Brain: Reflection and Attunement in the Cultivation of Well-Being.
van der Kolk, B. (2014). The Body Keeps the Score.
Fisher, J. (2017). Healing the Fragmented Selves of Trauma Survivors.

“Quando non possiamo più cambiare una situazione, siamo chiamati a cambiare noi stessi.”(Viktor E. Frankl)Nei momenti in...
02/11/2025

“Quando non possiamo più cambiare una situazione, siamo chiamati a cambiare noi stessi.”
(Viktor E. Frankl)

Nei momenti in cui tutto appare disorganizzato, caotico o incontrollabile, ai bambini e agli adolescenti feriti serve un ancoraggio al corpo, attraverso un adulto regolante.
È così che nasce la loro forma più profonda di agency.
E anche per noi adulti, la possibilità di restare presenti, come una casa antica che resiste al tempo, è ciò che trasforma la sopravvivenza in vita piena.


www.dimadreinmeglio.itRiconoscere il maltrattamento in contesti familiari vulnerabili durante la gravidanza è come esegu...
31/10/2025

www.dimadreinmeglio.it

Riconoscere il maltrattamento in contesti familiari vulnerabili durante la gravidanza è come eseguire uno screening oncologico: non per cercare la malattia, ma per intercettare precocemente i segnali di rischio.
Così come la medicina preventiva salva vite individuando alterazioni iniziali, anche l’ascolto clinico e relazionale può rilevare ferite invisibili prima che diventino trauma.
Di Madre in Meglio è questo: uno screening precoce per la salute relazionale perinatale, che non giudica ma protegge.
Perché la cura comincia dal riconoscere ciò che non si vede ancora, ma già chiede attenzione.
🦋

Strumento di screening per l’identificazione precoce di gestanti con rischio di maltrattamento nei confronti di neonati

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