20/08/2024
ALLENARE LA SENSITIVITÀ CORPOREA
La percezione del corpo non è sempre la stessa, essa varia a seconda delle condizioni psicofisiche in cui ci ritroviamo.
Il rilassamento e l'attenzione volontaria sul corpo, ad esempio, la incrementano notevolmente. Questo genere di lavoro percettivo va considerato alla stregua di qualsiasi altro “allenamento mirato” e la sensitività corporea deve essere considerata una qualità importante come la forza, la coordinazione e la flessibilità. Anche perché una migliore propriocezione influisce su tutte le capacità fisiche.
Noi percepiamo il nostro corpo – fermo o in movimento, in stato di quiete o sottoposto a sollecitazioni esterne – attraverso il complesso meccanismo della propriocezione nel quale svolgono un ruolo fondamentale i neuroni sensoriali.
Muscoli, tendini e articolazioni sono dotati di recettori particolarmente sensibili alle variazioni di forza e alle pressioni che il nostro corpo esercita e subisce. Essi inviano al nostro sistema nervoso un continuo flusso di informazioni che, elaborate più o meno velocemente, ci permettono di aggiustare una posizione, riequilibrare il nostro assetto o modificare un movimento.
Ma questo flusso di informazioni cambia a seconda del nostro stato di tensione. La capacità di veicolare una maggiore quantità di informazioni dipende infatti dall’allungamento delle fibre sensitive (anulospirali) che si trovano nella parte centrale della fibra muscolare: esse, proporzionalmente al grado di allungamento del fuso, aumentano la frequenza della scarica afferente, generando una maggiore quantità e una migliore qualità dei segnali che il cervello elabora.
Ciò significa che la sensibilità dei muscoli è inversamente proporzionale al loro grado di contrazione. Aumentando il rilassamento, la sensibilità cresce; essa poi raggiunge il suo massimo nella fase di “allungamento rilasciato” ("stretching interno").
È proprio per questo motivo che, nelle arti marziali che privilegiano sensibilità e flessibilità, il “sentire” e il “sentir-si” rivestono il ruolo più importante: è infatti la sensibilità che guida il “muovere” “ e il “muover-si”, permettendo al corpo di ricevere una sollecitazione esterna inibendo nel contempo l’automatismo del “contrasto”: il che significa poter manipolare le forze in gioco, neutralizzarle e re-indirizzarle.