Dottoressa Valentina Vellitri - BenessereBaby

Dottoressa Valentina Vellitri - BenessereBaby Con i bambini ... In ogni fase della loro vita!

L’osteopatia pediatrica è un approccio sicuro e naturale per la salvaguardia della salute in tutta l'età evolutiva. Sono...
28/09/2024

L’osteopatia pediatrica è un approccio sicuro e naturale per la salvaguardia della salute in tutta l'età evolutiva. Sono svariate le tecniche e gli approcci che l’osteopata ha a disposizione. Molto importante è la collaborazione con il medico pediatra che dopo aver accertato lo stato di buona salute del bambino escluda controindicazioni al trattamento osteopatico.

La ginnastica posturale è una disciplina olistica legata alla propriocezione del proprio corpo nello spazio tramite un i...
28/09/2024

La ginnastica posturale è una disciplina olistica legata alla propriocezione del proprio corpo nello spazio tramite un insieme di esercizi volti a ristabilire l’equilibrio muscolare in sinergia con la respirazione addominale finalizzata al raggiungimento di un benessere psico-fisico .

Si propone di beneficiare l’elasticità e la tonicità dei muscoli, l’abilità motoria, la respirazione, la gestione dello stress e il metabolismo generale.

Presso lo studio medico Antea Medica , via Ardeatina 373Si riceve su appuntamento per trattamenti di Osteopatia, Terapia...
28/09/2024

Presso lo studio medico Antea Medica , via Ardeatina 373
Si riceve su appuntamento per trattamenti di Osteopatia, Terapia della neuro e psicomotricitá dell'età evolutiva e ginnastica posturale .
Per tutte le info e prenotazione di una valutazione tel. 320 177 4017

E' sempre attivo dalle 9:00-12:30 e dalle 17:00 alle 19:30, dal Lunedi al Venerdi il servizio di risposta in direct e su...
22/04/2022

E' sempre attivo dalle 9:00-12:30 e dalle 17:00 alle 19:30, dal Lunedi al Venerdi il servizio di risposta in direct e su wath's app per la consulenza in osteopatia pediatrica.
Dove puoi contattarci? 📞
Al numero 320.1774017 Dott.ssa Valentina Vellitri
Osteopata Pediatrico e Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva.

Bonding: un legame per la vitaIndica quel legame profondo che si stabilisce a poche ore dal parto tra madre e figlio, e ...
20/04/2022

Bonding: un legame per la vita
Indica quel legame profondo che si stabilisce a poche ore dal parto tra madre e figlio, e che permette alla donna di allattare, cullare, giocare con il proprio bambino, ma anche di proteggerlo, non trascurarlo, non abbandonarlo.

Si dice che il bonding permetta di utilizzare istinti nascosti sfruttando un “periodo sensibile”, che favorisce la nascita di una grande capacità comunicativa, quella stessa capacità che consente alle madri di rispondere efficacemente alle necessità del proprio bambino.

Come tutti i processi umani, anche il bonding è un processo complesso e articolato, ricco di variabili, condizionato dall’ambiente, dalle caratteristiche personali, dal tipo di parto, dallo stato di salute della mamma o del bambino.

Come favorire il bonding?
Gli studi hanno dimostrato come esista la possibilità di influire su questo processo, sia favorendolo sia ostacolandolo. Il mezzo più semplice ed efficace per creare un legame stabile e positivo tra i genitori e il figlio è quello di mettere il neonato nelle braccia della mamma, in contatto pelle-pelle nelle due ore successive al parto, senza attuare nessuna separazione se il loro stato di salute lo permette.

È stato studiato che nei primi 60-90 minuti dopo la nascita, il neonato si trova nello stato di veglia tranquilla nel quale apre gli occhi, guarda i genitori, ascolta la loro voce e cerca da solo il seno della mamma. In questa fase il bambino è molto attento e percepisce ciò che lo circonda: in questo momento avviene il suo primo, importantissimo contatto col mondo. Bisognerebbe evitare che queste prime percezioni avvengano attraverso persone estranee, in luoghi diversi dal corpo della mamma, dalla sua voce e dal suo odore.

Dopo circa due ore dal parto il neonato passa in uno stadio di sonnolenza o di vero e proprio sonno, recupera le forze e le sue capacità percettive si riducono fin quasi ad annullarsi. Questo è il momento per portarlo al nido e sottoporlo alle routine assistenziali senza temere di disturbarlo: il bonding è iniziato e nulla può fermarlo.

Spesso si sente parlare della TEORIA DELL'ATTACCAMENTO, vediamo nello specifico di che cosa si tratta 🥰I lineamenti prin...
20/04/2022

Spesso si sente parlare della TEORIA DELL'ATTACCAMENTO, vediamo nello specifico di che cosa si tratta 🥰

I lineamenti principali della teoria dell’attaccamento sono rintracciabili nei lavori di John Bowlby pubblicati tra il 1958 e il 1963.
Appoggiandosi e rifacendosi alla psicoanalisie all’etologia, Bowlby fu in grado di elaborare una teoria del tutto originale, da molti definita una teoria di tipo spaziale. Essa, infatti, prevede che un soggetto si senta bene quando si trova vicino a chi ama, e si senta invece ansioso, triste e solo quando si trova lontano dai propri oggetti d’amore.
Con la teoria dell’attaccamento Bowlby propone un modello di sviluppo dell’individuo svincolato dal concetto di fase, proprio della psicoanalisi classica. E’ un modello che viene da lui denominato epigenetico, esso prevede che per ogni individuo siano possibili più linee di sviluppo, il cui risultato finale dipende dall’interazione dell’organismo con il proprio ambiente.

La stessa concezione della mente subisce con Bowlby una profonda trasformazione.

Per Freud la mente aveva un carattere monadico, era prestrutturata ed organizzata secondo il sistema motivazionale delle pulsioni; le dinamiche interazionali erano il risultato delle vicissitudini pulsionali e l’amore era frutto di un apprendimento.

La teoria di Bowlby si colloca invece in un modello della mente di tipo relazionale(Ammaniti, Stern, 1992). Diventa infatti centrale la qualità dell’accudimento, intesa come disponibilità e capacità di risposta materna.

Bowlby ha così potuto definire:

Il comportamento di attaccamento come quel comportamento che ha la duplice funzione di assicurare la vicinanza a una figura di attaccamento e proteggere il piccolo dal pericolo. Il comportamento di attaccamento pur avendo carattere pulsionale, è per sua natura interazionale, ha una motivazione propria, viene innescatodalla separazione o dalla minaccia di separazione dalla figura di attaccamento, può essere eliminatoo mitigato per mezzo della vicinanza; e può manifestarsi in circostanze diverse e nei confronti di individui diversi.
Il legame di attaccamento è ciò che unisceprofondamente e strettamente due persone. Esso è dunque riservato solo a pochissimiindividui.
Una nuova concezione d’istinto. Secondo Bowlby non esiste un’antitesi tra innato e acquisito.Ogni carattere è il prodotto dell’interazione tra il patrimonio genetico e l’ambiente. Il comportamento istintivo umano deriva da uno o più prototipi comuni ad altre specie animali, “prototipi che ovviamente sono stati molto arricchiti ed elaborati in certe direzioni”.
La relazione d’attaccamento. La relazione di attaccamento può essere definita dalla presenza di tre caratteristiche:
Ricerca di vicinanza a una figura preferita chesi sviluppa come risultato di un processo graduale di sviluppo programmato geneticamente e di apprendimento sociale.
L’effetto “base sicura”. Dove non esiste una base sicura, l’individuo fa ricorso a manovre difensive per minimizzare la sofferenza ed eventualmente manipolare il sostegno a scapito di un sodalizio veramente reciproco.
La protesta per la separazione. Bowlby identificò la protesta come la risposta primaria provocata nei bambini dalla separazione dai genitori. Pianto, urla, morsi, calci sono reazioni normali ed hanno la doppia funzione di riparare il legame di attaccamento la cui rottura è minacciata dalla separazione, e di punire chi si cura del bambino per evitare ulteriori separazioni. Un’interessante caratteristica dei legami di attaccamento è la loro resistenza. Essi persistono nonostante maltrattamenti e punizioni severe e non adeguate al contesto.


L’ontogenesi del sistema di attaccamento può essere suddivisa in tre fasi fondamentali:

Prima fase: 0-6 mesi. Orientamento e pattern di riconoscimento.
Seconda fase: 6 mesi-3 anni. Attaccamento “set-goal” (scopo programmato).
Terza fase: dai 3 anni in poi. La formazione di una relazione reciproca.

RUBRICA NEUROPSICOMOTRICITA' DELL'ETA' EVOLUTIVAProseguiamo la nostra rubrica con un riassunto esplicativo delle abilità...
20/04/2022

RUBRICA NEUROPSICOMOTRICITA' DELL'ETA' EVOLUTIVA

Proseguiamo la nostra rubrica con un riassunto esplicativo delle abilità motorie del lattante e del bambino.

0 mesi: Posizione fetale

1 mese: Prono solleva il mento

2 mesi: Prono solleva il torace

3 mesi: Supino cerca di afferrare, ma non ci riesce

4 mesi: Siede con appoggio, è in grado di rotolare da prono a supino

5 mesi: Siede sulle ginocchia di qualcuno e afferra gli oggetti, è in grado di rotolare da supino a prono

6 mesi: Siede sul seggiolone e afferra un oggetto che si muove. Inizia ad avere interesse per il cibo sulla tavola. Inizio divezzamento o autosvezzamento se il bambino è pronto.

7 mesi: Siede senza appoggio

8 mesi: Sta in piedi se aiutato

9 mesi: Si tiene in piedi appoggiato ad un mobile, piò essere presente il gattonamento

10 mesi: A terra si sposta trascinandosi

11 mesi: Cammina se aiutato

12 mesi: Si alza per mettersi in piedi appoggiandosi

13 mesi: Sale i gradini in quadrupedia

14 mesi: Sta in piedi in autonomia, può camminare se sostenuto o supportato dal genitore

15 mesi: Cammina senza aiuto

Due anni e mezzo, tutte le abilità locomotorie progrediscono rapidamente:

- Sale le scale con fiducia
- Corre in avanti e comincia ad arrampicarsi
- Spinge e tira grandi giocattoli
- Va in triciclo ma spingendosi con i piedi
- Può saltare a piedi uniti da uno scalino basso

Tre anni :
- Sale le scale alternando i piedi e scende appoggiando entrambi i piedi sul gradino
- È più agile nell’arrampicarsi
- Può aggirare gli ostacoli mentre corre
- Valuta i suoi movimenti e le dimensioni del suo corpo in rapporto agli oggetti.
- Va in triciclo usando i pedali
- Può stare sulla punta dei piedi e camminarci.
- Può stare per un momento su un piede solo se glielo si mostra.
- Siede con le gambe incrociate
- Lancia la palla in avanti a mani unite e afferra un pallone con le braccia tese, calcia la palla con forza

12/04/2022

Quando parliamo di cesareo ... siamo davvero consapevoli in che cosa consiste? Perché si sminuisce dicendo "fortunata te.... è solo un taglietto" "eh tu hai fatto presto, tutto programmato e ripresa veloce..."
Ne siete così sicuri?? Il cesareo è un intervento chirurgico a tutto gli effetti, come tale ha la sua importanza e delicatezza sopratutto post operatoria.

Vi interessa e volete avere maggiori informazioni? Desiderate sapere se è possibile trattare la vostra cicatrice da cesareo?

Per tutte le informazioni potete contattarmi in direct oppure al 320.1774017

Dottoressa Valentina Vellitri
Osteopata ❤️

Cos’è l’osteopatia pediatrica?L’Osteopatia pediatrica è un approccio sicuro e naturale per la promozione della salute, i...
08/04/2022

Cos’è l’osteopatia pediatrica?
L’Osteopatia pediatrica è un approccio sicuro e naturale per la promozione della salute, in ambito della prevenzione, e per il supporto del lattante e del bambino nelle sintomatologie più comuni (coliche, disturbi del sonno, reflusso gastroesofageo, piede torto, plagiocefalia etc..). Sono sempre più richiesti i trattamenti osteopatici per bambini, per alleviare le tensioni meccaniche acquisite prima della nascita oppure durante il parto.
Il trattamento manipolativo osteopatico pediatrico coinvolge l’applicazione attenta e specifica di uno sviluppatissimo senso del tocco sia per la diagnosi che per il trattamento di problemi meccanici che riguardano qualsiasi parte del corpo. Tutto questo, combinato con una conoscenza dettagliata dell’anatomia umana, della fisiologia e dei processi patologici, oltre ad una profonda conoscenza dei metodi clinici classici e tradizionali, permette all’osteopata di trattare i pazienti, anche bambini, promuovendo i meccanismi di auto-guarigione del corpo. I piccolissimi movimenti presenti nel cranio del neonato permettono alla testa del bambino di adattarsi perfettamente agli sforzi delle doglie. Comunque, quando il parto diventa più complicato, cioè eccessivamente lento o troppo veloce, oppure quando subentrano altre complicazioni tipo la necessità del forcipe, la testa del neonato potrebbe non recuperare completamente la distorsione avvenuta per pressione meccanica. Questo potrebbe risultare in sottili differenze di funzionalità che potrebbero creare successivamente disfunzioni al livello dei sistemi gastro-enterici, disregolazione dei ritmi circadiani etc.. Il trattamento osteopatico può apportare un miglioramento significativo in questi casi andando ad agire non solo sulla causa del problema ma offrendo al caregiver anche strategie di accudimento per alleviare e supportare le fasi acute (come per le coliche o il reflusso gastroesofageo).
Importantissimo ai fini di una migliore riuscita del trattamento osteopatico è la costante collaborazione tra le varie figure specialistiche che ruotano intorno al bambino, nello specifico il pediatra.

Vuoi ricevere maggiori informazioni? Desideri anche tu effettuare una visita per il tuo bambino?
Puoi contattarci in direct oppure al 320.1774017

Dott.ssa Valentina Vellitri
Osteopata Pediatrico e Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva

FASE 0-3 MESI - Ve**re al mondo
08/04/2022

FASE 0-3 MESI - Ve**re al mondo

06/04/2022

Competenze del lattante e del bambino ❤️
La natura assolutamente perfetta e meravigliosa ❤️

Indirizzo

Via Ardeatina, 373
Anzio
00042

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 13:00
Venerdì 13:00 - 20:00

Telefono

+393201774017

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