31/01/2026
Negli anni ’90, con l’arrivo della risonanza magnetica, è successo qualcosa di sorprendente.
➡Per la prima volta abbiamo potuto “vedere dentro” la colonna vertebrale con grande precisione.
E si è scoperto che molte persone che non avevano alcun mal di schiena presentavano immagini considerate preoccupanti: dischi usurati, artrosi, piccole ernie.
Allo stesso tempo, tante persone con dolore intenso e persistente avevano risonanze che non spiegavano davvero ciò che sentivano.
Questo ha messo in crisi una convinzione molto diffusa:
👉 più la risonanza è br**ta, più dovrei stare male.
In realtà non funziona così.
La risonanza è uno strumento fondamentale, soprattutto per escludere patologie importanti, ma non racconta tutta la storia.
Mostra la struttura, non il modo in cui il corpo sta funzionando, compensando, adattandosi.
Il dolore alla schiena, nella maggior parte dei casi, non nasce da un singolo “pezzo rotto”, ma da un insieme di fattori che coinvolgono muscoli, metabolismo, stress e postura.
📌 Lo racconto bene nell’episodio 1 del mio podcast.
🎧 Ascolta l’episodio completo qui_ https://open.spotify.com/episode/2TEbe9CaogrcQ3gJ6xoEoW?si=6qGEAqBDR-2HQwv3qKQ7DA
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