La Prima Radice

La Prima Radice La Prima Radice si occupa di Somatica del Femminile e di cura integrata della donna

Lila è un’antica parola sanscrita che significa il “gioco della vita”.Racconta della disponibilità a lasciarsi cambiare,...
22/04/2026

Lila è un’antica parola sanscrita che significa il “gioco della vita”.
Racconta della disponibilità a lasciarsi cambiare, a morire e rinascere molteplici volte. Permettendo che la vecchia identità muti, in un dive**re allineato alle stagioni della nostra vita e alle trasformazioni del nostro ambiente.

C’è un rumore di sottofondo, collettivo, un senso che il vecchio non ci rappresenti più su molteplici dimensioni: lavorative, relazionali, economiche, politiche, spirituali, identitarie.
Può essere molto doloroso e destabilizzate sentire questo passaggio per chi lo sta attraversando consapevolmente. Eppure, da sempre, è lì che giace il seme del nuovo.

Non siamo nati per ripetere una sola versione di noi stessi per sempre.
Siamo nati per lasciarci cambiare - anche in un momento della storia in cui tutto sembra stato tentato - da ciò che sentiamo vero per noi. Dalla scoperta dell’inesauribile senso della nostra esperienza soggettiva.

Cambiare pelle è un atto involontario, passivo, guidato da un’esigenza che viene da altro.
Da un segreto vitale che intende ve**re alla luce attraverso di noi, e che vale sempre la pena ascoltare. Un segreto che non richiede performance, ma fiducia, pazienza, silenzio, quel rifarsi natura gestante.

Sono settimane di immersione in questo per me, di ascolto e ricerca di un nuovo che vuole emergere e ancora non ha né forma né nome.
Ho imparato ad amare queste soglie, ad accompagnare il movimento della vita quando chiede di tornare a spogliarsi, di svelare e riconnettere. Di “usarci” individualmente per rivelare un disegno più grande che riguarda poi sempre l’interezza.

Il comfort è un bellissimo sedativo, ma ci mantiene incompiuti e separati.
Il nostro corpo lo sa.
Scegliere l’ignoto, in un mondo che richiede visibilità e certezza, può farci perdere qualcosa, e a volte molto, ma può anche farci ritrovare il nostro respiro, il nostro passo, la nostra creatività, il nostro posto di senso nella rete delle cose. Non sembra così all’inizio, no, ma arrendersi a questo è ciò che permette a lila di continuare a danzare.

Lila è un’antica parola sanscrita che significa il “gioco della vita”.Racconta della disponibilità a lasciarsi cambiare,...
22/04/2026

Lila è un’antica parola sanscrita che significa il “gioco della vita”.
Racconta della disponibilità a lasciarsi cambiare, a morire e rinascere molteplici volte. Permettendo che la vecchia identità muti, in un dive**re allineato alle stagioni della nostra vita e alle trasformazioni del nostro ambiente.

C’è un rumore di sottofondo, collettivo, un senso che il vecchio non ci rappresenti più su molteplici dimensioni: lavorative, relazionali, economiche, politiche, spirituali, identitarie.
Può essere molto doloroso e destabilizzate sentire questo passaggio per chi lo sta attraversando consapevolmente. Eppure, da sempre, è lì che giace il seme del nuovo.

Non siamo nati per ripetere una sola versione di noi stessi per sempre.
Siamo nati per lasciarci cambiare - anche in un momento della storia in cui tutto sembra stato tentato - da ciò che sentiamo vero per noi. Dalla scoperta dell’inesauribile senso della nostra esperienza soggettiva.

Cambiare pelle è un atto involontario, passivo, guidato da un’esigenza che viene da altro.
Da un segreto vitale che intende ve**re alla luce attraverso di noi, e che vale sempre la pena ascoltare. Un segreto che non richiede performance, ma fiducia, pazienza, silenzio, quel rifarsi natura gestante.

Sono settimane di immersione in questo per me, di ascolto e ricerca di un nuovo che vuole emergere e ancora non ha né forma né nome.
Ho imparato ad amare queste soglie, ad accompagnare il movimento della vita quando chiede di tornare a spogliarsi, di svelare e riconnettere. Di “usarci” individualmente per rivelare un disegno più grande che riguarda poi sempre l’interezza del Noi.

Il comfort è un bellissimo sedativo, ma ci mantiene incompiuti e separati.
Il nostro corpo lo sa.
Scegliere l’ignoto può farci perdere qualcosa, e a volte molto, ma può anche farci ritrovare il nostro respiro, il nostro passo, la nostra creatività, il nostro posto di senso. Non sembra così all’inizio, no, ma è arrendersi a questo ciò che permette a lila di continuare a danzare.

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare d...
07/04/2026

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare dall’esterno, a scomporci in pezzi e parti che devono essere aggiustate, come se il corpo fosse una macchina che necessita di una manutenzione costante, una fonte quasi continua di stress e vergogna. E non un processo vivente a cui appartenere.

Ma la verità incontaminata dei nostri corpi è più vicina allo stupore e alla meraviglia.
I corpi si ammalano, si feriscono, guariscono, invecchiano, si increspano, si aprono, si chiudono, cambiano forma e odore.
In tutto questo il corpo può essere fonte di dolore o disorientamento, ma non possiamo non ricordare che lo stesso corpo è anche sorgente di sensibilità fine e possibilità.
Di piaceri sfumati e di una gioia concreta, incarnata.
Soprattutto che il corpo tende sempre verso la vita e la relazione, a quel tornare ad appartenere alla rete più ampia del vivente. Se solo ricordiamo come ascoltarlo.

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare d...
07/04/2026

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare dall’esterno, a scomporci in pezzi e parti che devono essere aggiustate, come se il corpo fosse una macchina che necessita di una manutenzione costante, una fonte quasi continua di stress e vergogna. E non un processo vivente a cui appartenere.

Ma la verità incontaminata dei nostri corpi è più vicina allo stupore e alla meraviglia.
I corpi si ammalano, si feriscono, guariscono, invecchiano, si increspano, si aprono, si chiudono, cambiano forma e odore.
In tutto questo il corpo può essere fonte di dolore o disorientamento, ma non possiamo non ricordare che lo stesso corpo è anche sorgente di sensibilità fine e possibilità.
Di piaceri sfumati e di una gioia concreta, incarnata.
Soprattutto che il corpo tende sempre verso la vita e la relazione, a quel tornare ad appartenere alla rete più ampia del vivente. Se solo ricordiamo come ascoltarlo.

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare d...
07/04/2026

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare dall’esterno, a scomporci in pezzi e parti che devono essere aggiustate, come se il corpo fosse una macchina che necessita di una manutenzione costante, una fonte quasi continua di stress e vergogna. E non un processo vivente a cui appartenere.

Ma la verità incontaminata dei nostri corpi è più vicina allo stupore e alla meraviglia.
I corpi si ammalano, si feriscono, guariscono, invecchiano, si increspano, si aprono, si chiudono, cambiano forma e odore.
In tutto questo il corpo può essere fonte di dolore o disorientamento, ma non possiamo non ricordare che lo stesso corpo è anche sorgente di sensibilità fine e possibilità.
Di piaceri sfumati e di una gioia concreta, incarnata.
Soprattutto non possiamo dimenticare che il corpo tende sempre verso la vita e ad appartenere alla rete più ampia del vivente, se solo ricordiamo come ascoltarlo.

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare d...
07/04/2026

In molti modi siamo stati condizionati a sentirci separati dal mondo naturale, a percepirci come qualcosa da osservare dall’esterno, a scomporci in pezzi e parti che devono essere aggiustate, come se il corpo fosse una macchina che necessita di una manutenzione costante, una fonte quasi continua di stress e vergogna. E non un processo vivente a cui appartenere.

Ma la verità incontaminata dei nostri corpi è più vicina allo stupore e alla meraviglia.
I corpi si ammalano, si feriscono, guariscono, invecchiano, si increspano, si aprono, si chiudono, cambiano forma, odore, fanno spuntare peli in luoghi insoliti.
In tutto questo il corpo può essere fonte di dolore o disorientamento, ma non possiamo non ricordare che lo stesso corpo è anche sorgente di sensibilità fine e possibilità.
Di piaceri sfumati e di una gioia concreta, incarnata.
Soprattutto che il corpo tende sempre verso la vita e la relazione, al tornare ad appartenere alla rete più ampia del vivente. In questo è grande maestro.

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.Un lavoro che per anni è stato ric...
10/03/2026

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.
Un lavoro che per anni è stato ricerca, studio, pratica quotidiana e trasmissione viva ha trovato una nuova forma condivisa.

È nato il format del Workshop Introduttivo in Somatica del Femminile.

Un primo spazio sicuro dove fare esperienza di questo lavoro, dove orientarsi e sentire se questo linguaggio risuona.
Un luogo dove il sistema nervoso può rallentare. Dove il femminile non viene incontrato come un’idea, ma come una forza vitale che respira e si muove.

La Somatica del Femminile non cresce per espansione rumorosa, cresce attraverso tessitura di relazione.
Attraverso campi che imparano a respirare insieme, mossi dal ricordo comune della nostra appartenenza sensoriale alla vita.

Rifare il terreno è questo:
tornare a sentire, e lasciarci toccare.
Avere l’audacia di restare sensibili,
di portare nel mondo questa sensibilità con fierezza, di tornare ad abitare l’amore
come postura percettiva.

Grazie alle operatrici che stanno diventando rete. Grazie al campo che continua a parlarci.

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.Un lavoro che per anni è stato ric...
10/03/2026

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.
Un lavoro che per anni è stato ricerca, studio, pratica quotidiana e trasmissione viva ha trovato una nuova forma condivisa.

È nato il format del Workshop Introduttivo in Somatica del Femminile.

Un primo spazio sicuro dove fare esperienza di questo lavoro, dove orientarsi e sentire se questo linguaggio risuona.
Un luogo dove il sistema nervoso può rallentare. Dove il femminile non viene incontrato come un’idea, ma come una forza vitale che respira e si muove.

La Somatica del Femminile non cresce per espansione rumorosa, cresce attraverso tessitura di relazione.
Attraverso campi che imparano a respirare insieme, mossi dal ricordo comune della nostra appartenenza sensoriale alla vita.

Rifare il terreno è questo:
tornare a sentire, e lasciarci toccare.
Avere l’audacia di restare sensibili,
di portare nel mondo questa sensibilità con fierezza, di tornare ad abitare l’amore
come postura percettiva.

Grazie alle operatrici che stanno diventando rete. Grazie al campo che continua a parlarci.

Non sempre il dolore nasce dove lo sentiamo.Molti di noi immaginano che nel corpo esistano recettori che “sentono” il do...
05/03/2026

Non sempre il dolore nasce dove lo sentiamo.
Molti di noi immaginano che nel corpo esistano recettori che “sentono” il dolore.
In realtà non è così. Nel corpo esistono recettori chiamati nocicettori, sensori che segnalano quando qualcosa potrebbe minacciare l’integrità dei tessuti.
Questo processo si chiama nocicezione.
Il dolore però non nasce lì.
Il dolore emerge quando il sistema nervoso interpreta questi segnali dentro un contesto più ampio: ciò che sta accadendo nel corpo in quel momento, le esperienze passate, il livello di sicurezza percepito e il campo relazionale in cui siamo immersi.
Per questo il punto in cui percepiamo dolore non coincide sempre con il luogo in cui i tessuti stanno generando i segnali di allarme.
Il corpo funziona più come una rete sensibile e interconnessa che come un insieme di parti isolate.

Questo aiuta anche a comprendere perché il lavoro manuale orientato esclusivamente al tessuto locale, pur potendo portare sollievo, non sempre modifica in modo duraturo la risposta del sistema.
Il dolore dipende infatti anche da come il sistema nervoso organizza e interpreta i segnali che arrivano dal corpo nel suo insieme.
Nell’approcciare il corpo femminile questo è essenziale, perché il nostro sistema nervoso, profondamente e finemente orientato alla relazione, legge con grande sensibilità sia i segnali del corpo sia quelli dell’ambiente. Molte delle nostre sintomatologie, anche quando appaiono “locali”, sono in realtà espressione di una risposta più ampia dell’intero organismo.

Per cambiare ogni corpo, prima di ogni cosa, ha bisogno di sentire che può restare ed essere.

È per questo che nella Somatica del Femminile spostiamo lo sguardo: da una cura centrata principalmente sulla parte che fa male e sul sintomo, verso un approccio più ampio, capace di considerare e toccare il corpo come un sistema vivente, sensibile, relazionale e squisitamente intelligente.

“Mi sono iscritta alla formazione in Somatica del Femminile nel momento in cui avevo sentito un radicamento pieno in me ...
24/04/2023

“Mi sono iscritta alla formazione in Somatica del Femminile nel momento in cui avevo sentito un radicamento pieno in me stessa e il mio percorso personale immerso in un processo di grande integrazione di autenticità.
Il primo SÌ della mia vita senza alcuna resistenza.
A parte la testa che un po' recalcitrava in basta formazioni.
Ma qui il mio sì è arrivato dalla chiara sensazione di uno spazio per me, senza aspettative altre.

Quello che è successo è stata un profonda integrazione di ogni mio pezzo, di formazione e di vita, che mi sta permettendo di curare dentro ogni più piccola sfumatura di paura ancestrale, della mia storia personale e del femminile tutto, in senso sia molto ampio e archetipico, CHE fisico, dentro alle mie cellule, al mio corpo, grande reattore del mio muovermi nel mondo e nelle mie relazioni.
Qui ho trovato formule per reincontrarsi insieme con e senza maschera, per innamorarci di tutte le versioni di noi. È successo con una cura, una presenza, una generosità mai incontrata prima, e ne ho vista e vissuta di formazione io.

Quello che trovi qui è un femminile incarnato e riparato e l'assoluta eccezionalità di un campo che sa quanto il corpo di donna abbia un'unicità tanto misconosciuta quanto potente, che può guardare davvero ognuna e accogliere tutto, ho detto TUTTO, e lo fa succedere.”
Daniela Canzini .it

E’ con grande emozioni e gratitudine che, insieme a Daniela e alla sua bellissima presenza, annuncio che la formazione di Somatica del Femminile quest'anno avrà sede anche a Bologna!
Il campo si espande, forte e florido 💫

Saranno 8 weekend online e 2 in presenza con la possibilità di scegliere la sede più comoda: Bologna o Vicenza.

Trovi ulteriori informazioni e le date qui: https://www.laprimaradice.org/formazione-in-somatica-del-femminile-2023-24/ ❤️

Il bacino di una donna è la sua casa. L’origine della sua forza vitale, ed il luogo di alchimia del suo potere e della s...
05/04/2023

Il bacino di una donna è la sua casa.
L’origine della sua forza vitale, ed il luogo di alchimia del suo potere e della sua forza creativa. Lo possiamo vedere concretamente con il ciclo mestruale, come nella gravidanza, parto e postparto.
Il bacino è anche il luogo dove tendiamo ad immagazzinare le nostre emozioni, eventi e traumi non digeriti.

Ecco perché Naomi Wolf, nel suo libro “Vagina”, dice che se il bacino è stato invaso, è contratto o frammentato, sia per un trauma che per questioni culturali, questo può avere un serio effetto negativo non solo sulla salute a lungo e breve termine della donna, ma può anche diminuire il flusso di energia vitale disponibile per la sua vita e i suoi slanci creativi.

Come una donna si sente nella sua area pelvica, è come lei si sentirà in tutta la sua vita. Il senso di sicurezza, di valore personale, il potere creativo e la spiritualità, oltre che la sessualità, emergono da lì.

Ci sono molti approcci alla salute pelvica femminile, tuttavia la maggior parte non tiene in considerazione l’interezza e gli elementi principali per riequilibrare quest’area con successo.
Come operatrici non si tratta solo di conoscere la meccanica, gli esercizi, le tecniche e i protocolli da applicare. Abbiamo bisogno di creare le fondamenta affinché la donna si senta al sicuro nel suo essere prima di riceverli.
Abbiamo bisogno di leggere il linguaggio del corpo e dei tessuti per essere certe che il corpo dica sì al cambiamento. Abbiamo bisogno di saper accogliere le eventuali emozioni presenti. Senza sicurezza fisiologica, presenza e spazio nessuna vera guarigione e riequilibrio sono possibili.

Per questo nel percorso di Somatica del Femminile spendiamo i primi 4 mesi a comprendere il linguaggio del sistema nervoso e a creare sicurezza, così che quando tocchiamo i tessuti della pancia e del bacino non stiamo applicando protocolli ma siamo in un dialogo reale con la persona intera, nel piano fisico e sottile.

Quando rispettiamo la donna in questo modo e riconosciamo la sacralità di quest’area abbiamo la strada aperta per un lavoro profondo ed efficace. 🌙❤️

🔻 Le iscrizioni alla prossima formazione in Somatica del Femminile, in partenza ad ottobre 2023, sono aperte.
🔻 Saranno 10 mesi di percorso, con 8 seminari online e 2 in presenza.
🔻 Se sei interessata e/o ti senti chiamata a farne parte trovi le informazioni qui: https://www.laprimaradice.org/formazione-in-somatica-del-femminile-2023-24/

Indirizzo

Via Covolo, 2
Arcugnano
36057

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 16:00

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