La Prima Radice

La Prima Radice La Prima Radice si occupa di Somatica del Femminile e di cura integrata della donna

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.Un lavoro che per anni è stato ric...
10/03/2026

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.
Un lavoro che per anni è stato ricerca, studio, pratica quotidiana e trasmissione viva ha trovato una nuova forma condivisa.

È nato il format del Workshop Introduttivo in Somatica del Femminile.

Un primo spazio sicuro dove fare esperienza di questo lavoro, dove orientarsi e sentire se questo linguaggio risuona.
Un luogo dove il sistema nervoso può rallentare. Dove il femminile non viene incontrato come un’idea, ma come una forza vitale che respira e si muove.

La Somatica del Femminile non cresce per espansione rumorosa, cresce attraverso tessitura di relazione.
Attraverso campi che imparano a respirare insieme, mossi dal ricordo comune della nostra appartenenza sensoriale alla vita.

Rifare il terreno è questo:
tornare a sentire, e lasciarci toccare.
Avere l’audacia di restare sensibili,
di portare nel mondo questa sensibilità con fierezza, di tornare ad abitare l’amore
come postura percettiva.

Grazie alle operatrici che stanno diventando rete. Grazie al campo che continua a parlarci.

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.Un lavoro che per anni è stato ric...
10/03/2026

Questo weekend ha preso forma qualcosa di importante che aspettavo e nutrivo da tempo.
Un lavoro che per anni è stato ricerca, studio, pratica quotidiana e trasmissione viva ha trovato una nuova forma condivisa.

È nato il format del Workshop Introduttivo in Somatica del Femminile.

Un primo spazio sicuro dove fare esperienza di questo lavoro, dove orientarsi e sentire se questo linguaggio risuona.
Un luogo dove il sistema nervoso può rallentare. Dove il femminile non viene incontrato come un’idea, ma come una forza vitale che respira e si muove.

La Somatica del Femminile non cresce per espansione rumorosa, cresce attraverso tessitura di relazione.
Attraverso campi che imparano a respirare insieme, mossi dal ricordo comune della nostra appartenenza sensoriale alla vita.

Rifare il terreno è questo:
tornare a sentire, e lasciarci toccare.
Avere l’audacia di restare sensibili,
di portare nel mondo questa sensibilità con fierezza, di tornare ad abitare l’amore
come postura percettiva.

Grazie alle operatrici che stanno diventando rete. Grazie al campo che continua a parlarci.

Non sempre il dolore nasce dove lo sentiamo.Molti di noi immaginano che nel corpo esistano recettori che “sentono” il do...
05/03/2026

Non sempre il dolore nasce dove lo sentiamo.
Molti di noi immaginano che nel corpo esistano recettori che “sentono” il dolore.
In realtà non è così. Nel corpo esistono recettori chiamati nocicettori, sensori che segnalano quando qualcosa potrebbe minacciare l’integrità dei tessuti.
Questo processo si chiama nocicezione.
Il dolore però non nasce lì.
Il dolore emerge quando il sistema nervoso interpreta questi segnali dentro un contesto più ampio: ciò che sta accadendo nel corpo in quel momento, le esperienze passate, il livello di sicurezza percepito e il campo relazionale in cui siamo immersi.
Per questo il punto in cui percepiamo dolore non coincide sempre con il luogo in cui i tessuti stanno generando i segnali di allarme.
Il corpo funziona più come una rete sensibile e interconnessa che come un insieme di parti isolate.

Questo aiuta anche a comprendere perché il lavoro manuale orientato esclusivamente al tessuto locale, pur potendo portare sollievo, non sempre modifica in modo duraturo la risposta del sistema.
Il dolore dipende infatti anche da come il sistema nervoso organizza e interpreta i segnali che arrivano dal corpo nel suo insieme.
Nell’approcciare il corpo femminile questo è essenziale, perché il nostro sistema nervoso, profondamente e finemente orientato alla relazione, legge con grande sensibilità sia i segnali del corpo sia quelli dell’ambiente. Molte delle nostre sintomatologie, anche quando appaiono “locali”, sono in realtà espressione di una risposta più ampia dell’intero organismo.

Per cambiare ogni corpo, prima di ogni cosa, ha bisogno di sentire che può restare ed essere.

È per questo che nella Somatica del Femminile spostiamo lo sguardo: da una cura centrata principalmente sulla parte che fa male e sul sintomo, verso un approccio più ampio, capace di considerare e toccare il corpo come un sistema vivente, sensibile, relazionale e squisitamente intelligente.

La fascia è il tessuto connettivo che mantiene coerenza tra le parti del corpo.Per molto tempo è stata considerata un se...
19/02/2026

La fascia è il tessuto connettivo che mantiene coerenza tra le parti del corpo.
Per molto tempo è stata considerata un semplice rivestimento. Oggi sappiamo che è riccamente innervata e in dialogo con il sistema nervoso autonomo e con il sistema endocrino. Questo significa che la fascia partecipa alla regolazione: percepisce variazioni di pressione, tensione e carico e risponde agli stimoli provenienti dall’ambiente interno ed esterno.
Non è materia inerte. È un tessuto sensibile, attraversato da recettori che informano il sistema nervoso e, a loro volta, ne sono influenzati.

Quando un adattamento viene ripetuto nel tempo, la rete fasciale può cambiare densità e capacità di scorrimento. È ciò che viene descritto come passaggio da uno stato più fluido a uno più denso: il modo in cui uno schema di protezione può stabilizzarsi come organizzazione nei tessuti.
In questo senso il corpo non “ricorda” come una mente che conserva immagini, ma come struttura che si è organizzata in risposta a un campo.

Attraverso la fascia prendono forma anche le nostre modalità relazionali. Molte contrazioni rispondono a necessità di appartenenza e protezione maturate quando eravamo altamente permeabili.
Nei corpi femminili questo è particolarmente evidente: cresciamo dentro contesti che chiedono di controllare, enfatizzare o nascondere parti di sé, e la struttura finisce per riflettere quel campo.

La stessa rete che può irrigidirsi e frammentarsi conserva però la possibilità di riorganizzazione.
Quando il sistema sperimenta condizioni sufficientemente sicure, è possibile osservare un movimento lento e spontaneo che attraversa il corpo.
È l’espressione di un’intelligenza somatica intrinseca, una qualità organizzativa che scorre nella continuità fasciale e orienta la riorganizzazione dall’interno.
E’ qui che possiamo riconoscere che l’interezza non è un vago ideale, ma una memoria che il corpo custodisce. Sempre.
Un potenziale innato alla nostra natura umana, una qualità di relazione che diventa nuovamente accessibile quando la rete può dialogare senza restare in difesa.

La fascia è il tessuto connettivo che mantiene coerenza tra le parti del corpo.Per molto tempo è stata considerata un se...
18/02/2026

La fascia è il tessuto connettivo che mantiene coerenza tra le parti del corpo.
Per molto tempo è stata considerata un semplice rivestimento. Oggi sappiamo che è riccamente innervata e in dialogo con il sistema nervoso autonomo e con il sistema endocrino. Questo significa che la fascia partecipa alla regolazione: percepisce variazioni di pressione, tensione e carico e risponde agli stimoli provenienti dall’ambiente interno ed esterno.

Non è materia inerte. È un tessuto sensibile, attraversato da recettori che informano il sistema nervoso e, a loro volta, ne sono influenzati.

Quando un adattamento viene ripetuto nel tempo, la rete può cambiare densità e capacità di scorrimento. È ciò che viene descritto come passaggio da uno stato più fluido ad uno più denso, ed è ciò che rende uno schema di protezione un’organizzazione stabile.
In questo senso il corpo non “ricorda” come una mente che conserva immagini, ma come struttura che si è organizzata in risposta a un campo.
Attraverso la fascia prendono forma anche le nostre modalità relazionali. Molte contrazioni rispondono a necessità di appartenenza e protezione maturate quando eravamo altamente permeabili.
Nei corpi femminili questo è particolarmente evidente: cresciamo dentro contesti che chiedono di controllare, enfatizzare o nascondere parti di sé, e la struttura riflette questo contesto.

La stessa rete che può irrigidirsi conserva però la possibilità di riorganizzarsi.
Quando il sistema sperimenta condizioni sufficientemente sicure, è possibile osservare un movimento lento e spontaneo che attraversa il corpo. È l’espressione di un’intelligenza somatica intrinseca, una qualità organizzativa che scorre nella continuità fasciale e orienta la riorganizzazione dall’interno.
E’ qui che possiamo riconoscere che l’interezza non è un vago ideale, ma un’esperienza vissuta. Un potenziale innato alla nostra natura umana, una qualità di relazione che diventa nuovamente accessibile quando il sistema può tornare a dialogare senza restare in difesa.

Per la nostra memoria somatica il tocco non è mai neutro.Il modo in cui tocchiamo un’altra persona parla al suo sistema ...
10/02/2026

Per la nostra memoria somatica il tocco non è mai neutro.
Il modo in cui tocchiamo un’altra persona parla al suo sistema nervoso come informazione relazionale prima ancora che fisica.
C’è un tempo, spesso brevissimo, in cui il sistema nervoso valuta se ciò che arriva è orientante oppure no; è un tempo che non si organizza nel pensiero, ma in una sensazione di sicurezza o di minaccia. È qui, in questa soglia, che il corpo decide come rispondere.

Il trauma vive nel modo in cui il corpo resta in allerta, anche quando non ce n’è più bisogno. Vive nella difficoltà a sentire i propri bisogni e i propri confini, o nel tenerli troppo rigidi. Un corpo che ha attraversato tutto questo non chiede di essere corretto, ma di essere ascoltato e non spinto di nuovo.

Nella Somatica del Femminile il tocco non arriva per cambiare, migliorare o facilitare un rilascio. Nasce per offrire quiete, spazio e presenza, creando una condizione di sicurezza che non passa per la spiegazione o per la volontà, ma per l’esperienza diretta della co-regolazione.

È così che, un po’ alla volta, la fisiologia può accedere a livelli di sicurezza più profondi, dove diventa possibile lo spostarsi da schemi protettivi densi e rigidi a uno stato più abitabile e flessibile.

È in questo spazio che, quando emerge materiale implicito, non accade perché viene cercato, ma perché trova finalmente le condizioni per mostrarsi ed essere incontrato.

Questa è la base del nostro tocco, ed è forse il tocco più esigente da apprendere: perché non consente di nascondersi dietro al fare o alle tecniche. Chiede, prima di tutto, di imparare a stare e ad ascoltare la vita così com’è.

Sono profondamente grata per il bellissimo gruppo di studentesse SDF in formazione. Grazie per la vostra curiosità, per il coraggio, la disponibilità e la capacità di meravigliarvi.
Grazie anche al prezioso team di tutor e assistenti, che insieme a me custodisce questo campo di lavoro con presenza, dedizione e cura.

Per la nostra memoria somatica il tocco non è mai neutro.Il modo in cui tocchiamo un’altra persona parla al suo sistema ...
10/02/2026

Per la nostra memoria somatica il tocco non è mai neutro.
Il modo in cui tocchiamo un’altra persona parla al suo sistema nervoso come informazione relazionale prima ancora che fisica.
C’è un tempo, spesso brevissimo, in cui il sistema nervoso valuta se ciò che arriva è orientante oppure no; è un tempo che non si organizza nel pensiero, ma in una sensazione di sicurezza o di minaccia. È qui, in questa soglia, che il corpo decide come rispondere.

Il trauma vive nel modo in cui il corpo resta in allerta, anche quando non ce n’è più bisogno. Vive nella difficoltà a sentire i propri bisogni e i propri confini, o nel tenerli troppo rigidi. Un corpo che ha attraversato tutto questo non chiede di essere corretto, ma di essere ascoltato e non spinto di nuovo.

Nella Somatica del Femminile il tocco non arriva per cambiare, migliorare o facilitare un rilascio. Nasce per offrire quiete, spazio e presenza, creando una condizione di sicurezza che non passa per la spiegazione o per la volontà, ma per l’esperienza diretta della co-regolazione.

È così che, un po’ alla volta, la fisiologia può accedere a livelli di sicurezza più profondi, dove diventa possibile lo spostarsi da schemi protettivi densi e rigidi a uno stato più fertile, più abitabile.
Sentendosi ascoltato e allo stesso tempo non manipolato o invaso, il corpo riceve il permesso di essere esattamente così com’è, nel qui e ora.

È in questo spazio che, quando emerge materiale implicito, non accade perché viene cercato, ma perché trova finalmente le condizioni per mostrarsi ed essere incontrato.

Questa è la base del nostro tocco, ed è forse il tocco più esigente da apprendere: perché non consente di nascondersi dietro al fare o alle tecniche, e chiede, prima di tutto, di imparare a stare e ad ascoltare la vita così com’è.

Sono profondamente grata per il bellissimo gruppo di studentesse SDF in formazione. Grazie per la vostra curiosità, per il coraggio, la disponibilità e la capacità di meravigliarvi.
Grazie anche al prezioso team di tutor e assistenti, che insieme a me custodisce questo campo di lavoro con presenza, dedizione e cura.

La stabilità non nasce dal controllo. Nasce dalla relazione.Abbiamo imparato a cercare sicurezza trattenendo: nel corpo,...
02/02/2026

La stabilità non nasce dal controllo.
Nasce dalla relazione.
Abbiamo imparato a cercare sicurezza trattenendo: nel corpo, nell’addome, nelle pelvi, in una tenuta costante.

O irrigidendo l’orientamento:
lo sguardo che controlla, il collo che non cede, il corpo sempre in allerta.

Ma la stabilità che nasce dalla protezione e dall’adattamento non è vera stabilità: è strategia.
Corpi che hanno dovuto sorvegliarsi imparano a chiudersi, sistemi nervosi non sostenuti imparano a controllare.

Postura, core e sistema nervoso non sono funzioni tecniche.
Sono sistemi intelligenti che si organizzano in relazione.

Quando l’ambiente non è affidabile, il corpo tiene. Stringe. Riduce il movimento.
Si rende prevedibile.

Ma il corpo umano non è fatto per reggere il mondo da solo.
La stabilità emerge quando il corpo può:
– sentire il suolo
– orientarsi nello spazio
– ricevere informazioni dall’esterno

Quando il sistema nervoso percepisce relazione, la fiducia può emergere.
Non come emozione, ma come stato fisiologico.
Qui il core smette di trattenere.
La postura smette di irrigidirsi.
I tessuti tornano vivi, elastici, sensibili.
Il corpo può organizzarsi, invece di difendersi.

Per molti corpi, stare solo “dentro” non è sicurezza.
Nemmeno stare solo “fuori” lo è.
Sono memorie corporee.
La sicurezza nasce da un sistema poroso, capace di dialogo tra dentro e fuori.

Questo è un corpo capace di una stabilità viva e dinamica.
Il resto è controllo o collasso.

A volte il trauma, fuori contesto, sembra “carattere”.Nelle famiglie sembra “tratto di famiglia”.Nei popoli può perfino ...
30/01/2026

A volte il trauma, fuori contesto, sembra “carattere”.
Nelle famiglie sembra “tratto di famiglia”.
Nei popoli può perfino sembrare “cultura”.
Ma spesso è un’eredità somatica: risposte di sopravvivenza che hanno perso il loro contesto, non il loro potere.

Il corpo non trattiene il passato perché è bloccato.
Lo trattiene perché, in certi momenti, non c’erano risorse sufficienti per completare ciò che stava accadendo.

Per questo il lavoro somatico non forza il cambiamento.
Crea tempo, sicurezza e relazione: le condizioni perché il sistema possa aggiornarsi.

Integrare non significa cancellare la storia.
Significa che il corpo può smettere di viverla come se stesse accadendo adesso.

“Mi sono iscritta alla formazione in Somatica del Femminile nel momento in cui avevo sentito un radicamento pieno in me ...
24/04/2023

“Mi sono iscritta alla formazione in Somatica del Femminile nel momento in cui avevo sentito un radicamento pieno in me stessa e il mio percorso personale immerso in un processo di grande integrazione di autenticità.
Il primo SÌ della mia vita senza alcuna resistenza.
A parte la testa che un po' recalcitrava in basta formazioni.
Ma qui il mio sì è arrivato dalla chiara sensazione di uno spazio per me, senza aspettative altre.

Quello che è successo è stata un profonda integrazione di ogni mio pezzo, di formazione e di vita, che mi sta permettendo di curare dentro ogni più piccola sfumatura di paura ancestrale, della mia storia personale e del femminile tutto, in senso sia molto ampio e archetipico, CHE fisico, dentro alle mie cellule, al mio corpo, grande reattore del mio muovermi nel mondo e nelle mie relazioni.
Qui ho trovato formule per reincontrarsi insieme con e senza maschera, per innamorarci di tutte le versioni di noi. È successo con una cura, una presenza, una generosità mai incontrata prima, e ne ho vista e vissuta di formazione io.

Quello che trovi qui è un femminile incarnato e riparato e l'assoluta eccezionalità di un campo che sa quanto il corpo di donna abbia un'unicità tanto misconosciuta quanto potente, che può guardare davvero ognuna e accogliere tutto, ho detto TUTTO, e lo fa succedere.”
Daniela Canzini .it

E’ con grande emozioni e gratitudine che, insieme a Daniela e alla sua bellissima presenza, annuncio che la formazione di Somatica del Femminile quest'anno avrà sede anche a Bologna!
Il campo si espande, forte e florido 💫

Saranno 8 weekend online e 2 in presenza con la possibilità di scegliere la sede più comoda: Bologna o Vicenza.

Trovi ulteriori informazioni e le date qui: https://www.laprimaradice.org/formazione-in-somatica-del-femminile-2023-24/ ❤️

Il bacino di una donna è la sua casa. L’origine della sua forza vitale, ed il luogo di alchimia del suo potere e della s...
05/04/2023

Il bacino di una donna è la sua casa.
L’origine della sua forza vitale, ed il luogo di alchimia del suo potere e della sua forza creativa. Lo possiamo vedere concretamente con il ciclo mestruale, come nella gravidanza, parto e postparto.
Il bacino è anche il luogo dove tendiamo ad immagazzinare le nostre emozioni, eventi e traumi non digeriti.

Ecco perché Naomi Wolf, nel suo libro “Vagina”, dice che se il bacino è stato invaso, è contratto o frammentato, sia per un trauma che per questioni culturali, questo può avere un serio effetto negativo non solo sulla salute a lungo e breve termine della donna, ma può anche diminuire il flusso di energia vitale disponibile per la sua vita e i suoi slanci creativi.

Come una donna si sente nella sua area pelvica, è come lei si sentirà in tutta la sua vita. Il senso di sicurezza, di valore personale, il potere creativo e la spiritualità, oltre che la sessualità, emergono da lì.

Ci sono molti approcci alla salute pelvica femminile, tuttavia la maggior parte non tiene in considerazione l’interezza e gli elementi principali per riequilibrare quest’area con successo.
Come operatrici non si tratta solo di conoscere la meccanica, gli esercizi, le tecniche e i protocolli da applicare. Abbiamo bisogno di creare le fondamenta affinché la donna si senta al sicuro nel suo essere prima di riceverli.
Abbiamo bisogno di leggere il linguaggio del corpo e dei tessuti per essere certe che il corpo dica sì al cambiamento. Abbiamo bisogno di saper accogliere le eventuali emozioni presenti. Senza sicurezza fisiologica, presenza e spazio nessuna vera guarigione e riequilibrio sono possibili.

Per questo nel percorso di Somatica del Femminile spendiamo i primi 4 mesi a comprendere il linguaggio del sistema nervoso e a creare sicurezza, così che quando tocchiamo i tessuti della pancia e del bacino non stiamo applicando protocolli ma siamo in un dialogo reale con la persona intera, nel piano fisico e sottile.

Quando rispettiamo la donna in questo modo e riconosciamo la sacralità di quest’area abbiamo la strada aperta per un lavoro profondo ed efficace. 🌙❤️

🔻 Le iscrizioni alla prossima formazione in Somatica del Femminile, in partenza ad ottobre 2023, sono aperte.
🔻 Saranno 10 mesi di percorso, con 8 seminari online e 2 in presenza.
🔻 Se sei interessata e/o ti senti chiamata a farne parte trovi le informazioni qui: https://www.laprimaradice.org/formazione-in-somatica-del-femminile-2023-24/

Indirizzo

Via Covolo, 2
Arcugnano
36057

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 16:00

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Benvenuti

La Prima Radice offre un approccio integrato alla salute del corpo e all’equilibrio psicofisico, in particolare delle madri e dei neonati nel periodo pre e perinatale, e di uomini e donne in situazioni di stress, ansia o dolore cronico.

Ascoltare la voce del corpo, decifrarne il linguaggio verso una maggiore integrazione ed equilibrio è quello che guida ogni giorno il mio lavoro e la mia ricerca.

Utilizzo nella mia pratica la Biodinamica Craniosacrale, il Movimento Integrato e pratiche corporee dalla medicina tradizionale Orientale per occuparmi del sintomo o della difficoltà alla radice, sostenendo le risorse, la vitalità e il ritorno all’interezza della persona.

La Prima Radice è un progetto che trova “casa” (oltre che nel web) a Vicenza presso So Ham Studio Yoga - ed è dedicato a tutti coloro che vogliono ritrovare il benessere e un maggior equilibrio, in particolare alle donne e alle madri, attraverso un approccio delicato ma profondo.