24/12/2025
Presa di posizione di Isde Padova
«Nell’ambito del progetto di ISDE Italia 2025/2026 “Salute e Inquinamento Atmosferico nelle città italiane” che ha raccolto in maniera organica i dati diffusi dalle Agenzie ARPA/APPA di 27 città, riguardanti gli indici di inquinamento PM10, PM2,5, NO2 e O3, confrontandoli anche con i nuovi indici europei (vincolanti dal 2030) e con i limiti ancor più stringenti OMS 2021, possiamo vedere che a Padova alla fine del novembre scorso le PM2,5 avevano già superato di ben 79 volte il nuovo limite giornaliero europeo: siamo primi nel Veneto e terzi a livello nazionale, dopo Milano e Torino, in questa poco invidiabile graduatoria», fanno notare.
Di qui la necessità di atti concreti, per invertire una tendenza pericolosa per la salute degli individui: «Invitiamo l’Amministrazione comunale, la Provincia e la Regione a confrontarsi con i nuovi limiti UE che entreranno in vigore il primo gennaio 2030, che sono praticamente dimezzati e più protettivi riguardo alla salute. Il 2030 è dietro l’angolo, azioni concrete vanno attivate fin da subito per raggiungere concentrazioni di inquinanti inferiori ai nuovi limiti EU». I medici di Isde lo ribadiscono facendo leva su un dato: «La difficoltà di raggiungere traguardi ambiziosi deve essere superata dalla consapevolezza che ogni microgrammo di abbassamento di polveri fa evitare tra 4 e 5 mila morti premature ogni anno, e risparmiare decine di miliardi di euro».
«La difficoltà di raggiungere traguardi ambiziosi deve essere superata dalla consapevolezza che ogni microgrammo di abbassamento di polveri fa evitare tra 4 e 5 mila morti premature ogni anno, e risparmiare decine di miliardi di euro»