10/12/2025
𝗦𝗢𝗦𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼
Il progetto sociale della Misericordia di Arezzo per il supporto a famiglie particolarmente bisognose e in difficoltà compie 5 anni, proseguendo in continua evoluzione. E dando ulteriore consistenza a quel comparto del Sociale che nella Confraternita aretina ha eguagliato l’Emergenza e la Protezione Civile.
Nato durante il peggior periodo COVID come contrasto al problema delle nuove povertà emergenti – che si è puntualmente presentato, com’era prevedibile che accadesse in seguito alla pandemia – “SOStegno” si è rivelato uno dei progetti più azzeccati e di maggior rilievo tra quelli messi in campo dalla Misericordia di Arezzo nel vasto comparto del Sociale.
Consiste in un servizio periodico e continuo di aiuto a nuclei familiari caduti in condizioni di particolari difficoltà economiche, al punto da rischiare di soffrirne perfino per la crescita dei bambini. Il sostegno consiste nella distribuzione di forniture di generi di primaria necessità, come prodotti alimentari, per l’infanzia, per l’igiene personale ecc, reperiti tramite rifornimenti presso il Banco Alimentare© regionale delle Misericordie e anche altre provenienze da volontari privati.
Le famiglie bisognose vengono individuate tramite i Servizi Sociali del Comune, con cui la Misericordia di Arezzo ha in atto una specifica collaborazione; e la distribuzione degli aiuti avviene sia tramite prelievo da parte degli interessati presso il punto di stoccaggio – costituito dai locali del sotto-chiesa della basilica di San Francesco per volontà del Correttore spirituale della Misericordia di Arezzo padre Francesco Bartolucci – sia mediante recapito dei pacchi-spesa direttamente alle famiglie su automezzi attrezzati della Confraternita, nei casi in cui il beneficiario sia – per malattia, invalidità o altro – impossibilitato al ritiro di persona.
Gli aiuti della Misericordia di Arezzo raggiungono individualmente i destinatari anche tramite fornitura ad alcuni Enti di specifica pertinenza del tipo di problema sociale in atto: la onlus Bindi per i senza tetto; la comunità Don Bosco per minori fragili; la comunità Betania alle Vertighe di Monte San Savino per iniziative di “pranzo aperto” a famiglie povere; l’istituto Thevenin, sempre per il sostegno a minori con difficoltà.
Già solo le famiglie aiutate direttamente in quanto segnalate dai Servizi Sociali del Comune si stima che siano oltre 25 e con bambini; se si considerano anche i soggetti in custodia ai vari istituti ricordati, il numero complessivo delle persone sottratte a condizioni di indigenza grazie agli aiuti di SOStegno ammonta a più centinaia di individui.
È dunque un servizio, quello del Progetto SOStegno, di grande spessore sociale; se non può godere della stessa visibilità di altri servizi è più che altro per la delicatezza delle situazioni familiari che affronta e per le connesse esigenze di riservatezza, specie considerando la prevalenza di minori tra i fruitori: ma giova segnalare che qualcosa come 15 volontari della Confraternita si dedicano quotidianamente – nel silenzio e nell’anonimato – a questo progetto.
È anzitutto a loro che sia la Misericordia aretina sia l’intera cittadinanza di Arezzo e dintorni sono profondamente grate.
«Il progetto SOStegno – osserva il Governatore della Misericordia di Arezzo prof. Pier Luigi Rossi – è una concreta realizzazione del “volontariato di relazione”: essere di sostegno con l’azione alle persone che richiedono aiuto. È un servizio umanitario attuato in silenzio e nel pieno rispetto delle persone.»