03/02/2026
•Quante volte vi hanno detto di non fare sforzi con la schiena, di usare le gambe per prendere pesi, che la vostra schiena è fragile?
•Quante volte avete avuto dei dolori, vi siete bloccati con il collo e per paura che potesse risuccedere avete smesso di fare dei movimenti fondamentali nella vita quotidiana?
•Quante volte avete fatto terapie per dei fastidi, ma tanto poi dopo un po’ tornano?
•Questi dolori, a volte considerati banali, se trascurati, possono portare in modo inconsapevole e silenzioso a limitazioni, paure di movimento e disabilità nella vita di tutti i giorni.
•Per fortuna ora il mondo della riabilitazione si sta avvalendo di nuove risorse, una di queste è la FISIOTERAPIA PSICOLOGICAMENTE INFORMATA (PIPT).
•La PIPT ci permette di guardare oltre il sintomo fisico, integrando il corpo con gli aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali che influenzano il dolore e il recupero.
•Non significa “psicologizzare” il dolore”, ma comprenderlo nella sua complessità e accompagnare la persona in un percorso più consapevole e duraturo.
•È un lavoro che ha una base psicologica, sì, ma che resta profondamente fisioterapico e centrato sul movimento: recupero della fiducia nel corpo, esposizione e ripresa delle attività della vita quotidiana.
•La componente psicologica serve a dare senso a ciò che la persona prova, a ridurre paure e credenze limitanti, e a rendere il percorso di cura più efficace e sostenibile.
Un modo più completo di prenderci cura di voi.
Un tassello che mancava.
Oggi, per me, indispensabile.
FISIOTERAPIA•MOVIMENTO•SALUTE