Dott.ssa Lina Vitagliano

Dott.ssa Lina Vitagliano Psicologa • Psicoterapeura • Sociologa • Assistente sociale
Socio associazione Psi.so.s

21/11/2025

Giriamo e condividiamo l'appello di Lilly ❣ Per adozione contattare il numero nel post grazie 🍀
❤️❤️❤️ Dolcissima Lilly ❤❤❤
abbandonata in una zona boschiva e piena di pericoli. Attualmente è al sicuro ma solo lei non ha richiesta. Taglia medio piccola.
Si affida vaccinata, microchippata, con regolare iter di preaffido.
Si trova in provincia di Avellino, ma per una buona adozione arriva anche al centro e nord Italia.

Aiutiamola a non restare indietro.
📞3332087642Michela
📞3475740545Filomena
📞3922223549Moira
📞3475612639Costanza

Fermarsi può servire
21/11/2025

Fermarsi può servire

🍂¸.•*`🍇 Aforismi tra i fiori 🌻*•.¸🍁

Ancora sui Bambini
21/11/2025

Ancora sui Bambini

Il rispetto non è qualcosa che i bambini devono guadagnarsi,
è qualcosa con cui dovrebbero crescere, dandolo per scontato.

Quando li trattiamo con dignità, non li stiamo viziando,
stiamo mostrando loro che suono ha il valore di sé.
Quando ascoltiamo ciò che provano, non stiamo cedendo,
stiamo insegnando loro che la loro voce conta.
Quando rispettiamo i loro confini, non perdiamo autorità,
stiamo dando l’esempio di come appaiono dei confini sani.

Perché il modo in cui li trattiamo diventa lo standard che porteranno
in ogni relazione, con gli altri e con se stessi.

Un bambino trattato con rispetto non cresce pretenzioso;
cresce con i piedi per terra.
Non chiede più di ciò che merita,
semplicemente non accetta di meno.

Cresciamo bambini che non dovranno trascorrere la vita
a disimparare la vergogna o a cercare il proprio valore.

Cresciamo bambini che sanno già che cosa si prova a essere rispettati,
perché l’hanno vissuto.

I confini
21/11/2025

I confini

Insegna a tuo figlio a mettere sani confini, non soltanto a essere sempre gentile.
La gentilezza senza confini non è più gentilezza: diventa compiacenza, paura di deludere, ricerca di approvazione.
Molti adulti che oggi faticano a dire “no”, che si sentono in colpa se non sono sempre disponibili o che finiscono spesso in relazioni sbilanciate, sono stati bambini educati a essere “bravi” più che a essere “autentici”.
Dal punto di vista psicologico, saper mettere confini è la base dell’autostima:
significa sentire che “io ho diritto di esistere anche quando non accontento l’altro”.
Quando un bambino impara a riconoscere ciò che è troppo, ciò che non lo fa stare bene e ciò che non vuole, sta costruendo identità, dignità e autoregolazione emotiva.
Sta imparando a rispettare sé stesso.
Educarlo a “non disturbare”, “fare il carino”, “essere sempre disponibile” può sembrare cortesia… ma spesso diventa rinuncia a sé. Cresce così un adulto che dice sì quando vorrebbe dire no.
Al contrario, insegnare i confini non rende egoisti: rende liberi.
Permette al bambino di dire “mi fermo”, “non mi piace”, “non ora”, senza percepire queste frasi come mancanza di valore o rischio di perdere affetto.
Un figlio che conosce i propri confini diventerà un adulto che:
-non si lascia manipolare
-non si svuota per essere accettato
-sceglie quando essere disponibile
-resta gentile, ma senza scomparire, senza annullarsi.
Germana Verganti psicoterapeuta

Il giudizio è una comoda scorciatoia.....
21/11/2025

Il giudizio è una comoda scorciatoia.....

💭Se ti trovi in un ambiente pieno di giudizi rapidi, critiche taglienti e sentenze definitive, Jung ti spiega immediatamente il perché.

​La sua analisi è un monito contro la pigrizia mentale: il giudizio è la scorciatoia. Richiede solo un secondo per etichettare e condannare. La riflessione, invece, è un lavoro onesto: richiede tempo, pazienza e la volontà di accettare la complessità. Smetti di sprecare energia nel giudicare; investila nel pensare.

✍🏼©️ I sentieri della filosofia

Le radici....
21/11/2025

Le radici....

Il 21 novembre ricorre la Festa degli alberi: un’occasione per riflettere sulla loro importanza e sulla bellezza che ci regalano, un’occasione per fare tesoro dei preziosi insegnamenti che il mondo delle piante può impartire a chi ha la volontà e la curiosità di ascoltare.

Buona giornata!

Andar via è un atto di coraggio, talvolta
19/11/2025

Andar via è un atto di coraggio, talvolta

Arriva un momento in cui dare non basta più. Hai svuotato il cuore, hai taciuto il dolore, hai resistito oltre ogni limite, sperando che il tuo amore, la tua presenza, il tuo impegno venissero visti, accolti, valorizzati. Ma c’è una verità che a volte fa male accettare: non puoi convincere nessuno a vederti, a sceglierti, a rispettarti.

Ed è proprio lì, in quel punto di rottura silenziosa, che nasce la tua forza. Perché andarsene non è un fallimento, è un atto di coraggio. È dire a te stesso che meriti di più, che non resterai dove vieni ignorato, dove il tuo valore viene scontato, dove il tuo cuore è accolto solo quando fa comodo.

Scegliere di allontanarsi, quando hai già dato tutto, è come rinascere. È voltarsi con dignità, senza rancore, ma con una consapevolezza nuova: tu sei la tua priorità. E chi non sa apprezzarti, non merita la tua presenza.

18/11/2025

🛑🐶❤️ NEANCHE UNA CONDIVISIONE PER LUI? UN CANE DI 7KG NON PUÒ STARE IN CANILE ❌

❗❗❗ Canile di Barletta, Puglia ❗❗❗

NOME: MIRTILLO 🫐
ETÀ: 8 mesi 😔
SESSO: maschietto ♂️
TAGLIA: piccola (7 kg)
RAZZA: simil Pinscher 😍

Mirtillo… un nome scelto per i suoi occhietti tondi e il tartufo lilla 💜, un’espressione che farebbe sciogliere anche i cuori più duri.

La sua storia purtroppo è la stessa di molti: abbandonato in città mesi fa, nessuno lo ha mai reclamato, e così Mirtillo è finito in una gabbia di appena 5 m², dove passa tutta la giornata… 💔

Siamo certi che Mirtillo conoscesse la vita in casa: sa usare la pettorina, fare le passeggiate, obbedire al comando “seduto”… oltre ad essere un cane dolce e affettuoso, che ama correre e giocare con tutti. 🐾🥺

Mirtillo si affida:
✅ sverminato, chippato, vaccinato, castrato, esente da malattie mediterranee
✅ per adozioni locali (Barletta e provincia), Centro e Nord Italia tramite staffetta omologata ASL
✅ compatibile con femmine

💜 Per informazioni e adozione: inviare un WhatsApp di presentazione a 333 680 0271 (Nicoletta) 💜

Non lasciamo che Mirtillo cresca e scompaia tra le centinaia di cani presenti in canile… diamo a questo piccolo cuoricino una possibilità! 🙏🐶

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Il coraggio di "scegliersi"
18/11/2025

Il coraggio di "scegliersi"

Morgan Freeman una volta disse:
«Arriva un giorno in cui non senti più il bisogno di dimostrare nulla a nessuno. Non perché hai rinunciato, ma perché sei cresciuto."
Cresci… e ti stanchi.
Ti stanchi di spiegare, di giustificarti, di rimpicciolirti per entrare nella vita degli altri.
Ti stanchi di aspettare messaggi che non arrivano, scuse che non arrivano, persone che non sanno amare.
La verità è semplice:
Non tutti ti capiranno.
Non tutti resteranno.
Non tutti ti tratteranno come meriti.
Ma non devono farlo.
Perché arriva un momento in cui scegli la pace.
Scegli il silenzio al posto della reazione.
Smetti di abbassarti per entrare nelle tempeste degli altri.
Perché a volte, la risposta più matura è il silenzio.
La mossa più forte è andarsene.
E il più grande atto di amore verso sé stessi è smettere di mettersi all’ultimo posto.
Non è egoismo — è guarigione.
È il coraggio di scegliere te stesso.
Di ricostruire la tua anima senza il bisogno dell’approvazione di nessuno.
Di andare avanti — anche da solo — ma con dignità.
E quando lo fai…
la vita inizia a rimettersi in ordine.
Perché le persone giuste non chiedono spiegazioni.
Ti vedono.
Ti sentono.
Ti rispettano — senza che tu debba mendicarlo».

Morgan Freeman

La tristezza dolce della verità che avanza
18/11/2025

La tristezza dolce della verità che avanza

Non e' strano che quando si inizia a "guarire" si e' tristi?
Ci si aspetta sollievo e invece tutto sembra più pesante.

Perché "guarire" significa vedere chiaramente e vedere chiaramente fa male.

Ti accorgi di tutto ciò che hai ignorato.
Degli anni passati a soffrire nel caos.

Si vede lucidamente l' amore dato a chi non sapeva custodirlo.

Si vedono con trasparenza le versioni di te che meritavano di più e non l'hanno avuto.

Ma quella tristezza non è debolezza. È verita'!!

E' il cuore che finalmente smette di mentirsi.

Dietro quella tristezza, c'è la persona che sei sempre stato destinato a diventare.

Illustrazione: Peri Perry Art

L'arte del maestro
18/11/2025

L'arte del maestro

Letizia era una mia alunna in una scuola di montagna. Aveva undici anni.
Undici anni passati a conoscere la fatica, le privazioni, la durezza della vita.
Sempre con gli stessi vestiti, passati di mano in mano tra fratelli, per necessità.
Undici anni a combattere con insetti e disagi, giorno e notte.
Il naso che colava in continuazione, come una candela accesa.
Capelli lunghi, scoloriti, pieni di pidocchi.
Eppure, era sempre tra le prime ad arrivare a scuola.
Forse ci andava per respirare quei brevi momenti in cui era ancora possibile sognare. Anche se, nel farlo, doveva affrontare lo sguardo duro e il rifiuto degli altri.
Quando si formavano i gruppi, nessuno la voleva accanto.
Non le diedero mai la possibilità di dimostrare quanto valesse: ciò che conobbe fu soltanto esclusione.
Mi colpiva vedere che alcuni maschi, nelle sue stesse condizioni, venivano accettati. Lei no. Le bambine la evitavano più degli altri.
Io, da insegnante, potevo solo fare raccomandazioni. Mai ascoltate.
A quei tempi mi chiedevo:
A cosa serve leggere storie a bambini che non hanno nemmeno mangiato?
Può la fantasia riempire un vuoto tanto grande?
Io ci credevo, ma non sapevo fino a che punto.
Così, continuavo a raccontare. Due volte alla settimana, nell’ora dedicata alla lettura, offrivo loro racconti, sogni, fughe.
Un giorno lessi "Cenerentola". Quando parlai della trasformazione: l’abito incantato, le scarpette di cristallo… Letizia scoppiò in un applauso entusiasta, come se assistesse a un vero miracolo.
Aveva in volto una speranza così profonda da far scattare la derisione di chi, quella speranza, non riusciva nemmeno a immaginarla.
Quella volta rimproverai chi rise. Ma non bastò.
Un’altra volta, chiesi alla classe cosa volessero diventare da grandi.
E i desideri vennero fuori: astronauti, maestri, artisti.
Quando toccò a Letizia, si alzò e con voce ferma disse:
«Voglio diventare dottoressa.»
Scoppiò una risata crudele.
Lei abbassò lo sguardo, si lasciò cadere sul banco, silenziosamente invocando una fata madrina che non arrivò.
Il mio tempo in quella scuola finì con l’anno scolastico.
E la vita andò avanti.
Molti anni dopo, tornai in quei luoghi. Ora con un incarico stabile, più esperienza, qualche certezza in più… e molte domande ancora aperte.
Ed ecco che, in un giorno qualsiasi, salendo su un autobus, arrivò una sorpresa.
Una giovane donna, elegante nel suo camice bianco, mi guardò e disse:
«Lei è stato il mio maestro!»
«Quello che sapeva incantare i serpenti con le storie…»
Sorrisi, sorpreso.
«Proprio io» risposi.
«Si ricorda di me? Sono Letizia… e oggi sono dottoressa.»
I ricordi si accavallarono: la bambina esclusa, derisa, sola… era lì davanti a me, in piedi, fiera, realizzata.
Scese dall’autobus lasciandomi senza parole, ma con il cuore pieno.
Mi disse solo: «Venga a trovarmi. Lavoro in una clinica…» e poi sparì.
Un giorno andai davvero a cercarla. Ma nessuno lì sembrava conoscerla.
Pensai fosse troppo bello per essere vero.
«Le favole sono belle, ma restano favole», mi dissi, deluso.
Ma poi incontrai una direttrice gentile, che mi raccontò:
«Sì, Letizia ha lavorato qui. È una persona splendida. Cura tutti con amore, soprattutto chi ha più bisogno.»
«È proprio lei!» esclamai.
«Ma ora non è più qui. Ha ottenuto una borsa di studio e ora si trova all’estero, per specializzarsi.»
Letizia continua a imparare. E a insegnare, con la sua storia, che i sogni sono possibili.
Io continuo a chiedermi: fino a dove può arrivare il potere delle parole?
Cosa può fare davvero un insegnante?
Quando è cominciato il volo di Letizia, mentre tutti le tarpassero le ali?
Non voglio più essere il maestro di Letizia.
Ora voglio diventare suo allievo.
Voglio che mi insegni come si trasforma un bruco in angelo.
E, soprattutto, quale fu la bacchetta magica che la trasformò nella protagonista del suo racconto.
Il meraviglioso potere delle parole.

Indirizzo

Via Filippo Palizzi, 13
Arzano
80022

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