Dott.ssa Annalisa Anselmi - Psicologa

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🧠 Perché la terapia mediata dai genitori sta cambiando il modo in cui pensiamo all’intervento nell’autismo?Spesso, quand...
02/01/2026

🧠 Perché la terapia mediata dai genitori sta cambiando il modo in cui pensiamo all’intervento nell’autismo?

Spesso, quando pensiamo a un percorso terapeutico per un bambino con autismo, immaginiamo un terapeuta che lavora con il bambino in sedute specialistiche. Ma la realtà – e la ricerca – ci dicono qualcosa di profondamente importante: il genitore non è un semplice spettatore, ma può diventare il principale agente di cambiamento nella vita del proprio figlio ed ecco perché io insisto sempre affinché il genitore rimanga sempre con me durante le sessioni di terapia.

👨‍👩‍👦 Perché ha senso?
Un terapeuta può vedere un bambino qualche ora a settimana, ma un genitore vive, osserva e interagisce con lui 24 ore al giorno. È quindi naturale chiedersi: e se potenziassimo proprio quel tempo così ricco di opportunità?

📌 Interventi “parent-mediated”

Questi modelli – come la Terapia Mediata dai Genitori o programmi basati su approcci evidence-based come PACT o ImPACT – insegnano ai caregiver strategie specifiche di interazione e comunicazione da applicare nella vita quotidiana.

La ricerca scientifica ha dimostrato che:

✔️ migliorano l’attenzione congiunta e la comunicazione sociale del bambino
✔️ favoriscono progressi nel linguaggio, nel comportamento e nelle abilità adattive
✔️ aumentano l’efficacia terapeutica complessiva perché l’apprendimento è costante, naturale e contestuale
✔️ favoriscono l’empowerment, la competenza e il benessere dei genitori stessi 📈

💬 Non si tratta solo di “insegnare tecniche”:
Si tratta di potenziare relazioni, scoprire finestre di apprendimento naturale nella routine di tutti i giorni, e trasformare ogni momento in una possibilità di crescita – sia per il bambino, sia per il genitore.

✨ Perché questo è così importante?
Perché la ricerca ci mostra che gli interventi mediati dai genitori non solo sono efficaci, ma possono moltiplicare le opportunità di apprendimento molto oltre quelle che possiamo offrire in una stanza di terapia.

Se vuoi approfondire come questo approccio può supportare la tua famiglia o il tuo lavoro clinico, scrivimi nei commenti o mandami un messaggio 💬✨

— Annalisa Anselmi, Psicologa esperta in neurodivergenze 🧠💛

🧠 “Se potessi cambiare UNA cosa nel modo in cui il mondo guarda le neurodivergenze… quale sarebbe?”Per troppo tempo auti...
02/01/2026

🧠 “Se potessi cambiare UNA cosa nel modo in cui il mondo guarda le neurodivergenze… quale sarebbe?”
Per troppo tempo autismo, ADHD e altre neurodivergenze sono state raccontate solo come difficoltà.
Ma la realtà è molto più ricca, complessa e – sì – anche piena di risorse ✨
Essere neurodivergenti non significa essere sbagliati,
significa avere un funzionamento diverso, che ha bisogno di: ✔️ comprensione
✔️ ambienti adatti
✔️ meno giudizio e più ascolto
Da psicologa esperta in neurodivergenze, ogni giorno lavoro per aiutare persone, famiglie e contesti di vita a passare dal “correggere” al comprendere.
💬 Ti va di partecipare?
Scrivimi nei commenti: 👉 una frase che ti sei sentito/a dire e che non ti ha fatto sentire compreso/a
oppure
👉 una cosa che vorresti fosse capita meglio sulle neurodivergenze
Parlarne è il primo passo per cambiare davvero 💙

🧠 Ambienti di lavoro inclusivi: una necessità, non un privilegioPer molte persone autistiche il luogo di lavoro può dive...
30/12/2025

🧠 Ambienti di lavoro inclusivi: una necessità, non un privilegio

Per molte persone autistiche il luogo di lavoro può diventare una fonte costante di stress sensoriale: luci troppo forti, rumori continui, open space caotici. Concedere cuffie antirumore, permettere un’illuminazione non fastidiosa, offrire spazi più tranquilli o flessibilità organizzativa significa andare incontro al profilo sensoriale neurodivergente.
Dal punto di vista psicologico, un ambiente rispettoso riduce sovraccarico, ansia e burnout, permettendo alla persona di esprimere al meglio le proprie competenze. Socialmente, favorisce appartenenza, dignità e reale inclusione, superando l’idea che tutti debbano funzionare allo stesso modo.
Un contesto che si adatta alle differenze non abbassa gli standard: li rende accessibili.
L’inclusione è una responsabilità collettiva 💙

— Annalisa Anselmi, psicologa esperta in neurodivergenze

Oltre il Meltdown: Conosciamo lo Shutdown​Nel mondo delle neurodivergenze, sentiamo spesso parlare di meltdown: quelle e...
23/12/2025

Oltre il Meltdown: Conosciamo lo Shutdown

​Nel mondo delle neurodivergenze, sentiamo spesso parlare di meltdown: quelle esplosioni di energia esterna che nascono da un sovraccarico sensoriale o emotivo. Ma esiste un’altra risposta, altrettanto intensa e spesso più silenziosa, che merita la nostra attenzione: lo shutdown.

​Cos’è lo Shutdown?

​Se il meltdown è una risposta di "attacco o fuga" (fight or flight), lo shutdown è la risposta di "congelamento" (freeze). Quando il sistema nervoso riceve più stimoli di quanti ne possa processare, per proteggersi da un "corto circuito", decide di spegnere le comunicazioni con l'esterno.

​Come si manifesta?

​A differenza della crisi visibile, lo shutdown è un ritiro interno. La persona può apparire:
​Improvvisamente silenziosa o incapace di parlare (mutismo selettivo/situazionale).
-​Assente, con lo sguardo perso nel vuoto.
-​Estremamente stanca o letargica, fino a sentire il bisogno fisico di sdraiarsi o chiudere gli occhi.
-​Distaccata dalla realtà circostante (dissociazione protettiva).

​La funzione biologica: una "modalità risparmio"
​Scientificamente, lo shutdown non è un comportamento oppositivo o pigrizia. È un meccanismo di adattamento bio-neurologico. Il cervello, esausto, entra in modalità risparmio energetico per processare il sovraccarico e prevenire danni maggiori. È un atto di estrema protezione del Sé.

​Come possiamo intervenire con empatia?

​Come psicologa, il mio consiglio è di non forzare mai la comunicazione durante uno shutdown. Ecco cosa aiuta davvero:
1. ​Ridurre gli stimoli: Spegni le luci forti, abbassa i rumori, dai spazio fisico.
2. ​Validare senza premere: Usa frasi brevi e calme come "Sono qui vicino a te, non serve che tu risponda ora".
3. ​Pazienza: Il recupero richiede tempo. Il sistema nervoso deve sentirsi di nuovo al sicuro prima di "riavviarsi".

​Comprendere lo shutdown significa smettere di vedere un "comportamento da correggere" e iniziare a vedere un bisogno di sicurezza da accogliere. 🤍

🧠 L'ADHD non è (solo) una questione di attenzione: parliamo di Disregolazione​Molti pensano ancora che l’ADHD sia sempli...
22/12/2025

🧠 L'ADHD non è (solo) una questione di attenzione: parliamo di Disregolazione

​Molti pensano ancora che l’ADHD sia semplicemente "distrarsi facilmente" o "non stare mai fermi". Ma se vivete l'ADHD sulla vostra pelle, sapete che la realtà è molto più profonda.
​Il vero cuore pulsante dell’ADHD non è la mancanza di attenzione, ma la disregolazione. 🌪️

​Cos'è la disregolazione?

​Immaginate il cervello come un'orchestra. In un funzionamento neurotipico, il direttore d'orchestra riesce a coordinare i vari strumenti. Nell'ADHD, il direttore d'orchestra a volte arriva in ritardo, a volte si concentra solo sui violini dimenticando i fiati, e altre volte non riesce a far smettere di suonare le percussioni.
​Questa difficoltà si manifesta in tre aree principali:

- ​Disregolazione Cognitiva: Non è che manchi l'attenzione; è che è difficile direzionarla. Possiamo passare dal "vuoto totale" all'iperfocus (un'attenzione così intensa da dimenticare di mangiare o dormire).
- ​Disregolazione Emotiva: Le emozioni vengono vissute con un'intensità travolgente. Una piccola critica può sembrare un fallimento totale (RSD - Sensitive Dysphoria), e una gioia può diventare euforia incontenibile.
- ​Disregolazione del Comportamento: Quell'impulsività che spinge a parlare sopra gli altri o a prendere decisioni affrettate, non per maleducazione, ma per una difficoltà biologica nel "frenare" la risposta immediata.

​Perché è importante capirlo?

​Perché smettiamo di dirci "sono sbagliato" o "sono pigro" e iniziamo a capire che il nostro sistema nervoso funziona con regole diverse.
​Comprendere che la disregolazione è il nucleo del proprio funzionamento è il primo passo per passare dal senso di colpa alla strategia. Non si tratta di "guarire", ma di imparare a regolare il proprio volume interno per vivere in armonia con il proprio modo di essere.

​E tu, in quale area senti che la disregolazione impatta di più la tua quotidianità? Scrivimelo nei commenti o condividi il post se pensi possa aiutare qualcuno a capirsi meglio. 👇

Oltre il "Compito": Perché la Relazione viene prima della Prestazione​Nel trattamento dell'autismo, specialmente con bam...
20/12/2025

Oltre il "Compito": Perché la Relazione viene prima della Prestazione

​Nel trattamento dell'autismo, specialmente con bambini che affrontano sfide comunicative e cognitive importanti (Livello 3), c'è un rischio invisibile: trasformare la terapia in una collezione di esercizi meccanici.
​Possiamo insegnare a un bambino a toccare una tessera, a indicare un oggetto o a ripetere un suono per ottenere un premio. Ma se dietro quel gesto non c'è il "Piacere del Noi", quel bambino sta solo imparando a "usare" l'adulto come un distributore automatico, senza realmente incontrarlo.

​🔴 Il rischio del "Meccanicismo"
​Quando l'intervento si focalizza solo sulla prestazione (il "cosa" fa il bambino), rischiamo di ottenere:
- ​Abilità che scompaiono se non c'è il rinforzo materiale.
- ​Assenza di generalizzazione (lo fa in seduta, ma non a casa).
- ​Mancanza di iniziativa sociale spontanea.

​✨ Costruire il "Piacere del Noi"
​Nell'approccio ESDM, l'obiettivo primario non è il compito, ma l'ingaggio congiunto. Dobbiamo diventare noi stessi il gioco più interessante della stanza.
​"Se non costruiamo il piacere della condivisione, ogni parola sarà solo un rumore e ogni gesto solo una procedura."

🎯 L'obiettivo reale
L'obiettivo non è un bambino che esegue ordini, ma un bambino che desidera comunicare. Perché quando un bambino scopre che stare con l'altro è fonte di gioia e regolazione, la comunicazione non è più un dovere faticoso, ma una necessità vitale.
Solo allora gli apprendimenti diventano reali, duraturi e, soprattutto, umani.

🌟 Stimming e Autismo: La Scienza Dietro i Movimenti che Portano la Calma 🌈​Molte persone nello Spettro Autistico manifes...
07/12/2025

🌟 Stimming e Autismo: La Scienza Dietro i Movimenti che Portano la Calma 🌈

​Molte persone nello Spettro Autistico manifestano comportamenti ripetitivi, noti come stereotipie o, più comunemente, stimming (da self-stimulatory behavior). Questi gesti – che si tratti di dondolare, ba***re le mani o ripetere suoni – sono spesso osservati con preoccupazione, tanto che molte volte i genitori la prima cosa che mi chiedono è eliminare lo stimming, ma la ricerca ci conferma che hanno una funzione vitale di autoregolazione.

​Immaginate il mondo come un luogo con suoni, luci e sensazioni costantemente troppo forti o troppo deboli. Lo stimming è, SCIENTIFICAMENTE, il modo in cui il cervello cerca di calibrare questo volume sensoriale:

- ​ANCORA DI SALVEZZA EMOZIONALE: Quando l'ambiente è troppo caotico, stressante o ansioso, lo stimming fornisce un input ripetitivo, prevedibile e ritmico. Questo aiuta a scaricare la tensione, modulando le intense emozioni e riportando l'individuo in uno stato di equilibrio interno. È un vero e proprio meccanismo di coping.

- ​CONNESSIONE SENSORIALE : Per chi sperimenta una ridotta percezione del proprio corpo (ipo-sensibilità), l'autostimolazione fornisce il feedback sensoriale di cui si ha bisogno per sentirsi centrati e presenti.

​Nella pratica clinica moderna, la priorità non è eliminare lo stimming. Se un comportamento non è autolesivo o non interferisce in modo significativo con la vita e l'inclusione della persona, è una strategia di benessere che va rispettata. Bloccare un’autostimolazione utile, infatti, è come togliere una valvola di sfogo, aumentando stress e confusione.
​Il nostro obiettivo è sempre la COMPRENSIONE:
Decifrare il bisogno che si cela dietro quel movimento (è ansia, eccitazione, ricerca sensoriale?).
Solo se lo stimming è dannoso o invalidante, lavoriamo per sostituirlo con strategie di autoregolazione alternative, ma che ne conservino la stessa funzione calmante e stabilizzante.
​Comprendere lo stimming significa riconoscere l'intelligenza e l'efficacia con cui il sistema nervoso autistico cerca la sua armonia.

​Se siete genitori o operatori e desiderate un supporto mirato per decifrare e ottimizzare le strategie di autoregolazione del vostro caro, sono a disposizione per una consulenza professionale che metta al centro il benessere e la funzionalità.

🧩 L'Autonomia non Aspetta: Perché la Task Analysis è Cruciale per i Ragazzi Autistici (Livello 2 e 3) 🚀​Come psicologa e...
29/11/2025

🧩 L'Autonomia non Aspetta: Perché la Task Analysis è Cruciale per i Ragazzi Autistici (Livello 2 e 3) 🚀

​Come psicologa esperta in neurodivergenza, voglio toccare un tasto fondamentale per il futuro dei nostri ragazzi nello spettro autistico (livello 2 e 3): l'importanza di costruire l'autonomia fin dalla preadolescenza!

​Non Si è Bambini per Sempre: La Priorità è la Funzionalità

​Troppo spesso, l'attenzione si concentra in modo sproporzionato sugli apprendimenti nozionistici e puramente accademici. Ma poniamoci una domanda cruciale: cosa sarà realmente utile al nostro ragazzo nella sua vita adulta?
​L'obiettivo primario deve essere l'indipendenza funzionale! È fondamentale concentrarsi sulle abilità che lo renderanno il più autonomo possibile nella gestione della vita quotidiana. Un apprendimento è di valore se è funzionale al livello e alla vita reale del ragazzo.
​Esempi di Autonomie Funzionali:
- ​Preparare uno spuntino.
-​Vestirsi da solo e scegliere gli abiti adatti.
-​Riconoscere e gestire il denaro (se possibile).
-​Fare una piccola commissione o pulire la propria stanza.

​Per rendere queste abilità complesse accessibili, utilizziamo uno strumento potentissimo: la Task Analysis.
​Cos'è?
È un metodo per scomporre un'abilità complessa (come "lavarsi i denti" o "fare il bucato") in una sequenza di piccoli passi semplici e misurabili.

​⏳ Il Momento di Iniziare è Ora!
​La preadolescenza è il momento ideale per intensificare questo lavoro. Più si ritarda, più le abilità da apprendere si accumulano e più sarà difficile per il ragazzo acquisirle in età adulta, quando le aspettative sociali aumentano.
​Investire oggi nell'autonomia significa investire nella dignità, nella scelta e nella qualità della vita futura del vostro ragazzo. Ricorda: ogni piccola abilità acquisita è un enorme passo verso un futuro più indipendente.

🎯 Autodeterminazione: La Libertà di Scegliere, per Tutti​​Voglio riflettere con voi su un concetto fondamentale che rigu...
20/11/2025

🎯 Autodeterminazione: La Libertà di Scegliere, per Tutti

​Voglio riflettere con voi su un concetto fondamentale che riguarda in particolare le persone con disabilità: l'Autodeterminazione.

​Troppo spesso, chi si percepisce come "normale" o non disabile, si sente in dovere di intervenire in modo significativo nelle vite degli altri, convinto di sapere cosa sia sempre giusto. Questo atteggiamento, sebbene a volte mosso da buone intenzioni, rischia di limitare drasticamente la libertà delle persone con disabilità.
​Si manifesta in pensieri del tipo: "La mia linea è quella giusta", oppure trattando l'adulto con disabilità come un bambino incapace di decidere per sé.

​Il punto cruciale è questo: TUTTI meritiamo la libertà di scegliere, di decidere e, sì, anche di sbagliare.

​L'autodeterminazione non è solo un diritto, è il motore della crescita personale e della dignità. Significa avere il controllo sulla propria vita, gestendo le proprie risorse e prendendo le decisioni, grandi e piccole, che la riguardano: dal cosa indossare al percorso lavorativo da intraprendere.
​Il nostro compito, come società e come professionisti, non è quello di decidere per loro, ma di offrire gli strumenti e il supporto necessari affinché possano decidere da soli.
​Promuoviamo un ambiente in cui il rischio di sbagliare sia visto come parte integrante dell'esperienza umana, un diritto che non viene meno con la disabilità.

​Rifletti:
​Quando è stata l'ultima volta che hai supportato una persona con disabilità a prendere una decisione completamente autonoma, accettando in toto la sua scelta?

🧠 Scomporre i Compiti: La Chiave per il Successo dell'Alunno con ADHD​Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di uno strument...
17/11/2025

🧠 Scomporre i Compiti: La Chiave per il Successo dell'Alunno con ADHD

​Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di uno strumento potentissimo, spesso sottovalutato, che può fare la differenza nella vita scolastica (e non solo) di un bambino o ragazzo con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD): la scomposizione del compito

​Perché i Compiti "Grandi" Sono Difficili per l'ADHD?

​Gli alunni con ADHD spesso presentano difficoltà nella funzione esecutiva di pianificazione e organizzazione. Un compito complesso, come "fare la ricerca di storia" o "studiare per l'interrogazione", appare come un'unica, enorme, montagna da scalare. Questo provoca:
- ​Sovraccarico: Non sanno da dove iniziare e questo genera ansia e blocco.
- ​Procrastinazione: Per evitare la sensazione di blocco, rimandano l'inizio.
- ​Perdita di Motivazione: La meta finale sembra troppo lontana.

​La Magia della Scomposizione ✨

​Scomporre un compito significa dividerlo in una serie di piccoli passi gestibili (detti mini-tasks).
​Se, ad esempio, il compito è: "Preparare una tesina sul clima", possiamo trasformarlo in una checklist chiara e ordinata:
​Scegliere 3 argomenti principali.
-​ Cercare in rete informazioni sul primo argomento (max 30 minuti).
-​ Annotare i concetti chiave sul quaderno.
- ​Fare una pausa di 10 minuti.
​... e così via, fino alla conclusione.

​✅ I Vantaggi Immediati per il Tuo Alunno:​
-Punto di Partenza Chiaro: Elimina il blocco iniziale.
-​Sensazione di Successo: Ogni piccolo passo completato è una vittoria immediata che rilascia dopamina, rinforzando la motivazione a proseguire (importante per chi ha una disregolazione della ricompensa).
-​Monitoraggio Efficace: Si può facilmente capire a che punto si è e cosa manca.
- ​Migliore Stima del Tempo: Imparano a collegare il tempo necessario a blocchi di lavoro definiti.

​🌟 Il mio consiglio pratico: Incoraggiate l'uso di checklist visive, lavagne bianche o app di gestione del compito. E ricordate: la scomposizione è un'abilità che va insegnata e praticata con pazienza!

​Avete domande? Scrivetelo nei commenti o contattatemi!

🧩 Dall'Oggetto alla Relazione: L'Evoluzione del Gioco nell'Autismo ​Come psicologa clinica esperta in autismo, desidero ...
04/11/2025

🧩 Dall'Oggetto alla Relazione: L'Evoluzione del Gioco nell'Autismo

​Come psicologa clinica esperta in autismo, desidero condividere un principio fondamentale nell'intervento: l'importanza di approcciare l'interazione attraverso il gioco parallelo.

​Perché questo approccio iniziale?

​Nei bambini nello Spettro Autistico, l'attenzione per l'oggetto tende ad essere inizialmente molto più elevata rispetto all'attenzione per la persona. L'altro (l'adulto o il pari) può essere percepito come intrusivo o come un elemento di disturbo che interrompe il proprio focus sensoriale o manipolativo.
- ​Fase 1: Il Gioco Parallelo come Ponte
Per questo, si inizia non con una richiesta diretta di interazione, ma con attività svolte in parallelo. Utilizziamo oggetti doppi (due macchinine identiche, due costruzioni) e riproduciamo le stesse azioni del bambino, narrandole e imitando i suoi schemi di gioco. Questo agire in sintonia, senza invadere lo spazio, crea una sensazione di sicurezza e di sintonia non verbale (risonanza).
- ​Fase 2: Introdurre la Variazione e l'Interesse
Una volta stabilita la fiducia, introduciamo una piccola variazione (es. spingere la nostra macchinina verso un ostacolo inaspettato, emettere un suono divertente). L'obiettivo è creare un effetto interessante che naturalmente catturi l'attenzione del bambino. Questa variazione agisce come un "gancio" motivazionale, spostando l'attenzione dall'oggetto all'azione condivisa con la persona.
- ​Fase 3: La Co-costruzione e l'Intersoggettività
Progressivamente, il gioco parallelo evolve verso la co-costruzione di uno schema di gioco congiunto. Si inizia a strutturare l'alternanza dei turni (dare/avere), le risposte reciproche e l'emergere di indicatori sociali come il contatto oculare congiunto e i sorrisi condivisi. Questo percorso facilita lo sviluppo dell'intersoggettività (la capacità di condividere un'esperienza emotiva e cognitiva) e getta le basi per l'interazione sociale complessa.
​L'intervento parte dal rispetto dei bisogni sensoriali e di sicurezza del bambino per poi costruire gradualmente ponti sociali solidi e motivanti.

Indirizzo

Assisi
06081

Telefono

+393283840869

Sito Web

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