10/02/2026
🟢 PSICOMOTRICITÀ RELAZIONALE
Parlare di Psicomotricità Relazionale significa riconoscere che lo sviluppo del bambino nasce e cresce dentro un’esperienza di relazione che coinvolge il corpo, le emozioni e il senso di sé.
La relazione, prima di tutto, è spazio di incontro reale. Non è solo presenza fisica, ma disponibilità autentica dell’adulto a mettersi in ascolto. È quel momento in cui il bambino sente che qualcuno è lì davvero per lui, pronto a cogliere ciò che comunica anche attraverso il movimento, lo sguardo, il ritmo, il gioco spontaneo.
In questo incontro prende forma uno spazio di sicurezza affettiva. Quando il bambino percepisce un adulto stabile, coerente e accogliente, il suo corpo si distende, l’attenzione si apre, la curiosità si attiva. La sicurezza non limita l’esplorazione, al contrario la rende possibile: ci si avventura solo quando si sa di poter tornare a un luogo relazionale che contiene e protegge.
La relazione diventa poi spazio di riconoscimento. Il bambino ha bisogno di sentirsi visto per ciò che è, non per ciò che dovrebbe essere. Quando l’adulto riconosce e restituisce significato alle sue iniziative, anche le più piccole, il bambino costruisce un’immagine di sé competente e degna di valore. È così che nasce la fiducia nelle proprie possibilità.
All’interno di una relazione sufficientemente buona si apre anche uno spazio di possibilità. Il gioco corporeo, simbolico e condiviso permette al bambino di sperimentare ruoli, emozioni, limiti e risorse. Ogni esperienza diventa occasione di apprendimento profondo perché passa attraverso il vissuto, non solo attraverso la richiesta dell’adulto.
E dentro questo spazio prende forma la libertà. Non una libertà senza confini, ma una libertà sostenuta, accompagnata, che consente al bambino di provare, sbagliare, riprovare e creare. Una libertà che rispetta i tempi interni e protegge l’iniziativa personale.
La Psicomotricità Relazionale ci invita quindi a spostare lo sguardo dalla prestazione alla presenza, dal “fare bene” al “sentirsi accolti”. Ci ricorda che prima delle competenze vengono i legami, e che è nella qualità dell’incontro che il bambino costruisce il proprio modo di stare nel mondo.
Investire nella relazione significa offrire ai bambini un terreno emotivo solido, dove possano crescere sentendosi sicuri, riconosciuti e liberi di diventare ciò che sono.
S.P