10/01/2026
LA TROMBOSI VENOSA SUPERFICIALE (TVS)
La trombosi venosa superficiale (TVS) è una condizione in cui si formano coaguli di sangue all'interno delle vene superficiali (vicino alla superficie cutanea), tipicamente nelle gambe o nelle braccia.
Nelle trombosi venose la formattazione di un coagulo all'interno di un vaso sanguigno (trombo) si associa all'infiammazione della vena (flebite) e pertanto sono notte anche con il nome di tromboflebiti; se questo è sempre vero, è ancor più vero che tale termine nel linguaggio comune sia associato più a quelle superficiali la cui componente infiammatoria è ben visibile sulla pelle. Alle altre si riserva il nome di trombosi venose profonde (TVP).
I fattori di rischio comuni per la trombosi venosa superficiale sono le vene varicose, la gravidanza e fino a 12 settimane dopo il parto, traumi recenti, interventi chirurgici o immobilità per altra causa e cancro. La trombosi venosa superficiale dell'arto superiore è comunemente associata ad un recente posizionamento di cannula nelle vene del braccio o dell'avambraccio (cosiddetta "flebite intusionale).
Fino al 16% delle persone con trombosi venosa superficiale senza fattori scatenati ha un tumore, magari ancora non noto.
Altri fattori di rischio includono età superiore ai 60 anni, uso di contraccettivi orali o terapia ormonale con estrogeni o progesterone, disturbi della coagulazione del sangue, obesità, infezioni e condizioni infiammatorie come il lupus eritematoso sistemico (LES).
Come già accennato, la trombosi venosa superficiale può causare gonfiore, calore e dolore nella zona interessata e alterazioni del colore o della consistenza della pelle in corrispondenza della vena.
I coaguli di sangue nelle vene superficiali possono estendersi alle vene più profonde, causando una trombosi venosa profonda (TVP), che può raggiungere i polmoni attraverso il sangue (tromboembolia polmonare, TEP). Al momento della diagnosi di trombosi venosa superficiale, circa il 25% dei pazienti presenta anche un coagulo di sangue nelle vene più profonde. L'embolia polmonare può causare difficoltà respiratoria, dolore toracico e, se grave, può anche essere letale. I fattori di rischio per la progressione della trombosi venosa superficiale in TVP ed embolia polmonare includono il sesso maschile, il cancro e una storia clinica di precedenti TVP.
La trombosi venosa superficiale può essere diagnosticata in base ai sintomi e ai risultati dell'esame obiettivo. L'eco-color-Doppler dell'arto interessato può essere utilizzata per confermare la diagnosi e valutare la coesistenza di una TVP, indispensabile per orientare la terapia.
Il trattamento dipende dalla gravità della trombosi venosa superficiale e dai fattori di rischio per la TVP. La terapia conservativa, prevista per le flebiti intusionali, può includere la gestione del dolore con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o creme topiche (unguento all'eparina), impacchi caldi.
Per gli arti inferiori è indispensabile anche l'elastocomoressione con calze elastiche di seconda classe terapeutica che possono essere prescritte dal medico se non esistono controindicazioni al loro impiego.
Nei casi più esteso (es. un coagulo di sangue esteso per un tratto superiore ai 5 cm) devono essere trattati con una bassa dose di anticoagulante (farmaco anticoagulante), in genere fondaparinux per 45 giorni. I pazienti con trombosi venosa superficiale localizzata in prossimità di una vena profonda (entro 3 cm) devono essere trattati con una dose maggiore di anticoagulante si farebbe nel caso di una trombosi venosa profonda.
Sebbene il trattamento chirurgico non sia raccomandato per curare l'evento acuto, può essere preso in considerazione successivamente, in particolare in presenza di vene varicose.
I trattamenti ambulatoriali mininvasivi, eseguiti dal Chirurgo Vascolare, vedono l'impiego preferenziale dell'ablazione termica (radiofrequenza o laser), che applica calore fino a fare chiudere della vena malata, o la scleroterapia, che prevede l'iniezione di liquido o schiuma per occludere la vena interessata. Trattamenti chirurgici più invasivi, attualmente riservati ad una stretta minoranza dei casi, prevedono il taglio e la legatura delle vene di grandi dimensioni e/o la rimozione chirurgica delle vene varicose.
Modificato da JAMA
doi:10.1001/jama.2025.20529