Dott. Andrea Monti

Dott. Andrea Monti Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott. Andrea Monti, Servizio medico, c. so Ivrea 6 Q, Asti.

Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Vascolare ed Endovascolare - Dirigente Medico I livello, SC Chirurgia Vascolare AO Ordine Mauriziano, Torino - Socio SICVE, ESVS e SIDV.

01/02/2026

Peripheral artery disease is linked to cardiovascular risk and impaired mobility. Diagnosis relies on ankle–brachial index testing, and management involves cardiovascular risk reduction, exercise, and selective revascularization.

Il 22 gennaio "in cattedra" (anche se nella foto sto seduto su un lettino da visita) per gli stage pratici dell' Italian...
28/01/2026

Il 22 gennaio "in cattedra" (anche se nella foto sto seduto su un lettino da visita) per gli stage pratici dell' Italian Academy Wound Care (IAWC), master post-universitario per la cura delle ulcere rivolto a medici, infermieri e personale sanitario con discenti provenienti da tutta Italia.

Domani si replica.

26/01/2026

Giusto per ribadire il post dei giorni scorsi.. anche il Lancet vi da qualche buon motivo per perseguire i buoni propositi per l'anno nuovo e la primavera.

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10 MILA PASSI AL GIORNO CAMBIANO LA VITA?La sintesi dello studio citato nel mio post di ieri, raccontata alla BBC dalla ...
25/01/2026

10 MILA PASSI AL GIORNO CAMBIANO LA VITA?

La sintesi dello studio citato nel mio post di ieri, raccontata alla BBC dalla responsabile del team di ricerca.

Numerous articles have focused on daily step counts as a means to stay healthy, with varying figures cited as the "optimum" number of steps a person should t...

LUNGHE PASSEGGIATE, MENO RISCHIOUno studio pubblicato a fine 2025 ha esaminato l'associazione tra i modelli di accumulo ...
24/01/2026

LUNGHE PASSEGGIATE, MENO RISCHIO

Uno studio pubblicato a fine 2025 ha esaminato l'associazione tra i modelli di accumulo di passi e il rischio di mortalità e malattie cardiovascolari (CVD) in adulti poco attivi, quelle persone cioè che camminano per meno di 8000 passi al giorno, dimostrando che camminare per periodi più lunghi si associa a un rischio ridotto di mortalità ed eventi cardiovascolari rispetto a passeggiate frequenti, ma più brevi.

L'analisi ha coinvolto 33.560 persone con un'età media di 62 anni, tutti senza documentata patologia cardiovascolare o tumorale all'inizio dello studio.

I partecipanti sono stati classificati in base alla durata dei periodi di attività: meno di 5 minuti, 5-10 minuti, 10-15 minuti e 15 minuti o più.

Durante un periodo in media di quasi 8 anni, si sono verificati 735 decessi e quasi 3200 eventi cardiovascolari (infarto, ictus, etc.). La mortalità è diminuita con l'aumentare della durata dei periodi di attività: 4,36% per chi camminava per brevi tragitti (

Mi raccomando: è importante dare il consenso affinché il personale sanitario possa visualizzare i precedenti dei pazient...
23/01/2026

Mi raccomando: è importante dare il consenso affinché il personale sanitario possa visualizzare i precedenti dei pazienti per ottimizzare ogni percorso di cura.

Entro marzo l'operatività del dossier dei pazienti finanziato dal Pnrr: solo un italiano su quattro lo usa e meno di metà ha dato il consenso all'accesso dei sanitari. Via alla campagna informativa

EVOLUCUMAB EFFICACE ANCHE IN PREVENZIONE PRIMARIAÈ ormai assodato che, per la prevenzione degli eventi cardiovascolari n...
17/01/2026

EVOLUCUMAB EFFICACE ANCHE IN PREVENZIONE PRIMARIA

È ormai assodato che, per la prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti a rischio alto o altissimo, sia necessaria una terapia cosiddetta ipolipemezziante (per abbassare i grassi nel sangue) aggressiva. In particolare la riduzione del colesterolo viene perseguita utilizzando una categoria di farmaci dette "statine" che hanno anche un effetto benefico sulla parete delle arterie: entrambe le azioni sono fondamentali per prevenire infarti, ictus ed altri eventi come l'ischemia (mancanza di sangue) degli arti.
Per le persone che non possono utilizzare le statine sono nate nuove molecole tra cui quelle raggruppate nella categoria degli "inibitori del PCSK9" (riferendosi al loro meccanismo d'azione).

Lo studio clinico VESALIUS-CV ha dimostrato che uno di questi farmaci iniettabili, l'evolocumab, è efficace nel ridurre significativamente il rischio di gravi problemi cardiovascolari (come infarti o ictus) nelle persone che sono già ad alto rischio a causa di placche nelle arterie (aterosclerosi) o diabete, ma che non hanno ancora avuto un infarto o un ictus e cioè in cosiddetta "prevenzione primaria" (evitare un evento prima che capiti la prima volta, anziché la sua ricorrenza)

Sono state arruolate oltre 12.000 persone in 33 paesi, con un'età media di 66 anni. Una parte di essi ha ricevuto regolarmente l'evolocumab, l'altro un placebo (una sostanza inattiva), per circa 4 anni e mezzo. Entrambi i gruppi seguivano già terapie standard, spesso con statine.

Il farmaco ha ottenuto una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori (infarti, ictus, necessità di rivascolarizzazione) rispetto al gruppo trattato con il placebo, ha portato i livelli medi di colesterolo "cattivo" (LDL) a valori molto bassi, in media a 45 mg/dl (riducendolo di circa 63 mg/dl rispetto ai valori precedenti) e confermato che il trattamento aggressivo migliora la prognosi.



NEJM 2026;394:117

LA TROMBOSI VENOSA SUPERFICIALE (TVS)La trombosi venosa superficiale (TVS) è una condizione in cui si formano coaguli di...
10/01/2026

LA TROMBOSI VENOSA SUPERFICIALE (TVS)

La trombosi venosa superficiale (TVS) è una condizione in cui si formano coaguli di sangue all'interno delle vene superficiali (vicino alla superficie cutanea), tipicamente nelle gambe o nelle braccia.

Nelle trombosi venose la formattazione di un coagulo all'interno di un vaso sanguigno (trombo) si associa all'infiammazione della vena (flebite) e pertanto sono notte anche con il nome di tromboflebiti; se questo è sempre vero, è ancor più vero che tale termine nel linguaggio comune sia associato più a quelle superficiali la cui componente infiammatoria è ben visibile sulla pelle. Alle altre si riserva il nome di trombosi venose profonde (TVP).

I fattori di rischio comuni per la trombosi venosa superficiale sono le vene varicose, la gravidanza e fino a 12 settimane dopo il parto, traumi recenti, interventi chirurgici o immobilità per altra causa e cancro. La trombosi venosa superficiale dell'arto superiore è comunemente associata ad un recente posizionamento di cannula nelle vene del braccio o dell'avambraccio (cosiddetta "flebite intusionale).

Fino al 16% delle persone con trombosi venosa superficiale senza fattori scatenati ha un tumore, magari ancora non noto.

Altri fattori di rischio includono età superiore ai 60 anni, uso di contraccettivi orali o terapia ormonale con estrogeni o progesterone, disturbi della coagulazione del sangue, obesità, infezioni e condizioni infiammatorie come il lupus eritematoso sistemico (LES).

Come già accennato, la trombosi venosa superficiale può causare gonfiore, calore e dolore nella zona interessata e alterazioni del colore o della consistenza della pelle in corrispondenza della vena.

I coaguli di sangue nelle vene superficiali possono estendersi alle vene più profonde, causando una trombosi venosa profonda (TVP), che può raggiungere i polmoni attraverso il sangue (tromboembolia polmonare, TEP). Al momento della diagnosi di trombosi venosa superficiale, circa il 25% dei pazienti presenta anche un coagulo di sangue nelle vene più profonde. L'embolia polmonare può causare difficoltà respiratoria, dolore toracico e, se grave, può anche essere letale. I fattori di rischio per la progressione della trombosi venosa superficiale in TVP ed embolia polmonare includono il sesso maschile, il cancro e una storia clinica di precedenti TVP.

La trombosi venosa superficiale può essere diagnosticata in base ai sintomi e ai risultati dell'esame obiettivo. L'eco-color-Doppler dell'arto interessato può essere utilizzata per confermare la diagnosi e valutare la coesistenza di una TVP, indispensabile per orientare la terapia.

Il trattamento dipende dalla gravità della trombosi venosa superficiale e dai fattori di rischio per la TVP. La terapia conservativa, prevista per le flebiti intusionali, può includere la gestione del dolore con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o creme topiche (unguento all'eparina), impacchi caldi.

Per gli arti inferiori è indispensabile anche l'elastocomoressione con calze elastiche di seconda classe terapeutica che possono essere prescritte dal medico se non esistono controindicazioni al loro impiego.

Nei casi più esteso (es. un coagulo di sangue esteso per un tratto superiore ai 5 cm) devono essere trattati con una bassa dose di anticoagulante (farmaco anticoagulante), in genere fondaparinux per 45 giorni. I pazienti con trombosi venosa superficiale localizzata in prossimità di una vena profonda (entro 3 cm) devono essere trattati con una dose maggiore di anticoagulante si farebbe nel caso di una trombosi venosa profonda.

Sebbene il trattamento chirurgico non sia raccomandato per curare l'evento acuto, può essere preso in considerazione successivamente, in particolare in presenza di vene varicose.

I trattamenti ambulatoriali mininvasivi, eseguiti dal Chirurgo Vascolare, vedono l'impiego preferenziale dell'ablazione termica (radiofrequenza o laser), che applica calore fino a fare chiudere della vena malata, o la scleroterapia, che prevede l'iniezione di liquido o schiuma per occludere la vena interessata. Trattamenti chirurgici più invasivi, attualmente riservati ad una stretta minoranza dei casi, prevedono il taglio e la legatura delle vene di grandi dimensioni e/o la rimozione chirurgica delle vene varicose.



Modificato da JAMA
doi:10.1001/jama.2025.20529

Buona Feste dal vostro Chirurgo Vascolare!
24/12/2025

Buona Feste dal vostro Chirurgo Vascolare!

Rientrato oggi a casa dopo una settimana di aggiornamento ad uno degli appuntamenti più ambíti, il VEITH Symposium.Indic...
23/11/2025

Rientrato oggi a casa dopo una settimana di aggiornamento ad uno degli appuntamenti più ambíti, il VEITH Symposium.
Indicazioni e suggerimenti condivisi dal gota della Chirurgia Vascolare mondiale da "portare a casa" per la quotidiana cura delle malattie vascolari.

Di nuovo tra i banchi, con Marina Muncinelli, in attesa di portare i discenti in sala settoria per la giornata di pratic...
07/11/2025

Di nuovo tra i banchi, con Marina Muncinelli, in attesa di portare i discenti in sala settoria per la giornata di pratica del master post-universitario di vulnologia Italian Academy Wound Care (IAWC).

In occasione del congresso regionale della Società Italiana di Flebologia si è parlato dei trattamenti mini-invasivi per...
11/10/2025

In occasione del congresso regionale della Società Italiana di Flebologia si è parlato dei trattamenti mini-invasivi per la malattia venosa cronica superficiale (quella che provoca la comparsa delle più note vene varicose agli arti inferiori), delle indicazioni e trattamenti endovascolari sul sistema venoso profondo nei pazienti con esiti di estese trombosi venose profonde (TVP) ed infine delle ulcere venose, quelle cioè provocate dall'insufficienza venosa, che sono le più comuni ulcere a carico degli arti inferiori.

È stata una piacevole giornata di condivisione di opinioni, evidenze scientifiche e protocolli di cura, ma anche un'eccellente occasione per incontrare Colleghi provenienti da tutto il Piemonte.

Indirizzo

C. So Ivrea 6 Q
Asti
14100

Orario di apertura

17:00 - 20:00

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