22/11/2022
OSTEOPATIA IN AMBITO OSTETRICO-GINECOLOGICO
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DISMENORREA: Il trattamento osteopatico può essere di aiuto nella riduzione dell’intensità e della durata dei sintomi.
DOLORE PELVICO: È riconducibile a diverse patologie molto spesso coesistenti tra di loro come la sindrome del colon irritabile, l’endometriosi. L’osteopata integra la valutazione delle disfunzioni pelviche all’interno dello schema corporeo, ponendo come obiettivo un miglioramento della fisiologia di tutto l’apparato muscolo-scheletrico coinvolto nella biomeccanica pelvica e delle disfunzioni viscerali.
GRAVIDANZA: I disturbi più comuni legati alla gravidanza sono: lombalgia, stipsi, reflusso gastroesofageo, nausea e vomito. Tramite manipolazioni sicure e indolori, il trattamento osteopatico è in grado di mantenere l’elasticità tissutale e la mobilità articolare, favorendo non solo il progredire fisiologico della gravidanza, ma facilitando la dinamica del parto e riducendo i più comuni disturbi del puerperio.
Ridurre l’intensità dei disturbi insorti durante la gravidanza permette una maggiore sicurezza e mobilità della madre durante il travaglio e il mantenimento di una buona elasticità articolare del bacino e della pelvi può facilitare la fase espulsiva e ridurre i tempi di recupero post-partum.
PARTO E POST-PARTUM: L’Osteopatia durante la fase post-partum velocizza il recupero dell’equilibrio muscolo scheletrico e di eventuali esiti cicatriziali da taglio cesareo o da episiotomia. Mediante tecniche volte al rinforzo della muscolatura del pavimento pelvico, aiuta la risoluzione dell’incontinenza urinaria.
ALLATTAMENTO: Le posizioni assunte possono predisporre l’insorgere di sintomatologie dolorose a carico della muscolatura dorsale e cervicale. L’Osteopata può essere d’aiuto nella gestione di queste problematiche.
MENOPAUSA: I cambiamenti ormonali che caratterizzano la menopausa possono essere all’origine di alterazioni morfologiche e funzionali di tutto l’apparato muscoloscheletrico.
L’osteopatia è utile a ridurre non solo i disturbi muscoloscheletrici,ma anche l’intensità di altri sintomi come cefalea, ristagno linfatico e alterazioni a carico del sistema gastroenterico.