20/10/2023
Da oggi, 20 settembre, entrerà in vigore il decreto del Ministero della Salute che inserisce il Cannabidiolo (CBD) tra le sostanze stupefacenti.
🌱 Il CBD è uno dei componenti naturali della cannabis e, a differenza del THC, non ha effetti psicoattivi. Gode di proprietà antinfiammatorie, migliora il sonno, riduce stress e ansia e dà sollievo al dolore cronico. È utilizzato da un grandissimo numero di persone che soffrono di dolore pelvico cronico, vulvodinia e neuropatia del pudendo, quindi ci riguarda da vicino.
Nonostante le raccomandazioni dell’OMS, che chiedono agli stati UE di toglierlo da ogni tabella perché non ha potenziali di dipendenza, abuso o effetti collaterali gravi, e nonostante la sentenza della corte di giustizia europea che dichiara che il CBD non sia una sostanza stupefacente, il governo italiano ha preso una decisione antiscientifica.
Il decreto a oggi è nebuloso e non sono ancora chiare le sue ripercussioni pratiche, ma nel dubbio, se fate uso di olio al CBD (il prodotto verosimilmente più a rischio), è il momento di fare un po’ di scorta in attesa delle delucidazioni ministeriali.
🚧 Quali e quanti ulteriori ostacoli il governo ha intenzione di aggiungere a chi soffre di dolore cronico? Oltre che essere antiscientifico, questo provvedimento non è etico.