Centro Nutrizione Irpinia

Centro Nutrizione Irpinia Dott.

Gianpaolo Fusco
Il Centro Nutrizione Irpinia è uno studio specializzato nella cura e nel benessere della persona in grado di offrire un piano dietetico personalizzato.

Ci rivedremo il 7 Gennaio!
25/12/2025

Ci rivedremo il 7 Gennaio!

Il Mar Mediterraneo rischia di diventare la nuova frontiera dello sfruttamento intensivo del tonnetto rosso, con impiant...
09/09/2025

Il Mar Mediterraneo rischia di diventare la nuova frontiera dello sfruttamento intensivo del tonnetto rosso, con impianti di ingrasso che proliferano senza regole chiare e trasparenti. Secondo il rapporto ‘Caccia all’oro rosso’ di Greenpeace, le concessioni rilasciate in Italia spesso mancano di verifiche adeguate, esponendo l’ecosistema marino ad un rischio crescente di sovrasfruttamento e di impatti negativi sulla biodiversità. A tal proposito, a Battipaglia, in Campania, l’amministrazione comunale ha deciso di annullare la concessione demaniale rilasciata a Tuna Sud per l’installazione di un impianto di ingrasso del tonno rosso su uno specchio d’acqua di 48.900 metri, a circa sette chilometri dalla costa.

Dopo la denuncia di Greenpeace è emerso che l’area individuata dalla società ricade al di fuori delle acque territoriali di Battipaglia, contraddicendo quanto dichiarato dalla stessa azienda Tuna Sud, motivo, questo, che ha portato all’annullamento della concessione, rilasciata in precedenza.

Quanto accaduto a Battipaglia resta, comunque, un segnale evidente di come l’industria legata al tonno e le amministrazioni si muovano, in molti casi, in maniera poco trasparente. Greenpeace, inoltre, ha sottolineato come la gestione dello spazio marittimo debba essere più chiara e condivisa, in quanto il Mediterraneo è già soggetto a molteplici impatti antropici. L’acquacoltura intensiva, se non regolamentata correttamente, rischia di arricchire solo poche aziende a scapito della salute dei mari.

Esiste un’interazione diretta tra batteri e cellule nervose: a rivelarlo è uno studio congiunto tra l’Università di Tori...
06/09/2025

Esiste un’interazione diretta tra batteri e cellule nervose: a rivelarlo è uno studio congiunto tra l’Università di Torino e l’Università Complutense di Madrid, pubblicato sulla rivista scientifica Reports. Per la prima volta, i ricercatori hanno dimostrato che un batterio probiotico di origine alimentare, Lactiplantibacillys plantarum, è in grado di modulare direttamente l’attività neuronale, attraverso segnali bioelettrici, senza necessità di attraversare barriere o mediazioni immunitarie.

Durante lo studio, è stato sviluppato un modello in vitro in grado di mettere in contatto diretto neuroni corticali di Ratto e L. plantarum. I ricercatori hanno osservato che i batteri si legano alla superficie neuronale senza penetrarne il nucleo, ma influenzano in modo significativo l’attività neuronale. E’ la prima volta che viene dimostrata questa interazione diretta.

Questi risultati potrebbero aprire la strada a nuovi approcci terapeutici potendo trattare, un giorno, i disturbi neuropsichiatrici gravi e comunemente diffusi, come ansia e depressione, intervenendo sul microbiota intestinale, con strategie dietetiche mirate, in modo da agire in sinergia con le altre terapie. Per la prima volta, dunque, questo studio sposta l’attenzione su un’interazione diretta tra batteri e cellule nervose, rappresentando un vero e proprio cambio di paradigma nella biologia cellulare e nelle neuroscienze.



Una ricerca americana, finanziata dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha analizzato come ...
02/09/2025

Una ricerca americana, finanziata dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha analizzato come il consumo di arachidi e di uova nelle donne gravide (e durante l’allattamento) possa avere conseguenze a lungo termine anche sul bambino. Le allergie alimentari colpiscono circa l’8% dei bambini negli USA, talvolta con reazioni gravi o potenzialmente letali. Le arachidi e le uova, infatti, sono tra gli allergeni alimentari più comuni nella prima infanzia.

Nello specifico lo studio riguarderà donne in gravidanza, non allergiche a questi alimenti, ma i cui neonati sono ad alto rischio, perché nella famiglia materna c’è un parente con una malattia allergica.
Introdurre allergeni alimentari come arachidi ed uova nell’alimentazione dei neonati intorno ai 4-6 mesi di età si è dimostrato un elemento importante per la prevenzione delle allergie alimentari, ma per alcuni bambini questo intervento arriva troppo tardi. Ancora prima di consumare prodotti a base di arachidi o uova, il sistema immunitario produce già un anticorpo chiamato immunoglobulina E (IgE) contro questi alimenti.

L’obiettivo dello studio è quello di determinare l’efficacia dell’inclusione di arachidi ed uova nella dieta delle mamme prima e dopo il parto, proprio con l’intento di impedire ai bambini di sviluppare questo anticorpo, ancora prima, quindi, di consumarli in prima persona. Le madri saranno assegnate in modo casuale al consumo o all’eliminazione delle arachidi e delle uova. I ricercatori forniranno precise indicazioni sulle quantità di arachidi ed uova da consumare settimanalmente o su come evitarle, a seconda dei casi. Si stima che i risultati saranno disponibili nel 2029. Vi terremo aggiornati.

ALLA SCOPERTA DEI FAGIOLINI: PROPRIETA’ E BENEFICIConosciuti anche come ‘tegoline’ o ‘cornetti’, a seconda delle sfumatu...
30/08/2025

ALLA SCOPERTA DEI FAGIOLINI: PROPRIETA’ E BENEFICI

Conosciuti anche come ‘tegoline’ o ‘cornetti’, a seconda delle sfumature dialettali, i fagiolini sono i baccelli non ancora maturi del comune fagiolo (Phaseolus vulgaris) ed appartengono, dunque, alla famiglia delle Leguminose. Sottili, lisci al tatto e dal colorito verde intenso, vengono raccolti e consumati senza separare l’involucro dal seme interno.

Molto più simili alle verdure che ai legumi, i fagiolini sono, infatti, poveri di proteine, carboidrati e lipidi. Tra i macronutrienti, spiccano il retinolo, ma anche le vitamine del gruppo A e C. I fagiolini, inoltre, sono ricchi di carotenoidi, quali la luteina e la zeaxantina, e di flavonoidi, tra cui la quercetina e le procianidine. Nel complesso, tali sostanze, proteggono la funzione visiva dalla degenerazione maculare e dalle radiazioni ultraviolette. Contenendo anche una buona fonte di fibra vegetale, i fagiolini possono risultare una valida scelta nella gestione alimentare del diabete di tipo 2.

Quello che non sapevi: i fagiolini hanno una storia affascinante che affonda le radici nelle antiche civiltà del Centro e Sud America. Furono tra i primi alimenti ad essere coltivati dalle popolazioni precolombiane, come i Maya e gli Aztechi, che ne apprezzavano la versatilità in cucina (abitualmente consumati dopo essiccatura) e l’elevato valore nutrizionale. Il loro arrivo in Europa si deve ai viaggi di Cristoforo Colombo ( il secondo) nel XVI secolo. Inizialmente, i fagiolini furono coltivati come piante ornamentali per i loro fiori bianchi o violacei. Solo successivamente, grazie alla scoperta delle loro proprietà, divennero parte integrante della dieta mediterranea. Alcune tradizioni popolari italiane associano i fagiolini alla prosperità: si dice che piantarne ai margini dell’orto porti abbondanza.

02/08/2025
LE PROPRIETA’ NUTRITIVE DEGLI EMADAME, PREZIOSI FAGIOLI DI SOIANon è una nuova varietà di soia introdotta di recente, ma...
31/03/2025

LE PROPRIETA’ NUTRITIVE DEGLI EMADAME, PREZIOSI FAGIOLI DI SOIA

Non è una nuova varietà di soia introdotta di recente, ma si tratta di un alimento di origini antiche, molto diffuso in Cina e in Giappone. La soia Emadame (il suo nome deriva dai termini giapponesi ‘eda’, che significa ‘rami, e ‘mame’, che significa ‘chicchi’, un tempo, infatti, i baccelli erano venduti ancora sul ramo appena tagliato), è una varietà caratterizzata dalla forma allungata e dal colore verde brillante, dovuto al particolare grado di maturazione. Viene raccolta, infatti, quando il baccello è ancora ‘in erba’ ed i fagioli sono verdissimi e delicati.

I fagioli di soia vengono utilizzati anche per la produzione della bevanda di soia, e, quindi, dei derivati della soia, come il tofu e il tempeh. Amici dell’intestino, gli emadame sono una ricca fonte di proteine e contengono la lecitina, una sostanza emulsionante che funge da regolatore del colesterolo sanguigno, abbassa i livelli totali, mantenendo inalterato il valore di quello buono. I fagioli di soia, inoltre, sono in grado di contrastare l’osteoporosi e di alleviare i disturbi della menopausa, grazie alla presenza degli isoflavoni, atti a reintegrare parte degli estrogeni non più prodotti dalle ovaie.

Quello che non sapevi: originari del Giappone, gli emadame sono, tuttavia, coltivati anche in Europa e negli Usa fin dal XVII secolo. E’ stato negli anni Ottanta, però, che la cucina nipponica è salita alla ribalta e, con lei, anche uno degli ‘snack’ preferiti dai giapponesi, gli emadame appunto. Nei bar giapponesi, i fagioli di soia vengono spesso serviti come accompagnamento alla birra. Forse non tutti sanno che esiste una vera e propria tecnica per mangiare gli emadame ed è anche un anti-stress. In Giappone si fa così: il baccello si porta alla bocca e poi ogni fagiolo viene sgranato fuori con la spinta del polpastrelli. In patria questo movimento è diventato addirittura una sorta di gioco, si chiama Bandai.

I supermercati Coop e Iper hanno comunicato il richiamo precauzionale di alcuni lotti di formaggio a latte crudo Morbier...
04/02/2025

I supermercati Coop e Iper hanno comunicato il richiamo precauzionale di alcuni lotti di formaggio a latte crudo Morbier Dop, stagionato 45 giorni, con il marchio Jean Perrin.

L’allerta alimentare è legata ad una possibile presenza di Escherichia coli STEC. Il prodotto, di origine francese, è venduto in fette sottovuoto da 125 grammi, con numeri di lotto e date di scadenza comprese tra il 08/01/2025 ed il 18/02/2025. Il latticino in questione è prodotto dalla formaggeria SA Perrin-Vermot, situata a Cléron, in Francia. Secondo un comunicato del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare francese, il richiamo in questione è stato avviato a seguito di 11 casi di sindrome emolitico-uremica, rilevati dalle autorità sanitarie locali, in adulti. Le analisi epidemiologiche hanno associato questi casi al consumo di formaggi Morbier, che si sospetta siano stati contaminati da Escherichia coli, produttore di tossina Shiga (STEC), in grado di causare diarrea, spesso ematica che può evolvere in sindrome uremico emolitica, patologia grave che può colpire i reni ed il sistema nervoso centrale.

Sebbene i controlli siano ancora in corso, la società ha già provveduto a ritirare e richiamare numerosi lotti di formaggio Morbier, sia interi che porzionati. La distribuzione riguarda, oltre a Francia ed Italia, anche altri Paesi come Canada, Cile, Danimarca, Irlanda, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera ed Ucraina.

Grazie all’utilizzo di sofisticate tecniche laser, un team di ricercatori dell’Università Autonoma di Barcellona ha quan...
08/01/2025

Grazie all’utilizzo di sofisticate tecniche laser, un team di ricercatori dell’Università Autonoma di Barcellona ha quantificato l’enorme numero di micro e nanoparticelle di plastica rilasciate da ogni singola bustina di tè durante l’infusione. I risultati sembrerebbero allarmanti: miliardi di frammenti invisibili si mescolano silenziosamente nel tè, sollevando numerosi interrogativi sui potenziali effetti di questa contaminazione sulla salute umana.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Chemosphere ( rivista scientifica internazionale che si occupa di inquinanti organici persistenti, chimica ambientale, tossicologia ambientale e valutazione dei rischi), ha analizzato tre diverse tipologie di bustine di tè comunemente reperibili in commercio. Quelle composte principalmente da poliprolipene hanno rilasciato circa 1,2 miliardi di particelle per millilitro, con una dimensione media di 136,7 nanometri. Le bustine da tè in cellulosa hanno rilasciato in media 135 milioni di particelle per millilitro, di circa 244 nanometri. Infine, le bustine di tè in nylon-6 hanno rilasciano 8,18 milioni di particelle per millilitro, con una media di 138,4 nanometri.

I ricercatori hanno anche testato come le particelle di microplastiche e nanoplastiche interagiscono con le cellule intestinali umane, scoprendo che nelle cellule produttrici di muco i livelli di assorbimento sono risultati sufficienti a far raggiungere alle plastiche perfino il nucleo cellulare. Questo, chiaramente, potrebbe catalizzare il rischio di danni genetici ed innescare malattie come il cancro. Alla luce di queste evidenze, il team di ricerca invoca un maggiore impegno per standardizzare l’uso della plastica nel confezionamento alimentare, al fine di salvaguardare la salute pubblica.

Ci rivedremo il 7 Gennaio !
23/12/2024

Ci rivedremo il 7 Gennaio !

Le allergie alimentari nei bambini aumentano in tutto il mondo ed anche in Italia. Secondo i risultati dello studio Epif...
21/12/2024

Le allergie alimentari nei bambini aumentano in tutto il mondo ed anche in Italia. Secondo i risultati dello studio Epifa (Epidemiology of Paediatric Italian Food Allergy), negli ultimi dieci anni c’è stato un incremento del 34%, a livello mondiale. La fascia più colpita sembrerebbe essere quella compresa tra i 0 ed i 4 anni, con una variazione del 120%.

Secondo gli esperti, le cause possono essere molteplici: da un’eccessiva prescrizione di antibiotici e farmaci inibitori dell’acidità gastrica, all’uso di disinfettanti e di antisettici. Ma un ruolo di rilievo nel favorire la comparsa delle allergie alimentari è sicuramente riconducibile all’aumento continuo ed inarrestabile del consumo di alimenti ultra-processati in età pediatrica, già a partire dal primo anno di vita. Il cosiddetto ‘cibo spazzatura’, infatti, è in grado di alterare il sistema immunitario e di scatenare la comparsa di eventuali sintomi allergici.

I quadri clinici più gravi e maggiormente frequenti sono causati da allergia primaria (allergia alimentare riferibile solo ai cibi) a crostacei e molluschi, cereali, uova ed alimenti vegetali quali sesamo, spinaci, avocado, arachidi e semi.

Indirizzo

Via Antonio Annarumma, 35
Avellino
83100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Centro Nutrizione Irpinia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Centro Nutrizione Irpinia:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare

Il Centro Nutrizione Irpinia

Il Centro Nutrizione Irpinia è uno studio specializzato nella cura della persona. Grazie alla competenza del Dott. Gianpaolo Fusco e all’utilizzo di attrezzature tecnologiche d’avanguardia il CNI è in grado di offrire un’analisi clinica puntuale mirata alla valutazione del fabbisogno nutrizionale e procedere all’elaborazione di un piano dietetico personalizzato. #CentroNutrizioneIrpinia #DottGianpaoloFusco #Avellino #AlimentazioneConsapevole