05/03/2025
Periodicamente ritornano, tramite messaggi a catena su WhatsApp o condivisi sui social media, gli appelli per la raccolta di sangue. In genere si racconta di bambini o ragazzi giovani, coinvolti in gravi incidenti o con malattie che richiedono trasfusioni urgenti, soprattutto leucemie, indicando un particolare gruppo sanguigno di cui ci sarebbe bisogno. Alla richiesta si accompagna il classico “Fate girare!”, quando non addirittura il ricatto morale: “Se non condividi sei un mostro!”. In genere, tuttavia, queste storie non trovano riscontri nella realtà dei fatti. Nel nostro Paese la donazione indirizzata specificamente a un particolare paziente è vietata per legge. Eccezioni potrebbero essere fatte solo per casi di gruppi sanguigni così rari da richiedere una ricerca internazionale: ma se così fosse, sarebbe direttamente un’istituzione, attraverso organi ufficiali, a inoltrare la domanda. Qualora un ospedale o un’altra struttura sanitaria si trovasse vicina a esaurire le scorte, per esempio in seguito a una catastrofe, si attiverebbero poi le cosiddette “procedure di compensazione” previste dalla legge per ricorrere alle sacche conservate all’interno della stessa Regione oppure, in caso di necessità, a livello nazionale. Se infine si verificasse una carenza di donazioni, come per esempio è accaduto a causa della pandemia, sarebbero i centri trasfusionali o le associazioni a rivolgersi ai loro donatori abituali perché si rechino al più presto al centro. Ricorda il Centro Nazionale Sangue, il sistema di raccolta e distribuzione del sangue e dei suoi derivati in Italia è un servizio pubblico, che fa parte del Servizio Sanitario Nazionale, di cui segue i principi di equità e appropriatezza al fine di conseguire l’autosufficienza nazionale di sangue ed emocomponenti. Il sistema è fondato, in linea con le normative europee, sui seguenti principi: Donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi componenti. Attenti alle fake news!!!!