Officina per lo Sviluppo Territoriale

Officina per lo Sviluppo Territoriale Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Officina per lo Sviluppo Territoriale, Corso della Libertà, Avezzano.

OST lavora per lo sviluppo del territorio
- mappando gli asset
- individuando indirizzi strategici
- interloquendo con gli stakeholders
- supportando le organizzazioni nella fase implementativa

Complimenti al Prof Marcello Sansone, punto di riferimento dello Sviluppo del Territorio a livello internazionale.
19/03/2025

Complimenti al Prof Marcello Sansone, punto di riferimento dello Sviluppo del Territorio a livello internazionale.

03/12/2024
Nella landa si celebra l'idillio perduto del dolore e della faticaNell'attuale era postmoderna, caratterizzata da comfor...
24/09/2024

Nella landa si celebra l'idillio perduto del dolore e della fatica

Nell'attuale era postmoderna, caratterizzata da comfort senza precedenti, connessioni digitali istantanee e cibo che appare magicamente su scaffali illuminati a Led, un curioso fenomeno si sta facendo strada in città: la nostalgia per l'era preindustriale.
Un velo malinconico sembra ammantare amministratori ed intellettuali organici locali che, cercando nuove vie, guardando indietro, ai tempi in cui il lavoro era genuino ed il dolore fisico una componente quotidiana ineludibile.

Cosa dire a questi personaggi pervasi dal profondo desiderio di riscoprire le gioie della fatica e del sudore? Vadano a lavorare!

Vogliono provare il fascino della fatica infinita? La vivano!
Lascino i luoghi ameni ed inseguano il loro desiderio di svegliarsi all'alba, di spalancare la finestra e annusare l'aria di campagna, frizzantina e intrisa dell’odore acre di letame fresco.

Consumino la colazione davvero autentica da contadini preindustriali a base ti pane raffermo, cipolla e latte appena munto.

Con la schiena irrimediabilmente curva si preparino ad affrontare una giornata di pura fatica. D’altra parte, perché usare un trattore, quando possono gioiosamente piegarsi su un aratro trainato da buoi (animali efficienti e collaborativi), ed ammirarne le terga?

Fuggano, questi cantori arcadi, i moderni strumenti di automazione e tornino al piacere della fatica fisica e ne ascoltino la melodia.

Immagino questi cultori della patata godere dei dolori muscolari post-aratura, del bruciore delle mani intagliate dai legni grezzi degli attrezzi, del sole che cuoce la pelle lentamente mentre scavano la terra con una zappa arrugginita.

Auguro loro questa esperienza totalizzante, capace di forgiare il corpo e, perché no, anche lo spirito, rendendo l’atto del vivere una vera lotta per la sopravvivenza.

Se l’esistenza postmoderna appare loro priva di vere emozioni, tornino al dolore, connettore autentico con la vita; tornino a provare il piacere di passare otto ore piegato a raccogliere grano sotto il sole cocente. Non esiste esperienza più significativa e pura!

Plaudo coloro che, stufi della comodità e delle innovazioni moderne, desiderano tornare all’era in cui la sopravvivenza quotidiana era una sfida epica.

Insomma, se ritengono che la riscoperta del martirio agricolo sia il loro obiettivo, se sentono la vita moderna troppo leggera, questi cantori della landa e della vanga vadano a zappare e non tengano in ostaggio larga parte della popolazione.
Lascino che gli abitanti del presente si emancipino ed esperiscano il piacere della Tecnologia.
Se c’è una poesia nella fatica, se c’è armonia nel dolore fisico, nel quotidiano (e non soltanto alla prossima fiera agricola dedicata al ritorno alla tradizione), questi nostalgici vadano a guidare vacche e smettano di imbonire persone.

Strabismo strategico per la landa Alla ricerca di un concetto che possa definire l’incapacità strutturale di valorizzare...
11/09/2024

Strabismo strategico per la landa

Alla ricerca di un concetto che possa definire l’incapacità strutturale di valorizzare la nostra città ed il nostro territorio mi sono imbattuto in una parola/patologia che credo descriva perfettamente lo stato dell’arte. Il termine illuminante è: strabismo.
In medicina lo strabismo decrive la deviazione degli assi visivi causata dal cattivo funzionamento dei meccanismi neuromuscolari che controllano i movimenti degli occhi. Tre sono le tipologie di strabismo: exotropico (divergente), esotropico (convergente), verticale (l’occhio è rivolto verso l’alto (Ipertropia) o verso il basso (Ipotropia).
Ora il parallelismo.
La politica di respiro rionale a cui ci stiamo abituando è perfettamente rappresentata dal fenomeno exotropico (divergente) e, divisiva qual è, allontana le persone dal dibattito lasciando le sorti di un territorio nelle mani (in alcuni casi ombrate di opportunismo) e nelle abilità (spesso indefinite) di una masnada (nell’accezione medioevale) di oggetti-avatar del pensiero unico.
L’assenza di leadership spinge al «ducettismo», ovvero quell’approccio esotropico (convergente) che pretende una assenza di eterogeneità prospettica. Non esiste allo stato una voce fuori dal coro. Al soldo del padrone narciso vengono chiamati i supporter acefali oppure quelli opportunisticamente acritici, abituati a tessere le laudi al giovin (una volta) signore. E’ sgradevole osservare la seconda delle due categorie. E’ doloroso leggere, vedere o ascoltare persone di valore farsi prone alla nullità. Lo spettacolo è raccapricciante.
L’ipotropia, invece, si riscontra nelle scelte narrative (mitologiche e nemmeno rituali) sulla identità che lasciano sprofondare la città ed il territorio in una condizione di marginalità rurale, di cui godono pochi o coloro che della marginalità sono solo cantori perché è nel dire, e non nel fare e nel pensare, che sono maestri.
Credo sia arrivato il momento che giovani senzienti, professionisti globali, persone oneste, consapevoli della loro ipertropia, si attivino e facciano fare un salto qualitativo ad una città che muore, ad un territorio che langue. I fermenti sono in movimento.

Marcello Sansone è un fiore all’occhiello della città. È un punto di riferimento internazionale dello sviluppo territori...
22/04/2024

Marcello Sansone è un fiore all’occhiello della città. È un punto di riferimento internazionale dello sviluppo territoriale, capace di rigore scientifico, ampiezza e profondità di pensiero. È un privilegio annoverarlo tra i fondatori di OST

La tratta competitiva?
07/10/2023

La tratta competitiva?

L'obiettivo è collegare il Mar Adriatico al Mar Tirreno

Sono felice di constatare che un protagonista dell’Officina Sviluppo Territoriale venga chiamato a contribuire fattivame...
24/07/2023

Sono felice di constatare che un protagonista dell’Officina Sviluppo Territoriale venga chiamato a contribuire fattivamente alle progettualità, quando la sostanza discrimina e la forma torna ad essere cornice.
Mi lega a Marcello l'esperienza condivisa del quotidiano nomadismo intellettuale, di una transumanza postmoderna che avviene sui tratturi neurali e nei crocicchi sinaptici dei network.

17/07/2023
OST ha un privilegio: tra le sue fila c’è Marcello, un campione del pensiero. Ad ogni incontro si apprende, ad ogni scam...
06/07/2023

OST ha un privilegio: tra le sue fila c’è Marcello, un campione del pensiero. Ad ogni incontro si apprende, ad ogni scambio si cresce. Grazie

Indirizzo

Corso Della Libertà
Avezzano
67051

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Officina per lo Sviluppo Territoriale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Officina per lo Sviluppo Territoriale:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram