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FAPAB Research Center Pagina ufficiale del FAPAB Research Center - Forensic Anthropology, Paleopathology and Bioarchaeology

📣📣 IN USCITA 📣📣Nuovo numero di ACTA PALAEOMEDICA, la rivista del FAPAB Research Center, che raccoglie gli articoli (proc...
08/02/2026

📣📣 IN USCITA 📣📣

Nuovo numero di ACTA PALAEOMEDICA, la rivista del FAPAB Research Center, che raccoglie gli articoli (proceedings) derivanti dagli interventi del II Convegno Internazionale organizzato dal FAPAB nel febbraio 2023 dedicato alla teratologia: LA TERATOLOGIA, TRA STORIA E PALEOPATOLOGIA.

Abbiamo voluto inserire anche tre interessanti articoli extra sulla comunicazione della scienza, sui manicomi in Sicilia tra Ottocento e Novecento e sulla mente criminale.

La disciplina teratologica torna al centro del dibattito come crocevia tra medicina, antropologia, storia, arte e pratiche museali. I contributi raccolti mostrano quanto lo studio delle anomalie congenite e delle rappresentazioni del “mostruoso” non si esaurisca nella dimensione diagnostica, ma coinvolga categorie culturali, linguaggi, responsabilità etiche e forme di trasmissione del sapere.

Dalle testimonianze antiche alla trattatistica moderna, dai reperti anatomici all’iconografia, dalle collezioni storiche ai freak show, alla comunicazione scientifica contemporanea, emerge la complessità di un campo in cui biologia e società si specchiano continuamente. La malformazione da testimonianza "bestiale" diventa documento, patologia analizzata scientificamente, strumento per comprendere come le comunità producano inclusione, esclusione e nuovi significati.
Un ricco confronto interdisciplinare che conferma la vitalità della ricerca e il valore dei congressi FAPAB come luogo privilegiato di incontro tra specialisti.

Seguite la pagina per gli "sneak peek" dei paper che pubblicheremo nei prossimi giorni!



Bookstones Edizioni
Editor in Chief M. Galassi, MD, Paleopatologo
Managing Editor Varotto

È uscito un nuovo libro del prof. Francesco Maria Galassi:È solo un banale raffreddore?Bufale e verità sui malanni di st...
30/01/2026

È uscito un nuovo libro del prof. Francesco Maria Galassi:
È solo un banale raffreddore?
Bufale e verità sui malanni di stagione

Quello che definiamo malattia banale è spesso un modo per semplificare un processo biologico complesso.
Il raffreddore non è un incidente: è una presenza costante che ricorda quanto il corpo umano sia permeabile agli stimoli dell’ambiente.

Ogni respiro mette in contatto con il mondo esterno.
Ogni episodio infettivo è il risultato di questa interazione continua.

La sua apparente leggerezza non deve ingannare: mostra con chiarezza che il confine tra salute e malattia non è una linea netta, ma una soglia che attraversiamo più volte l’anno, spesso senza rendercene conto.

Capire il raffreddore significa capire qualcosa di fondamentale su come funziona davvero il nostro corpo.
E su quante bufale continuiamo a raccontarci sui cosiddetti “malanni di stagione”.

📖 È solo un banale raffreddore?
Bufale e verità sui malanni di stagione





Nostro nuovo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth and Environment del gruppo Nature e coordinato dal Nat...
26/01/2026

Nostro nuovo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth and Environment del gruppo Nature e coordinato dal National Center of Wildlife saudita.

https://www.nature.com/articles/s43247-025-03021-6

Questo studio presenta una scoperta eccezionale: in alcune grotte del nord dell’Arabia Saudita sono stati rinvenuti sette ghepardi naturalmente mummificati e oltre cinquanta resti scheletrici, preservati grazie alle condizioni ambientali estremamente secche e stabili all'interno delle grotte. Attraverso un approccio multidisciplinare che combina datazioni al radiocarbonio, analisi genetiche su DNA antico e indagini radiologiche, è stata ricostruita la presenza del ghepardo nella Pen*sola Arabica lungo un arco temporale che va da circa 4.000 anni fa fino a epoche storicamente recenti.

I risultati mostrano che i ghepardi arabi non appartenevano ad un’unica popolazione: gli esemplari più antichi risultano geneticamente affini al ghepardo nord-occidentale africano, mentre quelli più recenti sono vicini al ghepardo asiatico, oggi ridotto a pochissimi individui in Iran. Questo dato cambia in modo sostanziale la nostra conoscenza della storia naturale della regione e smentisce l’idea di una distribuzione semplice e lineare della specie.
Lo studio è particolarmente importante perché fornisce basi scientifiche solide per i programmi di rewilding in Arabia Saudita: conoscere quali sottospecie vivevano realmente in passato consente di pianificare reintroduzioni più corrette dal punto di vista ecologico e genetico.
Le grotte emergono così come veri archivi naturali di biodiversità perduta, capaci di guidare le strategie moderne di conservazione.

C’è una storia lunga, affascinante e tutt’altro che lineare dietro la nascita della paleopatologia: una disciplina che p...
25/01/2026

C’è una storia lunga, affascinante e tutt’altro che lineare dietro la nascita della paleopatologia: una disciplina che partì da osservazioni isolate e curiosità antiquarie e divenne, nel corso di pochi secoli, uno strumento scientifico fondamentale per comprendere origine, presentazione, sviluppo ed evoluzione delle malattie nelle popolazioni del passato.

Dalla fase antecedente, tra Rinascimento e metà Ottocento, in cui addirittura ossa animali venivano confuse per ossa umane patologiche, fino alla vera nascita della paleopatologia nella seconda metà del XIX secolo, con medici e antropologi come Virchow e Broca che iniziarono ad interrogarsi sulla natura delle lesioni scheletriche antiche. Poi il grande salto tra le due guerre mondiali, quando radiologia, istologia e statistica trasformano l’osservazione macroscopica in diagnosi sempre più raffinate, e figure come Sir Marc Armand Ruffer dimostrarono quanto le mummie possano rappresentare fonti importantissime per la medicina.

Dopo il 1945, la disciplina entrò nella sua fase moderna: metodologie sempre più standardizzate, approccio evoluzionistico, paleogenetica e studio del DNA antico aprirono scenari impensabili fino a pochi decenni prima. Fino ad arrivare ad oggi, dove la paleopatologia non è più una raccolta di casi “spettacolari”, ma una chiave per leggere salute, malattia e adattamento biologico delle società umane nel tempo.

Studiare la paleopatologia, significa, oggi più che mai, capire meglio il presente ed il futuro delle malattie.

FINALMENTE PUBBLICATO IL NUOVO LIBRO DEL PROF. GALASSI: “È SOLO UN BANALE RAFFREDDORE? BUFALE E VERITÀ SUI MALANNI DI ST...
23/01/2026

FINALMENTE PUBBLICATO IL NUOVO LIBRO DEL PROF. GALASSI:

“È SOLO UN BANALE RAFFREDDORE? BUFALE E VERITÀ SUI MALANNI DI STAGIONE” - Espress Edizioni, Torino (2026)

Come preannunciatovi gia un mese fa, trovate ora in tutte le librerie fisiche e virtuali “È solo un banale raffreddore? Bufale e verità sui malanni di stagione”, un testo agile che nasce da un’esigenza precisa e, oggi più che mai, urgente: restituire complessità scientifica a ciò che il senso comune ha ridotto a slogan, luoghi comuni e certezze infondate.

Dietro starnuti, febbre, tosse e “rimedi della nonna” si nasconde infatti un intreccio fitto di storia della medicina, fisiologia, psicologia collettiva e antropologia culturale. È in questo spazio di confine, dove spiegazione biologica e narrazione simbolica si sovrappongono, che emergono le radici delle credenze più diffuse sui malanni di stagione.

Il libro non si limita a dire cosa è vero e cosa è falso. Ricostruisce perché certe bufale resistono da secoli, come si sono formate e per quale bisogno umano continuano a circolare. Il “colpo d’aria”, il sudare via l’influenza, l’acqua calda che “uccide il virus”, l’antibiotico come panacea universale, la polmonite riservata agli anziani, la vitamina miracolosa, l’alcol come scudo immunitario: ogni mito viene smontato con rigore clinico, ma anche interpretato come risposta psicologica a un nemico invisibile.

Non c’è sarcasmo né paternalismo, bensì un’analisi lucida che mostra come la disinformazione sanitaria non nasca dall’ignoranza, ma dal bisogno di controllo, rassicurazione e semplificazione.

Uno degli aspetti più distintivi del volume è l’approccio storico-medico.

Le false credenze contemporanee vengono messe in relazione con le grandi tradizioni del passato: la medicina ippocratica, i concetti di purificazione, le teorie miasmatiche, i rituali termici antichi, fino alle moderne fake news amplificate dai social network.

La pandemia ha solo reso visibile un meccanismo antico: quando la paura cresce, la verità complessa perde terreno rispetto alla narrazione semplice. In questo senso, il libro è anche un saggio sulla fragilità cognitiva dell’uomo moderno, convinto di essere informato come mai prima, ma spesso prigioniero di scorciatoie mentali.

Accanto alla dimensione storica, emerge con forza quella psicologica. Le bufale mediche vengono lette come vere e proprie “strategie di coping”: bere caldo, coprirsi, sudare, assumere qualcosa “per sicurezza” non sono solo gesti inutili o dannosi, ma atti simbolici che restituiscono l’illusione di agire. Il libro mostra con chiarezza come il confine tra placebo, conforto e danno reale sia sottile, e come alcune credenze apparentemente innocue possano tradursi in comportamenti rischiosi, sprechi sanitari e scelte cliniche inappropriate.

Sono particolarmente onorato che a introdurre questo percorso sia la prefazione del mio amico dott. MASSIMO POLIDORO, co-fondatore del CICAP e allievo diretto del grande e indimenticato padre nobile della divulgazione italiana, Piero Angela. La sua prefazione è un vero manifesto di metodo: curiosità, pensiero critico, rispetto per il lettore e rifiuto delle scorciatoie intellettuali. È un dialogo ideale tra medicina e divulgazione, tra scienza dura e capacità di raccontarla senza tradirla.

Questo libro non promette cure miracolose né ricette facili. Propone qualcosa di più scomodo e, per questo, più prezioso: imparare a pensare scientificamente anche davanti ai malanni più banali. Perché il vero pericolo, oggi, non è il raffreddore in sé, ma la leggerezza con cui trattiamo la conoscenza medica. E perché la salute pubblica passa sempre dalla salute del pensiero critico.

Grazie molte a Espress Edizioni e Valentina Castellan.

NEL LIBRO:

Prefazione, di Massimo Polidoro

Introduzione
1. Banale raffreddore, colpo d’aria e stagionalità: tre miti che non vogliono morire
2. Bevande bollenti e fredde verità
3. Sudare via l’influenza
4. La polmonite colpisce solo gli anziani
5. Il virus respiratorio sinciziale: quando la disinformazione ammala più della malattia
6. Bere per non morire: la falsa promessa dell’alcol contro il virus
7. L’antibiotico contro il virus: un errore che ci costa caro!
8. Il morbillo(no): il mito della malattia innocua
9. Tachipirina e vigile attesa: analisi scientifica di una polemica
10. Il vaccino contro l’influenza: il mito dell’inutilità
11. La cospirazione della miocardite lieve
12. Vitamina C, vitamina D: le false panacee

Conclusioni

Appendice. La nostalgia di una salute mitica e gli insegnamenti della paleopatologia

Bibliografia

Link Amazon nei commenti.

Saremo felice di leggere le vostre recensioni e commenti.

̀pubblica

Espress Edizioni

01/01/2026

Tanti cari auguri di Buon Anno a tutti quanti, dal FAPAB Research Center!

Vi aspettiamo domani, aula A3 ore 10.00-12.00,Monastero dei Benedettini, Università di Catania
04/12/2025

Vi aspettiamo domani, aula A3 ore 10.00-12.00,
Monastero dei Benedettini, Università di Catania

23/11/2025

@ Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo

Cos’è un RICERCATORE?

L’AMBIENTE può modulare le patologie? - riprendendo il discorso di Andrea Velardi, p. ordinario Unicusano

Il concetto stesso di MALATTIA

La VISIBILITÀ

Alcuni ragionamenti domenicali

̀

Elena Varotto FAPAB Research Center 122

Grazie ad Elena Percivaldi per la lunga ed articolata recensione del nostro libro.Qui di seguito il link: https://wp.me/...
27/10/2025

Grazie ad Elena Percivaldi per la lunga ed articolata recensione del nostro libro.

Qui di seguito il link: https://wp.me/p7tSpZ-auj
Buona lettura!

🦴 𝗥𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗻𝗼𝗺𝗲❟ 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮

💀 L’antropologia forense non è solo cronaca nera: è scienza, etica e memoria.

📖 Nel nuovo libro di M. Galassi, MD, Paleopatologo ed Elena Varotto (Bookstones Edizioni) , un viaggio tra casi celebri e riflessioni profonde sul valore umano della disciplina.

👉 La mia recensione su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-auj



FAPAB Research Center

Insieme alla ricercatrice Elena Varotto, PhD, Gianluca Zanella ed il team di DarkSide - Storia Segreta d'Italia esploran...
22/10/2025

Insieme alla ricercatrice Elena Varotto, PhD, Gianluca Zanella ed il team di DarkSide - Storia Segreta d'Italia esplorano l'affascinante mondo dell'antropologia forense, toccando anche alcuni casi di cronaca recente: dal delitto Resinovich, al delitto di Garlasco, dagli infanticidi di Chiara Petrolini, all'inquietante caso del collezionista di ossa della Magliana...

🔴 Guarda il video su YouTube 👇 LINK NEI COMMENTI

Insieme alla ricercatrice universitaria Elena Varotto esploriamo l'affascinante mondo dell'antropologia forense, toccando anche alcuni casi di cronaca recente: dal delitto Resinovich, al delitto di Garlasco, dagli infanticidi di Chiara Petrolini, all'inquietante caso del collezionista di ossa della Magliana...

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Qualche anno fa, la dott.ssa Elena Varotto ed il prof Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo furono chiamati dai Frati ...
21/10/2025

Qualche anno fa, la dott.ssa Elena Varotto ed il prof Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo furono chiamati dai Frati Cappuccini per lo studio del corposanto di Santa Costanza, una vera e propria reliquia custodita nella chiesa di San Felice da Cantalice.

Venne effettuata una TAC e analizzati i suoi resti virtualmente, non potendo effettuare uno studio diretto degli stessi per motivi di preservazione.

Un progetto di grande valore che ha coinvolto diverse figure, storici, medici, antropologi e religiosi e che in città ha potuto contare sull'aiuto dei frati Cappuccini, il presidente della Società Storica Enrico Ciancarini e quello della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco, la clinica Siligato del dottor Antonino Amaturo e le onoranze funebri Angeloni.

I risultati, pubblicati nel libro "Santa Costanza si racconta. Scienza e Storia di un Corposanto nella Chiesa dei Frati Cappuccini di Civitavecchia", saranno presentati Mercoledì 29 Ottobre ore 18:00 presso il Convento Frati Cappuccini, Via Terme di Traiano 70 - CIVITAVECCHIA, alla presenza anche del S.E.R. Mons. GIANRICO RUZZA Vescovo di Civitavecchia - Tarquinia.

Recensione di "Serial Killer. I volti del male" di Gianluca Zanella (Diarkos, 2025) a cura di Elena Varotto.C’è una line...
13/10/2025

Recensione di "Serial Killer. I volti del male" di Gianluca Zanella (Diarkos, 2025) a cura di Elena Varotto.

C’è una linea sottile che separa la curiosità dall’orrore: “Serial Killer. I volti del male” di Gianluca Zanella la percorre con equilibrio e lucidità.
L’autore, noto per le sue inchieste giornalistiche sul crimine e per il suo approccio razionale ai fatti di cronaca, fondatore del format di informazione indipendente DarkSide - Storia Segreta d'Italia, firma un saggio che si legge come un lungo racconto.

Nonostante il tema oscuro, il libro non è affatto pesante né macabro: è un viaggio lucido e appassionante nel cuore dell’uomo, raccontato con l’occhio del giornalista e la sensibilità del divulgatore. Zanella riesce in un’impresa complessa: trasformare una materia drammatica in un racconto che si legge d’un fiato, con la serietà del saggio ed il ritmo del romanzo.

Sin dalle prime pagine, la prefazione del criminologo Federico Carbone ci prepara a un testo che va in profondità, senza fronzoli. Il libro prende le mosse, nella sua introduzione, da una breve descrizione delle prime figure di assassini seriali nella storia, ad esempio, il caso delle avvelenatrici di Roma antica descritte da Tito Livio. Da qui, Zanella costruisce una genealogia del male che attraversa i secoli e muta con le società: dall’aristocratica crudeltà di Elizabeth Báthory al mistero urbano di Jack lo Squartatore, per arrivare, poi, alla trattazione dei più importanti serial killer contemporanei americani come Albert Fish, Richard Ramirez, Zodiac e Jeffrey Dahmer, divenuti, ormai, tristemente “iconici”.

Ma la vera forza del libro sta soprattutto nell’aver riportato l’attenzione sul nostro Paese, perché se è vero che nell’immaginario collettivo i grandi serial killer sono noti soprattutto in America, Zanella dimostra che anche l’Italia ha avuto, nel silenzio della propria provincia, assassini seriali di spietata ferocia. Da Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice di Correggio, al Mostro di Firenze e Marco Furlan, fino a Donato Bilancia, l’autore scava nelle cronache e nelle menti di chi ha terrorizzato il Paese, protagonisti di pagine oscure della cronaca nera, mostrando come la violenza seriale non sia un’esportazione americana, ma un fenomeno umano, radicato ovunque. Ogni capitolo è una tappa in cui il delitto diventa specchio del suo tempo, riflesso delle sue paure e delle sue ossessioni.

Ciò che emerge, più che la cronaca dei fatti, è un filo rosso (anzi, nero) antropologico e culturale: il serial killer diviene prodotto della civiltà che lo genera. L’autore mostra come la violenza seriale, lungi dall’essere un’anomalia, sia una costante nella storia umana, variando soltanto nel contesto e nel linguaggio. Dove un tempo agivano la superstizione e la caccia alle streghe, oggi operano i mass media e la spettacolarizzazione del crimine.

Zanella intreccia storie individuali e contesti sociali, con il rigore del cronista e la misura dello scrittore. Ogni caso è raccontato senza enfasi, con linguaggio chiaro e preciso, restituendo la dimensione umana – disturbante ma reale – dei protagonisti. Accanto alla cronaca c’è l’analisi: le infanzie spezzate, i traumi, i legami di attaccamento mancati, la linea sottile che separa il disagio dalla follia.

Di particolare interesse le pagine dedicate al ruolo dei media: come la televisione, i giornali e oggi i social abbiano trasformato il crimine in intrattenimento, amplificando la fascinazione collettiva verso chi uccide. “L’orrore vende”, scrive Zanella, ma la responsabilità di chi racconta è distinguere la conoscenza dalla spettacolarizzazione. Pur affrontando storie terribili, il libro non cede mai alla retorica o all’effetto shock.

La scrittura resta limpida, tesa, asciutta, giornalistica: si avverte l’intento di restituire dignità all’informazione e complessità al tema, con i toni da giornalista di inchiesta che contraddistinguono la sua cifra stilistica, con un ritmo serrato ma agevole, anche nei passaggi più tecnici. Si percepisce l’intento divulgativo, ma anche la volontà di restituire dignità di analisi a un tema spesso banalizzato.

Come sottolinea nella prefazione Federico Carbone, “leggere queste pagine è un esercizio di memoria. Un atto politico contro l’indifferenza. È un pugno allo stomaco per chi crede ancora che il male sia un incidente, un errore statistico. Il male, qui, è sistema”.

Lo sguardo resta sempre lontano tanto dal sensazionalismo quanto dalla freddezza clinica: il male viene indagato come fenomeno umano, non come mostruosità aliena. Zanella non indulge nella morbosità, non cerca l’effetto shock: preferisce spiegare, collegare, contestualizzare. Nel capitolo finale, l’autore si interroga su un punto cruciale: perché il pubblico continua ad essere attratto dai serial killer? La risposta, suggerisce, non è solo nella curiosità morbosa, ma nel bisogno di capire dove finisce la normalità e comincia la devianza.

Ed è forse questo il messaggio più importante che traspare da quest’opera: mostrare che studiare il male non significa celebrarlo, ma riconoscerlo per difendersi da esso. “Cosa distingue lui da me?” è la domanda che Zanella ci pone e su cui dobbiamo sempre interrogarci.

In tempi in cui il crimine diventa spesso intrattenimento, “Serial Killer. I volti del male” è un chiaro esempio di divulgazione intelligente, un invito a guardare con occhi razionali ciò che ci spaventa, e a scoprire, dietro i volti del male, qualcosa che parla anche di noi.

Diarkos - Storia Segreta d'Italia

Indirizzo

Piazza Umberto I, 5
Avola
96012

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 14:30

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