Studio Oculistico Bellizzi

Studio Oculistico Bellizzi Centro di Oftalmologia in Bari dal 1975 come riferimento per Oftalmopediatria, Strabismi, Ortottica, Neuroftalmologia.

Le distrofie retiniche Cone-Rod:Le distrofie cone-rod (CRD) rappresentano un gruppo eterogeneo di degenerazioni retinich...
18/03/2026

Le distrofie retiniche Cone-Rod:

Le distrofie cone-rod (CRD) rappresentano un gruppo eterogeneo di degenerazioni retiniche ereditarie caratterizzate da un danno primario ai coni (fotorecettori deputati alla visione centrale e fotopica), seguito o accompagnato da una successiva degenerazione dei bastoncelli. Questa sequenza temporale le distingue dalla più comune retinite rigmentosa, dove l'ordine di coinvolgimento è inverso.
A livello cellulare, la patologia origina da difetti nel segmento esterno dei fotorecettori, la perdita di funzionalità dei coni porta a un rapido declino dell'acuità visiva e della sensibilità al contrasto.
La disfunzione dei coni inizia con la perdita dei pigmenti visivi e prosegue verso l'apoptosi cellulare.
Sebbene i bastoncelli possano essere inizialmente preservati, il microambiente retinico alterato e la perdita di fattori trofici portano alla loro progressiva morte cellulare.
Le CRD presentano un'elevata eterogeneità genetica con modalità di trasmissione autosomica dominante (AD), autosomica recessiva (AR) o legata all'X (XL).
La diagnosi differenziale si avvale di metodiche di imaging e test funzionali eseguiti generalmente presso centri ultraspecializzati in questo tipo di patologie oftalmiche.
L'elettroretinogramma (ERG) é il gold standard: l''ERG Ganzfeld mostra una riduzione predominante delle risposte fotopiche (coni) rispetto a quelle scotopiche (bastoncelli).
Dal punto di vista morfometrico, l'OCT videnzia l'assottigliamento dello strato nucleare esterno e la frammentazione della zona ellissoide, partendo dalla regione foveale/parafoveale.
L'autofluorescenza del fondo oculare (FAF): spesso rivela un anello di iper-autofluorescenza maculare (accumulo di lipofuscina), segno di stress metabolico dell'EPR, che evolve in aree di atrofia (ipo-autofluorescenza).
Attualmente non esiste ancora una cura definitiva, ma la ricerca si focalizza su tre punti:
1) terapia genica: sostituzione genica tramite vettori adeno-associati (AAV), particolarmente avanzata per i geni ABCA4 e GUCY2D.
2) optogenetica: conversione di cellule retiniche superstiti (come le cellule bipolari o gangliari) in sensori di luce artificiali.
3) neuroprotezione: somministrazione di fattori di sopravvivenza per rallentare l'apoptosi dei fotorecettori.

Rivolgiti pure ai nostri specialisti in caso di sospetta diagnosi di tali eredodistrofie o per un ulteriore consulto.

La Rino-Congiuntivite Allergica : La stagione primaverile è alle porte e per molte persone è vissuta come un periodo pro...
12/03/2026

La Rino-Congiuntivite Allergica :

La stagione primaverile è alle porte e per molte persone è vissuta come un periodo problematico per via dei sintomi che si manifestano.
La causa è da attribuirsi alla congiuntivite allergica, frequentemente manifestantesi anche come rinocongiuntivite allergica: questo perchè la componente congiuntivale (arrossamento, prurito, lacrimazione) è presente nella maggior parte dei pazienti rinitici, configurando il quadro di rinocongiuntivite.
La rinocongiuntivite allergica (RA) è una patologia infiammatoria mediata esclusivamente da anticorpi IgE; rappresenta la manifestazione allergica più comune e coinvolge simultaneamente la mucosa nasale e la congiuntiva oculare.
Il meccanismo è una reazione di ipersensibilità di Tipo I (immediata) scatenata dal contatto tra allergeni (pollini, acari, epiteli animali) e le IgE legate ai mastociti.
Entro pochi minuti dall'esposizione, il rilascio di istamina e altri mediatori causa vasodilatazione, prurito e secrezione acquosa.
Dopo 4-8 ore, il reclutamento di cellule infiammatorie (eosinofili, basofili) sostiene l'edema e la congestione cronica.
La prevalenza stimata della RA in Italia oscilla tra il 16% e il 25%, alcune stime più ampie indicano che fino al 35% della popolazione possa esserne affetta in varie forme.
A causa del cambiamento climatico e dell'aumento dell'inquinamento, entro il 2030 quasi il 40% degli italiani soffrirà di RA.
La prevalenza tra i bambini (6-12 anni) è di circa il 14,5%, ma sale drasticamente negli adolescenti, raggiungendo punte del 40%.
Colpisce invece circa il 20% della popolazione adulta, la fascia d'età tra i 12 e i 30 anni rappresenta oltre il 75% della popolazione allergica in molti centri specializzati
Esiste una forte correlazione con l'asma bronchiale, circa il 30% dei soggetti con rinite allergica sviluppa asma nel corso della vita, mentre il 50% degli asmatici soffre contemporaneamente di RA.
Nonostante l'alta diffusione, la patologia è spesso sottodiagnosticata o gestita in modo improprio: in Italia, solo il 12% dei pazienti effettua test allergologici per confermare la diagnosi.
Circa il 50% dei pazienti non assume farmaci o ricorre all'automedicazione senza consulto medico, a volte peggiorando la situazione.
La migliore strategia resta sempr ela prevenzione, valutando la propria condizione in centri clinici specializzati in questo ambito.
Per ogni necessità, rivolgiti pure ai nostri specialisti per una consulenza.

Maggiori informazioni al link:

https://www.studiobellizzi.it/patologie/allergie-oculari/

Visita oculistica ed "esame della vista", la fondamentale differenza:L'oftalmologo, ovvero il medico chirurgo laureato c...
09/03/2026

Visita oculistica ed "esame della vista", la fondamentale differenza:

L'oftalmologo, ovvero il medico chirurgo laureato con corso magistrale, abilitato e specializzato, regolarmente iscritto ad un albo dell'ordine e autorizzato da norme sanitarie ben precise, è colui che si occupa di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione di tutte le patologie oculari.
L'approccio al paziente, attraverso la visita specialistica, si fonda sul principio medico universale di attenta valutazione dell'anamnesi, sull'esame obiettivo, sulla diagnostica di primo/secondo/terzo livello (ad alta tecnologia e complessità) e sulla prescrizione di idonea terapia alla patologia d'organo riscontrata (medica/farmacologica o parachirurgica/chirurgica), con eventuale successivo percorso riabilitativo.
In Italia, l'oculista è l'unica figura a poter prescrivere terapie oltre tutti gli ausili ottici correttivi per i difetti di vista.
Pertanto non bisogna mai confondere una visita specialistica oftalmologica con il semplice "esame della vista", tante volte propagandato dagli esercizi commerciali o nelle varie campagne multimediali di screening.
L'ottico (o l'optometrista), non appartiene alle figure sanitarie ministerialmente riconosciute, può eseguire unicamente un esame della refrazione (non in cicloplegia, generalmente in modo rapido con l'autorefrattometro e il forottero), può fornire una soluzione compensativa (lenti correttive) al difetto visivo (miopia semplice e presbiopia) in assenza di ipermetropia e/o astigmatismo e non può fare alcuna diagnosi.
L'esame della refrazione è solo uno dei vari passaggi della visita oculistica miranti a valutare la funzionalità visiva, è una mera misurazione quindi è un esame che da solo non può fornire alcuna risposta diagnostica; ecco perchè una visita oculistica, a differenza di molte altre branche specialistiche, può richiedere molto tempo nell'esecuzione, necessita di una dotazione strumentale di base dedicata e nei centri ultraspecializzati di macchine diagnostiche molto avanzate.
L'Oftalmologia è la branca della Medicina che negli ultimi 25 anni ha avuto la maggiore evoluzione sia in ambito diagnostico che terapeutico, tuttavia la prevenzione rimane sempre un cardine fondamentale per tutti ad ogni età.
Pertanto è necessario affidarsi sempre a personale sanitario autorizzato e qualificato per l'accertamento di eventuali patologie dell'apparato visivo.

Long-term follow-up of some rare forms of retinal hereditary dystrophies: Gianfranco Bellizzi will discuss this topic at...
05/03/2026

Long-term follow-up of some rare forms of retinal hereditary dystrophies:
Gianfranco Bellizzi will discuss this topic at the upcoming international conference "OCT & Retina Forum 2026" in Milan, where the world's leading retinal experts will meet.

Participate at the 10th OCT & RETINA FORUM 2026 by sharing your work with colleagues. The OCT & RETINA FORUM offers excellent opportunities to learn from the latest research and practice, to network with experts and colleagues and to expand your professional horizons.

La moderna chirurgia oftalmica del XX secolo di Joaquin Barraquer Moner (Barcelona, España 1927-2016) :Joaquín Barraquer...
03/03/2026

La moderna chirurgia oftalmica del XX secolo di Joaquin Barraquer Moner (Barcelona, España 1927-2016) :

Joaquín Barraquer Moner, secondogenito di Ignacio Barraquer e nipote del cattedratico Josè Antonio Barraquer Roviralta primo cattedratico di Oftalmologia in Spagna, nasce a Barcellona il 26 gennaio 1927.
Seguendo le orme dei suoi predecessori, dopo aver frequentato il liceo ha studiato Medicina all'Università di Barcellona (1945-1951) e conseguendo il dottorato a Madrid nel 1955.
Era stato instradato precocemente alla Medicina dal padre che seguiva spesso nel suo laboratorio e dove svolgeva lavori tecnici o di fine esecuzione per acquisire le competenze necessarie per diventare chirurgo: infatti da bambino si divertiva a realizzare costruzioni di macchine in miniatura o revisionando da adolescente orologi automatici che gli svilupparono una certa manualità di precisione.
La sua vocazione per l'Oftalmologia sbocciò presto, trascorreva lunghe ore visitando i pazienti, lavorando in laboratorio, studiando le cartelle cliniche e assistendo ai loro interventi chirurgici.
La porta verso la scienza gli fu aperta durante l’adolescenza a 13 anni, quando il padre lo volle con se in sala operatoria per estrarre una cataratta ad un suo paziente.
Da allora una eccellente carriera nel campo dell’Oftalmologia lo ha visto protagonista delle principali scoperte pionieristiche insieme a suo fratello Josè Barraquer (Barcellona 1916 – Bogotà 1998), padre della attuale chirurgia refrattiva e fondatore dell’altro omonimo istituto in Colombia.
Joaquín Barraquer è stato cattedratico presso l'Università Autonoma di Barcellona (UAB), direttore dell'Instituto Universitario Barraquer (affiliato all'UAB), direttore esecutivo dell'Instituto Barraquer, direttore fondatore della Banca degli Occhi per il trattamento della cecità e pioniere dei trapianti di cornea, direttore chirurgico del Centro di Oftalmologia Barraquer, dove ha formato un team di oculisti provenienti da tutto il mondo.
Il Centro de Oftalmologia Barraquer è l’ultimo esempio di istituzione privata dedita alla ricerca e alla assistenza, la cui direzione e proprietà è gestita ancora dai fondatori stessi; al mondo infatti pochissimi medici o chirurghi di grande fama hanno posseduto un proprio istituto in cui esercitare.
Capolavoro di architettura modernista in stile art decò, i lavori per il nuovo centro oftalmologico iniziarono nel 1941 a Barcellona sotto la guida dell’architetto J. Lloret Holms su incarico del padre Ignacio Barraquer.
L’Instituto Barraquer è stato fondato nel 1947 come associazione scientifica indipendente ed autofinanziata dedicata alla ricerca e alla docenza in ambito oftalmologico; diversi illustri cattedratici hanno presieduto la Junta Rectora dell’Istituto come: B. Rycroft, F. Newell, B. Straatsma, A. Piñero, e J. Barraquer stesso.
La presenza di 2 auditori, 2 anfiteatri chirurgici, 1 Departamento de Cirujìa de Instruciòn, 5 sale operatorie, diversi meeting settimanali ed un folto organico clinico docente assicura una risposta ottimale alle esigenze formative per tutti gli oftalmologi provenienti da ogni parte del mondo.
Una nuova sede dell'Instituto Barraquer è stata inaugurata a Dubai nel 2020 per meglio rispondere agli elevati standard assistenziali più all’avanguardia a livello mondiale.
Dal 1961 in poi, Joaquin barraquer ha lavorato come docente in diversi corsi annuali dell'American Academy of Ophthalmology, meritandosi il Teaching Award nel 1972.
Ha tenuto numerose conferenze e corsi in università, facoltà di Medicina e scuole di specializzazione in Oftalmologia in cinque continenti.
Nel 1957 scoprì l'azione proteolitica della zonula del cristallino tramite l’alfachimotripsina sviluppando la tecnica della "zonulolisi enzimatica" insieme al suo più stretto collaboratore J. Rutllàn: una procedura chirurgica che facilitò significativamente l'estrazione o la cataratta intracapsulare in un’epoca dove la chirurgia della cataratta era sempre ad elevato rischio chirurgico.
Nel corso della sua carriera, Joaquín Barraquer ha progettato anche numerosi strumenti chirurgici e sviluppato procedure originali per il trattamento di varie patologie oculari.
In collaborazione con il fratello José Ignacio, nel 1964 sviluppò un microscopio speciale per la microchirurgia, poiché il prototipo impiegato dal 1953 era sprovvisto di lampada a fessura, il cui utilizzo è fondamentale per consentire la biomicroscopia, ovvero la visione di una "sezione ottica" trasparente dell'occhio.
Nel 1965, in collaborazione con Hans Litmann, ingegnere ottico della Zeiss, ideò un altro microscopio speciale per riprese cinematografiche o televisive di procedure microchirurgiche.
Joaquín Barraquer è tra i pionieri al mondo nell'uso delle lenti intraoculari, ne progettò anche un modello originale.
Nel 1995, in collaborazione con Corneal WK, è stata progettata una lente speciale per correggere la miopia tra -10 e -30 D.
Questa lente viene posizionata dietro l'iride, con la pupilla centrata, rispettando il cristallino trasparente (lenti fachiche da camera posteriore).
Joaquín Barraquer è riuscito a trasmettere a tutte le persone che lo circondano nel suo lavoro quotidiano, oltre al suo entusiasmo professionale, il suo modo affabile di trattare i pazienti, creando in loro, così, un senso di sicurezza e fiducia.
La scoperta e la ricerca, la vocazione e la dedizione all'Oftalmologia, la capacità di lavorare, il talento per l'insegnamento e la creazione di un proprio team di professionisti hanno portato Joaquín Barraquer a una eccellente fama internazionale.
È stato dottore honoris causa e professore onorario presso 11 università, locali e straniere, ha ricevuto 6 onorificenze e premi scientifici nazionali e 28 internazionali, tra cui la "Medaglia d'Oro José Rizal APAO 1999", la Medaglia d'Oro "Alfonso Motolese 2000" del Parlamento Italiano e la Medaglia d'Oro al Merito della Repubblica del Libano (2007).
Gli sono stati inoltre conferiti 12 premi e onorificenze da ufficiali spagnoli, tra cui la "Gran Croce al Merito Civile" (1968), la "Medaglia d'Oro al Merito del Lavoro" (1982), la "Gran Croce al Merito Civile Alfonso X " (1984), la "Medaglia d'Oro al Merito nella categoria Scienza" (1998), la "Creu Sant Jordi", la "Medaglia Josep Trueta" della Generalitat de Catalunya (2001), Membro al Merito della Società Sp****la di Oftalmologia (SEO, 2001) e "Gran Croce dell'Ordine Civile della Salute" (2001), la "Croce d'Oro dell'Associazione Sp****la per lo Sviluppo Europeo" (Barcellona, 2002) e di 21 stranieri, tra cui la "Ophthalmologist of the Millennium Gold Medal" dell'International Academy for Advances in Ophthalmology (2000), conferita dal primo ministro dello Stato del Maharashtra (India).
È stato membro Onorario dell'Organizzazione Peruviana per la Lotta alla Cecità (OPELUCE) (Lima, Perù, dicembre 2001), "Paul Harris Fellow" della Fondazione Rotary del Rotary International (2002), "Consulente Scientifico Esperto Onorario" del Tianjin Eye Center (China, 2002), "Relatore Principale" al 15° Meeting e al 4° Congresso Mondiale International Meeting ICIMRK Surgeons Eye Society (Tianjin, China 2002), Accademico Onorario Straniero dell'Accademia di Medicina del Paraguay (Asunción, Paraguay, 2002) e nella "Hall of Fame" dell'ASCRS (American Society of Cataract & Refractive Surgery, San Francisco, 2003).
Nel 2007 è stato eletto Presidente della Società Sp****la di Oftalmologia come membro di onore e di merito di 31 associazioni scientifiche nazionali e internazionali.
Ha partecipato attivamente a oltre 400 congressi e meeting scientifici in tutto il mondo, 30 dei quali come ospite d'onore e 29 come ospite speciale, tra i quali anche i congressi della Società Oftalmologica Italiana (Roma e Bari, 1972).
Joaquín Barraquer ha pubblicato oltre 150 lungometraggi e 50 video a partire dal 1953; la maggior parte sono originali, narrati in diverse lingue, mostranti diverse tecniche o interventi chirurgici sperimentali.
Alcune di queste produzioni hanno vinto premi in festival cinematografici scientifici internazionali, oltre alle sue più importanti edizioni bibliografiche realizzate e agli Anales del Instituto Barraquer.
Per tutti gli oftalmologi del mondo è stato il Maestro per eccellenza; tanti i suoi pazienti provenienti da tutti i continenti ancora oggi gli sono grati per la restituzione del bene più prezioso: la vista.

Nell'anno in cui ricorre il decennale della sua scomparsa, lo ricordiamo sempre con enorme stima ed affetto per il prezioso tempo trascorso con lui in tutte le occasioni di formazione o di convivialità riservateci, oltre che per la sua esemplare dedizione alla professione e la grande empatia verso tutti i pazienti.

La stenosi del dotto lacrimale neonati :​L'atresia del dotto lacrimale (più propriamente definita dacriostenosi congenit...
26/02/2026

La stenosi del dotto lacrimale neonati :

​L'atresia del dotto lacrimale (più propriamente definita dacriostenosi congenita) è una condizione clinica che interessa circa il 5-20% dei neonati.
La causa principale risiede nella mancata canalizzazione della porzione distale del sistema escretore lacrimale, solitamente a livello della valvola di Hasner (membrana mucosa situata all'apertura del dotto nel meato nasale inferiore).
Generalmente provoca una triade di sintomi/segni clinici: ​1) epifora (lacrimazione eccessiva dovuta al mancato drenaggio), 2) secrezione mucopurulenta (accumulo di detriti nel sacco lacrimale che favorisce la proliferazione batterica), 3) dermatite perioculare (irritazione della cute palpebrale causata dall'umidità costante).
​La letteratura scientifica concorda sul fatto che il massaggio di Crigler, se eseguito correttamente dai genitori/caregiver, porta a una risoluzione spontanea nel 90% dei casi entro il primo anno di vita, divenendo un'ottima strategia terapeutica di tipo conservativo.
​Il massaggio di Crigler è una procedura assolutamente non invasiva di idropressione idrostatica introdotta negli anni '20.
L'obiettivo è generare un gradiente pressorio sufficiente a vincere l'ostruzione membranosa della valvola di Hasner.
Una pressione digitale viene esercitata sul tendine cantale mediale per chiudere i canalicoli superiori e inferiori, impedendo il reflusso del contenuto verso l'occhio: il dito scivola con decisione verso il basso lungo la parete nasale.
L'aumento brusco della pressione idrostatica all'interno del dotto nasolacrimale spinge il fluido contro l'ostruzione distale, provocandone la disostruzione meccanica.
​Per massimizzare l'efficacia, il trattamento deve seguire criteri di frequenza e tecnica rigorosi:
- 4 sessioni al giorno
- 10 compressioni delicate per sessione
- lavaggio delle mani e accurata cura delle unghie per evitare infezioni o abrasioni
- eventuale impiego di gel o pomata antibiotica oftalmica per facilitare il massaggio.

Se l'ostruzione persiste oltre i 10-12 mesi, la probabilità di risoluzione spontanea diminuisce drasticamente.
In questi casi, si rende necessario l'intervento chirurgico di sondaggio del dotto nasolacrimale o, nei casi più complessi, la dacriocistorinostomia.
L'intervento, così come ogni manovra esplorativa e diagnostica, deve essere eseguito da oftalmologi esperti per via della fragilità delle strutture anatomiche, ma soprattutto in ambiente ospedaliero protetto.
​Il massaggio di Crigler rimane il "gold standard" del trattamento conservativo per la dacriostenosi neonatale.
La sua efficacia dipende direttamente dalla compliance dei genitori/caregiver e dalla corretta applicazione della manovra.
Parlane con i nostri specialisti.

Oftalmologia Legale : La chirurgia oftalmica, sebbene caratterizzata da un elevato tasso di successo, presenta rischi in...
23/02/2026

Oftalmologia Legale :

La chirurgia oftalmica, sebbene caratterizzata da un elevato tasso di successo, presenta rischi intrinseci che, in caso di esito sfavorevole, possono dar luogo a contenziosi per responsabilità professionale medica.
La gestione dell'onere della prova è un elemento fondamentale in questi giudizi e si basa su principi legali consolidati, inquadrati principalmente nell'ambito della responsabilità contrattuale (ex art. 1218 c.c.) per la struttura sanitaria e, in determinati casi, per il medico, a seguito dell'introduzione della Legge Gelli-Bianco (L. n. 24/2017).
La Legge Gelli-Bianco ha istituzionalizzato il ricorso a Linee Guida (LG) accreditate (pubblicate dall'Istituto Superiore di Sanità) e, in loro assenza, alle Buone Pratiche Clinico-Assistenziali (BCP) come parametro per valutare la condotta sanitaria.
Uno schema sintetico delle aree critiche di maggiore contenzioso in Oftalmologia Legale.

L'aniseiconia è una condizione che si verifica quando si realizza una differenza di percezione nella dimensione o nella ...
16/02/2026

L'aniseiconia è una condizione che si verifica quando si realizza una differenza di percezione nella dimensione o nella forma di un'immagine tra i due occhi ed è spesso causata da una elevata anisometropia, ovvero una differenza nell'errore di rifrazione.
Quando l'aniseiconia è causata da anisometropia, si parla di aniseiconia ottica.
In età adulta, l'aniseiconia può causare astenopia, mal di testa, diplopia, vertigini, squilibrio, nausea, intolleranza agli occhiali, soppressione oculare e percezione distorta dello spazio.
Si ritiene che uno 0,75% di aniseiconia possa iniziare a causare sintomi, invece dall' 1 al 3% sono presenti sintomi definiti e che oltre lo 5% di aniseiconia sia incompatibile con la visione binoculare.
L'aniseiconia ottica viene predetta calcolando la differenza di ingrandimento tra la lente destra e quella sinistra.
L'aniseiconia si verifica solo quando gli occhi vengono utilizzati contemporaneamente (visione binoculare) ma non si verifica se la visione è soppressa o ridotta, come può accadere nello strabismo alternante e nell'ambliopia o in caso di patologie oculari.
L'aniseiconia è trattata con correzione ottica fin dove possibile (lenti aniseiconiche a tempiale o lenti a contatto speciali) oppure chirurgicamente con chirurgia refrattiva laser, sostituzione di cristallino trasparente e posizionamento di una lente intraoculare artificiale (IOL).
ll New Aniseikonia Test (NAT), comunemente noto come test di Awaya dal nome del suo sviluppatore (Satoshi Awaya) , è una procedura clinica per la misurazione soggettiva dell'aniseiconia; il test sfrutta la dissociazione cromatica per quantificare la disparità dimensionale tra le immagini retiniche dei due occhi con l'uso di occhiali rosso-verdi per dissociare la visione binoculare e una scheda con semicerchi rossi e verdi di diverse dimensioni relative.
Il clinico mostra una serie di coppie in cui uno dei due semicerchi aumenta progressivamente di dimensione (in step dell'1%); il paziente deve indicare la coppia in cui i due semicerchi appaiono di dimensioni identiche.
Se i semicerchi hanno dimensioni diverse percepite, viene formulata una diagnosi di aniseiconia.
Il valore percentuale stampato accanto alla coppia selezionata indica l'entità dell'aniseiconia misurata.
Sebbene sia il test più diffuso in ambito clinico per la sua rapidità, la letteratura medica evidenzia specifiche limitazioni tecniche:
1) il NAT tende a sottostimare l'aniseiconia reale, in particolare, la sottostima è più marcata per l'aniseiconia orizzontale rispetto a quella verticale;
2) il NAT può indurre una risposta di fusione sensoriale diversa rispetto ad altri test, mascherando parte della disparità dimensionale effettiva;
3) la ripetibilità del test è considerata moderata (con limiti di concordanza di circa ±2%), per questo motivo, i risultati devono essere interpretati con cautela, specialmente quando si decide di prescrivere lenti aniseiconiche.
Il test di Awaya copre solitamente un intervallo di misurazione che va dallo 0% al 24%, è quindi particolarmente utile nello screening rapido di pazienti con anisometropia elevata, soggetti post-chirurgia refrattiva o pazienti con patologie maculari (pucker maculare) che riferiscono distorsioni o astenopia persistente; tuttavia esistono metodiche digitali attualmente più avanzate in grado di calcolare con molta precisione il valore dell'aniseiconia.

Il Vision Trainer (Retimax CSO, Italia) combina le più recenti tecniche del biofeedback con le esperienze acquisite nel...
09/02/2026

Il Vision Trainer (Retimax CSO, Italia) combina le più recenti tecniche del biofeedback con le esperienze acquisite nell'esecuzione dei potenziali evocati visivi (PEV).
Lo scopo che si prefigge tale sistema di riabilitazione visiva è quella di migliorare, normalizzare ed incrementare le capacità visive e le abilità ad esse collegate in soggetti affetti da patologie oculari di varia origine e natura, ametropie e problemi di binocularità.
Lo strumento di base su cui si fonda il principio consiste in un dispositivo per la registrazione delle risposte bioelettriche PEV (Potenziale Visivo Evocato) che costituisce un mezzo clinico di indagine delle strutture visive retino-corticali ed in modo particolare, per la diagnosi delle anomalie della visione con sintomatologia poco evidente o in pazienti poco collaboranti.
Il biofeedback acustico correlato all'ampiezza della componente armonica, fornisce al paziente, in tempo reale, la giusta informazione per l'apprendimento del controllo volontario della sua risposta corticale e retinica agli stimoli ai quali viene sottoposto nel corso del trattamento.
Nel Retimax Vision Trainer, trasformando con le opportune tecniche la risposta bioelettrica corticale e retinica in segnale sonoro modulabile, si ha la possibilità di valutare in tempo reale il grado di efficienza della stessa, imparando a controllarla ed a migliorarla gradualmente: tutto ciò si traduce, in termini pratici, in un incremento delle capacità visive del soggetto che si sottopone al training.
L’affermazione “è inutile trattare l’ambliopia nei soggetti adulti” alla luce di recenti studi sia su modelli animali che clinici, oltre l’età plastica visiva (8aa), è da riconsiderare.
Con adeguato trattamento di preferential looking visivo si può modificare o comunque ridurre il rapporto inibizione/eccitazione della corteccia visiva, probabilmente interferendo sul tono di un sistema gaba-adrenergico capace di determinare l’inattivazione dell’occhio ambliope.
Questo significa anche un minore impiego del trattamento occlusivo ortottico penalizzante nei bambini, grazie ad un recupero più immediato e duraturo nel tempo.
Siamo stati tra i primi centri di riferimento nazionali ad introdurre tale metodica nella terapia riabilitativa dell'ambliopia e del post-surgery (strabismo, cataratta, vitreoretina, refrattiva), conseguendo un successo terapeutico nel 70% dei casi trattati.
I nostri specialisti sono a vostra disposizione per i trattamenti di riabilitazione visiva da effettuare in sede, previa valutazione clinica.

I pericoli derivanti dall'uso improprio o non prudente dei puntatori laser:L'esposizione oculare a radiazioni emesse da ...
05/02/2026

I pericoli derivanti dall'uso improprio o non prudente dei puntatori laser:

L'esposizione oculare a radiazioni emesse da puntatori laser rappresenta un'emergenza clinica di rilevanza poiché potenzialmente sono in grado di indurre danni strutturali irreversibili.
Il paziente colpito riferisce tipicamente la percezione di un lampo luminoso improvviso, seguito da una perdita immediata della visione centrale o dalla comparsa di un punto cieco (scotoma).
Diagnosticamente, l'esame del fondo oculare o l'OCT possono rivelare fori maculari, emorragie sottoretiniche o edema maculare.
Il pericolo maggiore risiede nella focalizzazione del raggio sulla fovea, la zona della retina responsabile della visione centrale ad alta risoluzione (maggiore concentrazione di fotorecettori).
L'apparato diottrico dell'occhio, ovvero cornea e cristallino, agisce come una lente d'ingrandimento, concentrando la densità di potenza del laser nel momento in cui raggiunge la retina.
Un puntatore laser di 5mW, apparentemente innocuo, focalizzato per pochi secondi sulla retina può avere una densità di potenza superiore a quella della luce solare diretta.
L'effetto fototermico è immediato.
I laser verdi (532 nm) sono considerati i più pericolosi per due ragioni: in primis perché la retina è estremamente sensibile a questa lunghezza d'onda e quindi la risposta fototermica è immediata, poi perché molti puntatori verdi economici utilizzano lenti per convertire la luce infrarossa in luce verde; se il dispositivo non possiede un filtro IR di qualità, emette un fascio invisibile di infrarossi ad alta potenza.
I laser rossi (630-670 nm) hanno una penetrazione leggermente diversa, ma richiedono potenze superiori per causare lo stesso livello di danno percepito; tuttavia, essendo spesso meno costosi, i circuiti di limitazione della potenza sono frequentemente assenti o inefficienti.
Molti puntatori laser venduti online come "Classe 2" (sicuri) sono stati testati in laboratorio rivelando potenze reali superiori a 50-100mW, rendendoli di fatto armi ottiche di Classe 3R-B e Classe 4 camuffate da giocattoli o strumenti da conferenza.
Per comprendere meglio il danno iatrogeno da puntatori laser sui fotorecettori retinici, si può prendere ad esempio l’effetto altamente dannoso che essi provocano sui sensori (fotodiodi) delle macchine fotografiche (soprattutto le mirrorless di ultima generazione, prive di tendina dell’otturatore); spesso accade infatti che in molti locali pubblici dove si suona dal vivo o nei concerti pop, dei raggi laser impiegati per le scenografie colpiscono rapidamente i sensori delle macchine dei fotografi presenti all’evento, danneggiandole (al momento della riproduzione si notano macchie scure sulle immagini corrispondenti ai pixel del sensore bruciati dal laser).
Immaginate tutto questo sui fotorecettori retinici, molto più densamente concentrati e biologicamente delicati, ma soprattutto non ricostituibili una volta danneggiati.
Pertanto è raccomandata la massima attenzione nell'utilizzo dei vari puntatori laser, valutando bene la classe di potenza e il tipo di emissione al momento dell'acquisto, tenendoli lontano dalla portata dei bambini.

Indirizzo

Via Principe Amedeo, 25
Bari
70121

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