27/02/2026
Ogni gravidanza è una storia unica.
Alcune sono segnate dall’attesa e dalla progettualità, altre richiedono protezione, ascolto e competenze altamente specialistiche per affrontare diagnosi complesse o decisioni dolorose. Da questa consapevolezza nasce il percorso formativo promosso dalla ASL Bari sul parto in anonimato e sulle gravidanze complesse, giunto al secondo appuntamento presso il Polo formativo dell’Ospedale Di Venere, dopo il primo incontro all’Ospedale San Paolo.
Accanto alla formazione, una novità organizzativa concreta: al Di Venere sono state attivate quattro stanze di Accoglienza protetta, separate dalle aree di degenza tradizionali e dedicate alle donne che affrontano interruzioni di gravidanza oltre i 90 giorni per gravi patologie fetali, lutti perinatali, interventi di chirurgia fetale o che scelgono di partorire in anonimato. Spazi riservati, con doppio posto letto, pensati per garantire tutela, riservatezza e accompagnamento nei momenti di maggiore fragilità.
Ad aprire i lavori il Direttore Generale ASL Bari 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐅𝐫𝐮𝐬𝐜𝐢𝐨, la Direttrice Sanitaria 𝐑𝐨𝐬𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐪𝐮𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢𝐧𝐢, il Direttore medico del presidio Di Venere 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐫𝐚, la vicepresidente del Consiglio regionale 𝐄𝐥𝐢𝐬𝐚𝐛𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐕𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚 e il professor 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐋𝐚𝐟𝐨𝐫𝐠𝐢𝐚, direttore del Dipartimento Pediatrico del Policlinico di Bari e dell’Ospedale Giovanni XXIII.
Nel corso della mattinata il dottor 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐩𝐞, direttore del Dipartimento di Gravidanza a rischio e rischio riproduttivo, ha illustrato il modello multidisciplinare adottato dalla ASL Bari; la dottoressa 𝐄𝐧𝐳𝐚 𝐀𝐛𝐛𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞, responsabile UOS Sicurezza delle Cure, ha approfondito il quadro normativo e le Linee guida aziendali; la psicologa clinica 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨𝐧𝐜𝐢𝐧𝐢 ha affrontato gli aspetti emotivi legati alla scelta del parto in anonimato; il dottor 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐕𝐢𝐜𝐢𝐧𝐨, direttore UOC di Ostetricia e Ginecologia del Di Venere, ha descritto il percorso clinico-assistenziale; l’ostetrica 𝐄𝐥𝐢𝐬𝐚𝐛𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐂𝐨𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 ha evidenziato il valore dell’ospedale come luogo sicuro e protetto; l’assistente sociale 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐃’𝐀𝐦𝐚𝐭𝐨 ha sottolineato l’importanza della presa in carico integrata; il neonatologo 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐐𝐮𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚 ha parlato dell’accoglienza e della continuità assistenziale del neonato; l’anestesista 𝐀𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐮𝐫𝐠𝐨𝐥𝐨 ha illustrato le tecniche di gestione del dolore; 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨, specialista nei rapporti con i media e giornalista pubblica dell’Ufficio Stampa ASL Bari, ha sviluppato una relazione su comunicazione e privacy, focalizzandosi sulla tutela dell’identità della donna e sulla gestione corretta delle informazioni sensibili.
Un ringraziamento particolare alla presidente Vaccarella per l’impegno istituzionale su un tema di grande rilevanza sociale e al professor Laforgia, che ha ricordato come solo lavorando insieme, come operatori dell’area perinatale, sia possibile costruire percorsi realmente sicuri, soprattutto nelle condizioni di maggiore fragilità.
La ASL Bari prosegue così nel rafforzamento di una rete integrata che mette al centro dignità, riservatezza e continuità assistenziale per donne e neonati.