05/03/2026
Oggi ho fatto una valutazione degli apprendimenti ad una splendida adolescente, per sospetto di Discalculia.
Tra una una prova e un'altra mi racconta del percorso scolastico, delle nottate trascorse sulle tabelline, dell'ansia, del suo non capire la matematica e della sensazione di essere davvero stupida, proprio come gli ex compagni di classe le dicevano.
Già questo bastava per trafiggermi il cuore, ma no. C'era altro che dovevo sapere.
Ad un certo punto, condivide le sofferenze per il disturbo alimentare; mi dice di impegnarsi molto per non ficcarsi le dita in gola dopo i pasti e di sentirsi comunque vittima del conteggio ossessivo delle calorie.
Aggiunge di aver smesso di fare sport, perché non riusciva a tollerare il confronto estetico tra il suo corpo e quello delle altre ragazze.
"La danza era diventata più una sofferenza che uno svago, allora ci ho rinunciato.
Però amo anche cantare, e quello lo faccio ancora. Sono una fun di Taylor Swift, vorrei diventare come lei. Sono bravissima in inglese perché traduco tutti i suoi testi, lei usa parole ricercate e ho imparato tanti vocaboli. Pensa che ho anche citato alcune righe di una sua canzone in un tema di italiano e la prof. mi ha messo 9".
Dopo tutto questo conversare denso, un po' stordita e come un fiume le dico:
"Allora, molto probabilmente sì, si tratta di Discalculia. Quindi intanto cerchiamo un tutor di doposcuola specializzato e chiediamo un PDP a scuola, così riprendi più serenamente il tuo percorso scolastico.
Puoi smettere di domandarti se sei stupida, perché No. Non lo sei affatto. Altrimenti non potremmo parlare di Discalculia.
Io ti auguro di diventare come te, non come Taylor Swift, perché lei non è piu di te.
E comunque, visto che la matematica non è il tuo forte, per favore smetti di misurare le persone e di calcolare i cibi.
Il tuo forte sono le materie linguistiche, hai detto. Perciò, trattati con più poesia e con meno numeri. E ogni volta che qualcuna ti sembra più di te, tu pensa a Petrarca, alla poesia, al canto e continua a ragionare con il linguaggio orizzontale delle parole, non con quello verticale dei numeri, dei più e dei meno. Che veramente questo è un paradosso: una ragazza con discalculia, che calcola più del dovuto. Ma dove si è visto mai?! Ora troviamo qualcuno che ti possa sostenere in questa cosa".
Ci siamo ritrovate travolte. E non so come abbiamo iniziato a ridere. Parecchio. Nel momento dei saluti, mi si è buttata addosso, con delicatezza.
"Io spero di rivederti", mi ha detto.
"Io spero di sapere delle tue evoluzioni orizzontali", le ho detto.
Chissà che tra qualche tempo non arrivi davvero una telefonata.
In fondo è successo già un'altra volta, potrebbe accadere di nuovo ❤️