30/12/2025
Sui social spesso funziona così:
un comportamento → un’etichetta → fine della storia.
Capiamo perché piace: dà ordine. Se c’è un nome, sembra che ci sia anche una soluzione.
E soprattutto: sembra che ognuno abbia finalmente un posto dove mettere ciò che sente.
Il problema è quando l’etichetta diventa un test d’ingresso.
“Se non ho quel sintomo, allora non sono abbastanza… non merito aiuto… sto esagerando.”
La psicologia reale è più scomoda (e più utile): un sintomo da solo non spiega niente.
Serve contesto, storia, relazioni, funzioni. Serve capire perché proprio così, proprio a te, proprio adesso.
Le diagnosi possono aiutare, certo, ma non sono la scorciatoia per capire una persona.
E non sono un certificato di “gravità”.
Bisogna ascoltare ogni storia, da lì comincia il lavoro che conta.