19/01/2026
“Viva Viva o’ Senegal”
Rispetto alla canzone di Pino Daniele, oggi è lunedì e si va a scuola. E anche a lavoro. Stanchi, con gli occhi un po’ appiccicati questa mattina.
Oltre tre ore di finale, di cui 120 giocati e gli altri a contorno, tra fughe negli spogliatoi, sceneggiate, la pioggia. Gli scontri in curva censurati dalla tv.
Per la più f***e delle finali.
Per il più f***e dei finali.
A te, giovane ragazzo senegalese, che con quel giubbotto dai mille colori, quando viene assegnato il rigore al Marocco, vai via blaterando in lingua. Uno scippo, si direbbe qui a queste latitudini. Ti abbiamo seguito con la coda dell’occhio mentre ti avviavi verso l’uscita, ma gettando sempre un’occhiata indietro sul maxischermo, sapendo che qualcosa sarebbe ancora successo. E alla fine non te ne sei mai andato. Come hanno fatto i Leoni della Teranga richiamati al dovere da Sadio Mane. Te lo sentivi tu, lo sapevi tu, ma anche tutti noi e le oltre cento persone presenti ieri all’Officina degli Esordi. Per la finale delle finali. E hai fatto bene a tornare in sala.
Dopo quel rigorino concesso e malamente sbagliato, abbiamo pensato e creduto alle parole di quella ragazza marocchina che, fissandoci, ci dice: “Calma, calma, è lunga la partita, è ancora nostra”, e con le mani che si muovono lente quasi quasi le credi. Ti infonde serenità mentre sul monitor si vede lo sguardo spento di Brahim Diaz, a cui hanno sfilato l'anima dal di dentro.
E poi il gol di Gueye. E succede un finimondo. E tutti a pensare " sicuro succede ancora dell'altro. Pareggia il Marocco andiamo ai rigori e ci ritiriamo alle 2 stanotte"
Quello che è successo ieri è stato possibile perché i tifosi sono un patrimonio straordinario del calcio, quando alla violenza sostituiscono le danze e i balli, quando alle offese razziste, xenofobe o machiste sostituiscono le coreografie. Quello che è successo ieri è successo ogni singolo giorno dal 3 al 18 gennaio ed è stato possibile grazie a chi ha creduto in questa bolgia urbana. Qui nel cuore del quartiere Libertà di Bari. Grazie allora a voi, sponsor e sostenitori, Fiom Cgil Bari, Medihospes, Consorzio Mestieri Puglia, Agriplan SRL, Beforpharma, Arci Basilicata, Comune di Bari - Assessorato alle Culture, Sacro Gusto, Amani for Africa, Avanzi Popolo 2.0, Libera Puglia, Kenda onlus - Cooperazione tra i Popoli, ETNIE Associazione di Promozione Sociale onlus
È stato possibile perché Betta, Silvia, Mimmo, Roberto di Officina degli Esordi ci hanno dato ancora una volta ascolto e si sono fidati di noi. È successo tutto questo perché Manuel, Fabio e Saki sono stati i custodi più preziosi di questa “bombonera” nostrana che apriva i cancelli alle 17:00 e li chiudeva, boh a una certa la sera.
E a noi resta l’impegno e l’appuntamento a giugno 2027 con la prossima edizione tra Kenya, Tanzania e Uganda, e anche l’immagine di Dan, simpatico e distinto tifoso della Repubblica Democratica del Congo, che se ne va per via Crispi sventolando la bandiera della sua nazione.
L’Africa non è un carnevale. È semplicemente il luogo dove è nata l’umanità. Con tutti i suoi limiti. Con tutte le sue ricchezze. Anche quelle che non gestisce più.