21/02/2026
Ieri siamo stati in presidio davanti al CPR di Bari-Palese per denunciare la morte di Said, ragazzo di 25 anni trattenuto nel centro.
La morte di Said è l'ennesima di una lunghe lista di morti di Stato avvenute nei CPR. Questi centro sono a tutti gli effetti dei lager, dove mancano le più basilari condizioni igienico-sanitaria, dove ogni giorno vengono violati i più basilari diritti umani.
I CPR sono il più grande fallimento delle politiche migratorie di questo paese, che preferisce politiche securitarie e violente, ad un sistema di accoglienza che invece vada nella direzione dell'integrazione delle persone migranti sui nostri territori.
In presidio abbiamo chiesto non solo la chiusura dei CPR e un cambio di direzione delle politiche migratorie, ma soprattutto un impegno concreto da parte dell'amministrazione locale e regionale, soprattutto nel limitare quanto più possibile che le persone vengano prelevate per strada e portate dentro il CPR, offrendo loro delle sistemazione attraverso la rete dei servizi sociali del territorio.
Inoltre pretendiamo che il Prefetto di Bari permetta l'accesso nel CPR anche allo staff di parlamentari, europarlamentari e consiglieri regionali, per poter accettare assieme a loro le condizioni del centro e soprattutto, attraverso i mediatori linguistici, di poter avere dei colloqui con le persone recluse nel centro.
Il CPR di Bari è una vergogna per la nostra città perché viola i principi fondamentali della nostra democrazia e della nostra Costituzione!