07/12/2025
Nell'anniversario della sua nascita , un ricordo prezioso da Geeta Iyengar, che ci riporta all’essenza dello yoga.
"“Lo yoga è destinato a tutti. Nessuno ne è escluso.
Che siano uomini, donne o bambini, persone anziane o molto avanti negli anni, malate o con disabilità, il sentiero dello yoga è aperto a tutti. Tuttavia, occorre praticare in accordo con la propria capacità fisica, mentale e spirituale. Lo yoga serve a darci un modo per scoprire o riscoprire noi stessi.
Ci insegna come trovare l’ampio margine della nostra massima capacità interiore, così da poterci esporre a noi stessi e scoprire chi siamo veramente.
Quando dico che bisogna adattarsi secondo le proprie capacità, intendo che ognuno deve scoprire la potenzialità, o l’energia potenziale, che tutti abbiamo dentro, e come portarla alla superficie per poterla utilizzare correttamente. Lo yoga mette a n**o le potenzialità interiori nascoste.
In realtà, nello yoga non c’è nulla che stabilisca chi deve fare cosa.
In questo senso lo yoga è universale.
È inappropriato dire “Questo si fa” o “Questo non si fa”. Per fare tali distinzioni dovrebbe esserci una ragione. Patañjali dice che dobbiamo comprendere a che stadio siamo e qual è il nostro livello. Dobbiamo conoscere quale sia la nostra energia, la nostra potenza, cosa possiamo fare, e così via.
Man mano che procediamo, dobbiamo assicurarci di raggiungere ogni passo gradualmente.
In altre parole, non ci sono barriere, non ci sono restrizioni, nessuna demarcazione vera e propria.
Le parole che usa Patañjali, come potenzialità o capacità, sono certamente molto significative, perché non tutti hanno gli stessi livelli di energia, non tutti possono mettere lo stesso impegno. Il potere di comprensione non è lo stesso in ognuno di noi.
Il praticante deve comprendere soggettivamente le potenzialità che possiede e cercare di esporle al sentiero dello yoga, piuttosto che sfruttarle.”
~ Geeta Iyengar
(7 dicembre 1944 – 16 dicembre 2018)