Professore Vito Covelli

Professore Vito Covelli Professore di malattie del sistema nervoso Università di Napoli V.Prof Univ.of Washington

14/03/2026

Pochi difendono la verità… molti,troppi urlano rabbiosi e carichi di odio per il nulla ma questo rende loro la certezza di essere vivi pur sapendo che sono solo noiosi e inutili insetti!

08/03/2026

La vera verità comincia quando smettiamo di mentire a noi stessi.

08/03/2026
02/03/2026

Tra passato e presente con speranza si vive meglio

27/02/2026

La paura non deve diventare una lunga attesa della morte

26/02/2026
26/02/2026
Le paure limitano l’attività quotidiana e spesso si mascherano da ciò che comunemente definiamo “funzionamento”. In real...
13/01/2026

Le paure limitano l’attività quotidiana e spesso si mascherano da ciò che comunemente definiamo “funzionamento”. In realtà esse rappresentano una forma di adattamento impoverito, un compromesso che la vita impone quando viene vissuta più come difesa che come esperienza.

La paura non nasce dal vuoto, ma dall’eccesso: dall’eccesso di memoria, di controllo, di attesa. È un prodotto del tempo interiore, non dell’evento. Per questo motivo non appartiene al presente, ma a una proiezione continua del passato sul futuro.

Si osserva allora come l’individuo, nel tentativo di proteggersi, finisca per ridurre progressivamente il campo dell’esperienza. La rinuncia precede il sintomo. Il corpo e la mente si adeguano, costruendo un equilibrio apparente che, però, ha il costo di una vita non pienamente vissuta.

Il compito terapeutico non è l’eliminazione della paura — obiettivo ingenuo e irrealistico — ma il suo ridimensionamento simbolico: restituirle un luogo, un confine, una funzione non più tirannica. Solo così l’organismo può tornare a riconoscere il presente come spazio abitabile e non come minaccia continua.

La guarigione, quando avviene, non è mai una scomparsa del sintomo, ma una riconquista del tempo.

Tutti, a prescindere dalle decadi di vita, possono ancora scegliere di vivere con quella curiosità e quell’entusiasmo che rendono il tempo nuovamente aperto.

Quando il piacere di sentire prevale sul timore di perdere, la vita torna ad appartenere a se stessa.

Niente paura, nessun alibi:
uscire vivi dalla vita.

30/12/2025

E perché nn si torna a leggere il libro Cuore di De Amicis nelle Scuole elementari???? Educazione emotiva ormai è un “must”se nn volete piangere i vostri figli perché sono confusi su tutto e cercano di colmare i vuoti del cuore con spinelli droghe turbe sessuali depressione suicidi e altro ancora…..Ridurre la digitalizzazione e tornare ai libri alla lettura per esempio de”I dolori del giovane Werther” e altro.Siete ancora in tempo credetemi!

Il Rancore: la malattia silenziosa della menteIl rancore è uno stato d’animo sordo, cupo, opaco, che si insinua nelle fi...
28/11/2025

Il Rancore: la malattia silenziosa della mente

Il rancore è uno stato d’animo sordo, cupo, opaco, che si insinua nelle fibre più profonde e vitali della mente umana.
Non è un’esplosione: è una implosione lenta e corrosiva, un cortocircuito emotivo che consuma dall’interno.

Il rancore nasce quando una ferita non trova voce, quando la frustrazione si trasforma in ostilità silenziosa, quando la rabbia si traveste da dignità ferita.
E in chi lo coltiva genera un malessere esistenziale, un’inquietudine amara che intossica il pensiero e impoverisce la vita.

Il rancore contro una persona, contro un torto presunto, contro una sensazione di inadeguatezza, rischia di degenerare in patologie mentali e comportamentali che negano la nostra natura più autentica.
Perché il rancore non difende l’identità: la imprigiona.

Noi siamo essenza, non apparenza.
Siamo chiamati a crescere, evolvere, affrontare il dolore trasformandolo in forza creativa.
Questa è la vera energia vitale.

Ma chi si nutre di rancore si condanna alla solitudine:
si auto-emargina, si rattrappisce, diventa incapace di vedere i giorni migliori.
Il rancoroso non conosce la bellezza del perdono,
né la soavità di un sorriso donato senza aspettarsi nulla in cambio.

Perché il perdono è igiene della mente,
è liberazione immunologica,
è la restituzione del respiro all’anima.

Il rancore trattiene nel passato.
Il perdono restituisce alla vita.

Indirizzo

Via Principe Amedeo N. 25
Bari
70120

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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Telefono

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