Nutrizione e sport -Dott.ssa Titti Debitonto

Nutrizione e sport -Dott.ssa Titti Debitonto Studio di nutrizione umana. Expert sport nutritional. Nutrizione sportiva agonistica e amatoriale. P BIOLOGA NUTRIZIONISTA. LAUREATA IN SCIENZE MOTORIE .

ESPERTA IN NUTRIZIONE SPORTIVA E SPORTIVA AGONISTICA

C’è un momento in cui lo capisci.Non vuoi più “provare diete”.Non vuoi più “fare allenamenti a caso”.Non vuoi più sentir...
18/02/2026

C’è un momento in cui lo capisci.

Non vuoi più “provare diete”.
Non vuoi più “fare allenamenti a caso”.
Non vuoi più sentirti gonfia, stanca e scollegata dal tuo corpo.

Vuoi un percorso che lavori davvero alla radice.

Respirazione ipopressiva
Core profondo
Pavimento pelvico
Nutrizione mirata

Un percorso pensato per accompagnarti passo passo, senza stress e senza estremismi 🤍

Se senti che è arrivato il tuo momento
scrivimi START in privato 💌

Dopo una gravidanza non si tratta solo di “tornare in forma”.Si tratta di recuperare il corpo in modo corretto e sicuro....
15/02/2026

Dopo una gravidanza non si tratta solo di “tornare in forma”.

Si tratta di recuperare il corpo in modo corretto e sicuro.

Ogni giorno incontro donne che:
• non riconoscono più il loro addome
• hanno mal di schiena
• si sentono gonfie
• non sanno da dove iniziare

Ed è normale.
Il problema è pensare che basti un allenamento qualsiasi.

Il recupero post parto è un percorso guidato e personalizzato.

Se vuoi capire da dove partire, scrivimi INFO in DM ✨

Dopo il parto (ma non solo) molte donne notano:• pancia gonfia che non va via• addome “molle”• mal di schiena• pavimento...
12/02/2026

Dopo il parto (ma non solo) molte donne notano:

• pancia gonfia che non va via
• addome “molle”
• mal di schiena
• pavimento pelvico indebolito

E la prima cosa che pensano è:
👉 devo fare addominali.

In realtà spesso è la cosa meno indicata.

La ginnastica ipopressiva lavora in modo completamente diverso:
respirazione + postura + attivazione profonda.

È un lavoro interno, delicato e guidato 🤍

Ed è il motivo per cui sempre più donne la scelgono.

Se ne hai sentito parlare e vuoi capire se fa per te, scrivimi IPO in DM ✉️

👉 Scrivimi “IPO” per ricevere info sui percorsi



Respiri male. E il tuo pavimento pelvico paga le conseguenze.Se hai:• pancia gonfia che non va via• mal di schiena ricor...
10/02/2026

Respiri male. E il tuo pavimento pelvico paga le conseguenze.

Se hai:
• pancia gonfia che non va via
• mal di schiena ricorrente
• sensazione di debolezza addominale
• post parto / diastasi
• perdite di urina anche lievi

👉 Probabilmente il tuo addome non lavora più in sinergia.

La ginnastica ipopressiva non è “un altro allenamento”.
È una rieducazione profonda di respiro, addome e pavimento pelvico.

Cosa succede quando inizi?
✨ l’addome torna a contenere
✨ la postura migliora
✨ la pressione interna diminuisce
✨ il pavimento pelvico smette di soffrire
✨ la pancia si appiattisce in modo naturale

Non si tratta di fare di più.
Si tratta di fare nel modo giusto.

Se senti che il tuo corpo ha bisogno di ripartire da qui, scrivimi 💬. Scrivimi “INFO” in DM per ricevere tutte le informazioni sui percorsi di ginnastica ipopressiva.




Ci sono donne che arrivano da me e mi dicono:“Mi sento cambiata.”“Il mio corpo non è più lo stesso.”“La pancia non va vi...
07/02/2026

Ci sono donne che arrivano da me e mi dicono:

“Mi sento cambiata.”
“Il mio corpo non è più lo stesso.”
“La pancia non va via.”
“Ho sempre mal di schiena.”
“Dopo la gravidanza non mi riconosco.”

E sai una cosa?
Non sei sbagliata. Non devi “stringere i denti”.

Devi solo rieducare il tuo corpo nel modo giusto 🤍

La ginnastica ipopressiva è un lavoro profondo che aiuta a:
✔ ridurre la diastasi addominale
✔ migliorare la postura
✔ alleggerire il mal di schiena
✔ riattivare il pavimento pelvico
✔ sgonfiare l’addome
✔ sentirti di nuovo forte e stabile

Non è fitness.
È rieducazione del corpo.

Ed è spesso la cosa che nessuno ti ha mai insegnato.

Se senti che questo messaggio parla a te, scrivimi 💌
Ti spiego come funzionano i percorsi.
📩 Scrivimi in DM la parola IPO per ricevere tutte le info sui percorsi.


Hai mai pensato che quella pancia sempre gonfia👉 non sia una questione di dieta?Dopo una gravidanza, un periodo di stres...
06/02/2026

Hai mai pensato che quella pancia sempre gonfia
👉 non sia una questione di dieta?

Dopo una gravidanza, un periodo di stress o anni di postura scorretta, l’addome può perdere la sua funzione.
E no, fare più addominali non è la soluzione. Anzi, spesso peggiora la situazione.

La diastasi dei retti, il mal di schiena e la debolezza del pavimento pelvico sono segnali che il corpo sta chiedendo un lavoro diverso, più profondo e rispettoso.

✨ La ginnastica ipopressiva lavora sull’addome profondo, sulla postura e sulla respirazione.
Non schiaccia, non forza, non danneggia.
Riattiva, sostiene e ricostruisce.

📌 È indicata se:
• hai avuto una o più gravidanze
• soffri di mal di schiena
• hai pancia gonfia anche mangiando bene
• sospetti o sai di avere una diastasi
• vuoi tornare a sentirti forte nel tuo corpo

Come nutrizionista, laureata anche in scienze motorie e specializzata in ginnastica ipopressiva, lavoro in modo personalizzato, rispettando la tua storia e il tuo corpo.

💬 Scrivimi in DM la parola “IPOPRESSIVA”
e ti spiego come funzionano le sedute e i pacchetti disponibili.

Il tuo corpo non va combattuto.
Va rieducato 💛











Articolo lungo…. Ma ne vale la pena leggerlo
29/01/2026

Articolo lungo…. Ma ne vale la pena leggerlo

𝐌𝐄𝐍𝐎𝐏𝐀𝐔𝐒𝐀: 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐁𝐋𝐄𝐌𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ “𝐋’𝐄𝐓𝐀̀”, 𝐌𝐀 𝐔𝐍 𝐓𝐄𝐒𝐒𝐔𝐓𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀
𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞: 𝐷𝑜𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑔𝑜𝑛𝑓𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒, 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑖𝑡𝑎 𝑟𝑎𝑝𝑖𝑑𝑎 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎, 𝑓𝑟𝑎𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒, 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑢𝑟𝑛𝑜 𝑜 𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑚𝑖 𝑛𝑒𝑢𝑟𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑖 𝑚𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎: 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 “𝑐𝑢𝑟𝑎𝑛𝑜” 𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮: 𝑙𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑒 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘰𝘴𝘵𝘦 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 (𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎, 𝑛𝑢𝑡𝑟𝑎𝑐𝑒𝑢𝑡𝑖𝑐𝑖, 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑓𝑖𝑠𝑖𝑐𝑎) 𝑛𝑜𝑛 “𝑐𝑢𝑟𝑎𝑛𝑜” 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑜𝑝𝑎𝑢𝑠𝑎. 𝑆𝑒𝑟𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑎 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑚𝑖 𝑒 𝑎 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑚𝑢𝑠𝑐𝑜𝑙𝑜𝑠𝑐ℎ𝑒𝑙𝑒𝑡𝑟𝑖𝑐ℎ𝑒 (𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑟𝑖𝑔𝑖𝑑𝑖𝑡𝑎̀, 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎/𝑚𝑎𝑠𝑠𝑎, 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑎), 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎.....𝘦 𝘷𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦!!

C’è una truffa semantica che va avanti da decenni: alle donne in perimenopausa e postmenopausa si dice “è normale, è l’età”. Traduzione: arrangiati. Peccato che la scienza stia mettendo ordine con un concetto molto più onesto: la menopausa ha un profilo muscoloscheletrico riconoscibile, spesso sottovalutato, e soprattutto modificabile con scelte pratiche.

I numeri non sono piccoli: oltre il 70% delle donne riferisce sintomi muscoloscheletrici nella transizione, e circa 1 su 4 ne è fortemente limitata. Non stiamo parlando di un fastidio “di contorno”: includono dolori articolari/algie diffuse, perdita di massa e forza, calo di densità ossea e accelerazione dell’osteoartrosi.

Il meccanismo di fondo è brutale nella sua semplicità: gli estrogeni non servono solo per il ciclo. Sono anche un “freno” fisiologico su infiammazione e degradazione tissutale. Quando calano, aumentano segnali infiammatori e il sistema muscolo-osso entra in una fase più fragile. In perimenopausa, ad esempio, può verificarsi un calo medio di densità minerale ossea attorno al 10%, e dopo la menopausa una riduzione di massa muscolare stimata intorno allo 0,6% annuo (con perdita di fibre “veloci”, quelle che ti salvano da una caduta).

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗼 𝗺𝗮𝗴𝗶𝗮?

𝗟𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ “𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗮”: 𝗲̀ “𝗮𝗻𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝗰𝗮” 𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶-𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀
Se l’obiettivo è proteggere muscolo e osso, la parola chiave è proteine (e distribuite, non tutte a cena o “quando capita”). Linee guida clinico-nutrizionali su anziani e rischio sarcopenia indicano in modo pragmatico almeno 1,0–1,2 g/kg/die negli adulti avanti con l’età, e 1,2–1,6 g/kg/die in caso di malattia/fragilità o obiettivi di recupero funzionale. 𝑵𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒃𝒐𝒅𝒚𝒃𝒖𝒊𝒍𝒅𝒊𝒏𝒈: 𝒆̀ 𝒎𝒂𝒏𝒖𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒕𝒆𝒔𝒔𝒖𝒕𝒐.

Poi viene l’energia “intelligente”: non serve demonizzare carboidrati o grassi; serve evitare il classico combo micidiale della mezza età sedentaria: poche proteine + poche fibre + troppi ultraprocessati. La dieta mediterranea ben fatta (pesce, legumi, olio EVO, frutta secca, vegetali, latticini/alternative se tollerati) aiuta perché spinge micronutrienti e densità nutrizionale senza gonfiare calorie inutili.

Sul calcio: molto meglio cibo che pillole “a prescindere”. Le grandi prove su supplementazione calcio + vitamina D in donne sane mostrano al massimo piccoli effetti su densità ossea e nessun miracolo sulle fratture, con un segnale concreto di aumento di calcolosi renale. Quindi: prima si misura la dieta, poi si decide.

𝗜𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶/𝗻𝘂𝘁𝗿𝗮𝗰𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗶: 𝘀𝗶̀, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗲𝗿𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗹𝗲

Questi interventi sono supporti per la gestione dei sintomi e della funzione, non scorciatoie “curative”. Il criterio è: deficit documentato o razionale fisiologico sensato + evidenza clinica decente + sicurezza + compatibilità con la persona.

𝗩𝗶𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗗: utile quando serve, inutile quando “si spera”. Le evidenze più solide dicono che nella popolazione generale non ha senso prescriverla “per prevenire cadute e fratture” come automatismo; anzi, le raccomandazioni USPSTF sono nette contro l’uso routinario per prevenzione primaria in comunità. Però in chi è carente (cosa frequente), correggere la carenza è ragionevole e clinicamente sensato. Traduzione pratica: dosaggio 25(OH)D, poi decisione, non fede.

𝗠𝗮𝗴𝗻𝗲𝘀𝗶𝗼: non è un “brucia-dolori”, ma è interessante perché un RCT in donne postmenopausa ha mostrato che 500 mg/die ha migliorato lo status di vitamina D. È una tessera del puzzle, non la foto completa. Ps: il magnesio deve essere in forma organica, altrimenti non è biodisponibile ed ha un effetto solo lassativo.

𝗩𝗶𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗞𝟮: qui i dati su BMD in osteoporosi postmenopausale sono favorevoli in meta-analisi, con buon profilo di sicurezza generale. Ma attenzione: dosi, forme (MK-7 vs MK-4), contesti clinici e soprattutto interazioni (anticoagulanti cumarinici) impongono criterio e non il fai da te.

𝗖𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮: per muscolo e performance è una delle molecole più studiate. Per l’osso, invece, la storia è più sobria: un RCT di 2 anni in donne postmenopausa con training strutturato non ha mostrato aumento della densità minerale ossea, pur migliorando alcune proprietà geometriche dell’anca e la performance di cammino. Quindi: non è la “pillola per l’osteoporosi”, ma può essere un supporto in un programma serio di forza.

La cosa più importante di tutte: 𝒔𝒆 𝒅𝒆𝒗𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒔𝒄𝒆𝒈𝒍𝒊, 𝒔𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆, 𝒍’𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂!

𝗜𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼: 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮
L’esercizio è la misura “meno controversa”. Perché? Perché combatte insieme sarcopenia, rischio cadute e fragilità.
E non parliamo di “camminatina e via”. Camminare è ottimo, ma non sostituisce la forza. Le meta-analisi su esercizio e densità ossea in postmenopausa mostrano un effetto positivo su colonna e femore.
E quando l’allenamento è intenso, progressivo e supervisionato, può migliorare densità ossea e funzione anche in osteopenia/osteoporosi: il trial LIFTMOR (heavy lifting/HiRIT) è uno dei lavori simbolo, con efficacia e un profilo di sicurezza buono in condizioni controllate.
In pratica, l’obiettivo è semplice: ricostruire potenza e massa (soprattutto delle fibre veloci) con 2–3 sedute/settimana, progressione graduale, tecnica pulita, carichi “veri” compatibili con stato clinico e, se c’è fragilità ossea, con supervisione competente. Il resto (integratori inclusi) viene dopo.

𝗘 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗼𝗿𝗺𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲?
Non è “nutraceutica”, ma sarebbe disonesto tacerlo: le società scientifiche riportano che la terapia ormonale con bioidentici può prevenire perdita di massa ossea e ridurre fratture in contesti appropriati, con decisione basata su età, timing, rischio e controindicazioni. È materia esclusiva del medico, non di altre professioni sanitarie o peggio di fuffa-guru o istruttori da palestra, coach etc.

𝐐𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐠𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐢 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐞: s𝑒 𝑡𝑖 𝑑𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜 “𝑒̀ 𝑙’𝑒𝑡𝑎̀”, 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑎𝑛𝑑𝑜. 𝐿𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑜𝑝𝑎𝑢𝑠𝑎 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎 𝑖 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑖, 𝑠𝑖̀. 𝑀𝑎 𝑖 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑎 𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑙𝑖: 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑖𝑛𝑒 𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑡𝑒, 𝑚𝑖𝑐𝑟𝑜𝑛𝑢𝑡𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑜𝑛𝑜, 𝑒 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑡𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎. 𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 “𝑡𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑜𝑝𝑎𝑢𝑠𝑎”: 𝑡𝑖 𝑡𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀.

𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚

1) Wright VJ, Schwartzman JD, Itinoche R, Wittstein J. The musculoskeletal syndrome of menopause. Climacteric. 2024;27(5):466–472. doi: 10.1080/13697137.2024.2380363.

2) Kruse C, McKechnie T, Dworsky-Fried J, et al. Musculoskeletal Manifestations of Perimenopause: A Systematic Review and Meta-Analysis of 93,021 Women. JB JS Open Access. 2026;11(1):e25.00254. doi: 10.2106/JBJS.OA.25.00254.

3) Watson SL, Weeks BK, Weis LJ, et al. High-Intensity Resistance and Impact Training Improves Bone Mineral Density and Physical Function in Postmenopausal Women With Osteopenia and Osteoporosis: The LIFTMOR Randomized Controlled Trial. J Bone Miner Res. 2018;33(2):211–220. doi: 10.1002/jbmr.3284.

4) Deutz NEP, Bauer JM, Barazzoni R, et al. Protein intake and exercise for optimal muscle function with aging: recommendations from the ESPEN Expert Group. Clin Nutr. 2014;33(6):929–936. doi: 10.1016/j.clnu.2014.04.007.

5) Jackson RD, LaCroix AZ, Gass M, et al. Calcium plus vitamin D supplementation and the risk of fractures. N Engl J Med. 2006;354(7):669–683. doi: 10.1056/NEJMoa055218.

Farmaci PERICOLOSI utilizzati come mezzucci per dimagrireMezzi meschini e mortali diventati un altro modo per comprarsi ...
28/01/2026

Farmaci PERICOLOSI utilizzati come mezzucci per dimagrire
Mezzi meschini e mortali diventati un altro modo per comprarsi la felicità .
La pochezza di quanto continua ad accedere in questo settore è devastante. Medici che prescrivono pur di accontentare, pazienti super eroi divenuti i migliori medici di se stessi.
Nessuna denuncia circa gli effetti collaterali di questo farmaco su soggetti sani.
L’importante è vendere !
Affidarsi ai professionisti oppure studiare per diventare tali!

Tra pochi giorni Nicola Carraro, editore e produttore cinematografico, spegnerà 84 candeline. Per lui la moglie Mara Venier sta già...

Non è mai troppo tardi !!Iniziare a prendersi cura di se e’ quanto di meglio possiamo fare per noi stessi🥰🥹Prenota il tu...
10/01/2026

Non è mai troppo tardi !!
Iniziare a prendersi cura di se e’ quanto di meglio possiamo fare per noi stessi🥰🥹

Prenota il tuo appuntamento 📞
Scrivimi in privato ✍🏽

Studierò il percorso più adatto a te, introducendo se necessario anche benessere e allenamento 🏋🏻

La dieta personalizzata non annoia e viene continuamente rimodulata 😊
#2026

La nuova piramide alimentare dice tanto su quello che sta diventando la nutrizione…BUONA LETTURA
09/01/2026

La nuova piramide alimentare dice tanto su quello che sta diventando la nutrizione…
BUONA LETTURA

🚨 𝐔𝐒𝐀: 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐩𝐢𝐫𝐚𝐦𝐢𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓–𝟐𝟎𝟑𝟎. 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: “𝐄𝐚𝐭 𝐑𝐞𝐚𝐥 𝐅𝐨𝐨𝐝” (𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨).

E no: non è una “moda low-carb”, né l’ennesima crociata contro un singolo nutriente. È un reset molto più semplice (e molto più scomodo per l’industria): meno cibo industriale, più alimenti riconoscibili, ovvero cibo vero a tavola.

✅ 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨

𝟏) 𝐈𝐥 𝐧𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢: 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 “𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢”.
𝑁𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑟𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑎𝑛𝑒 𝑏𝑖𝑎𝑛𝑐𝑜, 𝑠𝑛𝑎𝑐𝑘, 𝑐𝑟𝑎𝑐𝑘𝑒𝑟𝑠, 𝑐𝑒𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖, 𝑚𝑒𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑛𝑒, 𝑏𝑒𝑣𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑧𝑢𝑐𝑐ℎ𝑒𝑟𝑎𝑡𝑒: 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒊 + 𝒛𝒖𝒄𝒄𝒉𝒆𝒓𝒊 + 𝒔𝒂𝒍𝒆 + 𝒂𝒅𝒅𝒊𝒕𝒊𝒗𝒊. Non è “il pane” il problema… è il “pane-prodotto”.

𝟐) 𝐈 𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨: 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 “𝐩𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐥𝐢”.
𝐿𝑎 𝑝𝑖𝑟𝑎𝑚𝑖𝑑𝑒 𝑙𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑎- 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒: 2–4 𝑝𝑜𝑟𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖/𝑑𝑖𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎: “𝑝𝑟𝑖𝑜𝑟𝑖𝑡𝑖𝑧𝑒 𝑓𝑖𝑏𝑒𝑟-𝑟𝑖𝑐ℎ 𝑤ℎ𝑜𝑙𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑖𝑛𝑠”. 𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖: 𝑠𝑖̀ 𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑖 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑖 𝑓𝑖𝑏𝑟𝑎; 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒊 “𝒑𝒂𝒄𝒌𝒂𝒈𝒆𝒅 𝒃𝒓𝒆𝒂𝒌𝒇𝒂𝒔𝒕”.

𝟑) 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐢𝐧𝐞: 𝐬𝐚𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 (𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐫𝐠𝐞𝐭).
𝑂𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜: 1,2–1,6 𝑔/𝑘𝑔/𝑑𝑖𝑒 (𝑑𝑎 𝑎𝑑𝑎𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑓𝑎𝑏𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜). 𝐸 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑡𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜: 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑑 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑡𝑜, 𝑠𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑖 (𝑢𝑜𝑣𝑎, 𝑝𝑜𝑙𝑙𝑜, 𝑝𝑒𝑠𝑐𝑒, 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒) 𝑠𝑖𝑎 𝑣𝑒𝑔𝑒𝑡𝑎𝑙𝑖 (𝑙𝑒𝑔𝑢𝑚𝑖, 𝑠𝑜𝑖𝑎, 𝑓𝑟𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑠𝑒𝑐𝑐𝑎, 𝑠𝑒𝑚𝑖). 𝑴𝒖𝒔𝒄𝒐𝒍𝒐, 𝒔𝒂𝒛𝒊𝒆𝒕𝒂̀, 𝒏𝒖𝒕𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒊: 𝒔𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒂 𝒍𝒊̀.

𝟒) 𝐋𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐢𝐧𝐢: 𝐬𝐢̀, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 “𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢”, 𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐢. 𝑁𝑜𝑛 “𝑦𝑜𝑔𝑢𝑟𝑡-𝑑𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑡” 𝑒 𝑙𝑎𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑟𝑜𝑚𝑎𝑡𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜: 𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑐𝑖𝑛𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑖. 𝑇𝑎𝑟𝑔𝑒𝑡 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜: 3 𝑝𝑜𝑟𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖/𝑑𝑖𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎 𝑑𝑎 2000 𝑘𝑐𝑎𝑙 (𝑝𝑜𝑖 𝑠𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎).

𝟓) 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨.
𝑅𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑜𝑙𝑖𝑜 𝑑’𝑜𝑙𝑖𝑣𝑎; 𝑎𝑚𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑝𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑏𝑢𝑟𝑟𝑜 𝑜 𝑠𝑒𝑔𝑜 “𝑠𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑖”, 𝑚𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑜: 𝑠𝑎𝑡𝑢𝑟𝑖

Leggere attentamente questo articolo!!!Ecco perché la sola DIETA non basta!Per questo si cerca di offrire un servizio ch...
03/12/2025

Leggere attentamente questo articolo!!!
Ecco perché la sola DIETA non basta!
Per questo si cerca di offrire un servizio che possa GARANTIRE UN APPROCCIO integrato.

PRESSO IL MIO STUDIO:
-dieta personalizzata
-allenamento specifico
-trattamenti per edema, ritenzione, cellulite
-trattamenti di riattivazione metabolica

Ti aspettiamo 📝
Scrivi in privato o lascia un commento

𝐋𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚, 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚: 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 (𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢)

Il lipedema è una di quelle diagnosi che arrivano tardi, spesso dopo anni di “sei solo sovrappeso” o “devi dimagrire di più”. Ma chi lo vive sulla propria pelle sa benissimo che non è “solo grasso”: è un disturbo della distribuzione del tessuto adiposo, doloroso, implacabile, che colpisce quasi esclusivamente le donne e che si concentra soprattutto su gambe e fianchi.

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: abbiamo finalmente i primi studi seri su esercizio fisico, dieta, compressione e liposuzione. Non sono la Bibbia – i campioni sono piccoli, spesso monocentrici – ma danno una direzione chiara: 𝐿𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎, 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 (𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑖𝑡𝑖).

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 “𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨”

Nel lipedema spesso si sente dire: “l’esercizio non serve, tanto il grasso lipedematoso non va via”. Non è vero.
Uno dei trial più importanti è quello di Atan et al., 2021: 33 donne (campione piccolo) con lipedema severo (tipo 3, stadio III–IV) sono state randomizzate a tre trattamenti:

- esercizio + Complete Decongestive Therapy (CDT)
- esercizio + pneumatico intermittente (IPCT)
- solo esercizio

𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐢𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞:

- tutti e tre i gruppi migliorano in termini di volume degli arti, dolore e qualità di vita;
- ma CDT e IPCT aggiungono un beneficio ulteriore rispetto al solo esercizio.

Tradotto: il movimento fa la sua parte, ma quando lo abbiniamo a tecniche fisiche mirate, i risultati diventano clinicamente rilevanti.

𝐂𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞? (Chinesiologo)

Gli studi concordano su alcuni punti:

- servono programmi strutturati, non il “faccia un po’ di camminate”;
- è utile combinare resistenza + forza;
- la frequenza ideale negli studi è di 3–5 sedute a settimana, per almeno 8–12 settimane;
- le pazienti riferiscono meno dolore, gambe più leggere, migliore capacità di camminare (6-minute walk test) e, in alcuni casi, riduzione delle circonferenze.

Anche la consensus sul ruolo dell’esercizio nel lipedema – ad esempio il documento di consenso guidato da Annunziata e coll. – indica chiaramente che l’attività fisica non è opzionale, ma un pilastro della terapia conservativa: aerobica moderata, esercizi in scarico (acqua), rinforzo muscolare mirato, il tutto adattato allo stadio di malattia e al dolore.

𝑆𝑒𝑟𝑣𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑠𝑢 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒, 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜, 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜, 𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐂𝐃𝐓, 𝐈𝐏𝐂𝐓: 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐚𝐦, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐠𝐚𝐝𝐠𝐞𝐭

Se guardiamo alle linee guida – ad esempio gli Standard of care for lipedema in the United States – la compressione non è un optional estetico: è standard di cura. Calze, bendaggi, sistemi pneumatici, manual lymph drainage, tutto dentro la stessa cornice: Complete Decongestive Therapy (CDT).

- La compressione riduce il dolore, il senso di pesantezza e i lividi.
- In associazione all’esercizio migliora ulteriormente funzione e qualità di vita rispetto al solo esercizio.
- I dispositivi pneumatici avanzati (APCD) hanno mostrato, in piccoli trial, un miglioramento significativo dei sintomi e della QoL rispetto ai controlli.

l limite? Gli studi hanno pochi soggetti, seguono le pazienti per pochi mesi e spesso mischiano più interventi insieme: è difficile attribuire la quota di beneficio a una singola tecnica. Però il quadro complessivo è coerente: quando si fa compressione fatta bene e con continuità, le pazienti stanno meglio.

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚: 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ “𝐝𝐢𝐦𝐚𝐠𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐞 𝐯𝐞𝐝𝐫𝐚̀”, 𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 “𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚” (Nutrizionista Sanitario)

Per anni si è ripetuto che “la dieta non serve sul lipedema” perché il grasso patologico è resistente. Gli studi recenti, però, dicono altro.

𝑳𝒐𝒘-𝒄𝒂𝒓𝒃, 𝒅𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒂 𝒛𝒐𝒏𝒂 𝒆 𝒄𝒉𝒆𝒕𝒐𝒈𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂: 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒂𝒕𝒊
Una revisione sistematica e meta-analisi del 2024 ha messo insieme gli studi su diete chetogeniche / Dieta a Zona / low-carb high-fat (LCHF) nelle donne con lipedema. Risultato: questi approcci portano a:

- calo di peso e di massa grassa;
- miglioramento del profilo glicemico e lipidico;
- in diversi lavori, riduzione riferita del dolore e dei sintomi, anche se spesso non misurata con scale standardizzate.

Uno studio prospettico su dieta LCHF vs dieta moderato-carbo a basso indice glicemico ha mostrato che la LCHF era più efficace nel ridurre massa grassa e migliorare diversi marcatori metabolici, senza danni a rene o tiroide nel periodo osservato.

Non significa che tutte debbano fare chetogenica a vita, ma mette a fuoco un punto: 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑔𝑙𝑢𝑐𝑖𝑑𝑖𝑐𝑜, 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑠𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑛𝑠𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜-𝑟𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒, ℎ𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜, 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑠𝑜.

𝑫𝒊𝒆𝒕𝒂 𝒂𝒏𝒕𝒊-𝒊𝒏𝒇𝒊𝒂𝒎𝒎𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒆 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒂
Altri lavori guardano alla qualità globale della dieta:

- Un pattern alimentare con basso Dietary Inflammatory Index (DII) e alta aderenza allo stile mediterraneo si associa a livelli più bassi di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6) nelle donne con lipedema.
- Studi trasversali, certo, quindi niente causalità; ma il segnale è chiaro: meno junk pro-infiammatorio → meno infiammazione di basso grado.

Una review su approcci nutrizionali nel lipedema (Atabilen Pınar et al., 2025) conclude che non c’è ancora una dieta “ufficiale” per il lipedema, ma che:

- il controllo del peso,
- la riduzione del carico glucidico,
- l’aumento di alimenti anti-infiammatori (olio extravergine, pesce azzurro, frutta secca, verdure, spezie etc.)

Sono i tre pilastri su cui ha più senso lavorare.

𝐄 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞? 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐟𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐡𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 (Medico Chirurgo)

Qui la letteratura è più corposa (anche se non randomizzata). Il lavoro storico di Schmeller et al., 2012 su liposuzione tumescent in donne con lipedema mostra, a lungo termine:

- riduzione stabile di volume e disproporzione arti/tronco,
- calo significativo di dolore e sintomi,
- riduzione o addirittura sospensione della terapia decongestiva in una quota importante di pazienti,
- tasso di complicanze serio relativamente basso.

Studi successivi su water-jet assisted liposuction (WAL) e altre varianti confermano miglioramenti morfologici, funzionali e di qualità di vita, con differenze tecniche ma stessa direzione di marcia. Una recente meta-analisi sugli interventi di liposuzione nel lipedema arriva alla conclusione che questi interventi sono efficaci e ragionevolmente sicuri, a patto che vengano eseguiti in centri esperti e che il paziente mantenga compressione e stile di vita adeguato.

L𝑎 𝑙𝑖𝑝𝑜𝑠𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 “𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎” 𝑚𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑢𝑟𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜𝑠𝑎, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑙𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎𝑡𝑜𝑠𝑜 𝑒 𝑖 𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑚𝑖, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎, 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒.

𝐈𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨: 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 “𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚”

Le linee guida internazionali e gli Standard of care sono chiari: la gestione del lipedema efficace nel medio-lungo termine non è basata su una singola arma, ma su un 𝐩𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨:

𝟏) 𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚
– per smettere di colpevolizzare le pazienti (“mangi meno”) e iniziare a parlare di malattia.

𝟐) 𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨
– frequente, adattato al dolore e allo stadio, con obiettivi funzionali chiari.

𝟑) 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐂𝐃𝐓
– calze adeguate, linfodrenaggio, eventualmente dispositivi pneumatici, soprattutto nelle fasi più avanzate.

𝟒) 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐚
– controllo del peso e dell’insulino-resistenza, approccio low-carb/anti-infiammatorio personalizzato, evitando estremismi fai-da-te.

𝟓) 𝐒𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞
– perché l’impatto su autostima, immagine corporea e vita sociale è enorme.

𝟔) 𝐂𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 (𝐥𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞)
– quando la terapia conservativa è stata fatta seriamente e non basta più, e quando ci sono le condizioni cliniche e logistiche per un intervento sicuro e seguito nel tempo.

𝐀 𝐭𝐞 D𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐢𝐩𝐞𝐝𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨:

“𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜. 𝐼𝑙 𝑙𝑖𝑝𝑒𝑑𝑒𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑎𝑑𝑖𝑝𝑜𝑠𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑒𝑡𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑠𝑎𝑝𝑝𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑚𝑜𝑣𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑎𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 – 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑒 – 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑎, 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑟𝑖𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒, 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑔𝑎𝑚𝑏𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝑁𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜𝑠𝑎: 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑎 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎.”

𝐋𝐢𝐧𝐞𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐮𝐬
- Herbst KL, Kahn LA, Iker E, et al. Standard of care for lipedema in the United States. Phlebology. 2021;36(10):779-796. doi:10.1177/02683555211015887.

- Annunziata G, et al. The role of physical exercise as a therapeutic tool to improve lipedema. Curr Nutr Rep. 2024;13(3): in press. doi:10.1007/s13679-024-00579-8.

𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚
- Lanzi S, Pousaz A, Porceddu E, et al. Exercise training in women with lipedema – a systematic review. Vasa. 2025; online ahead of print. doi:10.1024/0301-1526/a001250.

- Atan T, Bahar-Ozdemir Y. The effects of complete decongestive therapy or intermittent pneumatic compression therapy or exercise only in the treatment of severe lipedema: a randomized controlled trial. Lymphat Res Biol. 2021;19(1):86-95. doi:10.1089/lrb.2020.0019.

- Czerwińska M, Gruszecki M, Rumiński J, Hansdorfer-Korzon R. Evaluation of the effectiveness of compression therapy combined with exercises versus exercises only among lipedema patients using various outcome measures. Life (Basel). 2024;14(11):1346. doi:10.3390/life14111346.

- Wright T, Scarfino CD, O’Malley EM. Effect of pneumatic compression device and stocking use on symptoms and quality of life in women with lipedema: a proof-in-principle randomized trial. Phlebology. 2023;38(1):51-61. doi:10.1177/02683555221145779.

𝐃𝐢𝐞𝐭𝐚, 𝐜𝐡𝐞𝐭𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 / 𝐥𝐨𝐰-𝐜𝐚𝐫𝐛 𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢
- Amato ACM, et al. The efficacy of ketogenic diets (low carbohydrate; high fat) as a potential nutritional intervention for lipedema: a systematic review and meta-analysis. Nutrients. 2024;16(19):3276. doi:10.3390/nu16193276.

- De Oliveira J, de Paula ACP, Guimarães VHD, et al. Clinical or cultural? Dietary interventions for lipedema: a systematic review. Maturitas. 2025;202:108716. doi:10.1016/j.maturitas.2025.108716.

- Atabilen Pınar B, Çelik MN, Altıntaş Başar HB. Current Evidence-Based Clinical Nutritional Approaches in Lipedema: A Scoping Review. Nutr Rev. 2025;nuaf203. doi:10.1093/nutrit/nuaf203.

- Jeziorek M, Szuba A, Rockicki M, et al. The effect of a low-carbohydrate, high-fat diet versus moderate-carbohydrate, low-glycemic index diet on body composition in patients with lipedema. Diabetes Metab Syndr Obes. 2022;15:2337-2350. doi:10.2147/DMSO.S373631.

- Jeziorek M, Szuba A, Rockicki M, et al. The effect of a low-carbohydrate high-fat diet on body composition and metabolic parameters in women with lipedema and obesity. Nutrients. 2023;15(11):2619. doi:10.3390/nu15112619.

- Lundanes J, Sæther JC, et al. The effect of a low-carbohydrate diet on subcutaneous adipose tissue and metabolic health in women with lipedema. Front Nutr. 2024;11:1484612. doi:10.3389/fnut.2024.1484612.

- Keith L, Seo CA, Rowsemitt C, et al. Ketogenic diet as a potential intervention for lipedema. Med Hypotheses. 2021;154:110642. doi:10.1016/j.mehy.2021.110642.

𝐋𝐢𝐩𝐨𝐬𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐜𝐢
- Schmeller W, Hueppe M, Meier-Vollrath I. Tumescent liposuction in lipoedema yields good long-term results. Br J Dermatol. 2012;166(1):161-168. doi:10.1111/j.1365-2133.2011.10566.x.

- Witte T, Dadras M, Heck FC, et al. Water-jet-assisted liposuction for the treatment of lipedema: standardized treatment protocol and results of 63 patients. J Plast Reconstr Aesthet Surg. 2020;73(9):1637-1644. doi:10.1016/j.bjps.2020.03.002.

- Mortada HH, Alaqil S, Al Jabbar I, et al. Safety and effectiveness of liposuction modalities in managing lipedema: systematic review and meta-analysis. Arch Plast Surg. 2024;51(5):510-526. doi:10.1055/a-2334-9260.

Indirizzo

Via Falcone E Borsellino, 81
Barletta
76121

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Nutrizione e sport -Dott.ssa Titti Debitonto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Nutrizione e sport -Dott.ssa Titti Debitonto:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare